02/08/2026
Umberto Saba, «Ulisse»: la poesia di chi non vuole tornare in porto ⚓️
Mentre tutti parlano dell’Odissea di Omero grazie al nuovo film di Nolan, riscopriamo l’Ulisse di Umberto Saba, scritto a sessant’anni. Più che il racconto dell’eroe greco, è un inno allo “spirito non domato” e al “doloroso amore” della vita, di chi sceglie sempre l’alto mare aperto invece della sicurezza del porto. Saba non si guarda indietro per fare bilanci, sceglie comunque un futuro “aperto”, come il mare.
📜 Ti riporto qui il testo completo della poesia, così puoi rileggerla.
Nella mia giovanezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uc***lo sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.
E tu, vuoi ancora la “terra di nessuno” o stai scegliendo un porto? Scrivimelo nei commenti 👇