15/07/2026
REMIGRAZIONE DI DESTRA O IMMIGRAZIONE PADRONALE DI SINISTRA?
PER I COMUNISTI LA RISPOSTA E' CONTROLLO, SICUREZZA E INTEGRAZIONE!
In questi ultimi mesi stiamo assistendo, come al solito, al classico teatrino tra destra e sinistra sulla questione della sicurezza e del problema degli stranieri che, oggettivamente, non si sono integrati nella società.
La destra urla che gli italiani sono sotto attacco, la sinistra risponde che la destra sta cavalcando l'onda: LA VERITA' E' CHE SPARISSERO ENTRAMBE SAREBBE UNA FORTUNA PER TUTTI, ITALIANI E STRANIERI.
Fatta questa premessa contro questi parolai approfittatori, vogliamo dare UN ESEMPIO CONCRETO DI COME SI DOVREBBE GESTIRE LA SICUREZZA E LA QUESTIONE STRANIERI AD ESSA LEGATA: L'ESEMPIO DEL COMPAGNO STALIN E DELL'UNIONE SOVIETICA VERSO LE POPOLAZIONI DI LINGUA ROMANI', ovvero i Rom e i Sinti.
Giusto per NON PRENDERCI IN GIRO: la questione degli zingari in Unione Sovietica è un percorso complesso di INTEGRAZIONE FORZATA e RICONOSCIMENTO CULTURALE, segnato da politiche che oscillavano tra la VALORIZZAZIONE DELLE RADICI E OBBLIGO DI ABBANDONARE IL NOMADISMO, dunque riconoscimento culturale ma obbligo di rispetto delle regole e delle leggi del paese.
Ai nostri giorni, il problema del degrado materiale e sociale nel quale vivono le comunità rom e sinti è conseguenza dell'emarginazione forzata a cui sono costretti che finisce per renderli una sorta di sottoproletariato disperato costretto a vivere spesso di espedienti in mancanza di qualsiasi alternativa: NON FU COSI' PER L'UNIONE SOVIETICA DI LENIN E STALIN!
Con la fondazione dell'URSS infatti uno dei primi problemi che affrontò il governo sovietico fu quello di favorire l'identità e la dignità nazionale a ogni gruppo etnico, compresi i rom, numerosi in Russia, Bielorussia e Ucraina, come ha pienamente messo in luce un recente volume della ricercatrice universitaria del Brooklyn College, Brigid O’Keeffe, intitolato “New Soviet Gypsies. Nationality, Performance and Selfhood in the Early Soviet Union” (University of Toronto Press, Toronto, 2013).
L'autrice mette in evidenza come la condizione dei rom migliorò fino a giungere nei decenni alla completa integrazione di tale gruppo all'interno della società sovietica:
1) nei primi anni dell'Unione Sovietica, lo Stato cercò di integrare i Rom applicando il principio leninista delle nazionalità e sotto il Governo di Stalin venne creato un alfabeto per la lingua Romanì e pubblicati libri e giornali in lingua originale, infatti nel1925 si formò a Mosca, favorita dal governo sovietico, l’Unione Rom Panrussa (UZP) che subito aprì sedi a Leningrado, Černigov, Vladimir e Smolensk, nello stesso anno fu costituita a Rostov la prima fattoria collettiva rom dell’Unione Sovietica, mentre l’UZP continuava a lavorare insieme al Commissariato del Popolo all’Agricoltura e al Dipartimento delle Nazionalità del Comitato Esecutivo Centrale Panrusso per creare la Commissione per l’Insediamento dei Rom Lavoratori, con l'obiettivo di incoraggiare i rom ad abbandonare il nomadismo favorendo la stabilizzazione sulle terre a loro riservate da ciascuna Repubblica sovietica;
2) nel 1926 venne venne varato un Decreto per spingere i Rom verso l'agricoltura collettivizzata (Kolkhoz), e tra il 1926 e il 1928 cinquemila Rom si insediarono nelle fattorie in Crimea, in Ucraina e nel Caucaso settentrionale, sempre nel 1926 furono condotte campagne di alfabetizzazione e nel gennaio dello stesso anno furono create a Mosca le prime classi in lingua romanes dell’Unione Sovietica, all’interno delle scuole elementari russe esistenti, dove si insegnavano varie materie inizialmente in russo e poi, con la creazione di un apposito alfabeto, furono stampati testi in tale lingua e formati insegnanti appartenenti a tale etnia;
3) nel novembre 1927 fu avviata la pubblicazione di una rivista in romanes, Romany zorja (L’Alba rom), seguita dal Nevo drom (La nuova strada), un manuale di lettura destinato agli adulti;
4) nel 1931 nacque a Mosca, con l'approvazione di Stalin, il "Teatro Romen" (ancora attivo), il primo teatro Rom al mondo sostenuto dallo Stato, furono istituite scuole specifiche per combattere l'analfabetismo, cercando di formare una nuova classe dirigente rom sovietica, apparve anche la prima grammatica romanes destinata alle classi rom, Tsyganskij jazik (La lingua rom), mentre alla fine degli anni Trenta venne pubblicato un dizionario romanes-russo di diecimila vocaboli, e scuole in lingua romanes furono poi istituite anche nelle fattorie collettive in cui i Rom si erano stabiliti; parallelamente alla battaglia per l’istruzione dei rom il governo fece ogni sforzo per aiutarli ad inserirsi nella società sovietica e anche nell'ambito della classe operaia, tanto che nel 1931 a Mosca c'erano già 28 cooperative che occupavano 1.350 operai rom che lavoravano insieme a colleghi di almeno altre undici nazionalità.
