Spazio La Stampa

Spazio La Stampa "Un luogo aperto alla comunità dei lettori per raccogliere il meglio della nostra storia,immagini e

SPAZIO LA STAMPA
Via Lugaro 21 - Torino IT

INGRESSO LIBERO
Dal lunedì al venerdì: ore 10-19
Sabato: ore 10-20
Domenica: ore 16-20 (orario estivo)

VISITE GUIDATE
Solo su prenotazione
Telefono +39 011 6568 319
[email protected]

Mikhail Gorbaciov, Il 6 febbraio 1992, con il titolo «Il socialismo non è contro», Mikhail Sergheevic Gorbaciov comincia...
19/06/2020

Mikhail Gorbaciov,



Il 6 febbraio 1992, con il titolo «Il socialismo non è contro», Mikhail Sergheevic Gorbaciov comincia la sua collaborazione con La Stampa.

Il padre della “Perestroika”, nel 1990 primo presidente dell’Urss eletto con libere votazioni, decisivo per la fine della e della corsa agli armamenti, premio Nobel per la pace, avvia su La Stampa l’attività di saggista e commentatore di fatti internazionali. Quando vi si dedicherà totalmente, finita

la sua carriera politica, sarà per un lungo periodo La Stampa il tramite tra Gorbaciov e i maggiori giornali del mondo.

Spazio La Stampa Agenzia Mosaico

TuttoLibrienciclopedia Treccani, voce La Gazzetta letteraria: 1876-1902 settimanale artistico letterario importante per ...
16/06/2020

TuttoLibri
enciclopedia Treccani, voce La Gazzetta letteraria: 1876-1902 settimanale artistico letterario importante per aver contribuito alla conoscenza della letteratura e dell’arte straniere.

74 anni dopo nacque Tutto Libri, inserto de La Stampa. Il primo volume ospitò un'intervista a Eugenio Montale sul ruolo della poesia nella società moderna. Uno spazio esclusivamente dedicato al giornalista culturale, detective della letteratura la cui indagine verte sulla genesi di capolavori letterari accuratamente selezionati.

Quando e dove è nato un libro, ma ancor prima quando e dove è nato il suo autore. Che cosa lo ha spinto verso il suo traguardo letterario? Che cosa lo ha indotto a sedimentare e immortalare fantasie, storie, vissuti, gioie avventure e dolori in bianco e nero.

Le del de La Stampa di in via Lugaro 25 vi illustreranno il percorso dal Museo alla Redazione: il "dietro le quinte" degli esperti dell' dediti ad ascoltare nonché a riportare il polso dell' pubblica quotidiana.

L'ufficio di Tutto Libri, e non solo, risiede esattamente a metà percorso, piramidi e tsunami di carta apparentemente invalicabili, un'attrattiva unica per avvicinarci a chi si "sacrificherà" per la prima lettura prima di noi, garantendoci l'esperienza più edonistica.
BrunoVentavoli vi aspetta così avvolto da un manto di parole già scritte, ma mai ancora lette, citate o recitate.

Anna D'Agostino Official "Raccontare cultura. L'avventura culturale di Tutto Libri "
Racconta la storia di chi racconta.

GABRIELLA POLI
1975 la nascita di e l'approdo di come collaboratore a La Stampa.
1954 Un nome, un testimone, un'identità (storica) un profilo femminile dall'autorità incontestabile quello di . La , all'epoca particolarmente affezionata al tema dell'olocausto, avrebbe conosciuto Primo Levi durante un viaggio a Buchenwald: lo scrittore- Cicerone per gli inviati dall'estero, le fece da interprete.
La Stampa : il fil rouge di un'amicizia che perdurò più di 30 anni. Allo stesso tavolo Primo, Alessandro Galante Garrone e Gabriella. Una vicinanza che la rese degna della lettura di capolavori come Il Sistema Periodico, ancor prima di pubblicarli.
Mentre Primo Levi iniziò a collaborare per il nostro quotidiano nel 1975, responsabile di una testimonianza nonché di un apporto conoscitivo esistenziale per la storia di ieri e di domani,
2 anni dopo Gabriella divenne la prima capocronista donna presso La Stampa, avvenimento che le permise di raggiungere un traguardo di emancipazione epica, aprendo così una breccia nella storia del giornalismo femminile, dopo Matilde Serao e prima di Katharine Viner prima donna direttrice del “Guardian”nel 2015.

