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Ho sentito l'urgenza di dare voce a chi non ce l'ha, di costruire ponti invisibili tra la mia realtà e le sofferenze che sembrano troppo distanti, troppo immense per essere comprese.

Ieri hai scaricato il libro. Oggi inizia il viaggio. 🗺️Ieri ti ho presentato Matteo. Oggi ti invito a fare un passo dent...
10/09/2026

Ieri hai scaricato il libro. Oggi inizia il viaggio. 🗺️

Ieri ti ho presentato Matteo. Oggi ti invito a fare un passo dentro la sua storia.

"L'ultima bugia di mio padre" non è solo un romanzo sul lutto. È una caccia al tesoro emotiva. Immagina di ricevere 13 lettere da un padre che credevi di conoscere, ognuna con un compito preciso: porta a spasso il suo cane, ripara una vecchia radio, rema verso una spiaggia dimenticata...

Ogni lettera è un mattone che crolla. Ogni compito è una crepa nel muro di precisione e freddezza che Matteo ha costruito in Germania.

Oggi è il SECONDO GIORNO di promozione gratuita! 📚✨
Se non l'hai ancora fatto, scarica ora l'ebook. È gratis per poche ore.

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Se lo stai già leggendo, fermati un attimo e dimmi: quale lettera ti ha colpito di più finora? Ti aspetto nei commenti. 👇

L' Ultima bugia di mio padre

09/09/2026

🇮🇹 "L'ULTIMA BUGIA DI MIO PADRE"

Il ritorno a casa più difficile: quando tuo padre ti lascia un'ultima possibilità

🗝️ "La felicità è un rumore di sottofondo, a Palermo. Si nasconde nel frastuono dei motorini nei vicoli, nel richiamo melodioso di un venditore di pane caldo."

Tredici lettere. Tredici giorni. Un padre che non ha mai trovato le parole giuste in vita, e che dopo la morte le usa per insegnare al figlio che a volte la via più breve per ritrovare sé stessi è imparare a perdersi.

👉 Matteo Caruso è scappato da una terra che brucia di sole e di contraddizioni, convinto che la felicità fosse un'equazione risolvibile. Ma quando torna a Palermo per il funerale di suo padre, non trova una chiusura: trova l'inizio di un viaggio tra le crepe dei rapporti familiari, dove le bugie non servono a ingannare, ma a proteggere una bellezza troppo fragile per essere esposta al mondo.

🔑 Non è solo il racconto di un ritorno fisico: è l'esplorazione di quel territorio di confine dove la logica si arrende al sentimento, dove a volte per trovare la propria strada si deve prima imparare a leggere la calligrafia del cuore di chi ci ha amati, anche quando non ne capivamo la lingua.

💬 "Per trent'anni ti ho guardato allontanarti, ti ho amato e ho tremato per te. Per la tua serietà, per la tua fuga dalla gioia semplice."

📖 Disponibile su Amazon e da oggi per tre giorni, l'ebook "L'Ultima bugia di mio padre", gratis.

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I took my family apart in 42 pieces.Not to destroy it. To save it.In 1898, my great-grandmother Eleonora Russo was 23 ye...
07/09/2026

I took my family apart in 42 pieces.

Not to destroy it. To save it.

In 1898, my great-grandmother Eleonora Russo was 23 years old.
She was holding a rough wooden crate. Inside, there were no clothes. No jewels.

Inside was a loom.
Disassembled into FORTY-TWO PIECES, each marked with secret symbols: a moon, a sun, a star, a grain of wheat.
Olive wood from 1820. The only loom that survived.

To bring it to Naples, she sold her father's pocket watch and her Communion chain.
To get it through Ellis Island, she even had to change her name. From Russo to Rossini. Because Russo, in America, sounded like those Russian anarchists.

And hidden inside the main beam, she tucked a lock of her hair. Chestnut, with copper highlights. Tied with a blue thread—the color of the Madonna.

Because without that loom, she would've just been a body in transit. A soul with no roots.

That loom made it through 120 years of history.

It hid anti-fascist flyers in 1943.
It held a feminist scarf tied around it in 1975.
It waited, silent, in a dusty Brooklyn attic...

Until 2010, when Sofia—with the same gray-green eyes as Eleonora—took it apart by accident.
And found the lock of hair.

This is my novel.

It's not just an immigration story. It's the story of all of us who had to take apart who we were to survive in a new world. And who, sooner or later, have to find the courage to put the pieces back together.

I gathered all the most powerful images from the book in this video. Watch it to the very end. That last image, in the olive groves of Puglia... that's where it all comes full circle.

If this hit you for even a second, share it. Somewhere out there, someone is still looking for their lock of hair.

FORTY-TWO PIECES OF MEMORY
by Pietro D'Angelo

Available on Amazon - https://a.co/d/09M7AJeT

Thanks for taking this journey with me.

Forty-Two Pieces of Memory: A Story of Emigration, Women, and Memory.

🏆 Riconoscimento Internazionale per "The Room 17" 🏆Siamo orgogliosi di annunciare che Pietro D’Angelo (Italia- Palermo) ...
05/09/2026

🏆 Riconoscimento Internazionale per "The Room 17" 🏆

Siamo orgogliosi di annunciare che Pietro D’Angelo (Italia- Palermo) ha ricevuto il Global Author's Award 2026!

Un prestigioso riconoscimento che celebra la letteratura oltre ogni confine. Il tema scelto per questa edizione racchiude tutta l'intensità dell'opera:
📖 "La Stanza17: Un Amore Profondo Sfida Il Silenzio."

