Scienza & Pace Magazine

Scienza & Pace Magazine "Scienza & Pace Magazine" è un sito di informazione e di analisi curato dal Centro Interdisciplinare "Scienze per la Pace" dell'Università di Pisa.

Il suo scopo è fornire strumenti utili a comprendere criticamente il presente e agire sui conflitti. Vogliamo comprendere criticamente il presente e agire sui conflitti in una prospettiva di "pace positiva", avendo di mira la costruzione di una società giusta, fondata sulla pari dignità e sull'accesso di tutte e tutti ai diritti fondamentali. Tale obiettivo richiede la collaborazione di tutte le s

cienze e di tutte le professionalità, in una prospettiva realmente interdisciplinare. A questo scopo, la redazione è organizzata intorno alle seguenti marco-aree tematiche: ambiente, cibo, comunicazione, cultura, diritti, economia, geopolitica, prospettive di genere, salute. Il Magazine ospita quattro tipi di contributi: articoli originali; video-interviste a esperti; articoli già pubblicati, ritenuti meritevoli di ulteriore diffusione; immagini significative, accompagnate da commenti. Mette, inoltre, a disposizione nella sezione Risorse indicazioni utili per approfondire i temi oggetto degli articoli. Proposte di articoli possono essere inviate alla redazione ovvero ai referenti delle macro-aree tematiche, seguendo le istruzioni nella pagina dedicata ai collaboratori. La redazione del Magazine è composta da: Chiara Angiolini, Valentina Bartolucci, Mauro Capocci, Marilù Chiofalo, Simone D'Alessandro, Pompeo della Posta, Caterina di Pasquale, Giorgio Gallo, Francesco Lenci, Tommaso Luzzati, Chiara Magneschi, Valentina Mangano (coordinatrice), Federico Oliveri (coordinatore), Sonia Paone, Luigi Pellizzoni, Daniel Ruiz, Eleonora Sirsi, Mauro Stampacchia, Elettra Stradella, Fabio Tarini, Tiziano Telleschi, Matteo Villa, Francesca Zampagni.

Come si intrecciano crisi geopolitiche, dipendenza energetica e conflitto sociale?Perché una transizione ecologica priva...
27/05/2026

Come si intrecciano crisi geopolitiche, dipendenza energetica e conflitto sociale?
Perché una transizione ecologica priva di giustizia sociale rischia di essere percepita come una minaccia invece che come una necessità collettiva?

Nel nuovo articolo di Scienza & Pace Magazine, Alessia Lartini analizza le proteste esplose in Irlanda dopo l’aumento del costo dei carburanti legato alla crisi dello Stretto di Hormuz. Attraverso un’analisi politica ed economica, l’autrice mostra come la dipendenza strutturale dai combustibili fossili esponga le società europee non solo a shock energetici, ma anche a tensioni sociali e instabilità politica.

L’articolo mette in evidenza due questioni centrali. Da un lato, la carbon tax e le politiche climatiche rischiano di colpire soprattutto le fasce sociali più vulnerabili quando non sono accompagnate da investimenti pubblici, alternative di mobilità e sostegni alla riconversione produttiva. Dall’altro, la crisi irlandese mostra la necessità di ripensare il modello energetico e dei trasporti europei, attraverso investimenti nelle energie rinnovabili, nel trasporto ferroviario e in una pianificazione pubblica orientata alla sostenibilità e alla giustizia sociale.

Un contributo per riflettere sul rapporto tra ecologia, disuguaglianze e trasformazioni economiche nel contesto europeo contemporaneo.

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È in corso una nuova corsa agli armamenti nucleari? E cosa stanno facendo la comunità internazionale e la società civile...
25/05/2026

È in corso una nuova corsa agli armamenti nucleari? E cosa stanno facendo la comunità internazionale e la società civile mondiale per fermarla? A queste e altre urgenti domande risponde un nuovo articolo di Scienza & Pace Magazine a cura di Alessandra Garosi.

