Odissea - Giornale delle studentesse e degli studenti del "Calamo"

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Odissea - Giornale delle studentesse e degli studenti del "Calamo" "Odissea", il giornale delle studentesse e degli studenti del “Calamo” (Ostuni-BR)

23/05/2026

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19/05/2026
Certificazione di latino: quando lo studio diventa esperienzaIl 10 aprile è una data che molti studenti e studentesse de...
17/05/2026

Certificazione di latino: quando lo studio diventa esperienza

Il 10 aprile è una data che molti studenti e studentesse del Liceo Pepe- calamo, sezione Classico, ricorderanno per molto tempo. In quella data, un gruppo di ragazzi e ragazze del terzo, quarto e quinto anno è partito per Brindisi per sostenere la prova per il conseguimento della certificazione di latino. Questa esperienza non solo ha messo alla prova le conoscenze linguistiche, ma è stata anche un'opportunità di crescita personale e culturale.

Il viaggio è stato ricco di emozioni contrastanti: da un lato l'entusiasmo per l'opportunità di partecipare ad un evento formativo importante, dall'altro una grande preoccupazione per la difficoltà della prova da affrontare.
I ragazzi del quarto e quinto anno hanno sostenuto l'esame di livello B1, mentre quelli del terzo anno hanno svolto la prova per ottenere la certificazione di livello A2.
Ognuno con il bagaglio delle proprie competenze, ma tutti con la stessa determinazione.
Una volta arrivati a Brindisi, la giornata è iniziata subito. Gli spazi dove si sono svolte le prove erano pieni di concentrazione. C'erano studenti di diverse scuole, tutti lì per lo stesso obiettivo. Era chiaro che il latino, spesso considerato una lingua del passato, in quel contesto si è rivelato vivo, capace di unire giovani di diverse realtà attraverso lo studio e la passione.

L'esame non è stato facile: ha richiesto non solo conoscenze grammaticali e lessicali, ma anche abilità di comprensione e interpretazione. Tradurre un testo latino significa immergersi in un mondo diverso e cercare di coglierne le sfumature. Questo esercizio aiuta a sviluppare la mente e a migliorare il ragionamento.
Ma ciò che ha reso questa esperienza davvero speciale non è stato solo l'esame in sé. È stato il viaggio, la condivisione con i compagni, il confronto con studenti di altre scuole e soprattutto il latino che ha unito tutti per un pomeriggio. Ogni momento ha contribuito a rendere la giornata unica.

Questa esperienza ha insegnato molto più di quanto si possa trovare in un libro. Ha mostrato l'importanza di mettersi alla prova e di affrontare nuove sfide. Ha dimostrato che il latino non è solo una materia scolastica, ma una chiave per comprendere meglio la nostra lingua e la nostra cultura. Partecipare a una certificazione ha dato agli studenti l'opportunità di confrontarsi con standard riconosciuti e di aumentare la consapevolezza delle proprie capacità.
Tornando a casa, la stanchezza era palpabile, ma era accompagnata da un profondo senso di soddisfazione. Indipendentemente dal risultato della prova, ogni studente ha portato con sé qualcosa di prezioso: un ricordo, un insegnamento, una maggiore fiducia in sé stesso ed è questa la cosa più importante. Questa giornata non è stata solo una trasferta scolastica, ma un'esperienza formativa a tutti gli effetti. Ha dimostrato che lo studio, quando vissuto con passione e condiviso con gli altri, può diventare qualcosa di coinvolgente e significativo.

Un grande ringraziamento va alla professoressa Roberta Menna che ha preparato noi ragazzi e ci ha accompagnato in questo percorso rendendo possibile questa esperienza così entusiasmante.

Il latino non è solo una lingua antica, ma una voce che continua a risuonare anche tra i giovani di oggi.

Alice Errico

Il Legame Eterno: Cosa significa essere madreIl rapporto tra madre e figlio è il primo, autentico legame di ogni essere ...
10/05/2026

Il Legame Eterno: Cosa significa essere madre

Il rapporto tra madre e figlio è il primo, autentico legame di ogni essere umano con il mondo. È un’unione che nasce ancor prima del parto e che si trasforma in una sorta di "sdoppiamento" vitale: la madre dona il proprio respiro a una nuova creatura, creando un legame che va oltre il sangue e che sfida il tempo.
Fin dai primi istanti, la madre rappresenta per il neonato un’ancora di salvataggio. Secondo la teoria dell'attaccamento di Bowlby, è proprio nel primo anno di vita che si pongono le basi della personalità: attraverso la sintonizzazione emotiva e l’empatia, il bambino impara a fidarsi del mondo. Crescendo, la figura materna muta da centro assoluto dell'universo a base sicura da cui partire per esplorare la realtà, accettando anche il rischio di cadere.
L’adolescenza è la fase più critica. Il figlio ricerca la propria identità e autonomia, spesso respingendo la figura materna. È un momento di nostalgia per la madre e di conflitto necessario per il figlio. Tuttavia, l'autorità materna deve saper restare un punto di riferimento rispettabile, preparando il terreno per l'età adulta, dove il rapporto si evolve in un dialogo paritario fatto di confidenze e consigli.
Il confine tra protezione e complicità è sottile. Un esempio celebre è la serie “Gilmore Girls”, dove il rapporto tra Lorelai e Rory appare ideale ma nasconde insidie: la confusione dei ruoli può costringere il figlio a responsabilità precoci. La sfida è mantenere l'equilibrio: essere una confidente senza rinunciare al proprio ruolo guida.
In conclusione, nonostante i conflitti, la madre resta l'isola sicura in cui approdare durante le tempeste della vita. È la prima persona a cui volge il pensiero chi si sente sopraffatto, perché in quel legame non contano il tempo o le discussioni, ma solo l’amore eterno e la presenza.

