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07/09/2026

È come se qualcuno entra in chiesa durante la messa e inizia a ruttare.

No comment 🥲
06/09/2026

No comment 🥲

05/09/2026

«Fede, non farlo», dice la poliziotta. È in ginocchio sull’asfalto, a pochi metri da Federico Vella. Dall’altra parte del guardrail c’è lui, col vuoto alle spalle, sul viadotto dell’A1. Attorno ci sono gli altri agenti della Polstrada e i vigili del fuoco. Tutti cercano di impedirgli di fare quello che, alla fine, invece farà.

Le immagini sono state registrate da un agente con il cellulare di servizio e sono finite agli atti dell’inchiesta. Il filmato diffuso nelle ultime ore dura una decina di minuti, ma la trattativa complessiva va avanti per circa quaranta minuti. Quaranta minuti durante i quali gli agenti tentano di instaurare un contatto con Vella, di riportarlo dalla parte interna del guardrail, di convincerlo a fare anche soltanto un passo verso di loro.

Quando arrivano, gli agenti sanno che qualcosa di terribile è appena accaduto, ma ancora non conoscono tutta la verità. Sanno che Federico Vella ha fermato la sua auto sul cavalcavia e che Lorena Iscieri è stata sequestrata e rinchiusa nel bagagliaio. Per una ventina di minuti la centrale operativa della Questura di Firenze era rimasta in contatto con Lorena, che dal bagagliaio dell’auto dice di essere stata aggredita e rapita.

La polizia riesce a localizzare l’auto e interviene ed è in quel momento che Vella, vedendo arrivare gli agenti, porta Lorena fuori dal veicolo e la getta dal viadotto. Poi rimane dall’altra parte della barriera. Gli agenti, inizialmente, ritengono che la donna possa essere ancora nel bagagliaio. Durante l’intervento comprendono invece che Lorena non è più nell’auto e che è precipitata dal cavalcavia. Le immagini della trattativa mostrano intanto Vella che continua a parlare con i soccorritori, mentre più volte chiede loro di non avvicinarsi.

La poliziotta prova a fare qualcosa, si mette in ginocchio, cerca di parlargli, di convincerlo a rientrare, di ottenere da lui un gesto che possa interrompere quella sequenza di violenza: «Fede, noi ci allontaniamo e tu vieni».

Gli agenti arretrano. Gli chiedono di fare un passo verso di loro. Vella continua a parlare. A un certo punto chiede che sia soltanto la poliziotta a rimanere con lui. Gli altri si allontanano e la donna continua a parlargli. Sono minuti nei quali gli agenti tentano tutto ciò che possono per guadagnare tempo. Ma quel tempo non basta e Federico Vella si lascia andare nel vuoto. Le immagini terminano lì. Pochi minuti prima, dall’altra parte di quella stessa barriera, era finita la vita di Lorena Isceri.

La ricostruzione degli investigatori parte proprio da quelle ore precedenti. Lorena, 45 anni, originaria di Squinzano, nel Salento, viveva a Firenze e lavorava nel settore farmaceutico veterinario. Federico Vella, 36 anni, viveva anche lui a Firenze e lavorava in una società di autonoleggio. I due si erano conosciuti in palestra e avevano avuto una relazione che si era conclusa ad agosto, dopo una vacanza insieme in Grecia.

La fine della relazione, però, per Vella non avrebbe significato la fine del rapporto. Il 12 agosto aveva pubblicato sui social fotografie insieme a Lorena e un lungo messaggio nel quale parlava della separazione, del dolore e della speranza di poter ricomporre quella relazione. Poche ore prima della tragedia aveva pubblicato anche una storia con scritto «Addio a tutti». Poi è arrivato il 3 settembre.

Secondo la ricostruzione investigativa, Vella avrebbe atteso Lorena nel garage della sua abitazione, in via Panciatichi, a Firenze. Quando la donna è rientrata dal lavoro l’avrebbe aggredita, immobilizzata e rinchiusa nel bagagliaio della sua Audi Q3. Lorena, nonostante fosse legata, è riuscita a recuperare il telefono e a chiedere aiuto.

Lorena aveva paura. Lo aveva detto sua madre, la quale ha raccontato che la figlia era tornata in Puglia durante l’estate proprio perché aveva paura dell’ex compagno. Non lo aveva denunciato, però: La spiegazione fornita dalla famiglia è che Lorena non volesse rovinargli la vita. Lo aveva detto anche un’amica, Samanta ha riferito di averla invitata più volte a rivolgersi alle forze dell’ordine. Le aveva anche detto di stare attenta perché Vella, secondo quanto temeva, avrebbe potuto aspettarla sotto casa. Lorena, invece, avrebbe continuato a pensare di poter uscire da sola da quella situazione. L’amica lo descrive come una persona profondamente diversa da quella che aveva conosciuto all’inizio, usando l’espressione «dottor Jekyll e Mr. Hyde». Adesso quelle parole vengono rilette alla luce di ciò che è successo.


