11/10/2026
Chi lavora nella relazione educativa e di aiuto sa quanto sia importante saper ascoltare, accompagnare e sostenere le persone senza giudizio, con empatia e rispetto. Ma la buona volontà, da sola, non sempre basta: per accogliere davvero l’altra persona abbiamo bisogno di conoscenze aggiornate, strumenti adeguati e della capacità di mettere in discussione stereotipi, convinzioni e rappresentazioni che, spesso senza rendercene conto, influenzano il nostro modo di guardare chi abbiamo davanti.
È con questo obiettivo che, insieme a Ermanno Marogna, counselor e mediatore familiare, proponiamo il percorso di formazione online "Come accogliere la varianza di genere nella relazione educativa e di aiuto": cinque incontri per approfondire le identità e le espressioni di genere dall’infanzia all’età adulta, comprendere i vissuti delle persone e delle loro famiglie e sviluppare competenze utili nella pratica professionale.
Sapere chi è una persona transgender significa andare oltre le immagini stereotipate, i preconcetti e le false rappresentazioni che ancora circolano. Significa comprendere che cosa comporta crescere, vivere e costruire la propria identità in una società che spesso fatica a riconoscere e rispettare la pluralità delle esperienze umane. Significa anche saper ascoltare le famiglie, che troppo spesso arrivano ai servizi educativi, sociali e sanitari con paure, domande e preoccupazioni alle quali non sempre trovano risposte competenti e accoglienti.
In Italia c’è ancora un enorme bisogno di formazione su questi temi. A distanza di dieci anni, cioè quando ho iniziato a parlare di varianza di genere in infanzia e adolescenza, molte famiglie si trovano ancora ad affrontare difficoltà e interrogativi che sembrano rimasti immutati, mentre in altri Paesi si sono sviluppate maggiori conoscenze, esperienze e strumenti di accoglienza. Ancora oggi, in molti contesti scolastici per esempio, non si sa nemmeno che cosa sia la carriera alias, né quali possibilità possa offrire per rendere gli ambienti educativi più rispettosi dell’identità delle persone. Questa mancanza di conoscenza non è neutrale: può tradursi in isolamento, disagio, esclusione e nella difficoltà di trovare persone adulte capaci di ascoltare senza pregiudizi.
Per chi lavora nell’educazione, nell’accompagnamento, nel supporto, nel counseling e nei servizi sanitari e sociali, formarsi su questi temi non è un semplice arricchimento personale: è una parte essenziale della propria responsabilità professionale. Non possiamo offrire un sostegno adeguato se non possediamo gli strumenti per comprendere ciò che l’altra persona vive, riconoscere i nostri limiti e costruire relazioni nelle quali ciascuna persona possa sentirsi ascoltata e rispettata.
Il percorso affronterà la pluralità delle identità dall'abc; la varianza di genere nell’infanzia e nell’adolescenza; il vissuto delle famiglie; la varianza di genere in età adulta e i percorsi di affermazione di genere; il colloquio di aiuto e le possibilità concrete di accoglienza nella relazione professionale.
Non saranno incontri asettici in cui verrà versata informazione dentro a delle persone che ascoltano passivamente. Sarà uno scambio, un racconto, un confronto senza giudizio, per imparare a sapere, per chiedere senza timore di fare brutte figure.
Vi invito a partecipare per ampliare le vostre conoscenze, mettere in discussione ciò che si dá per scontato e migliorare concretamente gli strumenti di lavoro.
Per informazioni e iscrizioni: [email protected] oppure [email protected]