L’autrice analizza i dati dell’ultimo rapporto del Nuclear Weapons Ban Monitor, che offre una risposta chiara e preoccupante alla domanda di partenza. Oggi nel mondo ci sono 9.745 testate nucleari attive, 141 in più rispetto all’anno scorso, dal picco di 70.000 della Guerra fredda eravamo scesi a 12.300, ma dal 2017 la tendenza si è invertita.
Gli arsenali crescono, i trattati di non proliferazione vengono abbandonati: per la prima volta dagli anni più bui della Guerra fredda, USA e Russia non hanno alcun accordo formale sulla non proliferazione.
Eppure una strada alternativa, verso il disarmo, esiste. Il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari ha superato la soglia di metà dei paesi riconosciuti a livello internazionale: 99 stati su 197 sono parte del Trattato, e dicono al mondo che la sicurezza non si costruisce con armi di distruzione di massa. Purtroppo, l’Italia non è tra loro, anche se è il paese europeo che ospita il maggior numero di ordigni nucleari stranieri...

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Come si costruisce il consenso attorno alla guerra? In che modo propaganda, censura e piattaforme digitali influenzano o...
18/05/2026

Come si costruisce il consenso attorno alla guerra? In che modo propaganda, censura e piattaforme digitali influenzano oggi l’opinione pubblica nei conflitti armati?

Nel nuovo articolo di Scienza & Pace Magazine, Alessandra Garosi e Alessia Lartini analizzano le forme contemporanee della propaganda di guerra, con particolare attenzione al conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti.

L’articolo mostra, da un lato, come il consenso all’uso della forza venga costruito attraverso narrazioni mediatiche, processi di demonizzazione del nemico, censura e disinformazione. Dall’altro, evidenzia come l’ecosistema digitale — tra social network, bot, deepfake e “guerra memetica” — stia trasformando profondamente il rapporto tra guerra, informazione e opinione pubblica.

Nelle conclusioni, le autrici richiamano il ruolo del giornalismo di pace e della responsabilità critica di chi produce e condivide informazioni nello spazio digitale.

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Due domande attraversano il nuovo articolo di Scienza & Pace Magazine: da dove nasce la scelta di prendere una posizione...
11/05/2026

Due domande attraversano il nuovo articolo di Scienza & Pace Magazine: da dove nasce la scelta di prendere una posizione, anche quando comporta violenza e rischio estremo? E su quali fondamenta morali e civili si costruisce una comunità politica dopo l’esperienza della guerra e della Resistenza?

A queste domande risponde Andrea Panzavolta, giornalista pubblicista, collaboratore della rubrica “Film in discussione” di Iride. Filosofia e discussione pubblica e di riviste di critica cinematografica, nonché direttore artistico della rassegna “Passioni in musica”. Nel suo contributo, Panzavolta rilegge Banditi di Pietro Chiodi, diario scritto tra il 1945 e il 1946, restituendo con precisione il contesto umano e morale della scelta partigiana.

Due tesi emergono con chiarezza. La prima: la scelta di “stare da una parte” non è astratta né ideologica, ma nasce da esperienze concrete che rendono impossibile restare neutrali di fronte alla violenza e all’ingiustizia. La seconda: la nascita della comunità politica e della vita repubblicana si radica in un’esperienza storica segnata dal sacrificio e dalla necessità di distinguere con nettezza tra ciò che è giusto e ciò che è inaccettabile, affinché libertà, giustizia e tolleranza non vengano nuovamente compromesse.

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Qual è lo statuto delle Scienze per la Pace nel panorama accademico italiano?  In che modo è possibile analizzare e tras...
04/05/2026

Qual è lo statuto delle Scienze per la Pace nel panorama accademico italiano?
In che modo è possibile analizzare e trasformare i conflitti andando oltre una concezione della pace come semplice assenza di guerra?

A queste domande risponde l’articolo di Sonia Paone, dedicato al volume Le Scienze per la Pace di Valentina Bartolucci. Sonia Paone è Professoressa Associata in Sociologia dell’Ambiente e del Territorio presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, membro del CISP e Presidente dei Corsi di Laurea in Scienze per la Pace: Cooperazione Internazionale e Trasformazione dei Conflitti. Nel suo contributo propone una lettura attenta e contestualizzata del testo, evidenziandone il valore nel dibattito accademico e pubblico.

Due le tesi centrali che emergono dall’articolo. Da un lato, il volume contribuisce a colmare una lacuna nel contesto italiano, restituendo struttura e riconoscimento a un campo di studi consolidato a livello internazionale ma ancora marginale in Italia. Dall’altro, propone una concezione della pace come processo complesso e interdisciplinare, orientato a giustizia sociale, diritti umani, equità e sostenibilità, e fondato sull’analisi delle diverse forme di violenza e sulle pratiche di trasformazione dei conflitti, inclusa la nonviolenza come strategia concreta.

