19/06/2026
Prima o poi al Cremlino dovranno decidersi se hanno intenzione di vincere questa guerra e di chiuderla il prima possibile, o se pensano di continuare a incassare colpi sempre più duri, e non solo di portata propagandistica e simbolica, come era fino a sei mesi o un anno fa.
Il punto non è combattere una guerra di manovra o statica, di logoramento o di attrito. Il punto è che se l'Ucraina dopo cinque anni ha ancora una rete elettrica, stradale e ferroviaria e i ponti ancora in piedi, ha a tutti gli effetti la logistica per sferrare attacchi strategici a medio raggio con 500 droni per volta.
Finora non accadeva, semplicemente perché nessuno riusciva a produrre cinquecento droni pesanti al giorno, o a settimana.
Oggi le industrie europee ci riescono e mandano i droni in Ucraina dove vengono assemblati e armati. Questo è uno degli insegnamenti delle guerre: è il motivo per cui occorre chiuderle il prima possibile, soprattutto se sono guerre di coalizione, con paesi che hanno una base produttiva incerta ma che possono adeguarsi e adattarsi.
I decisori russi pagano una grande ingenuità, quella di avere preso poco sul serio la determinazione dei fanatici a Bruxelles e quella di essersi concentrati solo sul problema di come affinare le tattiche per vincere gli scontri sul campo. Questo punto è certamente importante, ma non deve assorbire la totalità della pianificazione e delle preoccupazioni. La grande tradizione di pensiero strategico sovietico postulava la 'Battaglia Profonda' e considerava tutti i livelli di profondità del combattimento, fino ad azzerare la capacità produttiva del nemico.
Se dopo cinque anni di guerra i ponti sul Dnepr sono ancora in piedi, e l'Ucraina ha ancora 4 centrali nucleari operative in grado di coprire il 50% del suo fabbisogno energetico, è chiaro che la tua pianificazione strategica è stata poco meno che infantile... Che poi ciò sia dovuto a considerazioni politiche, quindi extra militari, ci può stare e in questo caso indica un inceppamento o un ostacolo o comunque una seria debolezza a livello decisionale.
Cioè: i russi finora non hanno mai voluto condurre una guerra totale. Ucraini ed europei sì, e sebbene siano lungi dal vincere, sono però riusciti a tenere in piedi una guerra totale.
Adesso la Russia è a un bivio. Prima o poi al Cremlino qualcuno dovrà prendere la famosa decisione.
di Matt Martini
Fonte: https://www.facebook.com/asclepio.salus/posts/pfbid02vCReK1Wp7NsEnjvyAMQvRZXB3TQUEaUvLmEojSH5tqhg8qnbRWELRprJm2rvLcVhl?rdid=D2Oc599Htkvwx1yl #