26/05/2026
Gennaro Sasso. Un ricordo
Con la scomparsa di Gennaro Sasso, il 26 maggio 2026 all'età di novantasette anni, si chiude una delle stagioni più alte della filosofia italiana del Novecento. L'Istituto nazionale di Studi crociani lo ricorda con particolare gratitudine, perché il legame con questo grande studioso affonda le radici in un momento storico di straordinaria densità intellettuale.
Era il 18 novembre 1977 quando Edoardo Tiboni, che di lì a pochi anni avrebbe dato vita all'Istituto, riunì a L'Aquila alcune delle voci più autorevoli della cultura italiana per una tavola rotonda nel venticinquesimo anniversario della morte di Croce. Il contributo che Sasso offrì portava un titolo già programmatico: L'errore di farne una bandiera. In anni in cui la ricezione di Croce era pesantemente condizionata — dall'attacco marxista-gramsciano da un lato, dall'apologia dei discepoli fedeli dall'altro — Sasso si sottrasse con rigore a entrambe le tentazioni: «le bandiere si agitano, si sventolano, non si pensano». Il vero Croce richiedeva di essere pensato, non agitato.
Venticinque anni dopo, nel 2002, Tiboni volle che quel testo fosse ripubblicato nel volume Omaggio a Croce a cinquant'anni dalla morte: non un gesto archivistico, ma il riconoscimento che quella voce, in un clima culturale profondamente mutato, manteneva intatta la sua forza critica.
Sasso ha costruito una visione originale della storia del pensiero italiano, lucida fino alla severità. Il suo temperamento intellettuale, refrattario a qualsiasi scuola, estraneo a ogni moda culturale, radicato in una tradizione filosofica europea di lungo respiro, era la condizione stessa di quella libertà di giudizio che lo rendeva, paradossalmente, il lettore più fedele di Croce: fedele non alla lettera, ma allo spirito di chi non si concedeva mai riposo critico.
Da Croce aveva raccolto direttamente, da giovane, un monito che avrebbe onorato fino all'ultimo: «non perda tempo». L'Istituto nazionale di Studi crociani si stringe con affetto alla famiglia, agli allievi e a quanti ne hanno condiviso il percorso umano e intellettuale.