vi aspettiamo.
Agenzia Mosaico La Stampa Torino

  è sicuramente tra i volti più popolari del giornalismo italiano del XX secolo. Nato nel 1920 a Lizzano in Belvedere (B...
11/06/2020

è sicuramente tra i volti più popolari del giornalismo italiano del XX secolo. Nato nel 1920 a Lizzano in Belvedere (Bologna), sin da ragazzo fu amante della scrittura e decise di intraprendere la carriera giornalistica divenendo a ventun anni professionista. Volto televisivo, conduttore di inchieste e programmi di attualità è stato anche inviato e direttore di quotidiani e settimanali. è il giornale al quale è rimasto maggiormente legato: dal 1953 al 1974, con qualche breve interruzione, inviato speciale prima e collaboratore poi su temi di società, politica e costume. Proprio per il quotidiano torinese raccontava di aver pianto “di rabbia, d’errore, d’amore” a causa di ciò che successe in merito alla pubblicazione del suo articolo sull’assassinio del presidente J. F. Kennedy avvenuto a Dallas il 22 novembre del 1963. Se volete sapere che cosa successe e scoprire altri aneddoti e curiosità non vi resta che prenotare una visita guidata presso

Spazio La Stampa oggi in pausa   riflette sulla  libertà di stampa.Il 4 Marzo del 1848 venne firmato lo Statuto Albertin...
09/06/2020

Spazio La Stampa oggi in pausa riflette sulla libertà di stampa.

Il 4 Marzo del 1848 venne firmato lo Statuto Albertino emanato da Carlo Alberto di Savoia- Carignano atto a sancire la di . Fu così che finì col diventare uno tra i poli culturali e politici più attivi di tutta .

Un tuffo nel passato per ricordarci che Il è il nostro , il che documenta il presente rendendoci padroni della . La lotta per la libertà di ricevere e di comunicare, promuovere la conoscenza per un domani migliore. è , disse .
Spazio La Stampa si impegna attraverso visite e laboratori mirati a ricordare alla e alla , il valore del diritto all'informazione, della libertà di comunicazione e di espressione ottenuto fino ad .

" Non si mettono le mutande alle parole" Aldo Busi
“Non leggo mai i giornali al mattino perché stampano solo quello che voglio io.”Napoleone III di Francia
“Fintanto che non scrivo di governo, religione, politica, e altre istituzioni, sono libero di stampare qualsiasi cosa.” Pierre Augustin Caron de Beaumarchais

Le del de La Stampa di in via Lugaro 25 vi illustreranno il percorso dal Museo alla Redazione : il "dietro le quinte" degli esperti dell' dediti ad ascoltare nonché a riportare il polso dell' pubblica quotidiana.


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Per tutti Mike Bongiorno è la storia della televisione italiana. Ma molti non sanno che la sua storia inizia con   e la ...
04/06/2020

Per tutti Mike Bongiorno è la storia della televisione italiana. Ma molti non sanno che la sua storia inizia con e la sua grande passione è stata il . Dopo aver trascorso l’infanzia a New York, dopo la separazione dei genitori Mike Bongiorno si è trasferito a con la madre. Sono gli anni Trenta e Mike si innamora della città e della Juventus, coltivando una grande passione per il calcio. È da lì nasce la sua collaborazione prima della Seconda Guerra Mondiale, diventando il “galoppino” de La Stampa per diversi eventi sportivi. Poi la guerra, il ritorno in America e la fama tra radio e soprattutto televisione, di cui diventerà un’icona. Ma senza apprendistato al giornale torinese per eccellenza niente di tutto questo sarebbe stato possibile: è a La Stampa che Mike ha mosso i primi passi della storia della sua vita.

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La forza di un motto"Frangar, non flectar" è il motto che vi accoglierà all’ingresso del Museo Spazio La Stampa ed è que...
01/06/2020

La forza di un motto

"Frangar, non flectar" è il motto che vi accoglierà all’ingresso del Museo Spazio La Stampa ed è quello che ha
accompagnato il giornale dall’anno di nascita fino al 1959.
Si tratta di una proposizione latina che significa “Mi spezzerò, ma non mi piegherò” e che fa emergere la grande fermezza dei giornalisti nel preferire le dimissioni anziché il doversi piegare a scrivere qualcosa non
affine al proprio pensiero, rappresentando un inno alla libertà di stampa e di espressione.

