Nutrimenti

Nutrimenti Narrativa e saggistica italiana e straniera. Pubblica inoltre Nutrimenti Mare, etichetta di settore.

13/06/2026

📺Su Isabella Sciavone racconta 'Lavoro tossico'.

"Oggi una delle malattie fondamentali degli italiano è il lavoro, è la seconda malattia professionale dopo i problemi posturali. Un italiano su quattro soffre di burbout principalmente nel campo medico. È un'emergenza che va modificata e affrontata. C'è bisogno di una nuova cultura del lavoro.".


10/06/2026

👾 Domani al di Torino

Eleonora C. Caruso presenterà Backroom insieme a Domitilla Pirro

🗺 via Gianbattista Bo
Ore 18.30

"Quand’è che gli sportelli hanno acquisito un valore simbolico e materiale così evidente? Quando è avvenuto questo attra...
10/06/2026

"Quand’è che gli sportelli hanno acquisito un valore simbolico e materiale così evidente? Quando è avvenuto questo attraversamento?
Da quando i camerieri in Italia ti chiamano ‘signora’?
Da quando la cultura giovanile è qualcosa che cerchi di capire?
Da quando i cantanti più fighi del momento hanno molti meno anni di te?
Da quando ti senti in colpa se mangi più di cento grammi di pasta?
È diventata adulta senza accorgersene e non sa distinguere quel che di sé stessa è espressione di un qualche nucleo sostanziale, la sua matrice cresciuta nel tempo, da ciò che non è altro che il risultato del condizionamento, della ‘condizionatezza’.
Cosa hanno fatto di lei uomini e sportelli?".

🚉 Da 𝙇𝙖 𝙥𝙞ù 𝙗𝙧𝙖𝙫𝙖 di Carolina Bandinelli



Un giorno, mentre stavo seduto sul water in uno stato di intensa concentrazione metafisica, il telefono ha cominciato a ...
09/06/2026

Un giorno, mentre stavo seduto sul water in uno stato di intensa concentrazione metafisica, il telefono ha cominciato a squillare nell’altra stanza.
Mi sono alzato di malavoglia e sono arrivato saltellando a piedi uniti fino al cellulare, con i calzoni abbassati alle caviglie.
Me lo sono accostato all’orecchio.
“Lei è Antonio Moresco?”, ha chiesto con emozione una voce maschile.
“Temo di sì”, gli ho risposto. “E lei chi è?”.
“Sono il capocultura di un giornale appena nato!”.
“Ah sì? E come si chiama questo giornale?”.
“Il finimondo”.
“Accidenti, che titolo! E lei come si chiama?”.
“Twist”.
“Twist? Ma che razza di nome è? Chi glielo ha dato?”.
“I miei genitori. Erano due ballerini di twist. Sono stato procreato praticamente in pista. Sa com’è… le gare, l’eccitazione, gli spogliatoi… tra un cambio di costume e l’altro… tric trac… zip zip…”.
“Perfettamente chiaro! Complimenti!”.
Sento che sta gongolando.

🔥 Da 𝙄𝙡 𝙛𝙞𝙣𝙞𝙢𝙤𝙣𝙙𝙤 di Antonio Mo­resco



Fin dove può spingersi una donna dotata di un'eccezionale forza d'animo quando percepisce che un pericolo di proporzioni...
08/06/2026

Fin dove può spingersi una donna dotata di un'eccezionale forza d'animo quando percepisce che un pericolo di proporzioni immani minaccia la sua famiglia?

