16/02/2023
“I bianchi nuvoloni di agosto” è la prima opera letteraria di Giuseppe Bagnasco, valbormidese di nascita e pietrese di adozione. Non è uno scrittore professionista, ma il suo è un romanzo che tocca le corde dell’emotività, sviluppando la narrazione dagli anni ’60 ai giorni nostri, con un filo sentimentale e nostalgico che lega le tappe della vita di Giuseppe, il protagonista. “I bianchi nuvoloni di agosto” ha spunti autobiografici e si ispira a emozioni autentiche, ma prende in prestito dalla fantasia fatti e persone. Siamo negli anni ’60, nella campagna piemontese, sul confine ligure; un paesaggio collinare, dove colori e sfumature si fondono su prati immensi che all’orizzonte si congiungono con il cielo. Giuseppe ha 10 anni e trascorre l’estate nella cascina dei nonni, dove gioca con la natura e impara a vivere con i suoi ritmi. Con la dipartita del nonno materno conosce per la prima volta il “non esserci più”. La vita scorre e corre e, quando si è molto giovani, malgrado tutto, è facile raggiungere la felicità, anche vivendo in modo essenziale. Giuseppe cresce, “scende” al mare, in collegio, dove incontra persone che lo aiuteranno a diventare l’uomo che, il giorno del suo cinquantesimo compleanno, si ritrova davanti a una torta che gli ricorda un traguardo che non gli appartiene: 50 anni non se li sente proprio. Allora cerca nei meandri del cuore ciò che ha vissuto e tutti quegli affetti che ha perso durante il percorso di vita. Ne sente forte la nostalgia ora, dopo una vita vissuta freneticamente, ad alta velocità, tra famiglia e lavoro, senza il tempo di soffermarsi sulle cose, su quelle felici come su quelle tristi. Giuseppe si accorge di essersi dimenticato delle persone che sono state importanti per lui, mentre la vita scivolava e lui era sempre affannosamente impegnato nel vortice della quotidianità che, giorno dopo giorno, aveva eroso i sentimenti e il ricordo.
Successe così quella volta, che arrivammo tutti sulla terrazza con impetuosa irruenza, e trovammo loro. Loro erano due giovani, non di molto più grandi di no...