07/09/2026
LA SASSATA DELLA SASSONIA
Vero che questo Land tedesco ha una sua storia specifica, che lì prevale numericamente una popolazione anziana.
Vero anche che la Sassonia e' tradizionalmente una regione povera che ha dovuto piu' di altri stati tedeschi fare i conti con l'uscita dalla sua storia precedente.
E pero' chi guardasse a quel voto come un voto locale farebbe un errore grave.
C'e' lì non solo una questione locale, c'e' un nodo tedesco e c'e' la questione europea.
Perche' e' l'Europa, con le sue burocrazie e le sue politiche che, unitamente a una globalizzazione che nessuno ha temperato, e' all'origine di una rivolta in tutto l'occidente ormai diventata di massa.
Cio' apre anche conflitti tra destre che se ne contendono l'egemonia, ma sarebbe sbagliato leggere le cose solo sul pelo d'acqua dei movimenti dei partiti.
E' all'origine profonda di fenomeni di massa di queste proporzioni che occorre capacita' di andare.
Non e' facile.
Anche perche' nodi li si e' lasciati inasprire.
Un profilo diverso dell'Europa, una sua capacita' di avere un ruolo politico per la distensione e la fine dei conflitti militari in corso.
Ma anche una politica industriale e ambientale piu' ponderata e saggia (pensiamo all'auto e ai ai licenziamenti di massa nel settore).
Anche un approccio alla sicurezza che non desse l'idea al vecchio proletariato autoctono , ormai da anni privo di coscienza di classe, di potersi percepire in competizione con migranti in una drammatica rincorsa tra poveri.
Soprattutto dunque un ruolo per correggere e temperare guasti e squilibri sociali di una globalizzazione capitalistica prima magnificata oltre misura.
Questa Europa non c'e', e non c'e' una sinistra che abbia interpretato in questi anni in qualche modo questo smarrimento popolare.
Dando risposte a esigenze in realta' legittime che avrebbero potuto e dovuto trovare sbocchi diversi - di tipo riformatore - dalla rivolta interclassista e neonazionalista.
Ora, per forza di cose, lasciata a se stessa e ai modelli culturali delle destre, connotata anche in modo insidiosamente ideologico.
Sentiamo ora di cordoni sanitari, di sante alleanze contro questa onda crescente. Sembra non chiaro che il tema e' invece la questione sociale.
Chi in questi anni non ha fatto altro - anche da noi - che gridare al lupo al lupo invece di utilizzare tempo e spazio a disposizione per costruire un blocco sociale, una potenza reale - governo o non governo - in grado di tenere il campo.
Chiamare interlocutori e avversari a negoziare, imporre con la forza di un radicamento sociale effettivo, obiettivi, scelte, politiche sociali, fiscali, di welfare, del lavoro.
Oggi non mi pare avere la credibilita' per proporre qualcosa.
E' il movimento reale del lavoro, che va' riaggregato e rafforzato, la vera base possibile di qualcosa, un movimento di massa che possa pesare e anche contrastare destre che non mettono in strada carri armati ma la forza di un consenso elettorale e sociale.
Vito Nocera