Rione de Noantri

Rione de Noantri “Rione de noantri” è un progetto creato da due amici, che vogliono raccontare Roma in modo nuov

Tu ci chiudi, tu ci paghiRoma 31/10/20Da piazza Indipendenza alle strade del quartiere San Lorenzo i manifestanti hanno ...
03/11/2020

Tu ci chiudi, tu ci paghi
Roma 31/10/20
Da piazza Indipendenza alle strade del quartiere San Lorenzo i manifestanti hanno chiesto misure economiche per far fronte alla pandemia da Covid-19. 'La crisi la paghino i ricchi! Nessun ricatto tra salute e reddito', recita lo striscione che apre il corteo.

Però ‘n se fa così, tutto de botto...Da questa mattina Roma ha perso un simbolo, ciao Gigi 💔
02/11/2020

Però ‘n se fa così, tutto de botto...

Da questa mattina Roma ha perso un simbolo, ciao Gigi 💔

Però ‘n se fa così, tutto de botto.
Svejasse e nun trovatte, esse de colpo a lutto.
Sentì drento a la panza strignese come un nodo
Sape’ che è la mancanza e nun avecce er modo
de ditte grazie a voce pe' quello che c’hai dato
pe' quello che sei stato, perché te sei inventato
un modo che non c’era de racconta' la vita
e ce l’hai regalato così un po’ all’impunita,
facendo crede a tutti che in fondo eri normale,
si ce facevi ride de quello che fa male,
si ce tenevi appesi quando facevi tutto,
Parla’, balla’, canta’, pure si stavi zitto.
Te se guardava Gi’, te se guardava e basta
come se guarda er cielo, senza vole’ risposta.

All’angeli là sopra faje fa du risate,
ai cherubini imparaje che so’ le stornellate,

Salutece San Pietro, stavolta quello vero,
tanto gia’ ce lo sanno chi è er Cavaliere Nero.

Estate romana: l'arena di Astracult“Dove dobbiamo andare?” “Non lo so, credo sia qui tra i palazzi”“Prendiamo le scale e...
18/07/2020

Estate romana: l'arena di Astracult

“Dove dobbiamo andare?”
“Non lo so, credo sia qui tra i palazzi”
“Prendiamo le scale e seguiamo quei ragazzi con le pizze e le sedie”

Queste erano alcune frasi che si potevano ascoltare giovedì 16 luglio verso ora di cena per le strade del Tufello. Il motivo è semplice: Csa Astra ha organizzato la proiezione di “Boris - Il film” alla Mezzaluna dei Lotti Popolari del Tufello.
Fin dall’inverno il giovedì del quartiere (e non solo) era caratterizzato da “Astracult”, un’attività di cineforum con ospiti e dibattito finale. Il progetto non si è fermato neanche con la pandemia con la proiezione dei vari film in diretta sulla pagina Facebook e con l’estate ha preso piede un’idea tanto suggestiva quanto nuova per il quartiere. Astracult, infatti, è diventato itinerante con film proiettati oltre che ai Lotti, anche al Parco Lorenzo Orsetti (adiacente al Ponte Tazio sulla Nomentana) e al giardino del Brancaleone, sempre nel quadrante Nord-Est della Capitale.
L’ingresso è gratuito e le regole sono poche ma utili affinché questo bel progetto possa continuare senza problemi e riguardano principalmente il rispetto delle norme anti-Covid 19. Per il resto basta portarsi una sedia o un telo e gustarsi il dibattito iniziale con gli ospiti prima di assistere al film una volta tramontato completamente il sole.
Alla proiezione di Boris la Mezzaluna era piena di persone di tutte le età e di vari quartieri, gente che ha potuto scoprire così un suggestivo posto segreto di Roma. Una serata bellissima che ha lasciato piacevolmente sorpresi e contenti anche gli attori del cast e i registi che hanno partecipato all’iniziativa.
Astracult è un progetto che non ha sponsor nè aiuti, ma vive direttamente del supporto delle persone attraverso la vendita delle magliette, con un banchetto ad ogni proiezione. Astracult è un gruppo di ragazzi che vuole valorizzare il proprio territorio, troppe volte dimenticato e abbandonato, con la proiezione di film, anche di quelli colpevolmente dimenticati.
Astracult è una cosa bella e come tale va supportata.

P.S. Il prossimo appuntamento è per martedì 21 luglio alle 20:30 al giardino del Brancaleone con la proiezione di “Pranzo di Ferragosto", che sarà introdotto dal regista Gianni Di Gregorio e da altri ospiti.

