Il Fuori Coro - Caduti della Polizia Locale

Il Fuori Coro - Caduti della Polizia Locale Il Fuori Coro nasce dall'unione spontanea di colleghi appartenenti alla Polizia Locale di vari Comuni

LIBORIO ANSALONE - CORLEONE (PA)13 settembre 1945 - 13 settembre 2026È la sera del 13 settembre 1945; Liborio Ansalone, ...
13/09/2026

LIBORIO ANSALONE - CORLEONE (PA)
13 settembre 1945 - 13 settembre 2026
È la sera del 13 settembre 1945; Liborio Ansalone, comandante dei vigili urbani di Corleone e figlio dello storico segretario comunale, sta tornando a casa. A Piazza Nascè viene raggiunto da tre fucilate all'addome. Cade colpito a morte al centro della piazza, accanto alla fontana.
Gli inquirenti non riescono ad attribuirgli dei nemici dichiarati, e il delitto viene archiviato "a carico di ignoti". Ma è convinzione diffusa che Liborio Ansalone abbia pagato un "vecchio conto", risalente a ben diciannove anni prima. All'alba del 20 dicembre 1926 infatti, l'allora giovane comandante dei vigili urbani, aveva collaborato con gli uomini del prefetto Mori, il "Prefetto di ferro", in occasione della storica retata a Corleone, guidando i militari alle abitazioni dei sospetti mafiosi. Qualcuno, con il permesso del padrino Michele Navarra, si era voluto vendicare.
Liborio Ansalone, 51 anni, padre di sei figli, era una persona perbene, uno che si era sempre sforzato di fare il proprio dovere, ed è proprio per questo che è stato barbaramente ucciso.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva. Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Corleone e per tutti noi.
ONORE A LIBORIO ANSALONE!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
Il Fuori Coro

SILVIA MEGGIOLARO - VENEZIA13 settembre 1998 - 13 settembre 2026È domenica 13 settembre 1998 e sono da poco passate le 9...
13/09/2026

SILVIA MEGGIOLARO - VENEZIA
13 settembre 1998 - 13 settembre 2026
È domenica 13 settembre 1998 e sono da poco passate le 9 quando al centralino della Polizia Locale, arriva una richiesta di intervento per un incidente stradale sul Ponte della Libertà, il ponte che collega Venezia alla terraferma, dove è stata segnalata una moto in fiamme. Due Agenti motociclisti della Locale, a sirene e lampeggianti accessi, partono per portarsi immediatamente sul posto . Una degli Agenti è Silvia Meggiolaro una delle prime due donne centauro della Polizia Locale di Venezia. È una motociclista esperta la nostra Silvia, una ragazza da sempre appassionata di moto che, anche nella vita privata, coltiva questa sua passione per le due ruote. Nonostante la sua perizia nella guida, la motocicletta da lei condotta, improvvisamente perde aderenza con l'asfalto cadendo rovinosamente a terra e trascinandola per alcuni metri. I soccorsi sono immediati e tra i primi soccorritori c'è proprio il fidanzato della collega infortunata, anche lui motociclista nella Polizia Locale della città lagunare. Portata immediatamente al pronto soccorso di Mestre, alla collega Meggiolaro vengono dapprima riscontrate solo delle fratture ma, ore dopo, ecco arrivare dall'ospedale la ferale notizia che lascia tutti in un incredulo dolore ed in una terribile disperazione: Silvia non ce l'ha fatta, Silvia non c'è più!
Dolore, stupore, angoscia e lacrime per questa ragazza di 29 anni che dopo aver vinto il concorso, coronando il suo sogno, all'inizio del '94 prendeva servizio nella Polizia Locale di Venezia. Una brillante carriera quella di Silvia, cominciata nel reparto motociclisti della Locale di Venezia, per poi continuare presso la Procura della Repubblica per tornare infine alla guida della sua amata motocicletta. Proprio in Procura, è doveroso ricordare come Silvia Meggiolaro si sia distinta per il suo grande acume investigativo e la sua professionalità, in indagini delicate ed importanti che hanno portato all'arresto di sei individui, successivamente condannati per il reato di violenza sessuale sui minori. Un'operazione delicata e difficile che le ha meritato un encomio solenne da parte del Sindaco Massimo Cacciari, con il quale la nostra Silvia ha durante gli anni collaborato, facendo essa stessa parte degli Agenti di scorta del primo cittadino.
Una carriera brillante; una carriera segnata da impegno, studio e sacrificio ma costellata anche di soddisfazioni; una carriera che però il fato ha voluto stroncare insieme alla sua giovane vita. Ma nessuno ha dimenticato questa dolce e sventurata collega: nell'ottobre di quello stesso anno, infatti, in occasione del Convegno Nazionale della Polizia Municipale e Locale tenutosi a Forte dei Marmi, la Commissione Nazionale istituita dalle Associazioni aderenti alla manifestazione, attribuisce a Silvia la "MEDAGLIA D'ARGENTO", quale attestato di gratitudine dell'intera categoria.
In occasione del primo anniversario della sua morte invece, a Silvia è stata intitolata ad imperitura memoria, da parte dell'Amministrazione Comunale di Venezia, la sede del reparto motorizzato mentre, per il ventennale della sua morte, il Comando ha organizzato una messa commemorativa al cimitero di Mestre e la deposizione di una corona sulla sua tomba. Nessun successo, però, ha avuto la richiesta avanzata dieci anni dopo il tragico incidente affinché Silvia fosse inserita nell'elenco delle vittime del Dovere; tale richiesta purtroppo, è stata respinta.
Chi ha avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere Silvia, non potrà dimenticare il suo sorriso, la sua generosità, il suo attaccamento al lavoro e l'amore per la sua divisa. Bella, brava e buona, ha lasciato un vuoto enorme ancora oggi incolmabile, ancor oggi doloroso.
Una collega e amica di Silvia negli anni ha sempre tenuto vivo il suo ricordo andando a deporre un mazzo di fiori sulla sua tomba ogni 13 settembre e coinvolgendo i colleghi nelle messe di suffragio. La stessa collega, conoscendo la triste storia dei genitori che avevano già perso il secondo figlio prima di Silvia in uno sfortunato incidente al mare in vacanza, cercava di esser loro vicina prendendosi carico delle loro necessità quando malati avevano necessità di far visite mediche o altre terapie aiutandoli fino alla loro morte prematura avvenuta qualche anno fa.
Onore anche a lei di aver concretamente dimostrato il significato della parola amicizia e colleganza. GRAZIE Marilena
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Venezia e per tutti noi.
ONORE A SILVIA MEGGIOLARO!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
Il Fuori Coro

