19/06/2026
DA IL MESSAGGERO ED. ABRUZZO
Si chiama “Fondazione Calcio Pescara” ed è l’iniziativa lanciata, per il momento in forma anonima, su Facebook da alcuni tifosi biancazzurri. L’idea è ancora in fase embrionale, però l’obiettivo è già chiaro. Il fine della fondazione è costituire un’azionariato popolare per sostenere la squadra della città partecipando attivamente alla gestione del club. A breve verrà indetto un sondaggio per testare l’interesse degli appassionati del Delfino e verificare le possibilità di realizzazione del progetto. Se la risposta sarà incoraggiante verrà costituita la fondazione e nominato un organigramma, composto non solo da tifosi, ma anche da rappresentanti delle istituzioni e del tessuto economico cittadino. Successivamente partirà una raccolta fondi che dovrebbe prevedere diversi tipi di adesione. La struttura e l’operatività verrebbero finanziati dalle donazioni dei promotori iniziali del progetto (soci fondatori) che immetterebbero le risorse iniziali e le quote più consistenti, dai soci popolari, cioè i cittadini che intendono aderire all'iniziativa in un secondo momento, da soci istituzionali ed eventualmente da partner commerciali, imprese del territorio intenzionate a garantire un contributo. In Italia il fenomeno è poco praticato, al contrario di Spagna e, soprattutto, Germania, dove l’azionariato popolare è considerato uno strumento ampiamente indispensabile per stabilire un equilibrio tra necessità di avere a disposizione capitali e la volontà di preservare l’identità delle società di calcio. La “Fondazione Calcio Pescara” ha l’obiettivo di mettere il tifoso al centro del progetto, di affidare il calcio a chi lo vive con amore e passione. Non più spettatori passivi, ma attori coinvolti in prima persona per provare a ricreare entusiasmo. Il sogno, si legge sulla pagina Facebook "Fondazione Calcio Pescara", è raggiungere 10mila soci che possano partecipare attivamente alla vita del club adriatico. Il fine è riavvicinare la gente alla squadra della città rafforzando il legame con il territorio. Da qui il desiderio di riaccendere la passione di una tifoseria delusa a causa della retrocessione in Serie C. Il calcio è emozione, identità e senso di appartenenza. Incontri con i supporters, eventi pubblici, visite nelle scuole e acquisto di abbonamenti in prelazione sono alcuni dei punti principali che dovranno ispirare l’attività della fondazione. Ovviamente i tempi di realizzazione del progetto non saranno brevi, serviranno mesi per assemblare il tutto e fissare la strategia definitiva. Alla fine dei giochi, se l’idea dovesse concretizzarsi la fondazione si rivolgerebbe al presidente Daniele Sebastiani per capire se potranno esserci i presupposti per intavolare una trattativa. Bisognerà capire se il gruppo avrà la forza per onorare gli impegni e se il presidente del Pescara vorrà aprire un dialogo e trovare una possibile intesa. Gli ideatori del progetto hanno l’obiettivo ambizioso di acquisire in futuro la maggioranza del club. In Abruzzo c’è il caso dell’Aquila, che nel 20024 ha concluso il progetto di equity crowdfunding basato sull’azionariato diffuso. L’iniziativa dei tifosi pescaresi si ispira invece al modello degli spagnoli dell’Osasuna. Il principio fondamentale del club di Pamplona è che la società appartiene interamente ai suoi tifosi tesserati, agli oltre 21mila soci che ogni anno rinnovano il loro abbonamento rifiutando la trasformazione in una società per azioni controllata da un magnate o da un fondo di investimento.
(Articolo G.Tontodonati - Il Messaggero ed. Abruzzo)