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Inizia oggi il mondiale di calcio. E noi pensiamo a questo ragazzo qua, con questa iconica maglia qua. E siamo di nuovo ...
11/06/2026

Inizia oggi il mondiale di calcio. E noi pensiamo a questo ragazzo qua, con questa iconica maglia qua. E siamo di nuovo a Francia 1998.

Alan Shearer, 63 presenze e 30 gol con la maglia dell'Inghilterra. Due in quel mondiale finito in un ottavo di finale passato alla storia con l'Argentina.

“Stai zitto, non canterò. Altrimenti ti metterò le mani addosso!" Craig non la prende bene e risponde per le rime: "Ti a...
08/06/2026

“Stai zitto, non canterò. Altrimenti ti metterò le mani addosso!" Craig non la prende bene e risponde per le rime: "Ti ammazzo"...

Bellamy e Riise ubriachi a Barcellona. Una vigilia turbolenta prima di una gara di Champions. A deciderla...proprio loro due. E quell’esultanza da golfista rimasta nella storia.

Van Persie: “Dov’è la tua medaglia da campione della Premier, eh? Non la vedo al collo” Gerrard: “Te la puoi tenere, alm...
04/06/2026

Van Persie: “Dov’è la tua medaglia da campione della Premier, eh? Non la vedo al collo”

Gerrard: “Te la puoi tenere, almeno io non sono dovuto andare in un altro club per vincerla. E la tua medaglia da campione in Champions?”

Dialoghi di un certo livello durante i faccia a faccia che piacciono a noi.

La notte è scura ed è gonfia di tensione. Le stelle non brillano in cielo, ma sul verde prato di Wembley se ne può osser...
28/05/2026

La notte è scura ed è gonfia di tensione. Le stelle non brillano in cielo, ma sul verde prato di Wembley se ne può osservare una parata. Da Bergkamp a Vieira, passando per Rui Costa e Batistuta. Nel tempio del calcio inglese l'Arsenal affronta una Fiorentina che ha tutto da perdere. I viola arrivano a Londra con la squadra in subbuglio e Trapattoni sulla graticola. I pronostici pendono nettamente a favore dei Gunners, anche perché la formazione gigliata non carbura. Partita con ambizioni da scudetto, a fine ottobre è già tagliata fuori da ogni discorso. Non resta che affidarsi alla dea Eupalla, capace di plasmare l'esito di una gara all'apparenza già scritta.

Il primo tempo è tutto di marca londinese. Gli uomini di Wenger sembrano schegge impazzite e penetrano nella retroguardia viola come il coltello nel b***o. Trema la difesa con le incursioni di Overmars, Firicano e Pierini fanno quello che possono, mentre Adani boccheggia quando l'olandese sgasa sulla sua corsia. Anche Kanu si rende pericoloso in più frangenti. La trincea messa su Trapattoni sembra poter deragliare da un momento all'altro, ma come un pugile suonato ma ancora in piedi, la Fiorentina resiste e torna negli spogliatoi sullo zero a zero.

Nella ripresa serve ben altro. In campo, però, c'è un totem: Gabriel Omar Batistuta. Quando scocca il 74', Jorg Heinrich dà vita all'ennesima ripartenza, supera la metà campo e serve un pallone sulla destra a Batistuta. Più che un passaggio è una preghiera. Eppure, l'argentino aggredisce lo spazio, prende la mira e scatena il suo destro che si infrange come un colpo di cannone alle spalle di un attonito Seaman. Wembley ha assistito a una rara cometa che fa piombare l'impianto nel silenzio.

L'Arsenal va all'arrembaggio, ma sulla sua strada si erge la manona di Francesco Toldo, che dice di no a ogni tentativo dei Gunners. Dopo tanta sofferenza, la Fiorentina firma un'impresa storica che, a oltre venticinque anni di distanza, non ha perso un grammo del suo fascino.

Undici settimane.In molti si sono trovati a prendere le redini di una squadra per brevissimo tempo, senza un futuro su q...
27/05/2026

Undici settimane.

In molti si sono trovati a prendere le redini di una squadra per brevissimo tempo, senza un futuro su quella panchina. Li chiamano i traghettatori, frammenti effimeri di storia del calcio che transitano così velocemente da non essere ricordati.

Ci sono i traghettatori. Poi c’è Roberto Di Matteo.