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Due domande guidano il nuovo articolo di Scienza & Pace Magazine: i carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) rappres...
13/04/2026

Due domande guidano il nuovo articolo di Scienza & Pace Magazine: i carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) rappresentano davvero una soluzione efficace per ridurre le emissioni del trasporto aereo? E i progetti di produzione su larga scala, come quelli promossi da Eni, sono sostenibili anche dal punto di vista sociale ed economico nei territori coinvolti?

L’articolo, a cura della redazione, analizza criticamente il caso dei progetti avviati in Africa, in particolare in Kenya, basandosi su un’inchiesta giornalistica recente. Il contributo offre una sintesi chiara e documentata delle principali questioni emerse, con attenzione agli impatti ambientali, economici e sociali delle filiere dei biocarburanti.

Due tesi emergono con particolare evidenza. In primo luogo, i biocarburanti per l’aviazione non possono essere considerati automaticamente sostenibili: possono entrare in competizione con la produzione alimentare, generare effetti indiretti sull’uso del suolo e comportare emissioni aggiuntive lungo la filiera. In secondo luogo, la mancanza di trasparenza e di dati verificabili rende difficile valutare l’effettiva sostenibilità dei progetti e rischia di nascondere costi rilevanti per le comunità locali, mettendo in discussione il loro contributo a uno sviluppo equo.

L’articolo invita così a una valutazione più attenta delle soluzioni proposte nella transizione ecologica, sottolineando la necessità di criteri rigorosi e di meccanismi di controllo efficaci.

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A Rosarno, il diritto all’abitare per i lavoratori migranti è da anni un’emergenza deliberatamente ignorata. Ma perché n...
06/04/2026

A Rosarno, il diritto all’abitare per i lavoratori migranti è da anni un’emergenza deliberatamente ignorata. Ma perché non è mai stata trovata una soluzione abitativa dignitosa? Un alternativa reale ai ghetti a alle tendopoli? E quali sono le dinamiche di potere dietro questo mancato intervento?

A queste domane risponde Angelo Mastandrea, scrittore e giornalista del Post in un articolo che ricostruisce le dinamiche di un’emergenza permanente e le risposte che vengono dalla società civile solidale.

La raccolta invernale degli agrumi porta a Gioia Tauro migliaia di migranti proventi dall’Africa sub-sahariana e ogni anno riaccende il dibattito per una sistemazione più dignitosa. Tra i progetti di sgombero e i tentativi di riqualificazione che si susseguono con l’alternarsi dei governi, emergono nuove soluzioni che partono dal basso.

La Caritas e il programma Mediterranean Hope si impegnano per garantire affitti stagionali in abitazioni sfitte dai proprietari emigrati o in ex alberghi ristrutturati, non solo per garantire un’abitazione ma anche per combattere le pratiche di ghettizzazione funzionale allo sfruttamento lavorativo.

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Cosa significava nel novecento essere un intellettuale pubblico?È possibile costruire istituzioni democratiche capaci di...
30/03/2026

Cosa significava nel novecento essere un intellettuale pubblico?
È possibile costruire istituzioni democratiche capaci di resistere alla pressione dei mercati capitalistici e alla manipolazione del consenso?

Per commemorare Jürgen Habermas, scomparso lo scorso 14 marzo, Federico Oliveri ha risposto a queste e altre domande, ricostruendo il percorso intellettuale del filosofo in rapporto al contesto storico e ai movimenti sociali.

Nato in una famiglia legata al nazismo, Habermas ha fatto della necessità di fare i conti con il passato uno dei motori della sua ricerca filosofica e sociologica.

L’articolo mette in luce come il suo pensiero sia stato alimentato dall’impegno civile e dalla vicinanza ai movimenti nonviolenti e pacifisti: le sue teorie sulla sfera pubblica, sullo Stato democratico di diritto e sull’etica del discorso si comprendono a fondo solo su questo sfondo.

Per Habermas, il diritto si fa veicolo di libertà solo quando media tra i “mondi vitali” delle persone e delle comunità umane e i sistemi di potere, ma la vera emancipazione avviene solo attraverso le lotte sociali per il riconoscimento di diritti universali e indivisibili.

