29/03/2026
Addio ad Alexander Kluge. Un gigante della cultura europea che ha saputo mo***re insieme storia, filosofia e vita. Maestro del frammento, teorico della cronaca dei sentimenti, non ci ha dato risposte rassicuranti, ma gli strumenti per continuare a interrogarci. Polifonico, analitico, inesausto, è stato una figura monumentale della cultura europea, capace di unire cinema, letteratura, filosofia e impegno civile.
14 febbraio 1932 – 25 marzo 2026
Regista, sceneggiatore, scrittore, saggista, produttore cinematografico e attore tedesco. Nel 1962 è stato uno dei firmatari del Manifesto di Oberhausen che ha dato inizio al Nuovo Cinema Tedesco, mentre nel 1968 ha vinto il Leone d’oro al festival di Venezia per il film Artisti sotto la tenda del circo: perplessi. Ha ottenuto nel 2002 l’Orso d’oro alla carriera, mentre nel 2007 la Mostra di Venezia lo ha omaggiato con un Programma Speciale composto da frammenti inediti delle sue opere, episodi televisivi e filmati realizzati per l’occasione.
–– IL LIBRO ––
"Chi dice una parola di consolazione è un traditore"
Edito da FinisTerrae, marchio Ibis.
Raccolta di scritti dedicati alla Shoah, alle tante storie di destini difficili, noti e sconosciuti; 48 frammenti, 48 piccole tessere di un gigantesco mosaico, impossibile da completare. Questo libro ci mostra che se la Shoah sfugge alla forma compiuta, nel frammento invece riesce a emergere con la forza di un vissuto del presente.
Consolare viene visto come un tentativo di minimizzare o mascherare la brutalità, impedendo una vera comprensione della tragedia. Per Kluge, la consolazione facile è una forma di "anestesia" che serve a chiudere i conti con il dolore o con la Storia senza averli davvero compresi.
Bettina Ricceri e Anna Ruchat sono le raffinate traduttrici del testo edito da FinisTerrae, la prefazione è di Riccardo Calimani, scrittore e storico italiano, esperto di ebraismo.