15/01/2026
Charles Bukowski ha sempre voluto essere, prima di tutto, un poeta. La freschezza di «Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere» testimonia ed esaudisce a pieno questo suo desiderio.
L’eccessiva, irriverente vitalità, l’ironia schietta, l’immediatezza di «Buk» sono ancora intatte, ma a incorniciarle c’è un velo di inevitabile maturità, nostalgica e riflessiva.
Una poesia, quella di Bukowski, in cui il movimento del verso rispecchia la consapevolezza di chi ha passato tutta la vita in contemplazione della condizione umana e che ancora si destreggia quotidianamente tra amici e amanti, vecchi (Kafka, Dostoevskij, Beethoven) e nuovi (sempre sgangherati), tra ippodromi e nottate ispirate chino sulla macchina da scrivere. Una vita vissuta per e attraverso la scrittura.
A quarant’anni dalla prima pubblicazione americana, «Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere» torna disponibile in una nuova edizione tradotta da Tiziano Scarpa e arricchita di 10 testi finora inediti in italiano.
Da oggi in libreria.