ANTONIO FALCONETTI - PASQUALE DEL RE - LUIGI GALLO - VINCENZO PAOLILLO - GIOACCHINO TORRE - PASQUALE GUAGLIONE - MICHELE...
12/09/2026

ANTONIO FALCONETTI - PASQUALE DEL RE - LUIGI GALLO - VINCENZO PAOLILLO - GIOACCHINO TORRE - PASQUALE GUAGLIONE - MICHELE SPERA - FRANCESCO GAZIA - SABINO MONTEVERDE - MICHELE FORTE
BARLETTA
12 settembre 1943 - 12 settembre 2026
Era il 1943. In quei giorni regnava una grande confusione tra i militari ed i civili. Si parlava di armistizio, e da un momento all'altro non si sapeva che fare. L'11 settembre arriva un fonogramma che ordina di considerare le truppe tedesche come nemiche ed agire di conseguenza. Nella città di Barletta due motocarrozzette porta ordini tedesche, dopo aver eluso un controllo, si imbattono in un'imboscata: un soldato rimase ucciso, un altro ferito, da lì la rappresaglia. Un manipolo di soldati tedeschi viene incaricato di trovare i responsabili. Il maresciallo dei vigili urbani Francesco Capuano all'interno del suo comando, vedendo arrivare i tedeschi, ordina ai suoi uomini di disfarsi delle pistole di ordinanza per evitare ulteriori rappresaglie. I nazisti irrompono nel comando dei vigili ne prendono 11 e con loro prendono anche due netturbini che si erano rifugiati lì. Li fanno uscire e li portano al monumento ai Caduti dove li trucidano senza pietà.
I nostri fratelli in divisa hanno trovato però un modo per farsi ricordare con un atto eroico tra i più nobili: fanno scudo con i loro corpi per proteggere il più giovane tra loro, Francesco Paolo Falconetti che in questo modo riesce a sopravvivere. Se ne accorgerà più tardi una donna che aiutata da altre persone mette al sicuro il ferito.
A Barletta si è consumato il primo eccidio per rappresaglia post armistizio e le mura laterali dell'ufficio postale portano ancora i segni delle pallottole.
La memoria è un pezzo di storia è per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva. Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Barletta e per tutti noi.
ONORE A ANTONIO FALCONETTI, PASQUALE DEL RE, LUIGI GALLO, VINCENZO PAOLILLO, GIOACCHINO TORRE, PASQUALE GUAGLIONE, MICHELE SPERA, FRANCESCO GAZIA, SABINO MONTEVERDE, MICHELE FORTE!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
IL FUORI CORO

