24/11/2022
Sono quattro anni per luci_di_libri, l’ultimo ha sovvertito le stagioni.
Lo scorso dicembre è iniziato caldo, pieno, avvolgente. Come un’estate carica di aspettative: eccitante, ma anche intensa e faticosa. Nuove persone, città diversa, treni, libri, pensieri, chilometri dentro e fuori.
Al posto che fiorire, in primavera, mi sono spogliata. Di credenze e convinzioni -certezze, speranze, sogni. Ho lasciato appassire pezzi di me stessa sotto il sole di maggio, mi sono tolta il mio peso di dosso.
Piena estate, io decorticata, sfrondata, nuda; nessuna difesa contro colori, profumi, sapori e risate. Ho provato a farmi contagiare, lasciare che il mondo mi attraversasse con la sua spinta, ma ero fuori luogo in mezzo a tanta leggerezza -un modo di essere che invidio. C’è stato il sole, ma così pigro e pallido che non è riuscito a scaldarmi; eppure, giorni meravigliosi, come d’inverno, in cui i raggi luccicano sull’acqua fredda del mare. Ho avuto voglia di tuffarmi, non era ancora il momento.
Ora è tempo di germogliare, prendersi cura e lasciarsi accudire. Come un fiore, assecondare la pioggia e ba****si di luce, sbocciare. Mi auguro di guardare a quello che c’è con gratitudine, impegnarmi a raggiungere ciò che mi manca e accettare che non tutto può andare come vorrei. Mi auguro di coltivare passioni e amicizie -e questa pagina, che dentro ha tanto di tutto ciò- di saper ridare indietro quanto mi viene dato con generosità e affetto. A poco meno di un mese dall’inizio dell’inverno, mi auguro la primavera dell'anima.
Grazie a ognuno di voi per essere qui, ci abbracciamo in giro alla prima occasione.