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🌿 Il peso delle parole e il valore del tempo ⏳Viviamo in un'epoca frenetica, dove tutto scorre veloce: le notizie, i mes...
19/06/2026

🌿 Il peso delle parole e il valore del tempo ⏳

Viviamo in un'epoca frenetica, dove tutto scorre veloce: le notizie, i messaggi, le relazioni. In questo flusso incessante, le parole sembrano aver perso il loro peso specifico. Vengono pronunciate in serie, spesso senza riflettere, come se fossero aria. E invece no. 🍃

Le parole non sono fatte d'aria. Hanno una consistenza che si rivela a posteriori, quando una frase detta con leggerezza ritorna come un'eco inaspettata, o quando un silenzio maldestro lascia un vuoto che non si sa più come colmare. Le parole che escono dalla bocca sono semi 🌱: non sempre si sa dove cadranno, né cosa germoglieranno.

L'estate, con le sue giornate allungate ☀️ e il caldo che invita alla sosta, offre un'occasione preziosa. Sono quei momenti in cui ci si ferma all'ombra di un albero 🌳, dove il fresco diventa un rifugio per il pensiero. L'ombra crea una pausa, un intervallo sospeso in cui lo sguardo si posa e la mente rallenta. È lì, in quel tepore smorzato, che si può riscoprire il gusto di trattenere le parole, di sentirne il peso prima di lasciarle andare. 🌤️

In una società che spinge alla velocità e alla gratificazione immediata, fermarsi diventa un atto rivoluzionario. Prendersi il tempo per scegliere le parole giuste, per ascoltare davvero, per riflettere prima di rispondere. L'estate, con le sue ombre fresche e i suoi ritmi più lenti, ricorda che esiste un'altra possibilità: quella di abitare il presente, di concedersi il lusso di una pausa che non è perdita, ma guadagno di presenza. 🕊️

Il filosofo e psicologo Carl Rogers parlava dell'ascolto come di un'attitudine che trasforma profondamente. Quando si rallenta e ci si concede di essere davvero presenti, le parole giuste arrivano da sole, e il silenzio, a volte, diventa la risposta più sincera che si possa offrire. 🤍

Forse è il momento di rallentare. Di riconoscere che ogni parola ha un peso, e che quel peso si misura nell'impatto che ha, prima di tutto, su chi la pronuncia. Scegliere con cura le parole significa, anzitutto, ascoltare ciò che abita il silenzio. E questo richiede tempo. Il tempo di fermarsi, di respirare, di essere, qui e ora.

Mangiare è un bisogno naturale, un gesto che accompagna ogni giorno della nostra vita. Ma cosa succede quando il cibo sm...
11/06/2026

Mangiare è un bisogno naturale, un gesto che accompagna ogni giorno della nostra vita. Ma cosa succede quando il cibo smette di essere semplicemente nutrimento e diventa qualcosa di più?
Per molte persone il cibo rappresenta conforto nei momenti difficili, una ricompensa dopo una giornata impegnativa, una compagnia contro la solitudine o un modo per gestire emozioni che sembrano troppo intense. E non c'è nulla di sbagliato nel trovare piacere nel cibo: il problema nasce quando diventa l'unica risposta ai nostri bisogni emotivi.
Quando il pensiero del cibo occupa gran parte delle nostre giornate, quando mangiamo per riempire un vuoto anziché per soddisfare la fame, o quando il rapporto con il cibo genera sensi di colpa, ansia o frustrazione, forse è il momento di fermarsi e ascoltarsi con maggiore attenzione.
Dietro ogni comportamento alimentare c'è una storia, un'emozione, un bisogno che merita di essere compreso e accolto. Imparare a riconoscere questi segnali è il primo passo per costruire un rapporto più sereno ed equilibrato con il cibo e con noi stessi.
Il cibo non deve essere un nemico da combattere né l'unico rifugio in cui nascondersi. Può tornare ad essere ciò che è sempre stato: una fonte di energia, piacere e benessere, da vivere con consapevolezza e senza giudizio.

💬 Ti è mai capitato di usare il cibo per gestire emozioni o momenti difficili? Raccontaci la tua esperienza nei commenti.

Ciò che non viene elaborato spesso viene ripetuto.A volte lo chiamiamo sfortuna, altre volte coincidenza.Pensiamo di ave...
09/06/2026

Ciò che non viene elaborato spesso viene ripetuto.

A volte lo chiamiamo sfortuna, altre volte coincidenza.

Pensiamo di aver incontrato "di nuovo la persona sbagliata", di esserci ritrovati "per caso" nella stessa situazione, di vivere un'esperienza che sembra assomigliare in modo inquietante a qualcosa che abbiamo già attraversato.

Eppure, se ci fermiamo a osservare con attenzione, spesso ci accorgiamo che non sono i dettagli a ripetersi; si ripetono le emozioni.

La sensazione di non essere visti.
La paura di essere abbandonati.
Il bisogno di essere approvati.
La convinzione di dover meritare l'amore.
La tendenza a mettere i bisogni degli altri davanti ai propri.

In psicologia questo fenomeno è stato descritto come *coazione a ripetere*: la tendenza, spesso inconsapevole, a ricreare situazioni emotive che ci sono già familiari.

Può sembrare paradossale, perché dovremmo ripetere proprio ciò che ci ha fatto soffrire?

La risposta è complessa, ma una parte di noi non cerca necessariamente ciò che è sano o benefico. Cerca ciò che conosce, anche quando quel "conosciuto" è stato doloroso.

