29/08/2026
Quando il tuo primo amore d’infanzia è una persona con un talento così brillante, un grande cuore, un’aura di incredibile forza e al tempo stesso una vulnerabilità straziante, ricordi per sempre come si può sentire. E allora le pretese elevate verso il mondo non diventano un capriccio, ma l’unico modo per non tradire se stessi. Non si tratta di snobismo, ma del rifiuto di accontentarsi di un amore di compromesso, ridotto e freddo. Perché sembra davvero che non ci sia più salvezza dalla sorda indifferenza emotiva e dalla mediocrità che ci circonda.
Da mezzo secolo gli adulti osservano i bambini che amano Michael Jackson di un amore puro e protettivo. Michael è diventato adulto, ma i bambini hanno continuato a vedere e ad amare in lui il bambino... Michael veniva infangato, gli adulti lo chiamavano un mostro spaventoso, ma i bambini continuavano a vedere e ad amare in lui il bambino. Generazione dopo generazione... Michael è morto, ma i bambini continuano a vedere e ad amare in lui il bambino... In un uomo adulto di 50 anni...
E noi adulti osserviamo, giudichiamo, critichiamo, confrontiamo, deridiamo, scherniamo... Generazione dopo generazione... E non impariamo nulla.
Abbiamo smesso di notare i bambini nei nostri stessi figli, in noi stessi e in coloro a cui dichiariamo il nostro amore. La frase «Sei come un bambino!» è diventata un modo per offendere e richiamare all’ordine. E invece, chissà , forse il senso del vero amore - di quello stesso amore la cui asta abbiamo percepito fin dall’infanzia - sta proprio nel vedere, accogliere e proteggere quel bambino vero e fragile che rimane dentro ognuno di noi, a prescindere dal numero degli anni?