09/04/2026
DOVEROSA PRECISAZIONE — IL VALORE DEL DO UT DES
Nelle ultime ventiquattr’ore il nostro post dal titolo
“E SE VI DICESSIMO CHE SOTTO GLI STRATI DI CEMENTO, DEI FUMI TOSSICI DELLE INDUSTRIE E DI UNA POLITICA PAESANA CHE HA FALLITO SU TUTTO, PRIOLO GARGALLO CUSTODISCE ANCORA FRAMMENTI VIVIDI DEL SUO OTTOCENTO?”
ha ricevuto un’accoglienza sorprendentemente tiepida.
Non è questione di numeri.
È questione di relazione.
Perché ogni comunità — anche quella digitale — vive di un principio antico quanto il diritto romano:
"Do ut des".
"Do perché tu dia."
"Condivido perché tu condivida".
"Offro perché tu riconosca".
Non si tratta di “pagare” un contenuto.
Si tratta di comprendere che ogni gesto di conoscenza è un atto di generosità reciproca.
Noi mettiamo a disposizione, gratuitamente, anni di ricerche, consultazioni in biblioteche di mezza Italia, studio di fonti, analisi iconografiche, ricostruzioni storiche.
Lo facciamo per amore del territorio, per rispetto della memoria, per il desiderio di restituire a Priolo ciò che Priolo merita: consapevolezza.
Ma in ogni scambio — anche il più nobile — serve un segno di ritorno.
Un “mi piace”, un commento, una parola di apprezzamento non sono vanità:
sono la misura del dialogo, la prova che dall’altra parte c’è qualcuno che ascolta, riflette, partecipa.
Senza questo minimo gesto di reciprocità, il "do ut des" si spezza.
E quando si spezza, la comunicazione diventa monologo.
E il monologo, per definizione, non genera comunità.
Per questo oggi non pubblicheremo alcuna nuova prolusione storica, nonostante il materiale pronto e le ricerche già concluse sul dipinto ottocentesco che avremmo voluto raccontarvi.
Riprenderemo quando sarà chiaro che ricevere significa anche dare, e che la cultura vive solo se circola in entrambe le direzioni.
Un ringraziamento sincero va ai nostri dieci lettori coraggiosi, che con i loro “mi piace” e i loro commenti hanno dimostrato di essere cittadini attivi, liberi, partecipi.
A loro va il nostro "des": il nostro “dare”.
Agli altri, aspettiamo il loro "do".
BUON FINE SETTIMANA A TUTTI. CI RILEGGIAMO, FORSE, LUNEDI.