1 2 3 Zampa

1 2 3 Zampa Dalla parte degli animali 🥰
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26/08/2026

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Caro Marley,
quando ti ho adottato tu eri quel cane cieco che nessuno voleva.

Eri disperato nel box di un canile, sbattevi la testa ma in tanti mesi di appelli neanche una chiamata per te.

Poi a Febbraio 2019 arriva alla volontaria un messaggio: “Siamo stati le zampe di Klaus vorremmo essere gli occhi di Marley”.

Eravamo io e tato, pronti nuovamente ad accogliere un cane disabile nella nostra vita.

Quando sei arrivato pensavo però che sarei stata io ad aiutarti. Che avrei dovuto guidarti, proteggerti dagli ostacoli, diventare i tuoi occhi.

Poi, piano piano, ho capito che eri tu a insegnare a vedere a me.

Tu che non hai mai visto il mio volto, il mare, un’alba o un tramonto.
Tu che non sai che colore hanno i miei occhi.
Eppure nessuno mi ha mai guardata dentro quanto te.

Mi hai insegnato che un limite non racconta mai tutta una vita. Che si può andare avanti anche quando davanti è tutto buio, se accanto hai qualcuno di cui ti fidi.

Mi hai insegnato a non fermarmi a quello che manca, ma a guardare tutto quello che c’è.

La forza. Il coraggio. La fiducia. La voglia di vivere.

E oggi, quando ti guardo, penso a quel cane che nessuno voleva e vorrei poter tornare indietro solo per dirgli:

“Non lo sai ancora, Marley, ma ti aspetta una vita enorme.”

Ti aspettano strade, viaggi, mare, persone, avventure. Ti aspetta una famiglia che non vedrà maila tua cecità ma vedrà semplicemente te.

Io ti ho prestato i miei occhi.

Tu mi hai insegnato a guardare il mondo.

Buona Festa del Cane, amore mio.

Al cane cieco che nessuno voleva e che, senza aver mai visto la luce, ne ha portata tantissima nella mia vita. ❤️🐾.

Auguri a tutti i cani del mondo ❤️.

26/08/2026

Ecco il povero cane salvato questa notte a Tor de’ Cenci, Roma.

Viveva legato alla catena ed era rimasto incastrato a testa in giù nella rete. La Polizia Locale, intervenuta sul posto, secondo quanto riferito sarebbe andata via poco dopo senza liberarlo, mentre il veterinario ASL contattato dagli agenti avrebbe rinviato l’intervento a lunedì.

Se oggi questo cane è salvo, lo deve a un gruppo di cittadini che non ci ha pensato due volte: ha scavalcato, tagliato la rete e lo ha portato immediatamente in clinica.

Queste persone si sono già rivolte a me e le sto assistendo affinché siano tutelate anche rispetto a eventuali conseguenze legali per essere entrate nella proprietà al fine di salvare l’animale. Presto andranno anche loro dai Carabinieri a raccontare e denunciare quanto accaduto.

Nel frattempo il mio esposto è già stato inviato ai Carabinieri di Tor de’ Cenci. Ora saranno le autorità competenti ad accertare chi avrebbe dovuto intervenire e perché non lo ha fatto. L’omissione ed il rifiuto d’atti d’ufficio sono un reato. Il maltrattamento di animali anche.

A questi cittadini va tutto il mio ringraziamento.

Questo cane è vivo grazie a voi ❤️🐾

26/08/2026

La Corte Suprema del Nepal ha messo in discussione una delle immagini più conosciute del turismo nel Paese: i visitatori che attraversano foreste e parchi nazionali sul dorso degli elefanti.

Secondo i giudici, la colonna vertebrale, le zampe e più in generale la struttura corporea di un elefante non sono naturalmente adatte a sostenere il peso di una persona. Trasportare carichi per periodi prolungati e percorrere continuamente gli stessi tragitti può provocare stress fisico e problemi alle articolazioni e alle zampe.

