Affetti oltre il Genere

Affetti oltre il Genere Genitori e Alleatə di persone transgender.

24/07/2026

Un percorso di scrittura creativa sull'identità: 4 incontri online durante il mese di agosto

Quando una persona vicina a noi inizia un percorso di affermazione di genere, spesso pensiamo che il cambiamento riguardi solo lei, ma non è così. Anche noi iniziamo un viaggio che ci porta non solo a conoscere meglio quella persona, ma anche a conoscere noi stessi e noi stesse. Ci accorgiamo che il mondo è molto più complesso e ricco di quanto ci avevano insegnato. Scopriamo che l'identità non è una scatola, ma un percorso e che, questo percorso, lo facciamo anche noi.

Acquistiamo uno sguardo più consapevole. Cominciamo a dare importanza a dettagli che prima ci sfuggivano. Ci sorprendiamo a fare domande che non ci eravamo mai posti. Ci rendiamo conto che alcune persone non sono quelle che pensavamo fossero - parlo delle persone che continuano a rifiutare l'ascolto, la comprensione, il cambiamento. Ci arrivano critiche che a volte fanno male. Ci dicono che esageriamo e anche che siamo pesanti perché certe cose, come le parole, secondo loro, non sono così importanti.

Non sempre è facile. A volte ci prende un senso di solitudine perché sentiamo di non aver più molto in comune con la maggior parte della gente. A volte, invece, ci sentiamo in colpa per emozioni che non vorremmo confessare.

La scrittura ci permette di fermarci, ascoltarci e dare un nome a ciò che stiamo vivendo. Non serve saper scrivere bene, serve buttare fuori in un luogo sicuro.

Durante i quattro incontri lavoreremo attraverso piccoli esercizi di scrittura espressiva su temi come:

- le aspettative che avevamo e quelle che sono cambiate;
- ciò che abbiamo perso e ciò che abbiamo scoperto;
- il rapporto con la paura, il dubbio e il cambiamento;
- la nostra identità, oggi;
- il significato dell'ascolto e dell'accoglienza;
- le parole che fanno male e quelle che curano;
- il futuro che immaginiamo per noi e per le persone che amiamo.

Ogni incontro alternerà momenti di scrittura individuale, letture condivise (solo per chi lo desidera), confronto e riflessione in un clima di rispetto e riservatezza.

L'estate è spesso un momento difficile. Si ritorna nei luoghi, nelle famiglie a cui vogliamo bene ma che ci espongono a domande spesso invadenti. Si ricreano dinamiche antiche che possono mettere ansia. Sembra paradossale, ma a volte ciò che più ci è vicino da sempre, diventa un luogo di stress. E spesso pensiamo di essere le uniche persone a sentirsi così.

Se volete possiamo incontrarci per condividere. Gli scorsi due corsi di scrittura espressiva non sono stati belli, sono stati BELLISSIMI. La connessione è stata profonda e la comprensione reciproca davvero molto utile. Certo possiamo andare a smuovere cose che possono un po' intimorire, ma affrontarle con chi capisce è sempre curativo.

Se volete mandate una mail a [email protected]

06/07/2026

Negli ultimi giorni moltə di noi hanno letto articoli, post e comunicati che descrivono la guida Oltre lo sguardo, pubblicata dalla Società Italiana di Pediatria e dall’Associazione Italiana Pediatri, come un documento ideologico, un tentativo di "indottrinamento" o addirittura un pericolo per i bambini e le bambine.

Credo sia importante, come famiglie, fermarsi un momento e fare qualcosa che nel dibattito pubblico sembra ormai essere diventato sempre più raro: leggere con calma, verificare le fonti e chiedersi cosa dica davvero il documento, invece di credere a ciò che altre persone sostengono che dica. Perché chi critica conta proprio sul fatto che si creda che ci sia, dopo tutto, qualcosa di vero.

Una delle accuse più frequenti rivolte alla guida è quella di essere il prodotto di un'ideologia, ma la guida invita semplicemente i pediatri e le pediatre a fare ciò che la buona medicina insegna da sempre: accogliere la persona che si ha davanti con rispetto, senza pregiudizi, creando uno spazio nel quale una famiglia possa raccontare le proprie paure senza sentirsi giudicata.

La medicina è piena di situazioni nelle quali il primo passo non consiste nel trovare immediatamente una risposta, ma nel creare le condizioni affinché quella risposta possa emergere. È esattamente ciò che accade quando un adolescente manifesta sintomi di ansia, quando una giovane persona racconta un disturbo alimentare, quando qualcunə dice di essere vittima di bullismo o quando una famiglia confessa di essere in difficoltà.

Da oltre vent'anni, numerose società pediatriche e organizzazioni professionali nel mondo pubblicano raccomandazioni che invitano i professionisti e le professioniste a creare ambienti sanitari rispettosi delle persone LGBTQ+, a utilizzare il nome e i pronomi richiesti quando appropriato, a evitare linguaggi stigmatizzanti, a sostenere le famiglie nel comprendere ciò che stanno vivendo e a indirizzare ai servizi specialistici quando necessario. In Spagna in ogni ufficio pubblico in cui entri, dalla scuola all’anagrafe, alla stazione di polizia, il primo cartello che trovi ti dice “STOP, questo è un posto libero da lgbtiq fobia”. Lo scrivono perché sia chiaro che gli atteggiamenti discriminatori non sono permessi e perché le persone appartenenti al gruppo si sentano accolte e protette.