Marta Macchitella

09/05/2026
09/05/2026
Elogio alla follia: meraviglia e orroreSotto le volte millenarie del Battistero di San Giovanni, dove la pietra di Canos...
24/04/2026

Elogio alla follia: meraviglia e orrore

Sotto le volte millenarie del Battistero di San Giovanni, dove la pietra di Canosa trasuda memorie di culti antichi e silenzi sacri, la notte del 19 aprile 2026 si è svolto un rito che ha sfidato il confine tra il tempo e l’eterno. "Elogio alla Follia", l’opera visionaria dell’Officina del Sole, ha dominato la scena del Canusium Festival, trasformando il palco in un teatro greco su cui le tragedie di Euripide sono tornate a bruciare di vita propria.

Non è stata una semplice messa in scena, ma un’evocazione. Gli attori, posseduti da un’estasi che oscillava tra il dionisiaco e il ferocemente umano, hanno sciolto i nodi dei secoli. La follia, declinata non come assenza di ragione, ma come eccesso di verità, ha guidato lo spettatore in un labirinto di emozioni primordiali. I personaggi euripidei hanno gridato al cielo di Puglia il dolore di un’umanità che non muta, ieri come oggi, nel suo eterno oscillare tra la polvere e le stelle.

Il riconoscimento come Miglior Rappresentazione non è che la firma su un patto già sigillato dagli applausi: lo spettacolo ha saputo gettare un ponte ardito tra l'umano e il divino. In quel perimetro di architettura paleocristiana, la ragione si è arresa alla passione e la meraviglia si è fusa indissolubilmente con l’orrore. Abbiamo visto l’abisso e, per una notte, l’abisso ci ha sorriso con la bocca della tragedia greca.

L'Officina del Sole ha dimostrato che il teatro, quando è autentico, è un atto di coraggio: è la capacità di abitare l’irrazionale per spiegare il reale. Canosa è diventata l'epicentro di un terremoto dell'anima, dove il battito del cuore antico di Euripide ha trovato un nuovo petto in cui rimbombare. È stata la celebrazione di quel "f***e" equilibrio che ci rende uomini: fragili nel corpo, ma divini nello slancio drammatico.

Maria Francesca Semeraro

Esistono emozioni che non si possono tradurre, nemmeno avendo a disposizione l’intero vocabolario greco e latino. Quella...
23/04/2026

Esistono emozioni che non si possono tradurre, nemmeno avendo a disposizione l’intero vocabolario greco e latino. Quella che sto vivendo è una di queste: l'orgoglio di essere finalista nazionale alle Olimpiadi delle Lingue Classiche per la mia splendida Puglia.

Non è stato solo un concorso, ma un viaggio nel tempo. Nel mio elaborato, dal titolo “Famiglia: meraviglia dell’amare”, ho voluto sfidare i secoli. Ho preso per mano giganti come Aristotele e Iperide, mi sono lasciata guidare dal rigore di Tacito e dalla pietas intramontabile di Virgilio. Il risultato? La scoperta di un legame pulsante, un filo rosso che unisce le definizioni antiche dei rapporti umani alla nostra realtà quotidiana. Perché l'amore, in ogni sua forma, resta la grammatica universale dell'anima. Questo traguardo non è solo mio. È il frutto di un dialogo costante e di una passione condivisa. Un ringraziamento speciale va alle mie "guide" in questo labirinto di bellezza:

• Alla Prof.ssa Narracci e alla Prof.ssa Cupertino: le mie docenti di Greco e Latino, che mi hanno insegnato a leggere tra le righe della storia e ad amare la letteratura classica.

• Alla Prof.ssa Menna: un supporto costante lungo tutto il percorso.

Ora si guarda avanti. Il bagaglio è pronto, carico di libri e sogni…

Veni, vidi et nunc vincendum est! (O almeno, incrociamo le dita! 🤞)

Un grande in bocca al lupo alla nostra studentessa, Maria Francesca Semeraro, IVA sezione Classico, che il 05 maggio par...
22/04/2026

Un grande in bocca al lupo alla nostra studentessa, Maria Francesca Semeraro, IVA sezione Classico, che il 05 maggio parteciperà alla finale nazionale dei Campionati delle Lingue Classiche.
Ad maiora semper!🌈




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