09/09/2026
CCIAA
Imprese sempre più green e hi-tech, ma i costi frenano la trasformazione
Sette aziende su dieci puntano su digitale e sostenibilità. Al via il bando della Camera di commercio per accompagnare la transizione tecnologica ed energetica
Imprese sempre più hi-tech e green ma c’è l’importante freno dei costi e la Camera di Commercio di Ferrara Ravenna sostiene questo complesso percorso. Tra il 2026 e il 2028, infatti, il 74% delle medie imprese ferraresi e ravennati investirà in digitale e il 71% in green, ma tre imprese su quattro si scontrano con almeno un ostacolo nel portare avanti gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità ambientale. A frenare sono soprattutto gli elevati costi iniziali da sostenere, seguono l’incertezza normativa e la necessità di destinare risorse ad altre priorità aziendali.
È quanto emerge dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna sulla base del Report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica” realizzato da Unioncamere, dall’Area Studi di Mediobanca e dal Centro Studi Tagliacarne.
In tale prospettiva si muove il bando della Camera di commercio per l’acquisto di servizi di consulenza, formazione e tecnologie in ambito 5.0 e per la transizione verde che copre fino a 5mila euro di spesa. Tra i costi ammissibili, quelli riferiti ad investimenti in tecnologie 5.0 quali robotica avanzata e collaborativa; manifattura additiva e stampa 3D; soluzioni di cyber security e business continuity, soluzioni tecnologiche digitali di filiera e per il coordinamento dei processi aziendali, sistemi gestionali integrati. Particolare attenzione è rivolta anche a progetti per lo sviluppo di modelli produttivi orientati alla qualità e alla sostenibilità, ad esempio la realizzazione di piani di miglioramento energetico, studi di fattibilità per progetti di riqualificazione energetica, acquisizione del servizio esterno di Energy manager o formazione finalizzata al conseguimento della qualifica di Energy manager per risorse interne. L’intensità del contributo della Camera di commercio è del 50% rispetto alle spese con un tetto massimo di 5.000 euro.
Del resto, “la transizione digitale - spiega Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna - non è solo una questione di innovazione nel senso tecnologico del termine. Oggi digitalizzazione e sostenibilità non sono più un'opzione, ma un asset strategico fondamentale per garantire alle nostre imprese competitività e solidità nel tempo. Ciò implica, oggi più che mai, di fronte all’attuale contesto geopolitico, anche un ripensamento della governance pubblica e privata dell’economia e della gestione aziendale”. E oggi, aggiunge Guberti, “le imprese sono sempre più connesse: oggetti intelligenti, macchinari, sistemi gestiti da remoto, scambi di dati lungo la filiera. Questa evoluzione è una grande opportunità in termini di produttività e competitività, ma aumenta anche la superficie esposta ad attacchi informatici, mettendo a rischio asset tecnologici, produttivi e informativi. Per questo la cybersicurezza non è più un tema solo tecnico: è un rischio d’impresa. La sfida è trasformare la sicurezza in una pratica di gestione quotidiana”.
Tornando al Rapporto di Unioncamere, a pesare significativamente sui piani di investimento in digitale e green è pure la carenza di competenze interne e manageriali adeguate, segnalata dal 25,3% delle medie imprese. In particolare, è crescente l’interesse verso le tecnologie Net-Zero. Nel triennio 2026- 2028, il 41% di queste realtà investirà in tecnologie per la transizione verde e la decarbonizzazione contro il 39,8% del triennio precedente.
Giorgio Costa