Per conoscere tutte le curiosità e la storia che ha reso grande La Stampa veniteci a trovare appena sarà possibile a in via Lugaro dove hanno sede il giornale e il .
La Stampa Torino Agenzia Mosaico.

13/11/1934 Stampa La sera- The Battle of  ,  Italia-Inghilterra, una delle partite probabilmente più brutali e violente ...
28/05/2020

13/11/1934 Stampa La sera- The Battle of , Italia-Inghilterra, una delle partite probabilmente più brutali e violente della storia del . "A i nostri non lasciano per un istante i nostri ".

in persona promosse invece una proposta meno amichevole: quella di giocare in un campo inglese in condizioni atmosferiche meno favorevoli pur di mettere in difficoltà i campioni azzurri già degni di titolo mondiale. Appena acquisito. (per maggiori info sulla esplora il nostro )

Colta questa premessa, In pausa , oggi vi propone una breve cronistoria

1921 , Edouard Belin e l'invenzione della . In seguito, il sistema venne adottato anche da nel 1934 per inoltrare foto a lunga distanza. Un'intuizione tecnologica che permise al quotidiano di assaporare l'ebbrezza della prima : la stretta di mano tra Combi e Planicka prima della finale. Una fotonotizia letteralmente volata e precipitata nelle mani dei nostri giornalisti italiani.

L'immagine viene ricordata anche come....
Per saperne di più le del di in via Lugaro 25 proporranno uno spunto di riflessione sull'evoluzione della comunicazione fino ai dispositivi a disposizione della di Torino e non solo, per tutte l'età.
Un percorso dalla nascita verso il "dietrolequinte" del portandovi a verso la Redazione, dove i dottori dell' si impegnano ogni giorno ad ascoltare nonché a riportare il polso dell' pubblica.

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Oggi la sede de La Stampa è a   in via Lugaro, ma il giornale non ha sempre "abitato" lì. Le sue primissime pagine sono ...
25/05/2020

Oggi la sede de La Stampa è a in via Lugaro, ma il giornale non ha sempre "abitato" lì. Le sue primissime pagine sono state stampate in una tipografia in via Dora Grossa, quella che noi oggi conosciamo con il nome di via Garibaldi. E' nata quindi una prima sede nella piazza del legno, Piazza Solferino, all'angolo con via Bertolotti mentre nel 1934 il giornale si è trasferito in via Roma, più o meno a metà tra Piazza Castello e Piazza san Carlo. In entrambe le sedi si scrivevano gli articoli nei piani alti e si stampava nei sotterranei, pensate che per esigenze di spazio sono stati utilizzati gli spazi del tunnel scavato sotto via Roma per costruire la metropolitana (eh sì, era stata pensata una metropolitana che collegava Porta Nuova a Piazza Castello passando proprio sotto via Roma). Dopo una tappa in via Marenco il giornale ha ora le braccia addette alla tipografia in via Giordano Bruno e le menti in via Lugaro in una redazione unica che ha la forma di una astronave.
Siete curiosi di scoprire come si stampava il giornale nel 1867 e di come si è passati dai caratteri mobili di Gutenberg alle Linotype per arrivare alle attuali rotative WIFAG OF7 alte più di 14 metri?
Quando riapriremo le porte al pubblico saremo felici di accogliervi presso il nostro museo Spazio La Stampa, le nostre guide vi porteranno alla scoperta della redazione del giornale e dello stabilimento di stampa. Vi aspettiamo! La Stampa Torino Agenzia Mosaico

Oggi vi raccontiamo un altro personaggio che ha segnato la storia della nostra testata. In 153 anni a La Stampa si sono ...
21/05/2020

Oggi vi raccontiamo un altro personaggio che ha segnato la storia della nostra testata.

In 153 anni a La Stampa si sono avvicendati molti direttori. Chi oggi detiene il primato di permanenza? Giulio De Benedetti, direttore dal 4 aprile 1948 al 4 dicembre 1968. Soprannominato dai colleghi Gidibì, dalle iniziali g.d.b con cui firmava i corsivi in prima pagina, era dotato di un fiuto finissimo per la notizia. Desiderava che La Stampa fosse un giornale popolare che potesse essere letto dai dirigenti e dai portinai, senza distinzioni di ceto. Realizzò il quotidiano che, secondo il Times, meglio di qualsiasi altro ha saputo raccontare l'Italia del dopoguerra, del miracolo economico e della modernità.

