Proposta Radicale

Proposta Radicale Una rivista di questi tempi? Sì. Anche se libri e riviste sono ormai cibo per mammut condannati a implacabile estinzione?

Proposta Radicale si annuncia per ciò che vuole essere: il “radicale” è da intendere come aggettivo e sostantivo insieme

Avrebbe compiuto 68 anni Anna Politkovskaja se non fosse stata uccisa il 7 ottobre 2006. A suo tempo Marco Pannella volò...
31/08/2026

Avrebbe compiuto 68 anni Anna Politkovskaja se non fosse stata uccisa il 7 ottobre 2006. A suo tempo Marco Pannella volò a Mosca per il funerale della giornalista assassinata perché colpevole di divulgare verità scomode al regime di Putin. Gesto isolato. Solo, Pannella, unico parlamentare europeo; da solo ne salvò l'onore

Vogliamo riproporre un articolo in ricordo del maestro Ceronetti per il suo compleanno“(...) Anni fa, a sorpresa, Cerone...
26/08/2026

Vogliamo riproporre un articolo in ricordo del maestro Ceronetti per il suo compleanno
“(...) Anni fa, a sorpresa, Ceronetti si affaccia a un congresso del Partito Radicale a Chianciano. Cammina incerto, aggrappato a un bastone e a un paziente amico che lo sorregge, curvo, piccolo, fragile; pochi lo riconoscono, e chissà quanti ne hanno letto qualcosa… Marco Pannella, un grizzly al suo confronto, lo ghermisce nell’abbraccio; il leader radicale è un grande estimatore di Ceronetti. Lo legge con attenzione, spesso lo cita, ama le belle edizioni che realizza per l’editore Tallone. E Ceronetti ricambia amicizia e stima. Fa anche lui parte di quella pattuglia di artisti e intellettuali (Elio Vittorini, Ignazio Silone, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia), che capiscono Pannella, quello che dice, quello che fa. Insieme si arrampicano sul palco, un intervento improvvisato, per fortuna parla lentamente, posso trascrivere con comodo le sue parole… «Parlare ad un Congresso politico credo proprio che sia la prima volta. Le parole non vengono… I miei rapporti con il Partito Radicale datano da tanti, tanti anni fa. Era l’epoca delle battaglie per il divorzio e per l’aborto, e in un certo senso mi sono fermato lì come appassionamento… ma la “Radio Radicale” l’ho sempre ascoltata; e anche adesso. Quando si parla di economia la chiudo, è perfettamente inutile che stia ad ascoltare. Sono un “resistente” in questo senso: resisto all’asservimento all’economia, e un modo di non servirla e di non ascoltarla. Sono parole non solo vuote, ma anche pericolose… Ho creduto, e rimango ancora dell’avviso che il Rapporto del ’70 dell’Istituto del Massachusetts che parlava di “sviluppo zero” avesse perfettamente ragione; dopo è una guerra dell’uomo a tutto. Il tutto, poi, è più forte dell’uomo e l’uomo finirà di essere; ma neanche questo ha molto peso. A parte che a questa età c’è l’astronave che mi aspetta con lo sportellone aperto, è lì… dimenticherò proprio tutto di questo brutto mondo, perché… non pareggia; non è che ci sia il bene e il male. C’è il Male. E certo è difficile per un movimento politico avere questa stella polare. Ma è stato bello vivere le battaglie radicali, sono state appassionanti. Fra le cose che rimpiango, per quanto riguarda la Radio Radicale sono i processi. Ve ne sono in tutti i momenti, ma sono veramente noiosi, diciamo che i processi, anche se la cosa è importante, ma non c’è niente di più noioso di un processo di mafia. Vengono fuori delle parole di avvocati, di magistrati… L’assassinio è scomparso da tutte le radio. Si assassina molto, però nel giudizio diventa un evento “omicidiario”. Mi ricordo la risposta di uno che doveva averne uccisi almeno cinquanta e il Pm gli chiede lei cosa faceva in quel periodo? E lui: facevo eventi omicidiari. Aveva imparato la lezione… Bene, non vi faccio perdere altro tempo… Ecco parlavo dei processi. L’ultimo interessante è stato quello di Marta Russo. Perché era appassionante, c’era la ricerca di un colpevole, di un appiglio. Quello lo ascoltavo sempre. Ma se c’è un processo di mafia o giù di lì, non ce la faccio proprio. Bene, io vi auguro di trarre il maggior profitto. Non faccio messaggi ai giovani, perché non ci credo nel futuro dei giovani. Tutt’al più se in tutto questo parlare di lavoro, lavoro, sempre lavoro, e di ricerca di lavoro, invece di imparare a maneggiare dei computer, si rivolgessero alla terra, la terra dà ancora qualcosa. E quindi, il mio consiglio, la mia raccomandazione… Qui però può nascere, anzi è già nata l’attenzione all’ambiente. E quindi più c’è politica ambientalista questa è totalmente scomparsa dall’orizzonte dei governi italiani, ebbene rivendicatela, innalzatela questa bandiera. E con tutti i miei auguri vi saluto…».(...)” Ricordo del direttore Valter Vecellio


