10/09/2026
La pizza fritta di una volta era la cibo di strada più napoletano e più popolare che esista - quella pizza ripiena di ricotta e cicoli o di sugo e mozzarella che si friggeva nello strutto o nell'olio bollente in grandi padelle sui banchetti di strada e si vendeva già piegata in quattro avvolta in un foglio di carta oleata per pochi centesimi a chi aveva fame e non aveva molti soldi. 🍕❤️ La pizza fritta era il cibo dei quartieri poveri di Napoli del dopoguerra - quella soluzione geniale di chi non aveva i soldi per comprare la pizza al forno e aveva trovato un modo per avere qualcosa di altrettanto buono e di più accessibile con gli stessi ingredienti base della cucina napoletana: farina, acqua, lievito, olio di frittura. La friggitrice di strada - quella donna spesso anziana con il grembiule e la cuffia che gestiva la padella enorme con quella competenza tecnica della friggitrice nata - era uno dei personaggi più amati e più vitali della strada napoletana. Il suono della pizza fritta che cadeva nell'olio bollente. Il profumo di frittura che si diffondeva nel vicolo. E quella prima morsa nella pasta calda e croccante fuori e morbida e filante dentro - che era uno dei momenti gastronomici più puri e più onesti che Napoli sapesse produrre.
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