LR

📸 prima foto presa dalla pagina Facebook "Astracult"

(Rione de Noantri) - ROMA, 17 LUG - Ddl Zan: 16 luglio, piazza santi Apostoli, Roma. Il popolo arcobaleno scende in piaz...
17/07/2020

(Rione de Noantri) - ROMA, 17 LUG - Ddl Zan: 16 luglio, piazza santi Apostoli, Roma. Il popolo arcobaleno scende in piazza per difendere il decreto, ma anche per ribadire che: “Noi vogliamo molto più di Zan”.

07/07/2020

STATI POPOLARI - Gli invisibili scendono in piazza

(Rione de noantri) - ROMA, 7 LUG

Piazza San Giovanni, la piazza che ha visto i funerali di Berlinguer, che è il simbolo della festa dei lavoratori, domenica 5 luglio dalle 16:00 sotto ad un caldo cocente, è diventata un’agorà dove si è parlato di dolori, di proposte, di bisogni e di lotte. Con il nome di Stati Popolari, la manifestazione è stata indetta dal sindacalista Aboubakar Soumahoro, che fino alle 20:00 ha incontrato e dialogato con "quel mezzo milione di nuovi poveri generati dalla pandemia: giovani, donne, immigrati, precari, freelance, lavoratori del cinema, della musica". La piazza ha accolto tutti gli invisibili che il Governo non ha preso in considerazione durante gli Stati Generali da poco conclusi con a capo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Questo a dimostrazione che gli invisibili possono diventare visibili e che quindi è possibile uscire dalle reti dell’invisibilità.

La piazza, infatti, malgrado il caldo e le mascherine asfissianti, rispettando il distanziamento sociale, ha urlato che per una corretta e utile ripartenza del Paese è necessario sentire la voce di tutte quelle persone che lottano ogni giorno contro il precariato, contro il lavoro non pagato, ma anche di chi un lavoro non ce l’ha e di chi viene sfruttato. Tutte persone che non vengono riconosciute e tutelate. In molti, quindi, hanno risposto alla chiamata di Aboubakar Soumahoro, non è stata la piazza del no, ma la piazza della proposta.
Durante il pomeriggio si sono susseguiti gli interventi di gente che soffre la disuguaglianza e l’insicurezza sociale e che è abbandonata delle Istituzioni.
Per i braccianti, rappresentati da una piccola minoranza arrivata a Roma su sette pullman dal foggiano, ha preso la parola un ragazzo che sul palco ha ringraziato la piazza e ha fatto presente che di pullman ne sarebbero potuti arrivare centinaia perché lui e tantissimi altri si spezzano la schiena sotto al sole, la pioggia e al freddo. Quello che chiedono è diritti, permesso di soggiorno e l’assistenza sanitaria.
Alla manifestazione era presente anche la categoria dei riders con Tommaso che ha raccontato di come loro hanno continuato a lavorare nonostante il rischio di contagio fosse al massimo, ma senza protezione e senza contratto. Ha parlato dei precari, del diritto al reddito e alla dignità ed infine ha invitato la piazza a lottare tutte e tutti insieme.
Con loro in piazza c’erano gli operatori call center, le vertenze Whirlpool ed ex Ilva, gli insegnanti, le donne, gli studenti, gli ambientalisti di Fridays For Future, il mondo dello spettacolo, le arti figurative, i cantanti, i rapper, il mondo della cultura e gli attivisti del movimento Black Lives Matter.
In tutti gli interventi si è fatto presente che c’è bisogno di rinnovamento, di cambiamento, di libertà di espressione, di aggregazione e di un vero spirito di comunità da molto prima della pandemia di quest’anno.
L’ultimo intervento della giornata è stato di Aboubakar che non ha dimenticato di ricordare che tutto ciò che gli Stati Popolari chiedono fa già parte dei diritti sanciti dagli articoli 1 e 3 della Costituzione della Repubblica Italiana. Il primo fonda lo Stato sul lavoro, non certo quello in nero, l’altro recita il principio di uguaglianza fra i cittadini, purtroppo disatteso con il Covid-19 che ha reso ancora più grandi le distanze tra le classi sociali.

FL

(Rione de Noantri) - ROMA, 5 LUG - Aboubakar Soumahoro ha convocato gli Stati Popolari oggi pomeriggio a Piazza San Giov...
05/07/2020

(Rione de Noantri) - ROMA, 5 LUG - Aboubakar Soumahoro ha convocato gli Stati Popolari oggi pomeriggio a Piazza San Giovanni, come risposta critica agli Stati Generali da poco conclusi.
Una piazza per chiedere giustizia sociale e per fare in modo che gli invisibili diventino visibili.

“Gli invisibili non mollano, richiedono reddito, diritti e dignità. Mai più invisibili mai più sfruttati”.