P.S: segnaliamo che la foto dell’articolo è del fotografo Lorenzo Ceva Valla

“Negli ultimi anni l’Unione europea ha sviluppato strumenti quantitativi per valutare le politiche sulle droghe non solo...
19/08/2026

“Negli ultimi anni l’Unione europea ha sviluppato strumenti quantitativi per valutare le politiche sulle droghe non solo sul piano sanitario, ma anche rispetto a mercato, sequestri, prezzi, criminalità e azione repressiva. Applicati al caso italiano, questi indicatori mostrano con chiarezza il fallimento delle politiche fondate quasi esclusivamente sulla repressione della produzione e del commercio.
Prendendo in esame 33 anni di dati carcerari (1991-2024), le serie storiche mostrano che le diverse modifiche legislative hanno inciso soprattutto sulla pressione penale, ma non sulla capacità di ridurre il mercato. La legge Fini-Giovanardi, che equiparava droghe leggere e pesanti, rappresenta il momento di massima repressione; dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha reintrodotto una distinzione sanzionatoria, si osserva una riduzione degli ingressi ma mai un reale effetto di contenimento dell’offerta.”
L’importante studio europeo è raccolto nel volume "Cannabise use" (Mirai, 2026), curato da Carla Rossi e Giovanni Trovato nell’ambito del progetto ESPAD® Italia. Nel prossimo numero di Proposta Radicale la recensione del direttore Valter Vecellio

“Si esibirono gratis al Palasport per i detenuti maltrattati in cella”. La firma è di Alessandra Codeluppi, su Il Resto ...
17/08/2026

“Si esibirono gratis al Palasport per i detenuti maltrattati in cella”. La firma è di Alessandra Codeluppi, su Il Resto del Carlino del 9 agosto che scrive di Quel concerto di Guccini e Bertoli: “Si esibirono gratis al Palasport per i detenuti maltrattati in cella”. L’aneddoto di Vainer Burani, storico legale di tanti Br: “Nell’83 scattò lo sciopero della fame in carcere a Nuoro. Organizzammo un evento musicale per sensibilizzare sulla vicenda e coinvolgemmo i due artisti”. Sono passati oltre 40 anni da quando Francesco Guccini, insieme a Pierangelo Bertoli, si esibirono al Palasport di Reggio per una causa molto particolare: esprimere sostegno ai detenuti di Nuoro che, dal dicembre 1983, avevano avviato uno sciopero della fame, con il sostegno del cappellano del carcere Salvatore Bussu, contro le dure condizioni di permanenza applicate nella struttura carceraria. Tra chi aderì alla protesta nel penitenziario sardo c’erano anche brigatisti rossi reggiani come Alberto Franceschini, Roberto Ognibene e Franco Bonisoli, allora ristretti nella sezione di massima sicurezza: pure loro chiesero un trattamento che, seppur nella durezza del regime detentivo, rispettasse la dignità umana. Per dare maggiore risalto agli ideali dietro la protesta nacque l’idea di fare un evento musicale, per il quale si rivolsero all’avvocato Vainer Burani: "Fui da loro contattato e, in particolare insieme alla famiglia di Ognibene, decidemmo di chiedere al Comune il Palazzetto di via Guasco per fare un evento musicale – racconta Burani –. Coinvolgemmo Guccini e Bertoli che accolsero la nostra richiesta e accettarono di esibirsi gratuitamente". L’evento riscosse molte adesioni: "In breve tempo furono venduti 1.350 biglietti". Ma vi fu un contrattempo: "A ridosso del concerto, forse per pressioni politiche, il Comune revocò il permesso". Alla fine però ci fu un ripensamento: "Il concerto si tenne regolarmente come programmato".
Fu un momento emozionante e indimenticabile per l’avvocato Burani: "Davanti a 1.350 spettatori paganti, accorsi per ascoltare i due cantautori, presi la parola per spiegare le ragioni della protesta dei detenuti e altrettanto fece la madre di Alberto Buonoconto", membro del Nap (Nucleo armato proletario), che si tolse la vita nel 1980 a casa dei genitori a Napoli dopo aver denunciato vessazioni da parte della polizia e attraversato un tribolato cammino di ripresa dalla detenzione.
Un concerto memorabile
"Fu un concerto memorabile – ricorda l’avvocato Burani –. Pure Guccini e Bertoli rimasero molto soddisfatti e alla fine andammo tutti a cenare ad Albinea. Guccini, che aveva uno spirito libertario, aderì molto volentieri alla motivazione che stava dietro l’evento. Qualche anno dopo lo reincontrai a Mantova e mi disse che gli sarebbe piaciuto ripetere l’esperienza. Con Bertoli organizzammo anche un’esibizione in carcere a Reggio, nell’ambito di un progetto iniziato a scuola, ai tempi in cui insegnavo al ‘Don Iodi’, incentrato sull’opera dei cantautori come forma di poesia contemporanea".
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Il Partito Radicale rende noto che  “depositerà una formale diffida nei confronti del Capo del Dipartimento dell’Amminis...
14/08/2026

