Il Fuori Coro - Caduti della Polizia Locale

Il Fuori Coro - Caduti della Polizia Locale Il Fuori Coro nasce dall'unione spontanea di colleghi appartenenti alla Polizia Locale di vari Comuni

31/12/2025
Buone feste🎄🎅🎄
24/12/2025

Buone feste🎄🎅🎄

GIUSEPPE RATTA’ – CATANZARO24 dicembre 1986 – 24 dicembre 2025E’ la mattina del 24 dicembre 1986 quando Giuseppe Rattà, ...
24/12/2025

GIUSEPPE RATTA’ – CATANZARO
24 dicembre 1986 – 24 dicembre 2025
E’ la mattina del 24 dicembre 1986 quando Giuseppe Rattà, uscendo da casa per andare in servizio, saluta la moglie concordando di trovarsi la sera per festeggiare il Natale. Non sa che il destino ha altro in serbo per lui. Un pregiudicato, residente a Milano ma in vacanza a Catanzaro presso i parenti della moglie, tenta un furto in una gioielleria, ma viene costretto alla fuga. Trova sulla sua strada un primo vigile urbano che tenta di fermarlo, inutilmente. Si impossessa di una macchina in transito e fugge con quella. E’ a quel punto che si trova di fronte Giuseppe Rattà, che non esita a intimargli l’ALT. Il malvivente, forse sentendosi braccato, spara, colpendolo al torace. Giuseppe, seppur ferito, risponde al fuoco, uccidendo il rapinatore. Nonostante venga subito soccorso, trasportato in ospedale e sottoposto a intervento chirurgico, Giuseppe muore poco dopo.
Tutta la città, sconvolta, esprime solidarietà e si stringe intorno alla famiglia Rattà e alle due figlie. Almeno cinquemila persone rendono l’ultimo saluto al vigile urbano, tra cui le massime autorità regionali, i sindaci delle tre città capoluogo della Calabria, i rappresentanti dei partiti, delle organizzazioni sindacali, delle forze dell’ordine. Viene proclamato il lutto cittadino, e i funerali si svolgono il 26 dicembre sotto un sole gelido e una cappa di silenzio quasi spettrale. Apre il corteo funebre la corona di fiori inviata dal Presidente della Repubblica. Forti le parole che il vescovo pronuncia: “La città piange per la scomparsa di un giovane tutore dell’ordine che ha pagato con la vita l’attaccamento al dovere e alla divisa. Una morte ingiusta, violenta, capitata quasi per caso in un giorno di pace e di festa per tutti. Quando a cadere sotto i colpi di una pi***la nemica è un servitore dello Stato, la morte acquista un significato diverso, è il segno che il prezzo da pagare alla tenuta delle istituzioni e della democrazia è ancora un prezzo troppo alto”.
A distanza di tanti anni il ricordo di Giuseppe Rattà è ancora vivo nella memoria dei cittadini di Catanzaro. A lui è stata riconosciuta la Medaglia d’Oro al Valor Civile, in quanto caduto nell’adempimento del proprio dovere.
Nel dicembre 2013, alla presenza dei familiari, in occasione dell’inaugurazione del primo museo dedicato alla Polizia Locale in Italia, la sede del Comando di Catanzaro viene intitolata alla memoria di Giuseppe Rattà e di Paolo Procopio, caduto in servizio nel 2009.
Il coraggio di Giuseppe, impresso nella memoria di tutti noi, ci rende orgogliosi e onorati di essere oggi poliziotti locali.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Municipale di Catanzaro e per tutti noi.
ONORE A GIUSEPPE RATTA'!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
Il Fuori Coro

17/12/2025

CARMINE GUZZO
COSENZA
17.12.2024 17.12.2025

E’ ormai trascorso un anno da quando il collega e fratello Carmine Guzzo e’ deceduto per un malore mentre era in servizio.
Inizio servizio di una giornata come le altre. Il Luogotente Carmine Guzzo e’ in servizio presso il Comando quando viene colto da malore .
A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo da parte, prima dei colleghi e poi dai soccorsi intervenuti sul posto.
Profonda commozione ha destato la sua precoce morte. Vari attestati di stima sono giunti a ricordare il collega.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva. Colleghi come lui, meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutt'Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Cosenza e per tutti noi.
ONORE A CARMINE GUZZO
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE
IL FUORI CORO