Diventa tecnico del Chelsea il 4 marzo 2012, dopo l’esonero di André Villas-Boas. Il gruppo è in rivolta, il titolo in Premier è un miraggio e, a Napoli, i Blues hanno perso 3-1 nell’andata degli ottavi di Champions. Non c’è tempo né modo per trovare un sostituto.

Robbie non si inventa nulla di speciale. Chiama a sé la vecchia guardia: John Terry, Frank Lampard, Didier Drogba. Spiega loro che se remano insieme a lui possono ancora salvare la stagione. Da buon italiano, punta tutto sulla difesa.

Il suo Chelsea non è bello da vedere, ma è tremendamente efficace. Nell’aria brumosa di Stamford Bridge inizia ad avvertirsi qualcosa di magico. Il primo risultato imprevedibile arriva nel ritorno contro il Napoli: 4-1 e passaggio del turno.

A Barcellona, nel ritorno delle semifinali di Champions, un’altra magia. A fine primo tempo i blaugrana sono avanti 2-1 e di un uomo, ma passerebbero i Blues. La ripresa è un assalto del Barça, ma quella palla non ne vuole sapere di entrare. Fino a che il redivivo El Niño Torres parte nel recupero in una cavalcata solitaria verso la finale.

Di Matteo ha già compiuto un’impresa, battendo 2-0 il Liverpool per vincere la FA Cup. Ma la finale di Champions League è tutt’altra cosa. All’Allianz Arena la sfida è impossibile: di fronte ci sono i padroni di casa del Bayern Monaco.

Il copione è sempre quello. I tedeschi attaccano e vanno in vantaggio. Il Chelsea si difende e a pochi minuti dalla fine trova il gol del pareggio. Non può che essere lui a segnare, il calciatore che ha esaurito i polmoni di Massimo Marianella: Didier Drogba. L’ivoriano si prende la responsabilità dell’ultimo rigore, quello decisivo. Non lo sbaglia.

Undici settimane passano dal 4 marzo al 19 maggio 2012. Molti traghettatori conducono in porto la barca senza scossoni; Roberto Di Matteo vince FA Cup e Champions League, la prima nella storia del Chelsea.

C'è un piccolo club della contea di Greater Manchester che è a un passo dalla storia. Il Salford City, infatti, oggi all...
25/05/2026

C'è un piccolo club della contea di Greater Manchester che è a un passo dalla storia. Il Salford City, infatti, oggi alle 16, ora italiana, si gioca a Wembley la possibilità di accedere per la prima volta nella sua storia in League One (dove, tra le altre, potrebbe trovare il Leicester City, per dirne una).

Tra la squadra e il sogno c'è di mezzo il Notts County, non certo avversario morbidissimo. Ma gli ultimi anni una squadra che fino a poco tempo fa era poco più che un team di dilettanti degni della Sunday League ha cambiato marcia.

Dal 2014 il club è, infatti, di proprietà dell'imprenditore singaporiano Peter Lim e di un gruppo di ex calciatori del Manchester United: David Beckham, Nicky Butt, Paul Scholes, Ryan Giggs e i fratelli Gary Neville, Phil Neville e, per una quota minore, anche Cristiano Ronaldo!

Nel 2018-2019 prima promozione in League Two, subito dopo vittoria della Football League Trophy. Fa notizia, il 17 ottobre 2025, l'ingaggio di un certo Fabio Borini. Il giocatore italiano segna il suo primo gol in un clamoroso 4-3 contro il Colchester United, il 13 dicembre scorso.

Una partita f***e che, sugli spalti, ha due tifosi italiani. Carlo Porta e Fabio Spadoni. "Ci piace il calcio inglese, non solo di Premier ma anche delle categorie inferiori - ci raccontano, con tanto di prove a testimoniare il racconto -. Quella partita fu f***e. Cinque gol segnati dopo il 90', con Borini decisivo con gol e assist. Avevamo una bandiera italiana e lui dedicata, a fine gara si è avvicinato a noi per una foto e ci ha regalato la maglia di quella partita. Un giorno memorabile".

Carlo e Fabio, che nel 2016 erano a Leicester per festeggiare la Premier League delle Foxes, potrebbero tornarci l'anno prossimo per un Leicester - Salford che avrebbe del clamoroso. L'appuntamento con la storia è lì a un passo. Notts County permettendo!

