28/05/2026
“Dimmi cosa pensi delle cose che ami e perdi.”
Lui ci pensò per qualche secondo prima di rispondere.
Erano seduti in una macchina parcheggiata troppo lontano dal mondo, con il silenzio della notte che sembrava fatto apposta per loro.
“Credo” disse piano, “che le cose che ami davvero non le perdi mai del tutto. Restano nei gesti che cambi, nelle canzoni che non riesci più ad ascoltare senza fermarti, nei posti che iniziano a somigliare a qualcuno. Soprattutto in tutto ciò che può essere ma sappiamo che non sarà”.
Lei abbassò lo sguardo e sorrise appena.
Perché aveva capito che stavano parlando di loro due senza avere il coraggio di dirlo.
Erano quel tipo di amore nato nel momento sbagliato, cresciuto nei silenzi giusti.
Si appartenevano in tutto tranne che nella vita.
Si cercavano nelle parole, negli occhi, nelle assenze.
Ma ogni volta che il destino li avvicinava abbastanza da sfiorarsi davvero, succedeva qualcosa: una partenza, una paura, un orgoglio troppo grande da abbattere.
[CONTINUA]