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L'Alcooligano Rivista culturale di controinformazione

18/10/2026

"Al fiume che tutto strappa lo chiamano violento, ma nessuno chiama violento il letto che lo opprime".
Bertolt Brecht, sull'ipocrisia di quando si parla della violenza dell'oppresso ma non dell'oppressione quotidiana del sistema che la genera.

E per capire, basterebbe vedere cosa fa l'informazione del sistema: se ci commuoviamo per un edificio o una macchina in fiamme e non per un'intera generazione umiliata e senza un c***o di futuro, significa che ha fatto bene il suo lavoro.

Ah dimenticavo... Quelli che stanno chiedendo di condannare le violenza nelle piazze sono quelli che su Gaza muti sono stati. Muti! E ai cretini dite pure che l'islam con questa roba, non c'entra nulla.

Sì, certo, testuali parole!Fonte: noncielodicono.boh, lhadettomiocuggino.beh, hastatoputin.bah La demenza e buffonaggine...
08/10/2026

Sì, certo, testuali parole!
Fonte: noncielodicono.boh, lhadettomiocuggino.beh, hastatoputin.bah
La demenza e buffonaggine della stampa italiana, ormai satira di sé stessa (m.c.)

06/10/2026
04/10/2026

Accadde Oggi: 3 Ottobre 1990 🇩🇪 𝐑𝐢𝐮𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐓𝐞𝐝𝐞𝐬𝐜𝐚
Germania: riunificazione tedesca; la Germania Est confluisce nella Repubblica Federale

La foto:

Alcune migliaia di persone manifestano contro la riunificazione tedesca sulla Alexander Platz, nell'ex Berlino Est, il 3 ottobre 1990.

Questo è un argomento spinoso, storicamente poco affrontato.

Nel clima euforico della riunificazione tedesca, ci sono state anche tantissime manifestazioni che erano contrarie alla fusione.

La sera della Riunificazione, il 3 Ottobre 1990, mentre fuori alla Porta di Brandeburgo, si festeggiava la fine della Guerra Fredda e la riunificazione, Ad Alexander Platz , 2-3 Chilometri più ad Est, molti cittadini Tedeschi-Orientali manifestavano contro la riunificazione, sedata dalla polizia dell'Ovest appena giunta ad Est.

Le Manifestazioni non terminarono quel 3 Ottobre, continuarono per tutto il 1990.
Terminarono e scemarono dopo l'assassinio di Detlev Karsten Rohwedder, il 1 Aprile 1991

Rohwedder era il responsabile della privatizzazione della proprietà statale dell' ex-RDT, assassinato da un cecchino mentre si trovava alla finestra della sua casa a Düsseldorf.

Il gruppo militante di estrema sinistra della Germania occidentale Red Army Faction (RAF) rivendicò la responsabilità di questo atto, ma l'assassino non venne mai identificato.

Alcuni commentatori, fra cui Hergard Rohwedder, sostengono che l’eliminazione di Rohwedder fu l’ultima operazione della Stasi, l'organizzazione di spionaggio formalmente disciolta del RDT.

Le manifestazioni ci furono davvero, l'omicidio anche, il nesso tra le due cose è un pensiero mio personale.
L'Omicidio di Rohwedder (dal mio punto di vista , può essere anche sbagliato) ebbe un effetto stabilizzante, le manifestazioni cessarono.

Sembrò quasi una mini strategia della Tensione tedesca, avvenuta solo in un anno. Destabilizzare per Stabilizzare.

Foto: GILLES LEIMDORFER / AFP tramite Getty Images)

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20/09/2026

🤮

Il Corriere della Sera anche questa settimana ci delizia con una delle sue lacrime strappacuore.

Una storia di riscatto e rivincita, una giovane che molla tutto e se ne va... E adesso è felice.

Laureata e con master conseguito all' estero, a 30 anni un curriculum con importanti ruoli in multinazionali di primo piano, che tu a 50 anni ancora stai a litigare per avere i buoni pasto e quel pulciaro del tuo capo dice che non è tenuto a darteli.

Lei molla tutto...

Le grandi aziende ai manager che gli costano tanto danno incentivi all' esodo anche a 5 cifre, anche non fosse di famiglia benestante, ma dubito, con la buonuscita si può permettere di fare il salto.

Interessante sarebbe se Maria, commessa dell' Eurospin domani si licenziasse e andasse in Lapponia a vendere pane e panelle prodotti nella sua startup, che ovviamente in un anno è stata quotata in borsa.

11/09/2026

Sono passati ormai quasi 40 anni da quando l’occidente mise definitivamente fine a ogni prospettiva di sviluppo democratico e di emancipazione dei subalterni.

A chiarire quale fosse il fulcro ideologico di tutta la svolta neoliberista ci pensò la premier britannica Margaret Thatcher: "there is no such thing as society", la società non esiste, affermò perentoria nel lontano 1987. Che tradotto significa che porre vincoli al dominio assoluto del capitale in tutti gli ambiti dell'esistenza è contronatura, e quindi deleterio.

Purtroppo però la conservatrice Margaret aveva un physique du rôle che risultava indigesto ad ampie fette della società.

Ci voleva qualcuno di più digeribile agli occhi del mondo progressista e post-sessantottino.

E in Italia quel qualcuno è stato più di ogni altro Emma Bonino: nemica giurata dei lavoratori e dei popoli che lottavano per emanciparsi dalla dittatura neocoloniale. Uno stratagemma straordinario.

Quando morì la conservatrice Margaret Thatcher, infatti, la classe lavoratrice di mezzo pianeta festeggiò rumorosamente al canto di "the bitch is dead". Ora che è morta Emma, assistiamo a un cordoglio ben più generalizzato, che da Giorgia Meloni arriva dentro ai Centri Sociali.

11/09/2026

È scomparsa oggi una delle figure più negative della Seconda Repubblica, una persona che ha dedicato la sua intera vita alla lotta contro gli interessi degli italiani e a favore di quelli delle cosche finanziarie occidentali.

Fanatica europeista, atlantista, suprematista occidentale, guerrafondaia, sionista, anticomunista e anti-italiana, Emma Bonino ha rappresentato a pieno il paradigma del moderno liberalismo progressista, fondato sui "diritti civili" e la distruzione di ogni democrazia economica in nome degli interessi del capitale.

Malata da tempo, nemmeno durante la sua infermità ha mancato di dare il suo contributo alla decadenza del nostro Paese, appoggiando con le poche forze rimaste ogni politica lesiva nei confronti degli interessi nazionali e della classe lavoratrice.

11/09/2026

📌 La macchina della propaganda borghese ha trascorso decenni a ritrarre l'Unione Sovietica come un gigantesco "campo di prigione". Eppure le cifre raccontano una storia molto più insopportabile: 2,5 milioni di prigionieri, o il 2,4% della popolazione adulta, nell'URSS nel 1950 — rispetto a 5,5 milioni, o il 2,8%, negli Stati Uniti nel 1996.

E le circostanze storiche non potevano essere più diverse. Nel 1950, l'Unione Sovietica stava ancora recuperando dalla devastante distruzione della Seconda Guerra Mondiale, affrontando attività contro-rivoluzionarie e entrando nella prima fase della Guerra Fredda caratterizzata da estrema tensione. Gli Stati Uniti del 1996, a contrasto, erano la superpotenza capitalista dominante del mondo, immensamente ricche e senza alcuna minaccia immediata per la loro sopravvivenza statale.

Ecco il risultato della mitologia della "terra della libertà". Il Capitalismo ha sempre avuto bisogno di prigioni quanto ha avuto bisogno di sfruttamento.

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Pavia
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