03/04/2026
Da oggi in libreria “Malvinas, una guerra del secolo scorso, un giornalista e un diario ritrovato” di Paolo Argentini e Giancarlo Feliziani.
Nel 1983, a un anno dalla guerra delle Falkland, il giornalista brasiliano Ricardo Pereira arriva su quelle isole remote per raccontare ciò che resta di un conflitto rapido, feroce e già in via di rimozione. È lì, sul campo di battaglia di Goose Green, che accade qualcosa di imprevisto: tra i segni del tempo e della guerra, Pereira trova un oggetto dimenticato, un diario appartenuto a un giovane soldato argentino, Adrián Oscar Sachetto. Da quel ritrovamento prende forma una storia che attraversa decenni e continenti. Non è solo il racconto di una guerra, ma il filo ostinato di una ricerca che dura quarant’anni, un tentativo di restituire voce a chi l’ha persa. In quelle pagine consumate emergono la paura, la fame, la solitudine dei soldati, ma anche frammenti di umanità inattesa, piccoli gesti, perfino ironia. È la guerra vista da dentro, senza retorica.
Attorno a questo nucleo, la narrazione dei giornalisti Paolo Argentini e Giancarlo Feliziani costruisce un racconto più ampio, che intreccia memoria personale e storia collettiva. Scorrono la Londra e la Buenos Aires degli anni Ottanta, il peso della dittatura argentina, le conseguenze di un conflitto che ha lasciato ferite profonde e spesso invisibili. E al centro resta la figura di Pereira, testimone e custode, che non ha mai smesso di inseguire quella storia, anche dopo aver lasciato il campo per una vita in Italia, tra televisione e famiglia. Ne emerge un libro che parla di memoria e responsabilità, di ciò che viene dimenticato e di chi sceglie invece di ricordare. Una storia che dimostra come, a volte, anche un oggetto smarrito possa riaprire il dialogo con il passato e restituire senso a ciò che sembrava perduto.
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