Il Teatro Romen, il primo teatro professionale in lingua rom, che tuttora esiste, mai costruito altrove, dove venivano rappresentati drammi tradizionali di quel popolo che finalmente poteva metterli per iscritto, e tutto ciò diede diritti e dignità a un intero popolo;
5) durante la seconda guerra mondiale molte decine di migliaia di appartenenti a questa nazionalità combatterono orgogliosamente nell'Armata Rossa per liberare l'Europa e nei campi di sterminio nazista perirono circa 35.000 rom sovietici: molti Rom, inoltre, servirono come autisti e persino piloti, ricevendo onorificenze come quella di "Eroe dell'Unione Sovietica" e nelle zone occupate dai tedeschi (come l'Ucraina e la Bielorussia), i Rom subirono il genocidio (Porrajmos), spesso venendo fucilati insieme agli ebrei dalle Einsatzgruppen;
6) nel 1956 sotto Nikita Chruščёv, venne emanato un decreto definitivo che proibiva il nomadismo in tutta l'URSS, i Rom furono obbligati a registrarsi, stabilirsi in appartamenti statali e accettare lavori fissi nelle fabbriche o nelle fattorie statali, il sistema di promozione e di integrazione di questa e altre minoranze nomadi fu accolto negli altri Stati socialisti dell'Europa orientale liberati dall'Armata Rossa e il risultato fu la graduale eliminazione dell'analfabetismo e l'emancipazione e l'integrazione di questi popoli.
In defnitiva, rispetto a molti paesi occidentali dell'epoca, per i Rom, e non solo, l'Unione Sovietica significò lavoro, sanità e istruzione; la musica e la danza Rom rimasero centrali nella cultura popolare sovietica, spesso idealizzate come parte del folklore multinazionale.
Tutto questo porta ad una sola conclusione: il degrado sociale capitalista nel quale sono attualmente costrette a vivere queste minoranze nell'attuale Unione Europea e anche in Italia non dipende dalla loro inferiorità culturale o da una supposta propensione a delinquere, come propaganda vergognosamente il fascioleghista Matteo Salvini e i camerati di Forza Nuova e di Casapound, ma solo DALLE POLITICHE SOCIALI DISCRIMINATORIE imposte loro dalla dominante cultura borghese e dal sistema capitalista, e questo dimostra, come se fosse ancora necessario ribadirlo, l'indiscussa superiorità culturale e sociale del socialismo, che seppe a suo tempo, pur con tante difficoltà, rimboccarsi le maniche e garantire a quel popolo dignità e progresso, rispettandone nel contempo le tradizioni e la cultura che furono valorizzate pienamente.
Lo stesso vale per gli immigrati stranieri nel nostro paese: SE UNO STATO NON METTE IN CONDIZIONE DI FAR RISPETTARE LE REGOLE AI PROPRI CITTADINI, COME SI PUO' PENSARE CHE GLI STRANIERI LE RISPETTERANNO?
SE UNO STATO NON RIESCE A GARANTIRE UN DETERMINATO LIVELLO DI VITA AI PROPRI CITTADINI COME PUO' PENSARE DI FAR ENTRARE, come vuole la sinistra, TANTI STRANIERI CHE VIVRANNO PEGGIO DEI LOCALI?
Inutile girarci intorno: SOLO IL SOCIALISMO PUO' GARANTIRE L'INTEGRAZIONE DEGLI STRANIERI NEL TESSUTO PRODUTTIVO E SOCIALE DEL PAESE, SOLO IL SOCIALISMO PUO' IMPEDIRE CHE GENTAGLIA DI DESTRA E DI SINISTRA POSSA CAVALCARE IL MALCONTENTO POPOLARE SOLO PER QUALCHE VOTO ALLE PROSSIME ELEZIONI, SOLO IL SOCIALISMO PUO' GARANTIRE UN EQUILIBRIO SOCIALE STABILE ALL'INTERNO DEL PAESE!
Tutto il resto è roba di destra e di sinistra: inutile e dannosa, come Vannacci.