31/12/2025
UN GIORNO DA VIVERE
Oggi è una giornata di sole e, dopo un Natale passato a letto con l’influenza, sento proprio il bisogno di guardare altrove. Ho voglia di vedere volti, strade, momenti da fermare. Giro senza una meta precisa. Mi fermo per un cappuccino alla Madeleine, quel caffè francese vicino alla Rai. Roma stamattina è quasi deserta e quando succede mi viene voglia di restare qui. Però so già che durerà poco, è solo un fuoco di paglia. Il quartiere Delle Vittorie con i suoi grandi palazzi degli inizi del Novecento è immerso in un silenzio innaturale. Sul lungotevere ci sono le palazzine in stile liberty, ed è lì che avrei voluto vivere, penso tra me e me. A pochi passi mi torna in mente un ricordo: lo studio di mio padre era proprio lì vicino. Sorrido piano. Poi attraverso il ponte nuovo di Calatrava: c’è chi corre, chi pattina e chi fa stretching. Mi affaccio e sotto il ponte un gruppo di ragazzini che si allenano con lo skate sulla pista. Il Ponte della Musica si è trasformato nel ponte dello sport! Quando abitavo qui, dall’altra parte del ponte, non c’era nulla di tutto questo. Sono passati vent’anni e non ci avevo più pensato. L’auditorium era ancora in costruzione e la zona era degradata, anche se bastava fare pochi passi per entrare nella Roma “bene”, ai Parioli.
Arrivo al Villaggio Olimpico e giro con familiarità nelle vie che un tempo chiamavo casa. Chissà come sarebbe andata se fossi rimasta qui... ma è un pensiero che svanisce subito: ho vissuto così tanto dopo, che non c'è rimpianto.
Mi sembra ieri quando parcheggiavo tra i pilastri delle case sospese, proprio nel momento in cui la lira diventava euro e il degrado mi spingeva ad andarmene. Oggi mi fermo davanti all'Auditorium, salgo fino in cima e guardo ogni linea, ogni curva. Lo catturo con le mie foto, ammiro la genialità dell’architettura e il suo linguaggio universale. È incredibile come, dopo vent’anni, abbia dato nuova vita a un quartiere, facendo incontrare quella Roma “bene” con questo angolo un po’ abbandonato. 1/2