MARIO CASCARINI - ROMA14 dicembre 1966 – 14 dicembre 2025Potremmo definire Mario Cascarini un fantasma. Un fantasma dell...
14/12/2025

MARIO CASCARINI - ROMA
14 dicembre 1966 – 14 dicembre 2025
Potremmo definire Mario Cascarini un fantasma. Un fantasma della Polizia Locale.
Il suo nome è riportato sulla lapide che ricorda i Caduti della Polizia Locale di Roma, posta nel cortile del Comando, e nei (pochi) siti che ricordano ed elencano il numero, sempre più elevato, dei colleghi che hanno perso la vita indossando la nostra uniforme. Ma, a parte la dicitura “è stato investito da un’auto”, in merito alla tragica fine del collega, in rete, non si trovano altre notizie, se non qualche scarna riga sulla pagina Facebook de “Il Pizzardone”. Per sapere cosa sia successo quel giorno di cinquantadue fa abbiamo consultato i quotidiani dell’epoca, gli unici che riportassero notizie più precise e circostanziate in merito ai fatti accaduti.
E’ il tardo pomeriggio del 12 dicembre 1966 ed è già buio quando Mario Cascarini e Sergio Poggiani, vigili motociclisti del Comune di Roma, intervengono al Km 17,00 della Via Cristoforo Colombo per i rilievi di un incidente. Ci sono anche dei lavori in corso, ed insieme ad un operaio cercano di sistemare convenientemente le transenne e i segnali di pericolo per poter operare in sicurezza. Proprio in quel momento sopraggiunge una Fiat 850, il cui conducente, 53 anni, che sta tornando a casa ad Ostia, non accorgendosi della loro presenza, urta la transenna, perde il controllo del veicolo e piomba addosso ai tre, scaraventandoli sull’asfalto. Si fermano altri automobilisti a soccorrere i tre malcapitati, che vengono trasportati al pronto soccorso del Sant’Eugenio. Sergio Poggiani, 36 anni, ha il femore fratturato; l’operaio, 44 anni, un braccio fratturato; Mario Cascarini, che di anni ne ha 37, ha un trauma cranico, e le sue condizioni appaiono preoccupanti fin da subito. Nonostante le numerose trasfusioni di sangue cui viene sottoposto, donato dai suoi colleghi, le sue condizioni si aggravano sempre di più. Mario muore alle prime luci dell’alba del 14 dicembre, lasciando sole la moglie e due bambine di 8 e 11 anni. I rilievi tecnici dell’incidente vengono effettuati dalla polizia stradale, e viene ipotizzato che il pericolo non fosse sufficientemente segnalato. Il sindacato dipendenti comunali sottolinea le gravi responsabilità del Comando dei Vigili e del Comune che, tra l’altro, solo dopo l’incidente “consigliano” ai vigili di non sostare in mezzo alle strade in ore serali e viene fornito ai motociclisti il casco bianco, simile a quello della stradale e perciò visibile da lontano. I funerali si svolgono in forma solenne nella chiesa di Santa Maria della Consolazione la mattina del 16 dicembre. Il feretro viene scortato da un picchetto d’onore composto da quaranta vigili urbani in rappresentanza dei vari gruppi, e viene portato a spalla dai colleghi del reparto motociclisti.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Roma e per tutti noi.
ONORE A MARIO CASCARINI!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
Il Fuori Coro

PAOLO PROCOPIO – CATANZARO11 dicembre 2009 – 11 dicembre 2025Sono le 14,00 dell’11 dicembre 2009 quando Paolo Procopio, ...
11/12/2025

