Csoa Angelina Cartella

Csoa Angelina Cartella L'importanza di creare pratiche di autogestione, azione diretta, strutture autorganizzate.

08/01/2026
Già nel 2012, ancora prima della storica resistenza di Kobane, i quartieri a maggioranza curda di Aleppo costituivano, i...
08/01/2026

Già nel 2012, ancora prima della storica resistenza di Kobane, i quartieri a maggioranza curda di Aleppo costituivano, in tutta la Siria, un riferimento per le pratiche di autorganizzazione civile. Nella lotta contro diverse bande islamiste riunite sotto la sigla dell’Esercito Libero Siriano, che guidarono gli attacchi alla città di Aleppo, questi quartieri furono i primi a sperimentare direttamente la guerra e la difesa della città dal fondamentalismo, che negli anni successivi avrebbe devastato la vita e la libertà di milioni di persone. Si tratta di zone abitate da migliaia di anni dal popolo curdo, che le ha strenuamente difese contro ogni nemico: Daesh, lo Stato turco e, oggi, HTS e le sue milizie mercenarie, attraverso forme di partecipazione collettiva, armata e non armata.

Quanto sta accadendo non è casuale: Sheikh Maqsoud e Ashrafieh ricoprono infatti un ruolo politico centrale e strategico nella città.

Sheikh Maqsoud e Ashrafieh, quartieri curdi della città di Aleppo, si trovano a fronteggiare in questi giorni a un duro inasprimento degli attacchi portati avanti da gruppi mercenari affiliati all’attuale esecutivo siriano e da milizie proxy dello Stato turco. In seguito una corrispondenza dal Ro...

07/01/2026

Nel nord della Siria, ad Aleppo, le milizie di Damasco stanno di nuovo attaccando i quartieri autogovernati, a maggioranza curda, Sheikh Maqsoud e Ashrefiye. Pesanti bombardamenti di artiglieria hanno causato vittime e feriti tra i civili, oltre alla distruzione di molte abitazioni. L'aggiornamento....

06/01/2026

Se militarizzano la società e ci chiamano nemici, la risposta è una sola: disertare la loro guerra, sottrarsi alla paura, spezzare il linguaggio che la legittima, difendere lo spazio vivo del dissenso.

05/01/2026
05/01/2026
https://jacobinitalia.it/trump-il-nobel-della-guerra/?fbclid=IwY2xjawPGRrRleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBMaG1mNDlEeFBTeTY3MXhCc...
03/01/2026

https://jacobinitalia.it/trump-il-nobel-della-guerra/?fbclid=IwY2xjawPGRrRleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBMaG1mNDlEeFBTeTY3MXhCc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHlm1wuwBSgvX_WHPHbrGMpJ2Y8kbxDe3iCWa_StJgH7LzVUN7_iij8qbA1If_aem_QZanK673uKOr1i3Kkk_UcA

L’attacco al Venezuela rappresenta un nuovo tassello di demolizione del diritto internazionale e di affermazione della legge del più forte cara al presidente Usa. Un atto che serve a impossessarsi delle riserve petrolifere di Caracas e alimenta la crescente guerra globale

Aggiornamento
03/01/2026

Aggiornamento

Dopo i bombardamenti notturni su obiettivi civili e militari, la Vicepresidente denuncia la scomparsa del Capo dello Stato. Attivata la dottrina della difesa integrale: il Paese passa alla resistenza armata contro quella che definisce una violazione flagrante della Carta ONU

03/01/2026

Aggressione militare Usa. Raid di aerei e droni, missili navali e forze speciali di Washington su Caracas e altre regioni del Paese. Trump: "Maduro sotto il nostro controllo, fuori dal Venezuela. E' in viaggio via mare verso New York". Il ministro della Difesa di Caracas, Vladimir Padrino Lopez: “disposte le forze necessarie per respingere l’aggressione imperialista”. Oggi presidi solidali con il Venezuela in diverse città d'Italia, tra queste Brescia, ore 16, piazza Duomo

Su Radio Onda d'Urto i commenti di Andrea Muratore, analista di scenari geopolitici e di Inside Over; Andrea Rivas, giornalista, esule politico cileno in Italia ed esperto di SudAmerica; Alberto Negri, editorialista de Il Manifesto e Sergio Cararo, direttore di Contropiano

Ascolta qui -> https://www.radiondadurto.org/2026/01/03/americhe-gli-usa-attaccano-il-venezuela-raid-sulla-capitale-caracas/

NATALE A GAZA 2025Una candela nell’oscuritàGALLERIA PALAZZO SAN GIORGIOCorso Garibaldi REGGIO CALABRIA4 GENNAIO 2026 - o...
02/01/2026

NATALE A GAZA 2025
Una candela nell’oscurità

GALLERIA PALAZZO SAN GIORGIO
Corso Garibaldi REGGIO CALABRIA

4 GENNAIO 2026 - ore 18

“ROTTA VERSO GAZA: DIARIO DI BORDO”

DARIO LIOTTA (Capitano della Brucaliffo/Al-Awda)
FRANCESCA AMORUSO (Sindacalista, equipaggio della Al-Awda)
NANDO PRIMERANO (CSOA A.Cartella, equipaggio della Al-Awda)

raccontano la loro esperienza a bordo della Brucaliffo/Al-Awda,
la barca calabrese partita verso Gaza con la Freedom Flotilla Italia.