GIUSEPPE CROCE - LIVORNO7 settembre 2006 - 07 settembre 2026Venti anni fa , la sera del 7 settembre 2006, l'istruttore c...
07/09/2026

GIUSEPPE CROCE - LIVORNO
7 settembre 2006 - 07 settembre 2026
Venti anni fa , la sera del 7 settembre 2006, l'istruttore capo Giuseppe Croce, in forza al municipio di Livorno, è in servizio quando un nucleo familiare si presenta presso l'ufficio per la gestione dell'emergenza abitativa del Comune labronico, minacciando di occupare lo stabile se l'ufficio testé citato, non avesse provveduto ad adottare una risoluzione per lo stato emergenziale nel quale la famiglia versava in quel periodo. Momenti concitati e carichi di tensione, a preludio di una incombente tragedia: infatti, mentre il collega Croce si prodiga per una mediazione con gli occupanti, il figlio maggiore di questi ultimi tenta, come gesto estremo, di gettarsi da una finestra. Giuseppe Croce interviene prontamente afferrandolo per la vita e con grande sforzo fisico, riesce a portarlo in salvo. Questo sforzo però è fatale per il suo cuore, Giuseppe purtroppo, viene colto da malore e, sebbene prontamente soccorso dal suo sindaco che è anche medico , muore per un infarto sull'ambulanza che lo sta portando in ospedale.
Giuseppe Croce aveva 53 anni ed era un uomo dal grande e generoso cuore ed i suoi colleghi, onorandone la memoria, lo ricordano come uomo instancabile, serio, professionale e dedito al lavoro. Una figura di riferimento ed esempio per tutti , una figura di Uomo e di Agente che l'amministrazione comunale livornese ha voluto ricordare, consegnando un anno dopo la tragedia, alla vedova ed alle figlie di Giuseppe, un encomio a ricordo di questo Agente e del suo sacrificio. Con una commovente cerimonia e il nastro tagliato dalle sue nipotine , la sede distaccata del Comando di Livorno da maggio 2022 porta il suo nome
La memoria è un pezzo di storia e per questo siamo onorati di poterla mantenere sempre viva perché persone di spessore morale e professionale come Giuseppe, meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Livorno e per tutti noi.
ONORE A GIUSEPPE CROCE!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
IL FUORI CORO

LUIGI FLOREANBIBIONE(VE)30 agosto 2021  – 30 agosto 2026Oggi, 30 agosto 2026, ricorrono cinque anni dalla  tragica  dipa...
30/08/2026

LUIGI FLOREAN
BIBIONE(VE)
30 agosto 2021 – 30 agosto 2026

Oggi, 30 agosto 2026, ricorrono cinque anni dalla tragica dipartita del collega Luigi Florean, vittima di un incidente motociclistico mentre, smontato dal servizio, faceva ritorno a casa.
Cinque anni; il tempo scorre in fretta ma i giorni, i giorni sono lunghi, lenti e penosi quando si vive una quotidianità alla quale manca qualcosa, quando ci viene sottratta l'emozione fisica della presenza, del gesto e delle piccole abitudini condivise. Rimane intatta però l'emozione del ricordo, l'emozione dettata dalla memoria, quello stesso sentimento che ci fa sorridere ed ammutolire quando un particolare riaffiora più forte e preponderante degli altri.
Cinque anni senza Luigi, una morte prematura ed ingiusta che ha lasciato un segno indelebile e profondo nei famigliari, negli amici, nei colleghi di Bibione dove Luigi prestava servizio ed in tutti coloro che nel tempo hanno avuto modo e privilegio di conoscerne lo spessore umano e professionale. Si dice che il tempo lenisca il dolore, appanni e nebulizzi le immagini, le cose, i visi ed i ricordi; ma non è così perché chi è tanto vivo nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscere uomini e colleghi come Luigi Florean, non potrà dimenticarlo perché il tempo passa ma la memoria ed il ricordo, restano. Per tutti!
Il Fuori Coro, con queste poche righe quali attestazione di stima, ricordo, solidarietà e Spirito di Corpo nei confronti di Luigi Florean e della sua famiglia, vuole esprimere un pensiero che accompagnato ad un fiore e ad un saluto che anche se virtuali, avranno valore di composta e presente compartecipazione.
IL FUORI CORO

RiAMAtrice 10 anni dopo .... Per ricordare la tragedia, i crolli, la disperazione ... per onorare le vittime e per ricor...
24/08/2026

RiAMAtrice 10 anni dopo ....

