14/12/2018
Antonio Megalizzi era un uomo di 29 anni con le idee chiare sulle proprie passioni: la comunicazione radiofonica, il giornalismo, la politica europea. Aveva, inoltre, l’intelligenza e il carisma necessari a dedicarvici le proprie energie costruendo qualcosa di utile agli altri: Europhonica.
Ho avuto la fortuna di conoscerlo proprio nel contesto di questo progetto e in generale negli incontri del network delle radio universitarie italiane, RadUni. In questi contesti abbiamo discusso di temi e questioni che riguardano tutti e sul modo migliore di comunicarli al pubblico.
L’impegno, la costanza, l’ironia e l’apertura al dialogo sono le qualità che mi hanno portato a stimarlo e a rispettarne il ruolo centrale che aveva in questo progetto. È profondamente ingiusto che proprio facendo ciò che amava sia stato strappato alla sua famiglia e agli affetti più cari, tra cui diversi giovani che in Europhonica profondono le proprie energie e che oggi si sentono schiacciati dal peso dell’odio che pervade il nostro paese, l’Europa.
Antonio non è più fisicamente con noi ma è stato così forte da lasciare in pochi anni un segno concreto nelle nostre vite. Per onorarlo non ci resta che solcarlo con più forza e convinzione di prima, seguendo la via che ha tracciato.
Ti ricorderemo sempre, non solo nelle parole, ma nelle azioni.
Ci manchi già.
Francesco Cafarelli