04/09/2026

Non è amore quando non accetti che lei se ne vada. Non è gelosia quando la controlli. Non è un “raptus” quando la violenza viene minimizzata. È violenza.

E la violenza non ha colore della pelle, nazionalità o religione. Non appartiene a un popolo o a un’etnia. È un problema culturale e sociale che va combattuto ovunque.

Le donne non sono proprietà di nessuno.
Basta femminicidi. Basta violenza.

CI SI ARRIVA DA MOLTO LONTANO. ABDOU, DUE VALIGIE E IL CORAGGIO DI RICOMINCIARE.1 settembre 2026. Sono passati dieci ann...
03/09/2026

CI SI ARRIVA DA MOLTO LONTANO. ABDOU, DUE VALIGIE E IL CORAGGIO DI RICOMINCIARE.

1 settembre 2026.

Sono passati dieci anni dal giorno in cui Abdou M. Diouf si è laureato. Anzi, a voler essere precisi, nove anni, sei mesi, undici giorni e otto ore. E nel mezzo? Nel mezzo c’è tutto il resto. E tutto il resto è stata vita.

Per molto tempo Abdou ha creduto in una frase semplice: «Impegnati e vedrai che tutto sarà possibile». È stata una certezza fino al giorno della proclamazione. E, in qualche modo, ha funzionato. Un libro dopo l’altro, una lezione dopo l’altra, un esame dopo l’altro, un voto dopo l’altro. Un passo dopo l’altro, mentre i risultati arrivavano. Tutto sembrava avere una direzione, più o meno lineare.

Poi, però, dopo aver indossato la corona d’alloro, succede qualcosa di strano. Quel «Impegnati e vedrai che tutto sarà possibile» lentamente si trasforma in «Impegnati e vediamo». Sì, vediamo.

Perché arriva il momento in cui capisci che il risultato del tuo impegno non dipende sempre dal tuo impegno. E quando perdi alcune certezze, iniziano le domande. Dove ho mancato? Dove ho sbagliato? Cosa avrei potuto fare di più? All’inizio ti racconti che domani andrà meglio, che forse potevi fare meglio, che magari bastava aspettare ancora un po’. Poi scopri che non sei il solo. Che non hai il monopolio del fallimento. Che tante persone camminano accanto a te con le stesse domande, le stesse paure e le stesse incertezze.

Passi dal vivere a pieni polmoni al vivere quasi in apnea. Inizi ad accettare sempre meno di quello che meriti. Perdi un po’ della meraviglia che avevi negli occhi e continui comunque a camminare per questo strano pianeta blu, imboccando strade che sembrano non essere mai davvero la tua.

Finché, a un certo punto, comprendi qualcosa di importante: non sei disposto a rinunciare a pezzi di te per stare dentro ambienti troppo stretti. Hai bisogno di riconoscerti in quello che fai, di dare valore al tuo tempo e soprattutto di dare un senso a quello che stai facendo.

Così inizi a vedere la strada con maggiore chiarezza e decidi di imboccarla. Qualcosa rimane indietro, qualcosa fa male, ma finalmente senti che stai andando nella direzione giusta.

E poi arriva il 1 settembre 2026, il giorno in cui ricomincia l’anno scolastico.

Dopo tutto questo tempo, nessuna lettera dal Ministero della Magia, nessun gufo e nessuna convocazione per Hogwarts. Arriva però un’altra lettera, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Dentro c’è una cattedra. E quella cattedra è sua.
Scuola secondaria di primo grado.

Non è Hogwarts, certo. Ma forse la magia che può nascere dentro una classe non è poi così diversa.

Sarà faticoso? Forse sì, forse no. Vedremo.
Sarà divertente? Forse sì, forse no. Vedremo.

Ma il solo pensiero di entrare in classe e dire alle sue alunne e ai suoi alunni, con il suo inconfondibile accento toscano, “Ciao a tutti, sono Ab, il vostro nuovo professore di matematica e scienze”, rende tutto quello che è venuto prima più prezioso.

Ogni caduta. Ogni deviazione. Ogni porta chiusa. Ogni giorno difficile. Ogni momento in cui ha pensato di non farcela. Ogni passo apparentemente inutile.

Oggi tutto trova un senso.