Le recenti e controverse posizioni di Habermas sui conflitti internazionali, dalla guerra della NATO contro la Jugoslavia fino al genocidio nella Striscia di Gaza, sembrano evidenziare un progressivo venir meno del suo impegno politico e intellettuale radicale.

Nonostante questo, il pensiero di Habermas rimane uno strumento necessario per orientarci nel XXI secolo: una lezione di responsabilità civile per evitare il naufragio della democrazia.

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Nell’80° anniversario della Liberazione, Scienza & Pace Magazine invita a rileggere un classico memoriale della Resisten...
25/04/2025

Nell’80° anniversario della Liberazione, Scienza & Pace Magazine invita a rileggere un classico memoriale della Resistenza: "Tutte le strade conducono a Roma" di Leo Valiani.

Scritto tra il gennaio e il luglio del 1946, quando si era appena spento il fuoco della guerra partigiana, questo volume viene pubblicato quando ardeva più che mai la lotta politica in vista del nuovo assetto istituzionale da dare all’Italia.

Leo Valiani è un partigiano: non nutre alcun dubbio che la parte da lui scelta sia la migliore, la sola in grado di preservare l’Europa da un ulteriore suicidio. Ma non per questo smette di indagare ciò che è stato e ciò che potrà essere con occhio critico.

Per Valiani la resistenza è sempre: è un percorso verso la giustizia, condizione indispensabile per una pace vera. La conclusione del suo libro mostra chiaramente la strada da percorrere, ieri come oggi:

«Combattendo contro l’ingiustizia, noi combattiamo in realtà per una pace mondiale, che non sia un armistizio. Combattendo per l’unità dei popoli europei martoriati, noi combattiamo in realtà per un governo unitario del mondo, degno del nome […]. Per questo non ci pentiamo di aver preso le armi al fianco delle democrazie e dell’Unione Sovietica, che oggi ci deludono. Siamo anzi fieri di averlo fatto con assoluto disinteresse. Così abbiamo il diritto di resistere al presente di quelle potenze, in nome di un futuro più profondamente democratico, che non apparterrà più ai vincitori soltanto ma ai vincitori e ai vinti e, insomma, ai popoli».

  di Andrea Panzavolta In tempi calamitosi come quelli in cui viviamo, da più parti del mondo giungono immagini di guerre e ingiustizie e chi si sforza di investigare le zone grigie, in cui sp…

Vi siete mai chiestə cosa risponderemo a chi verrà dopo di noi quando ci chiederanno cosa abbiamo fatto durante il genoc...
08/04/2025

Vi siete mai chiestə cosa risponderemo a chi verrà dopo di noi quando ci chiederanno cosa abbiamo fatto durante il genocidio palestinese?

Ella Keidar Greenberg, attivista transgender diciottenne, ha deciso cosa rispondere: ha fatto obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio, per non essere complice della distruzione del popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania.

Cosa ha spinto questa giovane donna trans a prendere una tale decisione, opponendosi alla retorica militarista, coloniale e anti-palestinese che plasma la società israeliana?

Quali conseguenze deve affrontare chi, come lei, si rifiuta di svolgere il servizio militare obbligatorio?

Il giornalista e fotoreporter israeliano Oren Ziv, noto per il suo lavoro a sostegno delle lotte per la giustizia e i diritti, ha intervistato Ella Keidar Greenberg prima del suo incarceramento, avvenuto lo scorso 19 marzo: abbiamo tradotto l'intervista apparsa su +972 Magazine.

L'articolo esplora come l'esperienza di persona transgender in Israele si intrecci con la decisione di obiettare e di lottare per un futuro di giustizia e di pari diritti per tutte e tutti, dal fiume fino al mare. E mette in luce l'uso strumentale delle questioni LGBTQ+ fatto dall'esercito israeliano, denunciandone le operazioni di pinkwashing.

La storia di Ella Keider Greenberg mostra come diverse esperienze di marginalizzazione - quella delle persone trans e quella dei/delle palestinesi sotto occupazione e minaccia di distruzione - possano convergere in una potente forma di resistenza. Un'esperienza che dovrebbe essere di ispirazione per tutte e tutti coloro che davvero cercano la pace.

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Il 19 marzo 2025 Ella Keidar Greenberg, attivista transgender diciottenne, è stata incarcerata per essersi rifiutata di prestare servizio nell’esercito israeliano, dichiarandosi obiettrice di cosci…

Indirizzo

Via Del Collegio Ricci, 8
Pisa
56127

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