26/08/2026
Vogliamo riproporre un articolo in ricordo del maestro Ceronetti per il suo compleanno
“(...) Anni fa, a sorpresa, Ceronetti si affaccia a un congresso del Partito Radicale a Chianciano. Cammina incerto, aggrappato a un bastone e a un paziente amico che lo sorregge, curvo, piccolo, fragile; pochi lo riconoscono, e chissà quanti ne hanno letto qualcosa… Marco Pannella, un grizzly al suo confronto, lo ghermisce nell’abbraccio; il leader radicale è un grande estimatore di Ceronetti. Lo legge con attenzione, spesso lo cita, ama le belle edizioni che realizza per l’editore Tallone. E Ceronetti ricambia amicizia e stima. Fa anche lui parte di quella pattuglia di artisti e intellettuali (Elio Vittorini, Ignazio Silone, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia), che capiscono Pannella, quello che dice, quello che fa. Insieme si arrampicano sul palco, un intervento improvvisato, per fortuna parla lentamente, posso trascrivere con comodo le sue parole… «Parlare ad un Congresso politico credo proprio che sia la prima volta. Le parole non vengono… I miei rapporti con il Partito Radicale datano da tanti, tanti anni fa. Era l’epoca delle battaglie per il divorzio e per l’aborto, e in un certo senso mi sono fermato lì come appassionamento… ma la “Radio Radicale” l’ho sempre ascoltata; e anche adesso. Quando si parla di economia la chiudo, è perfettamente inutile che stia ad ascoltare. Sono un “resistente” in questo senso: resisto all’asservimento all’economia, e un modo di non servirla e di non ascoltarla. Sono parole non solo vuote, ma anche pericolose… Ho creduto, e rimango ancora dell’avviso che il Rapporto del ’70 dell’Istituto del Massachusetts che parlava di “sviluppo zero” avesse perfettamente ragione; dopo è una guerra dell’uomo a tutto. Il tutto, poi, è più forte dell’uomo e l’uomo finirà di essere; ma neanche questo ha molto peso. A parte che a questa età c’è l’astronave che mi aspetta con lo sportellone aperto, è lì… dimenticherò proprio tutto di questo brutto mondo, perché… non pareggia; non è che ci sia il bene e il male. C’è il Male. E certo è difficile per un movimento politico avere questa stella polare. Ma è stato bello vivere le battaglie radicali, sono state appassionanti. Fra le cose che rimpiango, per quanto riguarda la Radio Radicale sono i processi. Ve ne sono in tutti i momenti, ma sono veramente noiosi, diciamo che i processi, anche se la cosa è importante, ma non c’è niente di più noioso di un processo di mafia. Vengono fuori delle parole di avvocati, di magistrati… L’assassinio è scomparso da tutte le radio. Si assassina molto, però nel giudizio diventa un evento “omicidiario”. Mi ricordo la risposta di uno che doveva averne uccisi almeno cinquanta e il Pm gli chiede lei cosa faceva in quel periodo? E lui: facevo eventi omicidiari. Aveva imparato la lezione… Bene, non vi faccio perdere altro tempo… Ecco parlavo dei processi. L’ultimo interessante è stato quello di Marta Russo. Perché era appassionante, c’era la ricerca di un colpevole, di un appiglio. Quello lo ascoltavo sempre. Ma se c’è un processo di mafia o giù di lì, non ce la faccio proprio. Bene, io vi auguro di trarre il maggior profitto. Non faccio messaggi ai giovani, perché non ci credo nel futuro dei giovani. Tutt’al più se in tutto questo parlare di lavoro, lavoro, sempre lavoro, e di ricerca di lavoro, invece di imparare a maneggiare dei computer, si rivolgessero alla terra, la terra dà ancora qualcosa. E quindi, il mio consiglio, la mia raccomandazione… Qui però può nascere, anzi è già nata l’attenzione all’ambiente. E quindi più c’è politica ambientalista questa è totalmente scomparsa dall’orizzonte dei governi italiani, ebbene rivendicatela, innalzatela questa bandiera. E con tutti i miei auguri vi saluto…».(...)” Ricordo del direttore Valter Vecellio
P.S: segnaliamo che la foto dell’articolo è del fotografo Lorenzo Ceva Valla