Ciò che ci è familiare, infatti, può apparire più prevedibile dell'ignoto. E in alcuni casi continuiamo a riproporre vecchi schemi nella speranza, spesso inconsapevole, che questa volta la storia possa andare diversamente.

Come se il presente diventasse il luogo in cui tentare di riscrivere un capitolo rimasto aperto nel passato, finché cambia il volto e non il copione, il finale rischia di assomigliarsi.

Riconoscere uno schema che si ripete non significa colpevolizzarsi; significa iniziare a guardare con curiosità ciò che accade dentro di noi, domandandoci non solo "perché mi succede?", ma anche "cosa mi sta mostrando questa esperienza?"

Perché la consapevolezza non elimina il dolore, ma può interrompere la ripetizione e talvolta la vera svolta non arriva quando incontriamo persone diverse.

Arriva quando impariamo a stare in modo diverso nelle relazioni, nelle scelte e nelle emozioni che viviamo.

💭 Ti è mai capitato di accorgerti che alcune dinamiche sembravano ripetersi nella tua vita, anche con persone o contesti completamente diversi?

🧠 *“È un narcisista.” “Sono depresso.” “Mi ha triggerato.” “Ho un trauma.”*Negli ultimi anni molte parole appartenenti a...
31/05/2026

🧠 *“È un narcisista.” “Sono depresso.” “Mi ha triggerato.” “Ho un trauma.”*

Negli ultimi anni molte parole appartenenti al linguaggio psicologico sono entrate nel parlato comune. Da un lato è un segnale positivo: significa che la salute mentale viene nominata di più, discussa di più, e forse anche ascoltata di più rispetto al passato.

Ma c’è anche un rischio: quando termini clinici vengono utilizzati in modo improprio o superficiale, il loro significato si indebolisce.

Essere tristi non significa necessariamente soffrire di depressione.
Avere atteggiamenti egoisti non equivale a un disturbo narcisistico.
Non tutto ciò che ci ferisce è un trauma.
E non ogni fastidio emotivo è un trigger nel senso psicologico del termine.

Usare queste parole senza conoscerne davvero il significato può creare confusione e banalizzare esperienze molto profonde e complesse. Con il tempo, termini importanti rischiano di diventare etichette vuote, modi di dire, o addirittura meme.

E la conseguenza più delicata è questa: chi vive davvero certe condizioni può sentirsi meno creduto, meno compreso o minimizzato, perché quelle stesse parole vengono ormai usate per descrivere qualsiasi esperienza quotidiana.

La psicologia non serve a patologizzare ogni comportamento umano, ma a comprendere con precisione ciò che proviamo, viviamo e attraversiamo.

Le parole hanno un peso.
E quando parliamo di salute mentale, usarle con consapevolezza può fare la differenza. 💭

27/05/2026

🌿 Piccola pausa dal rumore, per chi ne ha bisogno.

Viviamo sempre di corsa, tra pensieri e ansie. Meditare è un gesto d'amore: fermarsi, respirare, tornare a sé. Non serve esperienza, basta esserci.

✨ Venerdì 29/5 ore 18:30 a Psica Pescara (via Michelangelo 14)
Emma Zaccardelli ci guida in un incontro di meditazione delicato e profondo. Un'ora e mezza per ritrovare calma e presenza.

📍 Posti limitati, prenotazione obbligatoria:
👉 Contattaci 085299123

Porta un cuscino/tappetino e un maglione. Non serve nulla di speciale, solo tu.

Ti aspettiamo 💚

📘 WORKSHOP – Gestione dell'AnsiaComprendere, accogliere e gestire l’ansia con strategie cognitive e comportamentali.Psic...
20/05/2026

📘 WORKSHOP – Gestione dell'Ansia
Comprendere, accogliere e gestire l’ansia con strategie cognitive e comportamentali.
Psicoeducazione, esercizi pratici e condivisione di gruppo.
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📅 5 e 4 LUGLIO
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Il nostro modo di amare nasce spesso dal primo legame che abbiamo conosciuto: quello con la madre. 🤍Secondo la teoria de...
10/05/2026

Il nostro modo di amare nasce spesso dal primo legame che abbiamo conosciuto: quello con la madre. 🤍

Secondo la teoria dell’attaccamento, le esperienze vissute nell’infanzia possono influenzare il modo in cui viviamo le relazioni da adulti.

✨ Attaccamento sicuro
Chi si è sentito accolto e protetto tende a vivere l’amore con fiducia, autenticità e stabilità.

✨ Attaccamento ansioso
Chi ha vissuto affetto incostante può sviluppare paura dell’abbandono, bisogno di conferme e timore di non essere abbastanza.

✨ Attaccamento evitante
Chi ha imparato a non mostrare vulnerabilità può fare fatica a lasciarsi andare davvero nelle relazioni.

✨ Attaccamento disorganizzato
Chi ha vissuto relazioni imprevedibili o dolorose può oscillare tra desiderio di vicinanza e paura dell’intimità.

Ma gli stili di attaccamento non definiscono chi siamo per sempre.
Comprendere le proprie ferite è spesso il primo passo per costruire relazioni più sane e consapevoli.

La Festa della Mamma, per questo, può avere significati diversi per ognuno di noi.
E ogni emozione che emerge merita rispetto. 🌷

Indirizzo

Via Michelangelo, 14
Pescara
65124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:30
15:30 - 18:30
Mercoledì 09:30 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 13:00
15:30 - 12:30

Telefono

085299123

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