L’ordinanza è stata emessa il 17 dicembre 2025 da un collegio formato dai giudici Hari Prasad Phuyal e Tek Prasad Dhungana. Il testo integrale, composto da 46 pagine e 62 punti, è stato reso pubblico sul sito della Corte il 16 luglio.

La posizione dei giudici va però oltre il semplice problema del peso.

«Usare gli elefanti come semplici strumenti di intrattenimento o di turismo è incompatibile con i nostri obblighi verso il loro valore e il loro benessere di esseri viventi», si legge nella decisione.

Al punto 48 la Corte chiede quindi di ripensare la pratica che permette ai turisti di salire sul dorso degli animali e indica possibili alternative: passeggiare accanto agli elefanti, organizzare percorsi a piedi nella foresta e sviluppare forme di turismo basate sull’osservazione degli animali anziché sul loro utilizzo come mezzo di trasporto.

La decisione, tuttavia, non equivale a uno stop immediato di tutte le attività.

La questione è particolarmente delicata a Sauraha, uno dei principali centri turistici alle porte del Parco nazionale di Chitwan, dove i safari con gli elefanti rappresentano da anni una fonte di reddito per numerose famiglie. Una cessazione improvvisa avrebbe quindi conseguenze anche sull’occupazione e sull’economia locale.

Per questo la Corte indica la strada di una transizione: superare progressivamente un modello turistico fondato sul trasporto delle persone sul dorso degli elefanti e sostituirlo con attività che permettano ai visitatori di avvicinarsi agli animali senza sottoporli allo stesso carico fisico.

Il principio stabilito dai giudici è netto: l’interesse economico e turistico non può essere l’unico criterio. Anche il benessere dell’animale deve diventare parte del modo in cui il turismo viene organizzato.

Fonte: Kathmandu Post

26/08/2026

Avevo 15 anni quando mi hanno regalato una cucciola di labrador dal pelo lucente, color miele. L’ho chiamata Honey. Aveva appena due mesi, dormiva accanto al mio letto, si infilava tra le mie gambe quando camminavo, mi seguiva ovunque. Metà della mia vita l’ho vissuta con lei al mio fianco, siamo cresciute insieme.

Poi, a sei anni Honey ha iniziato ad avere problemi alla vista. Dopo tante visite e controlli, è arrivata la diagnosi di una malattia genetica degenerativa. Nel giro di un anno la mia cagnolina non vedeva più nulla. Ha avuto un glaucoma e, nel 2019, ha fatto un intervento per rimuovere un occhio.

Io ero distrutta. Lei no. Il giorno dopo l’operazione, Honey camminava in giardino seguendo i miei passi e la mia voce, scodinzolava quando mi sentiva arrivare. Ho capito che potevamo continuare a fare quello che facevamo prima, con qualche piccolo adattamento. Le palline sono diventate sonore, le camminate più lente, l’amore più paziente e profondo. Honey seguiva i rumori e il tono della mia voce, ci capivamo perfettamente. Ho promesso a me stessa che d’ora in avanti avrei continuato a prendermi cura dei cani come Honey, quelli che la maggior parte delle persone non sceglie.

Qualche tempo dopo ho visto il video di una cagnolina randagia. Si chiamava Finja, era stata investita in Albania e aveva una zampa amputata. Nessuno la voleva. Per me è stato subito amore. L’ho fatta arrivare in Italia, sono andata a prenderla a notte fonda. Tremava a ogni rumore. Ci è voluto del tempo, ma alla fine si è adattata alla nostra famiglia. Ha iniziato a corrermi incontro, a cercare la mia compagnia.

Ora siamo noi tre. Io, la cieca e l’amputata. Le mie giornate sono fatte di passeggiate lente al mattino, pappa, riposo per Honey, parco per Finja. Il pomeriggio lavoro, la sera usciamo tutte insieme. La domenica è mare, natura, libertà.

A volte è faticoso, ma vivo con due anime che non si sono mai arrese. E con loro ho imparato a rallentare. Mi sento la ragazza più fortunata del mondo.
Elisa, 29 anni, Roma

23/08/2026

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Prato

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