Questi protocolli sono “routine” in gran parte del mondo, non ideologia. Significano semplicemente rispetto. Li hanno l'American Academy of Pediatrics negli Stati Uniti, la Canadian Paediatric Society, il Royal College of Paediatrics and Child Health nel Regno Unito, li hanno società scientifiche australiane, neozelandesi e di numerosi altri Paesi.

Queste raccomandazioni sono nate molto prima che il tema diventasse oggetto di dibattito politico, perché il mondo sa da tempo che rispettare una persona è un atto dovuto e non significa rinunciare al rigore scientifico.

Le famiglie non hanno bisogno di essere spaventate, cosa che, come sempre, cercano di fare i gruppi anti gender. Le famiglie hanno bisogno di professionisti e professioniste che sappiano ascoltare, di informazioni corrette, di tempo per comprendere e della serenità necessaria per prendere decisioni consapevoli. Ed è esattamente questo lo spirito che anima la pediatria dell'accoglienza descritta nella guida: non sostituirsi alle famiglie, ma camminare accanto a loro.

Le decisioni importanti, soprattutto in età evolutiva, vengono prese nel tempo, coinvolgendo la giovane persona, la famiglia e professionisti con competenze diverse. Il pediatra rappresenta spesso il primo anello di questa rete. E proprio perché è il primo, ha la responsabilità di creare e mantenere il dialogo.

Le raccomandazioni presenti nella guida non riguardano affatto trattamenti medici, ma aspetti apparentemente semplici: il linguaggio utilizzato, il rispetto della privacy, la possibilità per una famiglia di raccontare la propria storia senza paura.

Chiunque conosca minimamente il percorso di affermazione di genere in Italia sa che quasi nessun genitore parte con certezze. Quasi tutti partono con dubbi, paure, resistenze e con il timore di sbagliare.

Ed è proprio su questo punto che interviene la guida Oltre lo sguardo: perché le famiglie possano trovare professionisti e professioniste capaci di accompagnarle senza aumentare quella paura che già portano con sé.

Ma è proprio su questo stesso punto che cercano di attecchire anche "certi" discorsi di "certi" gruppi: vogliono insinuarsi tra i dubbi e le paure nutrendoli con altrettanti dubbi e paure affinchè restino immobilizzate nel terrore, senza capire e senza sapere e quindi senza accompagnare.

Le società pediatriche internazionali insistono da anni sul fatto che il sostegno ai genitori rappresenti uno dei fattori più importanti per il benessere delle giovani persone che discutono il proprio genere. Ed è per questo che è tanto importante lavorare sulle famiglie, sia per chi le vuole sostenere davvero, sia per chi invece le vuole “eliminare” attraverso la paura.

Ed è proprio per questo che si cerca di boicottare questa guida, perché anche “loro” sanno quanto importanti siano le parole, la conoscenza e l’accompagnamento.

“La conoscenza rende liberi” diceva Socrate e loro lo sanno perché sono transfobicə ma purtroppo non scemə.

Se ci pensate il discorso non fa una piega.

Non sprechiamo le nostre energie dietro a tante "baggianate".

06/07/2026
Vi aspettiamo!!!
28/06/2026

Vi aspettiamo!!!

20/06/2026

Un fine settimana di approfondimento dedicato all'identità di genere, pensato per famiglie, educator*, professionist*, operator* e per tutte le persone che accompagnano, sostengono o si prendono cura di giovani persone transgender e gender diverse.

Attraverso un percorso strutturato ma aperto al confronto, affronteremo in modo chiaro e rigoroso i temi legati all'identità di genere dall'infanzia all'adolescenza fino alla prima età adulta.

Esploreremo l'evoluzione delle conoscenze scientifiche e degli studi internazionali dagli anni '80 a oggi, i percorsi di affermazione di genere, gli aspetti scolastici, sociali e relazionali, il percorso medico e le procedure di rettifica anagrafica.

Ogni giornata sarà articolata in due sessioni di tre ore, una al mattino e una al pomeriggio, con ampio spazio dedicato alle domande, al dialogo e alla condivisione di esperienze.

L'obiettivo non è soltanto fornire informazioni aggiornate e affidabili, ma anche creare un ambiente accogliente in cui poter esprimere dubbi, paure e interrogativi senza giudizio.

Molte delle informazioni che circolano sono incomplete, confuse o inesatte.

Questo weekend nasce dal desiderio di offrire strumenti concreti, conoscenze fondate e una maggiore comprensione della realtà vissuta dalle giovani persone transgender e dalle loro famiglie.

Spero che ci sarete e spero che staremo bene insieme. E spero che le informazioni e il confronto saranno utili per capire e per capirsi; per andare un po' avanti in un momento in cui vogliono solo portarci indietro.

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09/06/2026

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