E la frase che più ci emoziona:
🖤 "Li dichiaravano morti. Erano vivi."

Congratulazioni vivissime a Pietro per questo straordinario traguardo con The Room 17. Siamo felici di vedere la letteratura italiana brillare sulla scena internazionale, grazie anche a Infinity Services (IP) Ltd. in Nepal.

05/09/2026

✨ International Recognition for "The Room 17" ✨

We are thrilled to announce that Pietro D’Angelo has received the Global Author's Award 2026!

This prestigious honor celebrates the power of storytelling that transcends borders. With the theme "La Stanza 17: Un Amore Profondo Sfida Il Silenzio" (A Deep Love Defies Silence), this story proves that even in silence, the strongest emotions speak volumes.

📖 "Li dichiaravano morti. Eravano vivi." (They declared them dead. They were alive.)

A huge congratulations to Pietro for this incredible achievement with The Room 17! We are proud to see Italian literature celebrated on a global stage through Infinity Services (IP) Ltd. in Kathmandu, Nepal.

04/09/2026

Tre romanzi. Tre storie. Una sola città.

Palermo.

Ma non la Palermo delle cartoline.

La Palermo che conserva tutto.

Quella dei vicoli, del mare che si nasconde dietro i palazzi, delle case che custodiscono segreti, delle persone che partono e di quelle che restano.

Quella città che può essere madre e matrigna nello stesso momento.

In L’ultima bugia di mio padre, un uomo torna a Palermo dopo anni di distanza. Crede di essere tornato per seppellire suo padre e chiudere con il passato.

Ma trova tredici lettere.

E scopre che alcune verità hanno bisogno di una vita intera prima di trovare il coraggio di essere dette.

Palermo diventa il luogo del ritorno. Delle radici. Del perdono.

In Il mare che non si vede, Palermo cambia volto.

Siamo allo Sperone.

Quattro bambini crescono insieme mentre il tempo, lentamente, li separa.

Miryam, Cristian, Enzo e Tonino diventano adulti, prendono strade diverse, si perdono.

Ma esistono luoghi che continuano ad abitarti anche quando tu non li abiti più.

Lo Sperone non è soltanto uno sfondo: è il luogo da cui si parte, quello in cui si resta e, soprattutto, quello a cui si ritorna.

Poi arriva La stanza 17.

E Palermo torna a custodire una verità ancora più antica.

1959.

Una neonata viene dichiarata morta.

Ma è viva.

Un uomo decide di salvarla, sapendo che quella scelta potrebbe costargli tutto.

Decenni dopo, una donna torna negli archivi di Palermo per cercare ciò che qualcuno ha cercato di cancellare.

Perché la verità può essere nascosta.

Può essere sepolta.

Può essere rinchiusa dentro una stanza.

Ma non muore.

Tre romanzi apparentemente diversi.

Una storia familiare.
Una storia di amicizia.
Una storia di memoria e verità.

Eppure, sotto la superficie, raccontano la stessa cosa.

Il bisogno dell'essere umano di tornare là dove tutto è cominciato.

Perché Palermo, in questa trilogia, non è una semplice città.

È una memoria.

È una ferita.

È una casa.

È il luogo in cui ciò che abbiamo perduto continua ad aspettarci.

E forse è proprio questo il filo invisibile che unisce L’ultima bugia di mio padre, Il mare che non si vede e La stanza 17:

puoi fuggire da Palermo.
Puoi dimenticarla.
Puoi costruirti una vita dall’altra parte del mondo.
Puoi provare a cancellare ciò che è successo.

Ma Palermo conserva tutto.

E prima o poi...

ti costringe a tornare.

📚 Tre romanzi.
Tre epoche.
Tre storie.
Una sola città.

Palermo.

E forse, alla fine, una sola domanda:

quanto di ciò che siamo è rimasto nel luogo da cui siamo partiti?

Puoi trovare i tre libri qui:
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04/09/2026

Perché questo romanzo è stato scritto. E perché devi leggerlo.

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L'autore sapeva quello che faceva.

Sapeva che scrivere un romanzo su un traffico di bambini che ha coinvolto la Chiesa, la politica e le istituzioni per oltre vent'anni significava scavare dove molti hanno passato la vita a coprire.

Sapeva che raccontare la storia di una ragazza madre che viene separata dalla sua bambina, di un impiegato che firma una dichiarazione di morte per una neonata viva, di una rete di complicità che ha venduto migliaia di bambini come merce – sapeva che questo non sarebbe stato un romanzo comodo.

Sapeva che le acque si erano quietate. Che il silenzio era stato accettato. Che molti avevano scelto di dimenticare, di guardare avanti, di non fare domande.

Eppure ha scritto lo stesso.

Perché il silenzio, a volte, è più rumoroso di qualsiasi grido.

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Non è un romanzo sul passato. È un romanzo sul presente.

La verità è che il traffico di bambini non è finito negli anni Sessanta. Non è finito quando gli archivi sono stati "smarriti". Non è finito quando i coniugi Polloni sono morti e la Casa di Baida è stata donata alla Curia.

Il traffico di bambini è finito solo quando qualcuno ha deciso di cercare.

E ancora oggi, uomini e donne nati in quegli istituti – i "figli di Baida" – cercano le loro madri. Ancora oggi, madri ottantenni aspettano di rivedere i figli che hanno partorito sessant'anni fa.

Questo romanzo è per loro.

È per chi ha aspettato. È per chi ha cercato. È per chi, come Jacopo Moretti, ha avuto il coraggio di fare la cosa giusta anche quando la cosa giusta costava tutto.

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Palermo

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