YUJ Antiquities

YUJ Antiquities Y.U.J. è un’associazione culturale senza scopo di lucro il cui fine è quello di divulgare e prom

Y.U.J. è un’associazione culturale senza scopo di lucro il cui fine è quello di divulgare e promuovere la cultura. Yuj è la radice sanscrita della parola Yoga ed ha il significato di “unire”. Per noi è anche “Young hUmanities Journal”.


- YUJ è una community che unisce specialisti del settore ed appassionati creando una rete di persone intente a sostenere attività culturali
- YUJ si occupa anche

di promuovere attività, eventi e progetti culturali di tipo aggregativo
- YUJ si impegna nella valorizzazione e promozione dei beni culturali presenti sul territorio
- YUJ aspira a creare una rivista di divulgazione scientifica e sponsorizzazione territoriale

Chiunque sia stato a Roma non può non aver visitato Piazza Navona e la sua celebre Fontana dei Quattro Fiumi, edificata ...
28/11/2021

Chiunque sia stato a Roma non può non aver visitato Piazza Navona e la sua celebre Fontana dei Quattro Fiumi, edificata da Gian Lorenzo Bernini.

👉 Commissionata da papa Innocenzo X (1644-1655), faceva parte di un grande progetto edilizio che interessava tutta la piazza, dove si trovava infatti anche il palazzo Pamphilj e sarebbero stati costruiti il Collegio Innocenziano e la chiesa di S. Agnese, affidati invece a Francesco Borromini così come il progetto di collegamento della piazza con l’acqua Vergine.

Vinto il concorso per la costruzione della fontana, nel 1648 cominciarono i lavori ad opera del Bernini e di diversi collaboratori, come Giovan Maria Franchi, Antonio Raggi, Giacomo Antonio Fancelli, Claude Poussin e Francesco Baratta. Venne conclusa nel 1651.

⛲️ La fontana sorse al centro della piazza, dove si trovava in precedenza un abbeveratoio per animali.
La base è formata da una vasca ellittica entro cui si sviluppa il monumentale gruppo scultoreo, al centro del quale si erige un obelisco di epoca domizianea, recuperato dal circo di Massenzio.

Le statue marmoree, trionfo barocco, rappresentano allegoricamente i quattro principali fiumi della Terra, uno per ognuno dei continenti allora conosciuti: il Nilo, il Danubio, il Gange ed il Rio de la Plata.

👉 La nota rivalità tra il Bernini ed il Borromini portarono alla leggenda secondo cui una delle statue, il Rio della Plata, essendo rivolta verso la chiesa di S. Agnese, protenda la mano in alto a protezione, nel timore che la struttura possa crollare da un momento all’altro; allo stesso modo la statua del Nilo avrebbe il capo velato per non vedere così “l’orrenda” chiesa (in realtà, era simbolo del fatto che non ne fosse stata ancora trovata la fonte).

Borromini, dal canto suo, avrebbe invece eretto alla base del campanile di destra una piccola statua di S. Agnese con una mano al petto, come a rassicurare sulla stabilità dell’edificio.

Queste credenze furono evidentemente alimentate dalla faida tra i due artisti, considerando anche che la costruzione della chiesa del Borromini precedette di qualche anno quella della fontana.

Una mostra meravigliosa al Museo Nazionale di Matera
22/11/2021

Una mostra meravigliosa al Museo Nazionale di Matera

"Decumano Maximo è un innovativo documentario storico che narra il viaggio del regista nel percorso dell'antica Via Vale...
14/11/2021

"Decumano Maximo è un innovativo documentario storico che narra il viaggio del regista nel percorso dell'antica Via Valeria, segnato dalle cruente fasi della Guerra sociale dal 91 all'88 a.C, epico conflitto che oppose le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli contro Roma.
Il regista ci porta sui reali campi di battaglia che furono teatro dei sanguinosi scontri fra gli alleati italici e la Repubblica romana, offrendo allo spettatore una visione inedita del panorama storico e naturalistico abruzzese.