De Zerbi è riuscito a evitare la prima, clamorosa, retrocessione dalla Premier League per gli Spurs. Il West Ham di Espi...
24/05/2026

De Zerbi è riuscito a evitare la prima, clamorosa, retrocessione dalla Premier League per gli Spurs.

Il West Ham di Espirito Santo, invece, retrocede dopo appena 3 anni dalla conquista della Conference League in finale con la Fiorentina.

Un finale di stagione clamoroso, con Sunderland (dopo 53 anni) e Bournemouth (per la prima volta nella storia) che volano nella coppe europee.

Clamorosamente fuori dalle competizioni europee, invece, il Chelsea.

Faremo tutti gli approfondimenti del caso su tutti i verdetti finali di Premier League. Promesso.Ma il Sunderland, neopr...
24/05/2026

Faremo tutti gli approfondimenti del caso su tutti i verdetti finali di Premier League. Promesso.

Ma il Sunderland, neopromosso, che batte 2-1 il Chelsea all'ultimo turno, scavalcandolo in classifica, e torna a giocare le coppe europee dopo 53 anni è poesia pura!

"Sunderland 'til the end" state of mind.

Ultimo posto per i playoff agguantato con le unghie e con i denti. Poi un cammino praticamente perfetto negli spareggi, ...
23/05/2026

Ultimo posto per i playoff agguantato con le unghie e con i denti. Poi un cammino praticamente perfetto negli spareggi, fino alla vittoria di pochi minuti fa a Wembley.

L'Hull City torna in Premier League. L'ultima volta fu nella stagione 2016-2017 e con i Tigers giocò, per 6 mesi, Andrea Ranocchia (qui in azione proprio contro il Middlesbrough, che per il decimo anno di fila sarà costretto a giocare in Championship).

𝐖𝐡𝐢𝐭𝐞 𝐇𝐚𝐫𝐭 𝐋𝐢𝐧𝐞 non era solo uno stadio: era una casa di mattoni, nebbia e rumore, dove il calcio inglese profumava di b...
22/05/2026

𝐖𝐡𝐢𝐭𝐞 𝐇𝐚𝐫𝐭 𝐋𝐢𝐧𝐞 non era solo uno stadio: era una casa di mattoni, nebbia e rumore, dove il calcio inglese profumava di birra, pioggia e tradizione.
Casa degli Spurs per 𝟏𝟏𝟖 𝐚𝐧𝐧𝐢, dal 1899 al 2017, demolito per far posto al nuovo impianto, costruito esattamente dove sorgeva il vecchio White Hart Line. Il 𝐓𝐨𝐭𝐭𝐞𝐧𝐡𝐚𝐦 𝐇𝐨𝐭𝐬𝐩𝐮𝐫 𝐒𝐭𝐚𝐝𝐢𝐮𝐦 è stato inaugurato nel 2019 e ha una capienza aumentata (60.000 spettatori contro i 36.000 “ufficiali” del Lane).

Le tribune ripide, la gente quasi in campo, il boato che travolgeva gli avversari, le notti europee in cui sembrava che lo stadio tremasse davvero. A White Hart Lane non eri spettatore: eri parte della storia, un frammento di un rumore che non si è mai davvero spento.

Oggi al suo posto c’è uno stadio moderno, perfetto, scintillante. Ma chi ha vissuto il vecchio Lane sa che certi posti continuano a esistere nelle memorie, nelle canzoni, nei racconti passati di generazione in generazione.

Dal 𝟏𝟎-𝟒 contro l’Everton del 1958 al 𝟐-𝟏 contro il Man Utd del 14 maggio 2017 (in rete per l’undici di Pochettino Wanyama e Kane, per i Red Devils di Mourinho Rooney), in quella che fu l’ultima gara nel vecchio impianto di gioco.

Adesso la squadra di 𝐃𝐞 𝐙𝐞𝐫𝐛𝐢 si sta clamorosamente giocando la salvezza. Domenica alle 17 all’Hotspur Stadium arriverà l’Everton: in caso di vittoria Spurs salvi, altrimenti bisognerà attendere notizie dal London Stadium dove in contemporanea si giocherà 𝐖𝐞𝐬𝐭 𝐇𝐚𝐦 – Leeds, con gli hammers (a -2 dal Tottenham) che si giocano anch’essi la permanenza in Premier League.

Chi la spunterà?

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