10/09/2026
Edo e il cavallo Siria: quando l’ippoterapia diventa libertà
Al CRE di Crema – Centro di Riabilitazione Equestre “Carla Baccanelli Tolotti” – il cavallo diventa parte del percorso riabilitativo per bambini e adulti con disabilità e fragilità. Per Edo, ogni giovedì, Siria diventa molto più di un compagno di terapia: «Le sue gambe».
CREMA (CR) – Ogni giovedì Edo arriva al CRE di Crema per il suo appuntamento con Siria. È il momento dell’ippoterapia, ma per lui è molto più di una seduta riabilitativa. Edo, che non può più camminare e si muove utilizzando la carrozzina, quando sale sul cavallo ritrova una diversa libertà di movimento. «Il cavallo diventa le sue gambe», spiegano le terapiste che lo seguono.
È proprio questo uno degli aspetti più significativi della riabilitazione equestre: il movimento del cavallo stimola postura, equilibrio, muscolatura e circolazione, coinvolgendo anche quelle funzioni che, a causa dell’immobilità, possono progressivamente ridursi. Ma accanto all’aspetto fisico c’è quello relazionale. Il contatto con l’animale, il suo calore, il pelo, il movimento e la sua capacità di creare una relazione contribuiscono a favorire rilassamento, attenzione e fiducia.
Lo racconta bene anche la storia di Edo, che oggi accetta serenamente la vicinanza di Siria, mentre all’inizio non era così semplice avvicinarsi a un animale tanto grande. Al termine della seduta arriva anche il momento del ringraziamento: Edo porge alcune carote al cavallo, quasi a suggellare quel rapporto speciale costruito nel tempo.
Il centro oggi si chiama CRE Carla Baccanelli Tolotti, in memoria della storica direttrice Carla Tolotti, scomparsa alcuni anni fa. L’associazione affonda le proprie radici in una storia lunga quasi cinquant’anni: nacque infatti dalla volontà di un gruppo di genitori, insieme ad alcuni medici dell’ospedale di Crema, con l’idea di utilizzare il cavallo come strumento di riabilitazione. Un’esperienza all’avanguardia per l’epoca, sviluppata anche grazie al confronto con realtà straniere e all’arrivo a Crema di un primo terapista tedesco.
Da allora il centro è cresciuto fino ad arrivare a sette cavalli e un pony, con circa 100 utenti seguiti ogni settimana. A occuparsi direttamente della terapia sono tre professioniste, affiancate da una tirocinante e da una squadra di volontari che collaborano quotidianamente alla gestione degli animali e delle attività.
«Noi non siamo istruttori di equitazione – spiegano Lorena Riccetti, psicomotricista, e Martina Ravera, pedagogista della disabilità – ma professioniste che utilizzano il cavallo all’interno di un progetto riabilitativo». Il cavallo, in questo percorso, diventa uno strumento terapeutico: sono le terapiste a definire gli obiettivi, mentre l’animale contribuisce concretamente al loro raggiungimento.
L’attività non è rivolta soltanto alle persone con disabilità. Nel corso degli anni il CRE ha ampliato il proprio intervento coinvolgendo anche persone con disturbi dello spettro autistico, problematiche psichiatriche, conseguenze di incidenti e situazioni di disagio sociale. Il centro è diventato così anche un luogo di inclusione e socializzazione, dove trovare una relazione, un’attività e uno spazio nel quale sentirsi accolti.
Il lavoro viene svolto dal lunedì al venerdì, tra mattina e pomeriggio. I percorsi hanno generalmente una durata di sei mesi, al termine dei quali viene verificato il raggiungimento degli obiettivi e valutata l’eventuale prosecuzione.
L’associazione è nata come Onlus ed è oggi una realtà del Terzo settore fortemente sostenuta dal volontariato. Il presidente è Enzo Bassoricci, mentre il direttore è Agostino Savoldi. Al loro fianco opera il consiglio di amministrazione e una rete di volontari, fondamentale per la vita quotidiana del centro.
E così, dietro ogni seduta, c’è una storia fatta di persone, professionalità, volontariato e soprattutto relazioni. Quella tra Edo e Siria ne è forse una delle immagini più belle: un ragazzo che per qualche minuto lascia la carrozzina e un cavallo che, con il suo passo, gli permette di muoversi nello spazio. Una terapia che passa attraverso la tecnica, ma anche attraverso qualcosa di più difficile da misurare: la fiducia.
Foto: alcuni momenti della seduta di ippoterapia di Edo con il cavallo Siria, insieme alle terapiste Lorena Riccetti e Martina Ravera e ai volontari del CRE.