Il Partito Radicale rende noto che “depositerà una formale diffida nei confronti del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) affinché intervenga sulle condizioni del sistema carcerario a partire dal grave sovraffollamento, dalla tutela della salute e della dignità delle persone detenute per il ripristino urgente della legalità Costituzionale”.

Una fantastica tavolata (e non solo perché materialmente impossibile): a capotavola lui, il “maestrone”, Francesco Gucci...
06/08/2026

Una fantastica tavolata (e non solo perché materialmente impossibile): a capotavola lui, il “maestrone”, Francesco Guccini, e poi, alla maniera dei Cavalieri di re Artù, in cerchio, il Franco Bonvicini (Bonvi), con il quale in anni lontani ha realizzato “Le storie dallo spazio profondo” che coniugano fumetto, fantascienza e bislaccherie…
A fianco Loriano Macchiavelli, quello di Sarti Antonio, con il quale ha scritto cinque o sei libri che non dovrebbero mancare in una biblioteca che vuol essere tale…
E ancora: Augusto Daolio, l’inconfondibile e unica voce dei “Nomadi”. Anni lontani, indelebili insieme: 1973, prime manifestazioni per la campagna contro l’abrogazione della legge Fortuna-Baslini sul divorzio, il referendum voluto dalla triade Fanfani-Almirante-Paolo VI. A Cesena c’è una specie di “antro” capace di ospitare un centinaio di persone, basta farne richiesta. Perché non organizzare una serata politico-musicale per il NO all’abrogazione? Da Roma vengono Marco Pannella ed Eugenia Roccella (sì, proprio lei: in quegli anni era nella fase di “Aborto facciamolo da noi”, una delle leader del Movimento di Liberazione della Donna); da Bologna, grazie ai buoni uffici di una comune amica, Francesco Guccini accetta di ve**re. La condizione che pone è che lo si porti e lo si riporti a Bologna, e gli si assicuri cena e fiasco. La serata è un successo. Molti non riescono ad entrare.
Guccini canta e parla, come gli capita nei concerti. Sono venuti soprattutto per lui. Pannella non è tanto contento di essere, di fatto, un po’ di contorno: per una volta quei ragazzi non riesce ad “agganciarli” come vorrebbe e quasi sempre gli riesce. L’ingenua locandina di quell’evento è conservata come una sorta di feticcio. Finito il concerto, Guccini alza il prezzo della prestazione: vuole in regalo un ciondolo di latta, il simbolo pacifista con il fucile spezzato da un pugno. Chissà che fine ha fatto quel ciondolo; e chissà ora se ricorderà e ne parlerà con Pannella, ovunque saranno di quella serata in quella specie di scantinato che non c’è più, dalle parti di viale Carducci a Cesena… Quelli di Proposta Radicale vogliono salutarlo con un ricordo del direttore Valter Vecellio