Per ricordare la tragedia, i crolli, la disperazione ... per onorare le vittime e per ricordare il grande impegno dei soccorsi e della Polizia Locale d'Italia con i vari contigenti arrivati da tutta Italia a dimostrazione della grande solidarietà, vicinanza e colleganza profusa per mesi...

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ORESTE DOZZA - BOLOGNA20 agosto 1960 - 20 agosto 2026Il 16 agosto 1960, in Viale Aldini, poco prima delle 21 in servizio...
20/08/2026

ORESTE DOZZA - BOLOGNA
20 agosto 1960 - 20 agosto 2026
Il 16 agosto 1960, in Viale Aldini, poco prima delle 21 in servizio di controllo stradale insieme ad un collega, il vigile motociclista Oreste Dozza ferma un'auto che sta procedendo ad alta velocità. Scoprendo che questa sta trasportando una persona colta da malore al pronto soccorso dell'Ospedale Sant'Orsola, Oreste decide di scortarla a sirene spiegate facendole largo tra il traffico. Lungo il tragitto un autobus di linea, nell'effettuare una manovra gli taglia la strada. L'impatto è inevitabile ed Oreste purtroppo va a schiantarsi contro il mezzo pubblico. A causa dell'urto il nostro collega fu sbalzato dalla sella per andare a rovinare, dopo un volo di alcuni metri, sull'asfalto. Fu subito soccorso dai vigili del fuoco della vicina caserma e trasportato al reparto traumatologico dell' ospedale Maggiore. La situazione si delinea da subito grave e la prognosi è riservata. Nel frattempo l'auto che lui stava scortando raggiungeva fortunatamente l'ospedale dove venivano prestate alla signorina colta da malore le cure del caso.
Il generoso cuore di Oreste si fermò 4 giorni dopo, per complicazioni sorte a seguito del violento urto.
Una vita giovane, 29 anni, un futuro immaginato, sperato, sognato. Un futuro mai arrivato.
A 7 anni dal suo decesso, i suoi colleghi fondarono il Motoclub Oreste Dozza, in piena attività ancora oggi.
Pochissime le informazioni su di lui, ma per quanto si debba andare indietro nel tempo, vale sempre la pena farlo per rendere onore ad un collega Caduto nell'adempimento del suo dovere.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutt'Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Bologna e per tutti noi.
ONORE A ORESTE DOZZA!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE
IL FUORI CORO

COSIMO FAZIO - REGGIO CALABRIA15 agosto 2013 - 15 agosto 2026"È il colonnello Cosimo Fazio il nuovo comandante della Pol...
15/08/2026