È il 5 maggio del 1938. I vicoli di Napoli sono gremiti di curiosi. In piazza del Plebiscito sventolano maestosi stendardi nazisti. Una folla elettrizzata attende l’arrivo della berlina reale su cui viaggia Hi**er. Tra file di braccia sollevate in saluto romano e grida entusiastiche, Carolina è la sola a scorgere nella solennità di quella parata il preludio della catastrofe.
Abile sarta, ricca d’inventiva, non indugia un secondo: un irriducibile attaccamento alla vita e un connaturato senso di libertà la guidano nell’obiettivo di proteggere quanto più possibile i suoi cari dalla fame e dalla devastazione preconizzate. Allora cuce, giorno e notte, e accumula con perseveranza, lira su lira, per comprare e stipare nella sua cantina immani quantità d’ogni genere commestibile. La sartoria, insieme alla cantina, si erge così ad arca della salvezza per la famiglia e gli amici che Carolina, non senza innumerevoli difficoltà, ospiterà sotto il suo tetto lungo gli estenuanti anni di guerra, fino alle quattro giornate di Napoli.

Un racconto in cui, come in un film, si intrecciano storia universale e personale, in una vicenda resa vivida dalla commistione sapiente di italiano e dialetto. Un esordio che ci regala una nuova voce letteraria, capace di emozionare e coinvolgere.

🧶 Marinella Savino, 𝙇𝙖 𝙨𝙖𝙧𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙫𝙞𝙖 𝘾𝙝𝙞𝙖𝙩𝙖𝙢𝙤𝙣𝙚

🔥 “Tutti siamo destinati a tornare nei luoghi e dalle persone che abbiamo tradito.”Dal 1992 a oggi. La protagonista di q...
07/06/2026

🔥 “Tutti siamo destinati a tornare nei luoghi e dalle persone che abbiamo tradito.”

Dal 1992 a oggi. La protagonista di questo romanzo racconta quasi trent’anni della propria vita, dall’infanzia in un piccolo paese dell’Abruzzo alla capitale. E racconta la sua ambizione feroce, la sua necessità di riscatto, la sua brama di potere. Ma cosa si cela dietro desideri tanto sfrenati? Il potere è una forma di difesa dalla solitudine, dalla paura dell’abbandono? Cosa ci rimane quando, giunti lì dove abbiamo lavorato per arrivare, capiamo che la vita era altrove, che ne abbiamo dissipato una grande parte inseguendo stelle bugiarde, finte?

𝙄𝙣𝙜𝙧𝙖𝙩𝙖di Annalisa De Simone



🔥 Le Top Secret Rosies Le prime programmatrici della Storia ⚙️Conosciute come le Top Secret Rosies, furono reclutate dur...
03/06/2026

🔥 Le Top Secret Rosies

Le prime programmatrici della Storia ⚙️

Conosciute come le Top Secret Rosies, furono reclutate durante la Seconda guerra mondiale per calcolare a mano le traiettorie balistiche dell’esercito americano. Quando venne completato l’ENIAC, il primo grande computer elettronico della storia, furono proprio loro a ricevere una nuova sfida: programmarlo.

Il loro lavoro consisteva nel collegare cavi e manovrare interruttori per convertire le equazioni matematiche in istruzioni che la macchina potesse elaborare. In pratica, furono le prime pioniere della programmazione software e il loro fu un vero e proprio lavoro di ricerca.

𝙑𝙞𝙩𝙚 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙡𝙡𝙞𝙜𝙚𝙣𝙩𝙞 di


🔥 Le Top Secret Rosies erano sei giovani matematiche reclutate durante la Seconda guerra mondiale per calcolare a mano l...
03/06/2026

🔥 Le Top Secret Rosies erano sei giovani matematiche reclutate durante la Seconda guerra mondiale per calcolare a mano le traiettorie balistiche dell’esercito americano. Quando venne completato l’ENIAC, il primo grande computer elettronico della storia, furono proprio loro a ricevere il compito di programmarlo.

Senza manuali, senza linguaggi di programmazione e senza alcuna esperienza precedente, dovettero cablare fisicamente
l’eniac per fargli eseguire i calcoli. Il loro lavoro consisteva nel collegare cavi e manovrare interruttori per convertire le equazioni matematiche in istruzioni che la macchina potesse
elaborare.

In pratica, furono le prime pioniere della programmazione software e il loro fu un vero e proprio lavoro di ricerca.

𝙑𝙞𝙩𝙚 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙡𝙡𝙞𝙜𝙚𝙣𝙩𝙞 di

In libreria 🔥



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