Tantissime le testimonianze di ricercatori non ufficiali che il regista ha accuratamente documentato verificando sul campo le informazioni e i resoconti anche di scavi e ritrovamenti clandestini.
Il documentario è anche uno studio accurato sul territorio tenendo presenti le indicazioni tratte dai libri di Tito Livio, di Strabone e di altri illustri storici dell'epoca.
A sostegno del film si sono mobilitate molte eccellenze nel campo dell'archeologia e dell'astronomia, come il docente Adriano Gaspani, archeoastronomo e ricercatore dell'INAF, l'astronoma Silvia Motta, Adriano La Regina Presidente dell'Istituto di archeologia e storia dell'Arte, nonché Soprintendente archeologo di Roma dal 1976 al 2004.
Vanno menzionati anche Lorenzo Dell'Aquila archeologo, Paolo Poccetti professore dell'Università Tor Vergata ed esperto di lingue antiche, Andrea Frediani massimo esperto di battaglie romane, Ezio Mattiocco ricercatore e archeologo, gli archeologi Glauco Angeletti e Giuseppe Grossi.
Inoltre va sottolineata la stretta collaborazione con il Parco Archeologico del Colosseo per la recente scoperta sul Solstizio che interessa l'Anfiteatro Flavio e con il funzionario archeologo del comune di Roma Antonio Insalago.

Sono state intervistate oltre cinquecento persone esperte di luoghi ed eventi, oltre ad innumerevoli archeologi e storici d'Abruzzo.
Il film offre una nuova prospettiva sui popoli italici e romani: inoltre, apre un nuovo filone di studi storico-archeologici e antropologici sugli antichi popoli che abitavano la Pen*sola considerando che proprio durante la Guerra Sociale a
Corfinio, in provincia dell'Aquila, si ebbe il conio per la prima volta di una moneta con la scritta Italia."
(Testo preso da Youtube)

https://youtu.be/t1nUcjXeKqw

Complimenti ad Alessio Consorte !

Decumano Maximo è un innovativo documentario storico che narra il viaggio del regista nel percorso dell'antica Via Valeria, segnato dalle cruente fasi della ...

A Roma riapre l'arco di Giano dopo 28 anni!Andate a vedere il video di ArchaeoReporter per saperne di più.
13/11/2021

A Roma riapre l'arco di Giano dopo 28 anni!

Andate a vedere il video di ArchaeoReporter per saperne di più.

Chiuso dal 28 luglio 1993 - data dell'attentato al Velabro - l'Arco di Giano sarà di nuovo fruibile in tutta la sua bellezza. I suoi cancelli, chiusi da 28 a...

La chiesa di Panagia Kera si trova ai confini della cittadina di Kritsa, non molto distante da Agios Nikolaos, centro na...
09/11/2021

La chiesa di Panagia Kera si trova ai confini della cittadina di Kritsa, non molto distante da Agios Nikolaos, centro nato nel periodo bizantino che crebbe considerevolmente durante il dominio veneziano (1211-1647).

Tra le diverse chiese affrescate che vi si trovano Panagia Kera è sicuramente la più importante.
La struttura della chiesa è dovuta ad aggiunte avvenute in diversi momenti di vita del complesso.

La navata centrale è originaria probabilmente del periodo bizantino, anche se fu ristrutturata in epoca veneziana, così come la cupola. Vennero poi aggiunte due navate laterali e nel sedicesimo secolo frontoni sulle facciate orientali e occidentali.

La navata centrale presenta due livelli di affreschi: il primo è conservato in modo frammentario in due aree (la nicchia e le lunette degli archi che sostengono la cupola) ed è databile alla metà del tredicesimo secolo; il secondo venne steso invece nella prima parte del quattordicesimo secolo e rappresenta scene dalla vita di Cristo.
Gli affreschi sono caratterizzati da elementi dell’arte medio-bizantina e paleologa e derivano da una bottega locale.

Il muro occidentale è dominato da scene infernali, inserite nel contesto della Seconda Venuta.
Interessante notare l’acquisizione in una chiesa ortodossa della figura di San Francesco, ripetuta due volte, rara nelle chiese cretesi.

La navata sud è dedicata a Sant’Anna, mentre quella nord a Sant’Antonio. Sono rappresentate scene dalla loro vita, della Seconda Venuta e dai Vangeli Apocrifi, rese in modo particolarmente realistico ed espressivo.

La chiesa oggi non presenta illuminazione proprio per preservare i preziosi e già molto danneggiati affreschi.

