10/07/2023
La contrapposizione tra otium e negotium è profondamente radicata nella latinità; rispetto ad essa, per parte sua, lo stoicismo ha un atteggiamento ambivalente: in linea di principio richiede l’impegno del cittadino nella vita pubblica, al fine di giovare agli altri, ma, se le circostanze lo richiedono, ne può giustificare il ritiro.
Per Seneca, le vicende della carriera politica stimolano una costante riflessione sul problema dei rapporti tra filosofia e potere, ovvero tra tempo dedicato all’otium o al negotium: se nel "De tranquillitate animi" si delinea per il saggio, quando la vita politica sia difficilmente praticabile, una scala di possibilità via via decrescenti in relazione al progressivo restringersi dello spazio pubblico d’azione, nel "De otio" il distacco dalla politica è definitivo e l’otium viene nobilitato come modo di giovare all’umanità intera: necessità o scelta, il principio epicureo del «vivi appartato» è diventato di attualità estrema.