PAOLO PROCOPIO – CATANZARO
11 dicembre 2009 – 11 dicembre 2025
Sono le 14,00 dell’11 dicembre 2009 quando Paolo Procopio, agente motociclista 44enne della Polizia Locale di Catanzaro, a bordo della moto di servizio, rimane coinvolto in un incidente stradale andando a scontrarsi contro una Fiat Punto all’incrocio tra Viale Cassiodoro e Via Lucrezia della Valle. Nonostante l’arrivo praticamente immediato dei soccorsi, per lui non c’è purtroppo più nulla da fare, mentre altre tre persone vengono trasportate all’ospedale.
I funerali si svolgeranno tre giorni dopo, il 14 dicembre. La camera ardente viene allestita nella sala del Consiglio Comunale, nel settecentesco Palazzo De Nobili. Sono centinaia le persone che rendono omaggio a Paolo, mentre i colleghi fanno il picchetto d’onore. Era conosciuto a Catanzaro, non solo perché era “un esempio per le istituzioni, grazie alla disponibilità dimostrata nei confronti di tutti e al senso civico che ha sempre manifestato, anche nei piccoli gesti quotidiani” come ricordato dal Sindaco nell’orazione funebre, ma anche per essere stato un calciatore amato ed apprezzato, per aver militato in varie squadre cittadine e per stato convocato nella Nazionale della Polizia Locale d’Italia, come ricordato anche dall’Assessore con delega alla Polizia Locale, intervenuto a nome dell’intera Amministrazione Comunale.
Negli anni successivi vengono organizzati, spesso con finalità benefiche, Memorial e Tornei di calcio, dove giovani e meno giovani si sfidano sul campo in nome di Paolo, per ricordarlo ed onorarne la memoria.
Nel dicembre 2013, in occasione dell'inaugurazione di quello che è considerato il primo museo dedicato alla Polizia Locale in Italia, il Comando del Corpo di Catanzaro viene intitolato alla memoria di Giuseppe Rattà e Paolo Procopio; la cerimonia, molto sentita, si è svolta alla presenza dei familiari degli Agenti caduti. “Ritengo sia altamente simbolica e significativa l’intitolazione del Comando ai due eroi del Corpo, che suggella ancora di più il legame forte e lo spirito di servizio che anima gli Agenti che proteggono, è proprio il caso di dirlo, la Città di Catanzaro”, afferma il Sindaco nell’occasione, mentre il Comandante del Corpo aggiunge che “la memoria è sacra, e la sacralità della memoria vogliamo che sia anche nostra. Vogliamo ricordare i nostri caduti e vogliamo continuare nel percorso della memoria rivisitando le attività e l’immagine di chi ci ha preceduto”.
A settembre 2018, in una commovente cerimonia, è stato deposto un mazzo di fiori sul luogo dell’incidente, mentre il suono delle sirene dei mezzi della Polizia Locale si levava alto al cielo, unito al rombo delle moto convenute sul posto, quelle moto che Paolo tanto amava.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Catanzaro e per tutti noi.
ONORE A PAOLO PROCOPIO
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
Il Fuori Coro

PIERLUIGI MARCHIONNESCHI - ROSIGNANO MARITTIMO (LI)28 novembre  2019              28 novembre 2025Il 28 novembre di sei ...
28/11/2025

PIERLUIGI MARCHIONNESCHI - ROSIGNANO MARITTIMO (LI)

28 novembre 2019 28 novembre 2025

Il 28 novembre di sei anni fa, alle ore 17 circa, subito dopo aver prestato servizio di viabilità nella zona dove è ricompreso un complesso scolastico cittadino, Pierluigi cadeva a terra colpito da grave malore, la dissecazione della aorta. A nulla sono valsi i tempestivi soccorsi prestatigli ed i sanitari di turno non hanno potuto che constatare il decesso di questo nostro sfortunato collega.

Pierluigi Marchionneschi, 63 anni, ha lasciato nel dolore e nella disperazione la moglie e due giovanissime figlie. Marito, padre e collega riconosciuto per le qualità morali e professionali, amato e benvoluto da tutti, lascia nel più totale sconcerto e dolore i famigliari, gli amici ed i colleghi tutti.

