18/02/2023
Agl' Italiani,
in questo tempo di confusione globale, dove la coscienza individuale ripiega sempre più nel ricordo nostalgico di un ordine e di un equilibrio orami tristemente lontani, credo che sia legittimo, naturale e logico chiedersi quale valore si possa ancora riconoscere a certi contenuti culturali che finora tanto ci hanno dato in termini di arricchimento personale, morale e spirituale, formando quel sistema di valori che ci ha permesso di affrontare le difficoltà e di superare i periodi più difficili, grazie soprattutto alla forza interiore, alla fede e all’ottimismo della volontà, che ci sono stati trasmessi o che abbiamo ereditato dai nostri cari avi, provati a loro volta, dalle tragedie che caratterizzarono le loro epoche, come le guerre, i disastri ambientali o le emigrazioni.
Facendo una riflessione e un bilancio su questa che è stata la mia principale attività da oltre quarant’anni, ossia la ricerca genealogica ed araldica, tante volte mi sono domandato quale sia, nei tempi attuali, il valore di queste discipline, giungendo alla conclusione che proprio oggi, forse più che mai, esso sia incommensurabilmente grande giacché questi studi sono garanzia e custodia di istanze importantissime, come l‘affettuosa sensibilità per la famiglia presente, passata e il culto degli avi, portatrici, a loro volta, di altrettanti valori fondamentali, quali il rispetto, la cultura, il senso della Patria, la consapevolezza delle nostre origini, delle nostre tradizioni, della nostra identità, dunque di quel patrimonio morale che ci appartiene e che è in grado di colmare il vuoto dei tempi attuali con una bellezza infinita di contenuti, con una qualità eccellente di principi e concetti e con una ricchezza di approfondimenti in virtù dei quali è possibile recuperare anche un senso più alto del vivere.
Risulta quindi ingiustificata quella diffidenza o, peggio ancora, quell’indifferenza nel confronti delle questioni nobiliari, genalogiche, che riguardano sia i titoli, sia la corona sia la grandezza dell’animo.
La storia di molte famiglie è intrecciata a quella più vasta dei grandi eventi e dei grandi personaggi, oltre ad essere sorgente inesauribile di particolari che arricchiscono e completano la stessa conoscenza di un certo periodo storico.
Lo studio della biografia dei personaggi più o meno noti delle famiglie italiche, nobili o cavalieri, così come di molti altri Italiani senza titoli e predicati, ma di grande nobiltà d’animo, ci mostra quanti nostri connazionali si siano immolati per la Patria e la Cristianità, per l’onore del loro Paese, della loro nazione, allora come oggi, minacciata nei suoi valori fondamentali, nei suoi beni più preziosi come la libertà e l’identità.
E noi che cosa facciamo? Che cosa possiamo fare sull’esempio dei nostri grandi predecessori e delle loro imprese? A che cosa siamo chiamati al giorno d’oggi, prima che lo sfacelo, lo sbando, l’irrefrenabile e oscuro divenire ci sovrastino con tutta la loro forza distruttiva? Urge una resistenza che preluda ad una rinascita! Una Rinascita Nazionale Ideale.
Immaginiamo di poter costituire un’ Elite al di sopra di ogni ridicola vanità e di ogni spirito di albagia e di presunzione e perciò aliena da ostentazioni e dimostrazioni esteriori.
Un' Elite nel senso più completo e felice del termine, libera da schieramenti politici. che favorisca e promuova un rinnovato spirito di solidarietà nazionale, che ci unisca nell’ardore per il tricolore in nome della sacra Patria, dei suoi morti e dei suoi vivi, nell’ideale fusione e unità di tutti i disparati animi in un SOLO GRANDE SPRITO UMANO NAZIONALE, ED IMMORTALE, le cui più antiche origini affondano nella storia gloriosa di un Impero grandioso, illustre, che dominava il Mediterraneo e le terre che vi si affacciavano.
Armiamoci dello scudo della Pace, dell'Onore, della Democrazia, della Tolleranza, della Fede e del bene Patrio! Cominciamo dunque a pensare, parlare ed agire, senza por tempo di mezzo, con la lingua dei padri della Patria e tutti questi eccessi di demagogia livellatrice scompariranno!
Dobbiamo confidare nell'anelito ardente verso una vita più decorosa per tutte le famiglie italiane, all’insegna di un " ethos" legato ai valori eterni e di un " pathos" decisamente rivolto al futuro con un senso di fresca giovinezza e di bene comune.
Un’elite, come io la immagino, non necessita di statuti, notai, iscritti, sponsor, denaro e propaganda. Nasce per moto spontaneo dal cuore di tutti coloro che vi si riconoscono e che intendono intraprendere ogni giorno una lotta decisa volta a rivalutare e a recuperare le nostre antiche virtù, i nostri sacri principi sociali e spirituali, le parole della nostra lingua, i costumi dei nostri Padri, i pensieri e i comportamenti che onoravano le nostre famiglie.
E’ un elite di uomini e donne orgogliosi della propria nazionalità, critici nei confronti di un pensiero dominante che volutamente ci allontana dal sentiero indicatoci dalla Storia e che finirà con il farci trovare soli, smarriti, manovrabili, acritici, vulnerabili perché sono le radici il sostegno, le fondamenta del peso del nostro vivere. In esse troviamo forza e orientamento anche nel confronto con altre realtà, culture e stili di pensiero.
La tradizione è il nostro baluardo, l’inno della nostra terra, “la salvaguardia del fuoco” – come scrive Gustav Mahler – “non l’adorazione delle ceneri”.
Onore dunque agli Italiani e alle Italiane orgogliosi di esserlo a parole e a fatti!
Grazie et Abbiatemi.
Don Francesco Alfredo Maria