Artroscopia ai tempi della pandemiaUn infortunio al ginocchio, un’operazione probabile poi cancellata, successivamente d...
02/07/2020

Artroscopia ai tempi della pandemia

Un infortunio al ginocchio, un’operazione probabile poi cancellata, successivamente diventata necessaria e per di più in pieno periodo Covid 19.�Nelle ultime settimane del 2019 non avrei mai immaginato che decidere di non operarmi avrebbe significato poi doverlo fare in una situazione così delicata come quella in cui ci troviamo.�
Il percorso operatorio è iniziato un paio di settimane prima con la classica preospedalizzazione ed è poi proseguito con un tampone effettuato a ridosso della data X. Procedura necessaria visto che ricoverare una persona positiva vorrebbe dire creare un focolaio pericolosissimo.
La notte prima dell’intervento dormire è complicato, l’ansia aumenta e la sveglia alle 6 arriva praticamente subito. L’ospedale è dall’altra parte di Roma, ma la strada scorre velocemente e in una ventina di minuti sono in fila per l’accettazione. Per le norme anti Covid 19 si deve entrare da soli, a meno di persone anziane o minorenni, il che vuol dire che fino al tardo pomeriggio non vedrò più nessuna faccia familiare.
Superati i vari step, mi portano al mio posto letto: il numero 5, il letto verso la porta di una classica stanza d’ospedale, mentre il 6 attaccato alla finestra è ancora vuoto. Gli infermieri mi dicono che il mio intervento molto probabilmente sarà nel primo pomeriggio, ancora varie ore di attesa e di ansia. A causa della pandemia, infatti, molte operazioni non urgenti sono state posticipate e così ora le sale operatorie lavorano ininterrottamente dalle 8 alle 22 per cercare di “recuperare” gli interventi rimandati.
Provo a sdraiarmi ma mi forzo a non dormire e così tra un messaggio e un gioco sul cellulare passano le prime due ore. Verso le 12 arriva un infermiere che porta sulla barella il mio compagno di stanza Riccardo, un ragazzo di quasi 17 anni appena operato al crociato. Dopo un saluto abbastanza freddo complici anche i postumi della sua anestesia, iniziamo a parlare mentre dalla porta entrano i genitori, che per legge devono esserci in quanto minorenne. Il tempo continua a passare, la fame aumenta con l’aumentare delle ore dalla cena della sera prima, ma parlando e giocando anche a briscola i volti di persone sconosciute ormai sono dei volti familiari e l’ansia si è assestata ad un livello sopportabile.
Alle 16:13 entra finalmente in stanza l’infermiere: “Preparati, è il tuo turno”. Mando un paio di messaggi e sono pronto. Entro nel blocco operatorio dove l’anestesista mi somministra delle pesanti droghe grazie alle quali mi risveglio a intervento finito. Lentamente riprendo conoscenza mentre mi riportano in stanza dove poco dopo arrivano anche i miei genitori. La lucidità è ancora poca, passano i medici per dire com’è andata l’operazione e arriva anche la cena, il mio primo pasto da ormai quasi 24 ore.
Ormai fuori dalla finestra è buio e Boris sul cellulare mi tiene compagnia in attesa che mi venga un po’ di sonno. Anche Riccardo e la madre faticano ad addormentarsi e la notte passa lentamente tra qualche dolore, la scomodità e le medicine ogni 3-4 ore.
La mattina è il turno prima dell’infermiera che toglie il drenaggio della ferita, poi del medico che comunica l’imminente ritorno a casa mio e del mio compagno di stanza ed infine della fisioterapista che ci dice brevemente cosa poter fare nelle ore immediatamente successive.
Prima di uscire saluto Riccardo e i suoi genitori, poi gli infermieri che nonostante i turni di 12 ore e le mascherine sono stati sempre presenti umanamente e professionalmente.
Entro a fatica in macchina, l’operazione è definitivamente alle spalle, ora è tempo di pensare solo a recuperare per tornare a camminare senza stampelle.

LR

Maturità 2020 tra mascherine e distanziamentoMaturità ai tempi del Coronavirus significa fare un colloquio in presenza n...
22/06/2020