Abdou spera di riuscire a fare con i suoi studenti quello che le sue professoresse e i suoi professori hanno fatto con lui: dargli gli strumenti necessari per camminare, almeno serenamente, in questo strano pianeta.

Anche quando i suoi genitori non parlavano bene l’italiano durante i colloqui. Anche quando erano poco presenti perché lavoravano. Perché questo non li ha resi meno genitori degli altri. Forse chiedevano soltanto di essere visti. Genitori e figli.

“Ti vedo e avrò cura delle tue parole”, anche quando quelle parole non arrivano in un italiano perfetto.
Sono passati dieci anni dal giorno in cui Abdou si è laureato. E nel mezzo c’è tutto il resto.

E tutto il resto, spesso, lo conosce soltanto chi ti ama davvero. Chi ti vede ogni giorno. Chi ha assistito alle tue incertezze, ai tuoi momenti di buio, ai mesi difficili, agli anni in cui sembrava impossibile capire dove stavi andando. Chi, nonostante tutto, ti ha tenuto la mano.

Perché quando qualcuno ti tiene la mano, anche il buio più profondo non è mai completamente buio.

«Ci si arriva da molto lontano ad essere quello che si vuole essere». Non ricorda chi lo abbia detto, ma oggi Abdou sa che aveva ragione.

Ci è arrivato da lontano. Professore di Matematica e Scienze. Due valigie in mano.

Una valigia è piena di storie, avventure, cadute, incontri e ponti costruiti tra mondi diversi. Una valigia che non vede l’ora di aprire davanti alle sue alunne e ai suoi alunni.

L’altra valigia, invece, è completamente vuota.
Ed è forse quella più importante.

È pronta ad accogliere le loro storie, le loro avventure, le loro paure, i loro sogni e le loro esistenze. Ragazze e ragazzi che stanno muovendo i loro primi, incerti passi nel complicato e spesso disastrato mondo degli adulti.

E Abdou vuole camminare insieme a loro.

Non soltanto insegnare matematica e scienze, ma provare a condividere strumenti, domande, curiosità e, soprattutto, la voglia di capire.

E insieme a loro tornare a provare quella sensazione che, nel corso degli anni, rischiava di perdersi.

La meraviglia.

Allora posa una mano sul petto e resta in ascolto.
Prima il silenzio. Poi un sorriso. Batte ancora. È vivo.

E forse è proprio questo il significato di tutto il viaggio: arrivare da lontano, attraversare il buio, cadere, rialzarsi e scoprire che ogni passo, anche quello che sembrava sbagliato, ti ha portato esattamente dove dovevi essere.

È sempre estate. ☀️🌻

Soumaila Diawara

Da oggi, 3 settembre, prende il via a Pietramurata di Dro il raduno “Ritorno a Camelot”, organizzato dal Veneto Fronte S...
03/09/2026

Da oggi, 3 settembre, prende il via a Pietramurata di Dro il raduno “Ritorno a Camelot”, organizzato dal Veneto Fronte Skinheads e in programma fino al 6 settembre. Sono attese circa 300-400 persone, anche da fuori regione e dall’estero.

Per garantire l’ordine pubblico saranno impiegati tra 120 e 140 agenti, con controlli sia all’esterno sia all’interno della struttura che ospita l’evento. Le autorità hanno inoltre annunciato prescrizioni precise e interventi in caso di comportamenti penalmente rilevanti.

Nel pomeriggio è prevista anche una contro-manifestazione pacifica a Pietramurata, promossa da associazioni, cittadini e realtà del territorio contrarie al raduno. Il Comune di Dro ha ribadito l’importanza che tutto si svolga nel rispetto della sicurezza e dei valori democratici e costituzionali.

⚠️ La zona sarà quindi particolarmente sorvegliata per evitare contatti e tensioni tra gruppi contrapposti.

To Trento

03/09/2026

Gratis per tutti i razzisti frustrati che si sentono in dovere di commentare i nostri contenuti. 🙂
SEGUICI ‼️

Animali sì o no nei ristoranti e nei locali? 🐶E i razzisti? Quelli li facciamo entrare o li lasciamo fuori? 👀😂Leggiamo v...
03/09/2026

Animali sì o no nei ristoranti e nei locali? 🐶
E i razzisti?
Quelli li facciamo entrare o li lasciamo fuori? 👀😂

Leggiamo volentieri i vostri pareri nei commenti! 👇

Sììì😍, portami lontano da queste donne invidiose, ma soprattutto da questi uomini insicuri, frustrati🚨
02/09/2026

Sììì😍, portami lontano da queste donne invidiose, ma soprattutto da questi uomini insicuri, frustrati🚨

02/09/2026

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