INGRESSO LIBERO

01/01/2026

Öcalan: Che il nuovo anno sia un anno di pace, non di guerra

Abdullah Öcalan ha pubblicato un messaggio di Capodanno da Imrali, affermando che questo periodo sarà rafforzato dalla libertà delle donne, in cui i popoli si integreranno pacificamente con i valori democratici, e si è congratulato con tutti per il nuovo anno.

Il messaggio di Öcalan recita quanto segue:

"Mentre entriamo in un nuovo anno, dobbiamo ricordare, ancora una volta, come, nel corso del secolo scorso, il nazionalismo, intrecciato con l'aggressione imperialista, abbia gettato il Medio Oriente in profondi conflitti, distruzione e profonde divisioni sociali.

Tutti i settarismi e i nazionalismi etnici oggi prevalenti nella regione derivano da questa storia recente e dolorosa. Purtroppo, la strategia del sistema egemonico di "divide, impera e provoca" continua a operare sotto forme diverse.

È per questo motivo che la prospettiva di una società pacifica e democratica che abbiamo sviluppato nonostante tutte le difficoltà si pone davanti a noi non solo come una scelta, ma come una necessità storica. Se valutata in modo chiaro e corretto, questa prospettiva è un antidoto che può prevenire nuovi conflitti e consentire ai popoli di vivere insieme in uguaglianza e libertà. La nostra responsabilità principale nel prossimo periodo è impedire l'emergere di un nuovo conflitto e scongiurare conseguenze irreparabili.

L'aggravarsi delle crisi e dei conflitti politici in Medio Oriente è il risultato inevitabile del insostenibilità e stallo di un modello di civiltà dispotico, orientato al potere e statalista, che ha prevalso per migliaia di anni.

La soluzione alla questione curda, che è al centro di queste crisi, è possibile solo attraverso la pace sociale e il consenso democratico. È fondamentale che il problema venga affrontato non attraverso conflitti e guerre, non con metodi militari e orientati alla sicurezza, ma attraverso un quadro democratico basato sulla volontà popolare.

Bisogna ricordare che la liberazione della società è impossibile senza la liberazione delle donne. La cultura della guerra non finirà, e la pace non può essere duratura, senza smantellare la mentalità maschilista. Pertanto, considero la liberazione delle donne un principio fondante e indispensabile di una società democratica.

La situazione caotica emersa in Siria è anche un chiaro riflesso della necessità di democratizzazione. Anni di governo monolitico e repressivo che ha negato le identità hanno solo rafforzato le richieste di libertà e uguaglianza di curdi, arabi, alawiti e di tutti i popoli. La richiesta fondamentale espressa nel quadro del L'accordo firmato il 10 marzo tra le SDF e l'amministrazione di Damasco è un modello politico democratico in cui i popoli possono governarsi insieme. Questo approccio fornisce una base per un'integrazione democratica negoziabile con la struttura centrale. L'attuazione dell'accordo del 10 marzo faciliterebbe e accelererebbe questa integrazione democratica.

È fondamentale che la Turchia assuma un ruolo di facilitazione, costruttivo e orientato al dialogo in questo processo. Ciò è fondamentale sia per la pace regionale che per il rafforzamento della pace interna della Turchia.

La storia moderna del Medio Oriente è in gran parte una storia di "rivoluzioni negative": guerra, oppressione, negazione e distruzione. Al contrario, ciò che proponiamo è una "rivoluzione positiva". In altre parole, è la ricostruzione della società attraverso metodi democratici, pacifici e morali-politici. La pace che sosteniamo con tanta insistenza deve essere un nuovo inizio, non una fine. E una lotta pacifica per i diritti, la giustizia e la democratizzazione eliminerà l'odio, l'antagonismo e la rabbia, aprendo le porte a una nuova vita per tutti.

Con questa consapevolezza, spero che il nuovo anno Non sia un anno di guerre, distruzione e divisione, ma di pace, riconciliazione democratica e volontà collettiva dei popoli di costruire insieme un futuro condiviso.

Spero che il nuovo anno apra le porte alla pace, alla libertà e a un futuro democratico in Turchia, in Medio Oriente e nel mondo; e porgo i miei auguri di buon anno a tutti i miei amici, in particolare ai popoli in difficoltà.

Auguro che il nuovo anno porti pace e una vita dignitosa a tutti i popoli. Invio il mio amore e i miei saluti.

Questa sarà un'era rafforzata dalla liberazione delle donne, un periodo in cui i popoli si integreranno pacificamente attraverso i valori democratici.

Abdullah ÖCALAN - İmralı - 30 dicembre 2025

Indirizzo

Via Quarnaro, Gallico Marina
Reggio Di
89135

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