Maturità 2020 tra mascherine e distanziamento

Maturità ai tempi del Coronavirus significa fare un colloquio in presenza nonostante l’emergenza sanitaria sia ancora in atto in Italia, professori interni che si sono visti tramite we**am per mesi e presidente di commissione esterno, tra ciascuno di loro le distanze di sicurezza sono di almeno due metri l'uno dall'altro o in alcuni casi scandite dal plexiglas.
Alcuni docenti hanno comunque deciso di non rischiare e di fare le loro domande da casa in videoconferenza.
Tutti gli studenti aspettano con ansia l’esame dell'ultimo anno e quest’anno i maturandi del 2020 passeranno in qualche modo alla storia: un’unica prova, un maxi orale dal valore di 40 punti. “Non ci saremmo mai aspettati di sostenerlo in queste condizioni e con queste modalità -commenta Alessandra del liceo scientifico Farnesina- è vero, probabilmente sarà meno difficile di quelli che normalmente si sostengono, ma è altrettanto vero che arrivarci dopo uno stop di diversi mesi, nei quali non siamo più potuti rientrare nelle nostre classi, non nascondo che ci lascia un po' di malinconia”.
Giorno dopo giorno, maturando dopo maturando, lo svolgimento della prova è sempre più chiaro. Gli studenti dovranno esporre un elaborato che hanno scritto e consegnato telematicamente entro il 10 giugno su un argomento a piacere, rispondere ad una domanda sul programma di italiano e riuscire a destreggiarsi tra i materiali portati dai professori collegando tutte le materie. A tutto questo precede un percorso prestabilito, racconta Claudia del liceo scientifico Archimede, secondo il quale il candidato deve compilare un modulo in cui dichiara di non avere la febbre o altri sintomi da almeno tre giorni, igienizzare le mani con il gel e raggiungere l’aula con la mascherina seguendo un percorso tracciato per terra. Le norme di sicurezza sanitaria a cui si devono attenere studenti e professori sono fonte di ansia aggiuntiva, ma sono inevitabili.
Le incognite più frequenti riguardano il PCTO - ex alternanza scuola lavoro e le domande di cittadinanza e costituzione. Rimane comunque poco chiara la situazione per quelli che ancora non hanno sostenuto la prova. L’ansia c’è, ma il momento sta arrivando per tutti. “Non riesco più ad apprendere nulla di nuovo, quello che so so e andrà come deve andare” ci racconta Diana del liceo classico Vivona di Roma che aspetta che arrivino i suoi 60 minuti in cui si confronterà con una commissione un pò anomala per essere una maturità classica.
Un solo accompagnatore, e nessuna stretta di mano alla fine dell’esame, riguardarsi negli occhi e ascoltare dal vivo quello che questi ragazzi hanno da dire è una piccola, ma bella ricompensa per un anno così faticoso.

FL

09/06/2020

Contro ogni oppressione: io non respiro
Sulla scia del “no justice, no peace” che sta sfilando da giorni in America grazie al movimento Black Lives Matter, Roma non è rimasta indifferente ed ha risposto portando, il 7 giugno, tremila persone a Piazza del Popolo. Una manifestazione contro il razzismo sistemico negli USA e nel mondo. Dalle 11 del mattino tutti con le mascherine e cercando di rispettare le misure di sicurezza, i manifestanti hanno riempito la piazza di cartelli scritti a mano: "I can't breathe", “silenzio = violenza”, “racism is a pandemy”.
Sono stati tanti i momenti suggestivi della giornata, il discorso di una delle organizzatrici: "Il razzismo non fa respirare. È come la polvere nell’aria, sembra invisibile anche quando ti toglie il respiro fino a farti soffocare. Se si fa entrare il sole invece riesci a vederlo, perché è ovunque. Fino a quando faremo luce avremo la possibilità di eliminarlo ovunque esso sia, ma dobbiamo essere vigili perché è sempre nell’aria".
Poi tutti in ginocchio per 8 minuti e 46 secondi, in ricordo di George Floyd morto ammazzato sotto il ginocchio dell'agente Derek Chauvin lo scorso 25 maggio a Minneapolis: i quasi 9 minuti di silenzio più rumorosi del mondo.
I “Can’t Breathe” urla la piazza e poi l’elenco di una piccola parte delle vittime della polizia americana.
Persone di ogni età, ragazzi, genitori con figli piccoli, anziani, studenti medi hanno riempito Piazza del Popolo per ascoltare le voci di tanti, anche su migranti, caporalato e i diritti dei più deboli.
A chiudere la mattinata è Aboubakar Soumahoro: “Io non respiro perché la legge razializzante mi sta strozzando, io non respiro…”.
La manifestazione pacifica I Can’t Breathe - Black Lives Matter Roma è stata promossa da un insieme di organizzazioni italiane e americane per contrastare la violenza e il razzismo, a conclusione di una settimana di eventi digitali e fisici organizzati in tutta la Capitale per ricordare George Floyd e per l’indignazione nei confronti della violenza e della brutalità della polizia.

FL

"Il razzismo non fa respirare. È come la polvere nell’aria, sembra invisibile anche quando ti toglie il respiro fino a f...
07/06/2020

"Il razzismo non fa respirare. È come la polvere nell’aria, sembra invisibile anche quando ti toglie il respiro fino a farti soffocare. Se si fa entrare il sole invece riesci a vederlo, perché è ovunque. Fino a quando faremo luce avremo la possibilità di eliminarlo ovunque esso sia, ma dobbiamo essere vigili perché è sempre nell’aria".

Indirizzo

Piazza Del Popolo
Rome
00187

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