06/11/2021
02/11/2021

📌 Da mercoledì 3 a sabato 6 novembre si terrà il 10° Convegno Nazionale di Archeozoologia nelle aule del Santa Chiara Lab (Via Val di Montone 1, Siena).

Il programma ricco di interventi si articola in 10 sessioni dove sono presenti casi studio relativi ad un ampio arco cronologico, dalla Preistoria al Medioevo, e ad un vasto ambito geografico. Per ulteriori dettagli visita il link 👉 https://www.dssbc.unisi.it/it/eventi/10deg-convegno-nazionale-di-archeozoologia-3-6-novembre-2021-siena-santa-chiara-lab

Il convegno si svolge con il sostegno del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali e del progetto nEU-Med

Università degli Studi di Siena Studenti Tutor DSSBC Santa Chiara Lab

Condividiamo questa denuncia di una triste realtà del mondo del lavoro nel campo dei beni culturaliVi consigliamo di seg...
27/10/2021

Condividiamo questa denuncia di una triste realtà del mondo del lavoro nel campo dei beni culturali

Vi consigliamo di seguire i ragazzi di Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali

Oggi su la Repubblica la storia della "nostra" Ester, archeologa girovaga che alla pensione non riesce neppure a pensare, ma che ha scelto di non smettere di lottare per cambiare la realtà, per cambiare un sistema che non ci garantisce un presente. Figuriamoci un futuro.

21/10/2021

I musei di Vienna, stanchi delle censure contro le opere d’arte inflitte da social come Facebook e Instagram, decidono di provocare aprendo un account su OnlyFans, il noto sito di contenuti per adulti.

Il disco di Festòs è un disco in terracotta di circa 16 cm di diametro, con spessore tra i 16 e i 21 mm. Queste irregola...
11/10/2021

Il disco di Festòs è un disco in terracotta di circa 16 cm di diametro, con spessore tra i 16 e i 21 mm. Queste irregolarità escludono la possibilità che il disco venne stampato con una matrice, ma fu bensì modellato a mano.

Fu ritrovato da L. Pernier nella campagna di scavo del 1908, in un piccolo vano rettangolare nell’area nord orientale del palazzo, in mezzo a terra scura mista a cenere, carboni, una tavoletta d’argilla con segni in lineare A e frammenti ceramici.
Una sua datazione non è possibile poiché rinvenuto insieme a ceramiche riferite alla fase finale del primo palazzo (età protopalaziale, 1700 a.C.) e all’età ellenistica.

Tre scritture principali vennero utilizzate nel mondo minoico: la geroglifica, la lineare A e la lineare B. Le prime due convissero in fase protopalaziale e non è stato possibile decifrarle.

Un quarto tipo è la scrittura del disco, che presenta entrambe le facce con segni incisi a stampo in una sequenza a spirale, dalla periferia verso il centro. Sono raccolti in gruppi, separati l’uno dall’altro da un trattino.
Il tipo di scrittura parrebbe sillabico, come gli altri tipi conosciuti a Creta.

Il senso di lettura del disco è ad oggi ancora dibattuto. Pernier e molti altri, tra cui Evans, sostennero che vada letto da sinistra verso destra, ovvero dal centro verso la periferia (quindi all’opposto del senso di incisione), basandosi sul verso in cui sono rivolte le figure umane.

L’ipotesi opposta è stata avanzata dallo studioso Alessandro Della Seta, che ha fatto notare come la posizione dei segni sia basata sul principio di occupare il minimo spazio in larghezza, come anche nella geroglifica egiziana (anche a scapito dell’ortografia, talvolta). Nel disco, questo avrebbe portato a pesci verticali, uccelli obliqui, barche con prua verso il basso, per cui l’orientamento dei segni non potrebbe essere indicatore del senso di lettura.
Sostenne poi che doveva essere da destra verso sinistra, cioè dall’esterno verso l’interno, sulla base di constatazioni sul modo in cui fu inciso il disco. Queste osservazioni lo portarono anche a sostenere che la facciata A sia la prima nell’ordine di lettura, poiché più accurata.

Nonostante le numerose ipotesi e i molteplici studi sull’interpretazione dei segni, ad oggi non è stato possibile decifrare il disco e neanche determinare se si tratti di un prodotto locale o di importazione.

Il disco è oggi conservato al Museo archeologico di Iraklio (Creta).

Indirizzo

Piazza Navona
Rome
00186

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