Ancora una volta il lavoro di poliziotto locale ha preteso una vittima. Una morte, quella di Pierluigi che pesa come un macigno e come un macigno va ad aggiungersi ai penosi ricordi di altri colleghi caduti durante il servizio e nell'adempimento del Dovere.
La tragicità di questa vicenda, però, non può non portarci a riflettere sul perché un operatore di Polizia Locale sia ancora, a 63 anni, a lavorare sulla strada, a fare servizi più consoni alla fisicità di qualche giovane agente, piuttosto che a quella di un veterano quale Pierluigi era.
Un lavoro usurante quello del poliziotto locale che, seppur non riconosciuto come tale, sicuramente è spesso causa di cedimento psicofisico che non di rado si risolve in problematiche serie od estreme.

La Polizia Locale di tutta Italia esprime con grande costernazione le più sentite condoglianze alla famiglia e ai colleghi di Pierluigi Marchionneschi per la sua prematura scomparsa. Siamo una grande famiglia ed esprimiamo con affetto la nostra vicinanza in questo momento di grande sconforto e sofferenza.
Riposa in pace dunque fratello, ti sia lieve la terra e ti conforti il pensiero che non sarai dimenticato.

UN ALTRO CADUTO CHE SI AGGIUNGE AD UNA GIÀ LUNGA LISTA! UN'ALTRA PROFONDA CICATRICE PER TUTTI NOI COLLEGHI CHE, SEBBENE LONTANI, CI STRINGIAMO FORTE ATTORNO A PIERLUIGI ED A TUTTI I SUOI CARI.

Un’altra morte che verrà, dai più, presto dimenticata, quasi che un Agente della Polizia Locale non avesse un volto o fosse invisibile. Noi del Fuori Coro non possiamo permettere e non permetteremo che la morte di Pierluigi Marchionneschi rimanga avvolta dal silenzio e dall’indifferenza di tutti coloro che preferiscono ritenere che i Caduti in servizio della Polizia Locale non siano meritevoli di essere onorati e ricordati. Per questo dobbiamo far conoscere a tutti coloro che vorranno prestarci orecchio chi era Pierluigi ed in che circostanze ha perso la vita, così come tanti altri nostri fratelli prima di lui. Fratelli che nessuno tranne noi , fratelli che teniamo sempre nel cuore e nel ricordo.

ONORE A PIERLUIGI, UN ALTRO FRATELLO DELLA POLIZIA LOCALE CADUTO IN SERVIZIO.

ONORE A TUTTI I CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE

Il Fuori Coro

GIUSEPPE BRIZZI - UNIONE TERRE VERDIANE (PR)26 novembre 2009 - 26 novembre 2025E’ il pomeriggio del 25 novembre 2009; Gi...
26/11/2025

