14/03/2026
ESSERE O NON ESSERE?
di Andrea Domenico Taricco
È stata svelata la vera identità di uno dei più grandi Street Artist del mondo: parliamo ovviamente di Banksy. Si pensi che nel 2025 una sua opera sia stata venduta a oltre 4,2 milioni di sterline. Ma si tratta di un artista, di un collettivo artistico o di un mito?
Il gioco delle identità così come la creazione di personaggi fittizi potrebbe riempire interi scaffali d'una libreria artistica: è il caso di Pierre Brassau. Nel 1964 il giornalista svedese Ake Axelsson espose quattro dipinti di questo fantomatico artista francese che la critica lodo' per forza e decisione del gesto ma che alla fine fu rilevato che si trattasse di una scimmia ammaestrata chiamata Peter. Ancora potremmo ricordare negli anni '90 il collettivo di artisti che inventò il nome di uno scultore serbo denominato Darko Maver e che le sue opere, in segno di protesta alla guerra se non richieste alla Biennale di Venezia non fossero altro che fotografie su cadaveri reali estratti dalla cronaca nera.
Tornando in quest'ottica al caso Banksy citiamo i dati relativi all'inchiesta condotta da Reuters: dobbiamo tornare indietro di qualche anno e menzionare un murales realizzato in Ucraina che avrebbe fatto crollare il castello di carta svelando l'identità del fantomatico Banksy. Stando all'inchiesta si tratterebbe di Robin Gunningham. Così come appreso dai notiziari giornalisti del calibro di Simon Gardner, James Parson, Blake Morrison grazie al supporto fotografico di Corinne Perchins e Jeremy Schultz o le illustrazioni di Catherine Tai fino all'editing di Blake Morrison e Micheal Williams hanno indagato sull'artista misterioso che dal 2008 crea in giro per il mondo e non rilascia la propria identità.
Tra un sistema chiuso di collaboratori in cui dominano accordi di riservatezza fino al Pest Control Office che ne autentica l'appartenenza le sue opere sono sempre state avvolte dal mistero. Poi stando alla cronaca di fonti accreditate nel 2022 il gruppo di Reuters entro' in contatto con un'ambulanza che parcheggio' innanzi a un edificio crollato nei pressi di Lyiv e da cui sarebbero usciti tre individui: due incappucciati mentre il terzo aveva un solo braccio e due protesi alle gambe. Costoro tirarono fuori stencil di cartone e bombolette spray realizzando un murales attribuito poi a Banksy. La fama aveva portato il suo gruppo a operare persino in Ucraina e questo attrasse Reuters. Le indagini hanno svelato l'identità anche se i legali hanno da sempre sostenuto di ledere in questo modo alla libertà di espressione. E tra le vicissitudini legali in cui compare la firma di Gunningham rispetto ad una causa di un suo intervento su un cartellone del Meatpacking District di Manhattan di qualche anno fa. Gunningham avrebbe tentato di cambiare la propria identità trasformandosi in David Jones nome assai diffuso nel mondo anglofono. Per di più la goccia che farebbe traboccare il vaso sarebbe il fatto di essere entrato in Ucraina con il fotografo Giles Duley e Robert Del Naja dei Massive Attack (di cui si sospettava che fosse il vero Banksy). Insomma uno degli artisti più quotati al mondo sarebbe un ultracinquantenne nato a Bristol nel 1973 se non ex studente della Bristol Cathedral School. Ma è un classico della storia dell'arte e degli artisti.
Una storia differente è quella di Nat Tate: un pittore espressionista astratto americano nato nel 1928 nel New Jersey e attivo a New York negli anni Cinquanta. Tate brucio' quasi tutte le sue opere prima di suicidarsi gettandosi da un traghetto nel fiume Hudson. Questa storia fu pubblicata in un testo:" Nat Tate. Un artista americano 1928-1960" scritto da William Boyd e sostenuta da David Bowie. Ma lo scherzo progettato da Boyd e Bowie venne fuori stabilendo la creazione di una finta identità artistica che avrebbe fatto parte dell'arte internazionale tanto da farlo incontrare persino con Pablo Picasso. Bowie creò opere attribuite a Tate oltre che ad altri personaggi immaginari.
Potremo citare ancora di Reena Spaulings creata nel 2004 da un collettivo di artisti di New York per giungere nel mercato dell'arte internazionale perfino al MoMA oppure potremmo ricordare lo scherzo di tre studenti di Livorno che nel 1984 realizzarono e poi occultarono tre sculture di pietra attribuite poi a Modigliani sino a quando rivelarono la loro identità in televisione. Cito ancora Congo lo scimpanzé appartenuto allo zoologo Desmond Morris che negli anni Cinquanta comprese le abilità dell'animale nella pittura sino a spingere proprio l'eccentrico Picasso ad acquistarne un dipinto. Nel mondo dell'arte la creazione di miti e falsi miti, di artisti immaginari e inesistenti, di identità fittizie o pseudonimi è un'arte a sé. E che venga svelato o meno resta una caratteristica portante. Chi è davvero, chi non lo è? Eteronimia è il fenomeno che contraddistingue alcuni creativi a generare finti artisti, false identità e storie puramente inventate. Ora che presumibilmente l'identità di Banksy è stata rivelata cambierà qualcosa? Sapranno solo dove andarlo a cercare a meno che abiti nello stesso luogo.
A.D.T.1975