Quale numero della rivista porterete con voi? L’ultimo è uno Speciale dedicato: Carcere e suicidi, morire di carcere, mo...
25/07/2026

Quale numero della rivista porterete con voi? L’ultimo è uno Speciale dedicato: Carcere e suicidi, morire di carcere, morire in carcere. La comunità penitenziaria tutta, vive d’urgenze e sempre purtroppo in emergenza. Per questo vogliamo lasciarvi altro tempo per leggerle e approfondirle. Grazie per chi incondizionatamente già ci sostiene. E per coloro che ci chiedono in che modo poter contribuire finanziariamente alla rivista, non abbiamo pensato ancora a forme di abbonamenti annuali. Vi lasciamo liberi: per chi vuole “giocare” con noi nelle modalità che vorrà e riterrà, può contribuire alle spese che sosteniamo versando quello che crede e può. Queste le coordinate bancarie:
IBAN: IT63N0306905142100000016830 Banca Intesa San Paolo Piazza del Parlamento Roma.
Sono ancora disponibili copie di numeri precedenti della rivista. Potete scriverci a [email protected]
Quelli di Proposta Radicale

Condanna Mauro Moretti: una sentenza che grida vendetta. Heri dicebamus In tempi non sospetti, era il 1 dicembre 2025, i...
26/06/2026

Condanna Mauro Moretti: una sentenza che grida vendetta. Heri dicebamus
In tempi non sospetti, era il 1 dicembre 2025, il direttore Valter Vecellio pubblicò sul quotidiano ItaliaOggi che riproponiamo, un articolo in merito alla condanna, in secondo grado, dell’ex presidente di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. Confidava - lui aggiunge oggi- nella Cassazione, che ha deluso le legittime aspettative.
Moretti, una sentenza che grida vendetta - Italia Oggi - 1 dicembre 2025
Ci sono sentenze che francamente risultano di difficile comprensione. L'ex presidente di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti è stato condannato a cinque anni di carcere (da scontare), ritenuto colpevole di non si comprende bene cosa. I fatti di cui è accusato risalgono a sedici anni fa. Già questo la dice lunga.
Moretti sarebbe colpevole nientemeno che di strage, quella avvenuta il 29 giugno 2009 a Viareggio: quella notte un treno tedesco che viaggia forte velocità, deraglia dentro la stazione; il treno ha un carico di GPL, prende fuoco, esplode e devasta le case vicino alla ferrovia: bilancio tremendo, 32 persone morte in modo orribile. Il treno non appartiene a Fs, ha un difetto per il quale un gancio salta; è quel gancio saltato che provoca il deragliamento. Il treno è in transito, non deve fermarsi a Viareggio...
Come poteva sapere Moretti che quel treno tedesco aveva un gancio che non funzionava bene, come lo si può ritenere responsabile? Ed è Moretti il responsabile della costruzione di abitazioni troppo vicine alla ferrovia, o della ferrovia troppo vicino alle abitazioni? Quand’è “troppo”? Cosa si rimprovera esattamente a Moretti: di non aver personalmente controllato la sicurezza di un treno tedesco? Di non aver calcolato la distanza giusta, di sicurezza, tra case private e stazioni? Per questo "in nome del popolo italiano", dovrebbe scontare cinque anni di carcere? Per i giudici di primo e di secondo grado sì, Moretti è responsabile, e dunque colpevole.
Ora tutto Corte è nelle mani della Corte di Cassazione.

13/06/2026

Bologna Pride 2026: “Fuori i sionisti dal corteo”, con queste parole sono stati cacciati i militanti del Partito Radicale - Associazione Piero Capone Bologna, Monica Mischiatti, Fausto Forti e Gemma Gasponi dopo aver aperto le bandiere del Partito Radicale. Dopo pochi minuti sono stati buttati fuori

07/06/2026

Carcere e suicidi: le opposizioni come le tre scimmiette: non vedono, non sentono, non parlano. Una legislatura sprecata… Istituto Luca Coscioni Fondazione Villa Maraini Valter Vecellio

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