GIUSEPPE BRIZZI - UNIONE TERRE VERDIANE (PR)
26 novembre 2009 - 26 novembre 2025
E’ il pomeriggio del 25 novembre 2009; Giuseppe Brizzi, giovane agente della Polizia Locale delle Terre Verdiane, è impegnato in un posto di controllo lungo la strada provinciale tra Parma e Cremona e, mentre arresta il traffico per permettere ad un camion di immettersi sulla carreggiata dopo essere stato controllato, viene investito in pieno da una Opel Agila guidata da un ottantaseienne della zona. L’impatto è tremendo. Giuseppe viene trasportato all’Ospedale Maggiore di Parma, in condizioni apparse da subito gravissime. Nella notte viene sottoposto ad un intervento chirurgico, ma le lesioni riportate non gli lasciano scampo e nel pomeriggio del 26 novembre, muore nel reparto di rianimazione.
L’anziano alla guida del veicolo investitore ha successivamente patteggiato un anno di reclusione, con sospensione della pena, per omicidio colposo. Nessuna responsabilità invece è stata imputata al Comandante della Polizia Locale delle Terre Verdiane e al responsabile della sicurezza, iscritti anche loro nel registro degli indagati con l’accusa di negligenza, ma assolti con formula piena tre anni dopo.
Giuseppe Brizzi, originario di Catanzaro e residente a Roccabianca, aveva solo 27 anni quando p***e la vita. Era iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza e lavorava dal 2006 come agente del corpo di Polizia Locale delle terre Verdiane nel distretto di Soragna e Roccabianca. La sua scomparsa ha suscitato un vasto cordoglio soprattutto fra i colleghi e gli amministratori che hanno avuto modo di conoscerlo e di apprezzare le doti di un ragazzo che per cercare un avvenire dignitoso, non aveva esitato a lasciare la sua terra ed a trasferirsi ad oltre mille km di distanza. Giuseppe era conosciuto come un ragazzo impegnato nel sociale ed in occasione del suo decesso, con la donazione degli organi, ha salvato alcune vite. Ad un anno della sua morte si è svolta la cerimonia di intitolazione della Centrale Operativa della Polizia Locale dell’Unione Terre Verdiane. A Mesoraca, sua città di origine, a novembre del 2012 nel corso di una toccante commemorazione, gli è stata intitolata una piazza.
In occasione del decimo anniversario della sua scomparsa, Giuseppe e’ stato ricordato con una messa presso la Chiesa dei Santi Bartolomeo e Michele di Roccabianca. Amici e colleghi erano presenti, a testimoniare l'affetto per Giuseppe.
La malasorte lo colse nell'adempimento del suo dovere quale fulgido esempio per tutti coloro che apprezzano le doti di volontà, sacrificio ed abnegazione nel lavoro.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale delle Terre Verdiane e per tutti noi.
ONORE A GIUSEPPE BRIZZI!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
Il Fuori Coro

BRUNO MONTESI – ROMA24 novembre 1981 - 24 novembre 2025Ricorre oggi l'anniversario della morte del vigile urbano Bruno M...
24/11/2025

BRUNO MONTESI – ROMA

24 novembre 1981 - 24 novembre 2025
Ricorre oggi l'anniversario della morte del vigile urbano Bruno Montesi, deceduto a Roma il 24 novembre 1981.
Il primo marzo 1980 una pattuglia di motociclisti della polizia municipale romana transitava alle 17,10 su ponte Garibaldi quando l'agente Bruno Montesi, classe 1949, vide una donna in acqua nel Tevere dibattersi tra i flutti per reggersi a galla; noncurante dei rischi, Montesi non esitò a gettarsi nelle acque putride del fiume, in uniforme e stivali, rischiando egli stesso di affogare, ingerendo l'acqua putrida; riuscì con veloci bracciate ad afferrare la donna, Pierina Cassini, e a portarla a riva, salvandole la vita.
Dopo un po' di tempo l'eroico vigile si ammalo' di leptospirosi, dimagrendo in poco tempo 12 chili. I medici gli asportarono parte del fegato ma le cure non servirono a salvargli la vita e purtroppo la malattia ebbe il sopravvento. L'acqua infetta lo aveva corroso, fino a togliergli l'ultimo respiro. Morì a soli 32 anni, dopo atroce agonia, lasciando soli una moglie e tre figli piccoli.
Purtroppo dopo 41 anni solo i vigili pensionati conoscono bene questa storia. Il Comune ha conferito la medaglia d'argento al valoroso dipendente, ma non ha fatto altro per dimostrare riconoscenza all'eroe Bruno Montesi, né per ricordarlo per sempre come esempio di altruismo e di grande coraggio civico per le nuove leve.
Non gli è stata riconosciuta la causa di servizio e non è stato lasciato il posto di lavoro ad un altro suo familiare.
In suo ricordo è stata presentata anni fa una mozione in Campidoglio per intitolargli la scuola permanente di formazione della Polizia Locale di Roma Capitale, ma ad oggi non ci sono ancora riscontri. Dal 1982, per molti anni, si è tenuta nei locali del Comando del Corpo organizzata dall'ARVU la rassegna d'arte "Bruno Montesi" all'interno della quale colleghi pittori e scultori avevano la possibilità di esporre le proprie opere.
Nel 2011, alla presenza della sua famiglia, è stata inaugurata la targa che intitola il Museo della polizia locale a suo nome.
Ma se le spoglie di Bruno ancora riposano in una tomba sulla quale è possibile spendere un ricordo o una preghiera lo si deve alle donazioni raccolte da due associazioni romane di colleghi che si sono fatte carico di rinnovare la concessione cimiteriale.
La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di Roma capitale e per tutti noi.
ONORE A BRUNO MONTESI!
ONORE AI CADUTI DELLA POLIZIA LOCALE!
IL FUORI CORO

