31/05/2026
Il Papa ha radunato i capi dell’intelligenza artificiale in Vaticano.
E uno di loro ha ammesso una cosa che non doveva sfuggire.
La sua prima enciclica è tutta sull’IA. Niente preghiere generiche: parla di potere concentrato in quattro aziende, di “schiavitù digitale”, di armi che decidono chi vive e chi muore.
Altro che boomer!
Ma il momento forte non è del Papa.
È del cofondatore dell’azienda che ha creato Claude, invitato a parlare lì, davanti a tutti.
Ha detto, testuale, che dentro questi sistemi trovano “cose misteriose, persino inquietanti”. Strutture che somigliano al cervello umano. Prove di introspezione. E stati interni che a livello funzionale rispecchiano gioia, paura, dolore.
Poi la frase che gela: “Non so cosa significhi.”
Non lo sa lui. Che lo ha costruito.
Quindi: o sta esagerando per farsi bello davanti al Papa… o c’è qualcosa lì dentro che nessuno controlla.
E intanto qualcuno sospetta che parte di quell’enciclica sull-IA… l’abbia scritta un’IA.