COSIMO FAZIO - REGGIO CALABRIA

15 agosto 2013 - 15 agosto 2026

"È il colonnello Cosimo Fazio il nuovo comandante della Polizia locale di Reggio Calabria".
Con queste parole la stampa locale accoglie il 2 agosto 2013 il neocomandante Fazio, già pluridecorato colonnello dei carabinieri.
Nessuno però poteva immaginare una carriera tanto breve tra le fila della Polizia Locale.
Il 15 agosto, infatti, dopo poco più di dieci giorni dal suo insediamento, il Comandante Fazio, noto per essere molto preparato ed operativo, nonostante avesse la facoltà di godersi una giornata di riposo, sceglieva di stare con i suoi uomini impegnati a prestare soccorso ad un gruppo di immigrati afghani e siriani in arrivo sulla costa calabra. Nel porto e nelle spiagge affollate di turisti, il Comandante Fazio, sempre in prima linea, coordinava le attività della Polizia Locale, delle altre forze di polizia intervenute e della protezione civile le quali, con abnegazione e spirito di sacrificio portavano soccorso e conforto ai 154 immigrati provati dalla sete e dalle fatiche del durissimo viaggio. Il sacrificio è stato estremo per Cosimo Fazio che improvvisamente si accasciava a terra colpito da infarto e, nonostante gli immediati soccorsi, perdeva la vita; quella vita da lui passata a combattere il crimine organizzato nell'Arma dei Carabinieri e persa per portare aiuto e speranza agli "ultimi" della terra.
Su proposta del Ministro dell'Interno, il 18 dicembre 2017 è stata conferita dal Presidente della Repubblica al Colonnello Cosimo Fazio la medaglia d'argento al valore militare, poiché autore di atti degni di pubblico onore.
Era un nostro fratello il Comandante Fazio, una giacca blu alla quale rendiamo onore e dalla quale ci onoriamo di essere rappresentati. Il Fuori Coro, unitamente alla sua famiglia, ha lungamente atteso per lui il riconoscimento dello status di Vittima del Dovere, attesa alla quale il tempo ha reso giustizia con il tanto agognato quanto dovuto riconoscimento testé citato. È stata una dura battaglia quella intrapresa dalla famiglia Fazio che si era vista negare per il loro congiunto questo status ; una battaglia durata sei anni che ha visto dei momenti di rabbia e scoramento che avrebbero fatto desistere chiunque non fosse stato animato da uno spirito indomito e dalla granitica volontà di veder tributati ad un uomo, ad un padre, quegli onori che invece assolutamente meritava. Da qui, il ricorso opposto dalla famiglia Fazio alla decisione del Ministero, ricorso sostenuto ed animato dalla convinzione e dalla forza di chi sa di essere nel giusto e di lottare per una giusta causa, si è risolto con la vittoria della famiglia stessa che ha potuto onorare la memoria del loro congiunto con il riconoscimento di Vittima del Dovere.
La forza e la determinazione di questa famiglia è stata esemplare e di sicuro conforto a tutte quelle famiglie che, purtroppo, si trovano a rivivere le medesime tristi situazioni, versando le medesime amare lacrime e sperando in un riconoscimento, quello di Vittima del Dovere, che dovrebbe essere naturale e conseguente segno di stima e ringraziamento per coloro che al servizio ed alla Divisa, pagano il tributo più grande ed oneroso. Tutto ciò perché sapere di avere al proprio fianco ed essere riconosciuti da quelle istituzioni che si rappresentavano, non servirà sicuramente ad asciugare le lacrime di quelle famiglie stesse, ma servirà senza dubbio a sentirle meno amare, servirà ad avere la ferrea certezza di essere parte di qualcosa e da questo essere riconosciuti, onorati e rispettati.
Con il riconoscimento dello status di Vittima del Dovere, il Comandante Cosimo Fazio, è stato rispettato, ricordato ed onorato come uomo, come padre e come servitore dello Stato, un uomo tra gli uomini ed un servitore della comunità.
In occasione dell'ottavo anniversario della sua morte, il 15 agosto 2021 alle ore 11, il figlio Antonino Carlo Fazio e la moglie Giovanna Colella, hanno deposto una corona di fiori al porto di Reggio Calabria, proprio nella zona dove il Comandante della Polizia Locale di Reggio Calabria ha perso la vita.

La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore ed un dovere per noi mantenerla sempre viva. Figure di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutt'Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Reggio Calabria e per tutti noi.
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!

ONORE A COSIMO FAZIO!

IL FUORI CORO

Buon Ferragosto a questa grande famiglia
14/08/2026

Buon Ferragosto a questa grande famiglia

GUIDO PESCINI – FIRENZE11 agosto 1944 – 11 agosto 2026E’ l’11 agosto 1944. Imperversano furiosi i combattimenti tra tede...
11/08/2026

GUIDO PESCINI – FIRENZE
11 agosto 1944 – 11 agosto 2026
E’ l’11 agosto 1944. Imperversano furiosi i combattimenti tra tedeschi da una parte e soldati alleati e partigiani dall’altra. Guido Pescini, quasi 38 anni, vigile urbano di Firenze, nonostante i cecchini tedeschi appostati ovunque, cerca di portare assistenza ai cittadini di un rione rimasto isolato e minacciati da truppe naziste. Guido, incurante del pericolo, in via del Ponte delle Mosse viene però falciato da una raffica di mitragliatrice, cadendo eroicamente nell'adempimento del dovere.
E’ sepolto nel Cimitero della Misericordia a Soffiano, dove riposano tanti caduti per la liberazione. La sua tomba, la numero 77, è nell'Ala Nord (a destra, entrando dall'ingresso principale): percorrendola in senso orario, è di fronte alla seconda colonna.
Non sappiamo altro di lui, se aveva famiglia, come immaginava sarebbe stato il suo futuro, sappiamo solo che senza pensarci troppo si è messo al servizio dei suoi concittadini che avevano bisogno di aiuto, rimanendo ucciso nel farlo. Questo suo estremo sacrificio rende onore a lui ed alla sua e nostra uniforme e per questo motivo avrà sempre uno spazio nei nostri cuori.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Firenze e per tutti noi.
ONORE A GUIDO PESCINI!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
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