25/05/2026
Alta Valle di Susa, patto tra pubblico e privato: nasce il protocollo per rilanciare il turismo!
Fronte comune tra i Comuni Olimpici, i colossi del settore e i trasporti.
Obiettivo: voce unica per contare di più in Regione e al Governo, destagionalizzazione e una riforma dei posti letto.
CESANA TORINESE – Ottimizzare le risorse, evitare duplicati e, soprattutto, parlare con una sola voce davanti ai grandi decisori politici. È questo l'obiettivo del protocollo d'intesa che punta a far "sistema" tra pubblico e privato nel comparto turistico dell'Alta Valle di Susa e di Susa. Le basi operative sono state gettate giovedì 14 maggio nella sala consiliare del Comune di Cesana Torinese, durante un incontro strategico indetto dall’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea che ha visto sedersi allo stesso tavolo sindaci, consorzi turistici, società degli impianti di risalita e i grandi player privati del territorio.
A dare una solida base scientifica al progetto è stato il professor Paolo Biancone dell’Università di Torino, che ha introdotto i lavori illustrando uno studio dettagliato sul sistema turistico locale redatto dal proprio dipartimento.
I numeri del colosso della neve: un PIL da 300 milioni
A tracciare la nuova strategia geopolitica del territorio è Mauro Meneguzzi, Sindaco di Sauze d’Oulx e Presidente dell’Unione Montana. I numeri messi sul tavolo non lasciano spazio a dubbi sul peso specifico della regione:
"Oggi è più che mai indispensabile fare sistema tra pubblico e privato. Rappresentiamo il 60% del turismo della neve piemontese e oltre il 70% dei flussi esteri regionali, per un valore di 300 milioni di euro di Pil, senza contare l'indotto di aree strategiche esterne come Sagat e Sitaf."
Proprio per questo il piano punta a un coinvolgimento totale. Non solo l'Unione Montana, i Comuni di Bardonecchia, Oulx e Susa e i consorzi storici (Sestriere, Fortur, Bardonecchia), ma anche i giganti dell'ospitalità come Club Med, ABC e Villaggi Olimpici. La vera novità è però l'apertura ai grandi attori della mobilità e delle istituzioni: da Trenitalia a Turismo Torino, passando per Visit Piemonte, Ires, fino a coinvolgere direttamente la Città Metropolitana, la Regione e il Governo centrale.
Hotel: la svolta verso Rta, affitti brevi e alloggi per il personale
La sfida del futuro si gioca però sull'accoglienza e sulla qualità delle strutture. Il territorio conta attualmente 12mila posti letto turistico-ricettivi, ma i modelli di business sono cambiati.
"I nuovi hotel sotto i 400 posti letto non sono più attrattivi per il mercato internazionale", ha spiegato chiaramente Meneguzzi. La rotta strategica per il rinnovamento si articola su tre punti principali:
Riconversione alberghiera: Trasformare i vecchi alberghi di piccole dimensioni in Rta (Residenze Turistico Alberghiere) per intercettare le nuove domande dei viaggiatori.
Flessibilità e locazioni brevi: Cavalcare il trend in forte crescita registrato nel 2025 per diversificare l'offerta.
Case per i lavoratori: Armonizzare i Piani Regolatori (PRGC) di tutti i Comuni della valle per facilitare la trasformazione o la costruzione di alloggi dedicati al personale stagionale, un tema diventato ormai emergenziale per tutto il settore.
L'orizzonte finale resta quello della destagionalizzazione, l'unico modo per coprire i "vuoti" tra i picchi d'oro dell'inverno e dell'estate. Per farlo, la Valle di Susa ha capito che non serve più correre da soli: serve una cabina di regia unica per trasformare il peso economico in peso politico.