Uomo carismatico e autoritario - controllava tutto e tutti - era intransigente: il giornale doveva essere come l’aveva pensato. La sua giornata a La Stampa iniziava arrivando in sede – all’epoca in Galleria San Federico – tutti i giorni puntualmente a mezzogiorno assicurandosi per prima cosa la qualità del giornale in edicola. Due redattori esperti avevano il compito di sottolineare con matita blu gli errori dei giornalisti (tra cui le parole improprie e straniere) e con matita rossa i refusi tipografici (i pochi sfuggiti ai correttori di bozze). All’una riceveva nel suo ufficio i capiredattori e i capiservizio per decidere le notizie da pubblicare sul giornale del giorno successivo. Sempre in piedi, appoggiato alla scrivania, iniziava dalle notizie politiche e dopo circa venti minuti, a riunione terminata, tutti uscivano ad eccezione del capocronista col quale approfondiva le notizie riguardanti la città. Dopo un frugale pranzo, nel pomeriggio si recava a Rivoli per una passeggiata, non mancava mai di portare con sé un pacco di lettere giunte a – rubrica di dialogo con i lettori da lui pensata e voluta nelle pagine della cronaca cittadina alla metà degli anni cinquanta – dal quale selezionare le più interessanti da pubblicare rigorosamente senza risposte o commenti. Quando alla sera nel suo studio, immerso nella penombra, arrivavano il caporedattore e il suo vice con la bozza della prima edizione, la esaminava, spesso approvando, talvolta criticando e quando gli domandavano dove fosse il difetto lui rispondeva: “Io so che non va, il difetto trovatelo voi e correggetelo”. La serata si protraeva fino alle 2 di notte quando tornava a casa ma sempre dopo aver aspettato in tipografia che dalle rotative uscisse, ancora calda, l’edizione di Torino.
Se vuoi conoscere altri aneddoti e visitare la redazione del giornale, non appena le misure di contenimento lo permetteranno, prenota una visita guidata al museo con Agenzia Mosaico

18/05/2020

Vi siete mai chiesti come nasce un giornale? Il lavoro di “cucina” inizia dalla mattina presto e si protrae fino a tarda serata, al momento della chiusura dell’edizione, passando attraverso riunioni di redazione, aggiornamenti, confronti e cambiamenti dell’ultimo minuto. Oggi come in passato. In questo video dell’Archivio Luce del 1964 vi raccontiamo come si lavorava nella redazione del quotidiano La Stampa quando la sede era in via Roma. Siete curiosi di sapere cosa accade oggi in redazione, fra le scrivanie dei giornalisti? Quando riapriremo le porte al pubblico saremo felici di accogliervi presso il nostro museo Spazio La Stampa, le nostre guide vi porteranno alla scoperta della cucina del giornale. Vi aspettiamo! La Stampa Torino Agenzia Mosaico

Quanto è importante esser   in un momento come questo? E se improvvisamente le   non arrivassero più? Oggi sembra imposs...
14/05/2020

Quanto è importante esser in un momento come questo? E se improvvisamente le non arrivassero più? Oggi sembra impossibile, eppure è ciò che è successo nel 2004 quando la redazione de La Stampa non riusciva a ricevere i lanci di agenzia sullo tsunami in Indonesia. Le linee telefoniche erano saltate e così un giornalista si ricordò di un antico strumento, il , che permetteva di registrare i messaggi attraverso una linea satellitare. In breve tempo il problema fu risolto e, finita l’emergenza, il dimafono tornò in archivio per rimanere per sempre nel ricordo di tutti.
Se ti è piaciuta questa curiosità, appena sarà possibile, vienici a trovare al museo Spazio La Stampa per conoscerne tante altre! La Stampa Torino Agenzia Mosaico

11/05/2020

Giornalismo 4.0, tecnologie digitali, comunicazione multimediale. Oggi l’informazione è a portata di click, rapida e costantemente aggiornata. In questi giorni in modo particolare abbiamo a disposizione un’incredibile quantità di contenuti digitali e comporre un testo per la pubblicazione non è mai stato più semplice e immediato.
Fino a poco più di quarant’anni fa, però, tutto ciò non esisteva. Come si componeva il giornale La Stampa nell’era del piombo? Scoprite insieme a noi in questo video i segreti della composizione tipografica! Stampa Torino Agenzia Mosaico

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