17/12/2025
Oggi festeggiamo il 75° compleanno di Dennis McKenna, autore di La confraternita dell’abisso urlante. La mia vita con Terence McKenna, pubblicato quest’anno.
Un libro importante, intenso, e per molti di non immediato approccio — anche per la sua mole di oltre 700 pagine — ma un libro che, una volta letto, lascia il segno. Anzi, arrivati all’ultima pagina, si ha la sensazione di averne voluto ancora di più: più pensieri, più condivisione, più saggezza.
Quella di un grande pensatore, avventuriero e pilastro della controcultura americana, testimone privilegiato e protagonista diretto di un’epoca irripetibile, soprattutto grazie alla profonda vicinanza e alle innumerevoli esperienze condivise con il fratello Terence McKenna, sin dagli albori degli anni Settanta.
Dall’epocale Lo scenario invisibile. Mente, allucinogeni e I Ching (Edizioni Spazio Interiore, 2024) fino a questo monumentale memoir, entrambi tradotti dall’infaticabile Francesco De Luca.
Cosa dire, se non: regalatevi — o regalate — un libro necessario. Regalate McKenna.
“L’instabilità politica globale arriva nel momento più inopportuno.
Distrae la comunità internazionale dalle gravi minacce esistenziali che incombono sulla nostra specie e sul pianeta: il collasso degli ecosistemi a causa dei cambiamenti climatici, in gran parte causati dall’uomo.
In un momento in cui dovremmo unirci per rallentare la nostra spirale di morte planetaria, facendo causa comune affinché il pianeta rimanga ospitale per la vita umana, siamo troppo presi dai nostri litigi scimmieschi e non prestiamo attenzione.
Lo facciamo a nostro rischio e pericolo. Non possiamo permetterci il lusso di rimandare la risposta al cambiamento climatico ai prossimi dieci o anche cinque anni. Ci stiamo rapidamente avvicinando al punto in cui i meccanismi di feedback omeostatici, che mantengono il pianeta entro parametri relativamente tollerabili dalla vita, stanno raggiungendo il limite.
La biosfera è incredibilmente resistente nella sua capacità di mantenere e ripristinare l’equilibrio, ma ha un punto di rottura. Una volta superato, l’equilibrio non può essere ristabilito, almeno non su una scala temporale significativa per l’uomo.
Il cambiamento climatico è una sorta di ‘apocalisse lenta’. Mentre il tasso di cambiamento accelera e sperimentiamo tendenze allarmanti in tutti i parametri ambientali critici, la catastrofe si sta verificando su una scala temporale più lunga rispetto al ritmo tipico del cambiamento umano nella sfera sociale e politica.
Questo ci induce a cullarci nell’illusione che ‘ci sia ancora tempo’, che la vera crisi sia lontana di qualche decennio. Non è così.
La Terra è diventata un ‘incendio in un manicomio’. I detenuti sono fuggiti e si sono impadroniti del timone, guidandoci verso l’orlo del precipizio, mentre l’astronave Terra è in fiamme e sta precipitando.”
(La confraternita dell’abisso urlante, pp. 627–628)
Tanti auguri, Dennis!
E grazie, per la lucidità, il coraggio e la visione.
Delufa Press
Video editing: Dario Torresi
4 marzo 1971 – 4 marzo 2025Esattamente 54 anni fa, a La Chorrera, si svolgeva l’esperimento che avrebbe segnato per sempre la storia della psichedelia e dell...