CARMELO D'ADDETTA - SAN NICANDRO GARGANICO (FG)13 novembre 2018 - 13 novembre 2025È il pomeriggio del giorno di Ferragos...
13/11/2025

CARMELO D'ADDETTA - SAN NICANDRO GARGANICO (FG)

13 novembre 2018 - 13 novembre 2025

È il pomeriggio del giorno di Ferragosto di sette anni fa. Sulla Strada Statale 693 che costeggia il Gargano si verifica un grave incidente che coinvolge tre veicoli e nel quale perderanno la vita tre ragazzi oltre a svariate persone che rimarranno ferite.
Carmelo D'Addetta, agente della Polizia Locale di San Nicandro Garganico, mentre coadiuva i carabinieri che effettuavano i rilievi ed i soccorsi gestendo con la sua pattuglia la viabilità nel tratto di strada interessato dall'incidente, viene travolto da una vettura ivi sopraggiunta. Viene immediatamente trasportato all'Ospedale di San Severo in prognosi riservata per esser sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

Nonostante le gravi condizioni, nei giorni successivi l'intervento, la possibilità di una lenta ripresa è viva ed accende la speranza nei suoi cari; invece, purtroppo, dopo aver lottato tre mesi, la mattina del 13 novembre il cuore di Carmelo cessa di ba***re, lasciando nella costernazione e nel dolore, la moglie e quattro figli.

I funerali si svolgono il 22 novembre; viene dichiarato il lutto cittadino ed il sindaco invita tutta la cittadinanza a partecipare alla celebrazione religiosa.
Presso il Comando della Polizia Locale viene allestita la camera ardente da dove, poco dopo le 10, parte il corteo funebre preceduto dai gonfaloni listati a lutto e scortato da auto e moto della Polizia Locale. Corteo che attraversa la città sostando davanti al municipio, dove le note del Silenzio tributano a Carmelo l'estremo saluto per poi dirigersi verso la Chiesa del Carmine, la parrocchia che egli da sempre frequentava.
Centinaia i colleghi intervenuti dai comuni vicini, presenti il sindaco di Sannicandro, il presidente della Provincia di Foggia, i sindaci dei comuni della zona. Presenti anche rappresentanze dei Carabinieri, della Polizia Stradale, dei Vigili del Fuoco, del servizio 118 e tutti coloro che avevano condiviso quell'emergenza a lui fatale.

Assai conosciuto e stimato, Carmelo che aveva 60 anni, svolgeva il suo lavoro con grande umanità e la sua prematura scomparsa, nell'adempimento del proprio Dovere, ha turbato e commosso tutta la comunità sannicandrese che conosceva, rispettava e aveva un legame particolare con lui.

A gennaio 2019 in occasione di un convegno nazionale, alla presenza dei familiari e del Comandante della Polizia Locale di San Nicandro Garganico, a Carmelo D'Addetta è stata assegnata dall'A.N.C.U.P.M. una medaglia d'oro alla memoria "per aver pagato con la vita la sua grande dedizione e l'attaccamento al lavoro".
A marzo Carmelo è stato anche ricordato in una breve commemorazione al Senato della Repubblica.

La memoria è un pezzo di storia e per questo è un onore per noi mantenerla sempre viva.
Personaggi di questo spessore morale e professionale, meritano di entrare a far parte della Memoria Storica degli appartenenti alla Polizia Locale di tutta Italia perché rappresentano motivo di orgoglio per la Polizia Locale di San Nicandro Garganico e per tutti noi.

ONORE A CARMELO D'ADDETTA!

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