Maria a Medjugorje

Maria a Medjugorje Maria a Medjugorje. Blog dell'omonimo sito dedicato alle apparizioni della Vergine Maria a Medjugorje.

Preghiere, testimonianze, articoli, informazioni, video, commento al Vangelo, la Sacra Bibbia e molto altro.

13/09/2026

“Figli miei, l’ingiustizia è sempre esistita in questo mondo”. Fu questa la risposta della Madonna durante l’apparizione del 28 giugno 1981, quando le dissi che ci accusavano di assumere droga o di avere qualche forma di insanità che ci avrebbe fatto avere le visioni.

San Nicola da Tolentino il santo patrono delle anime del PurgatorioLeone XIII diede a Nicola da Tolentino questo patrona...
11/09/2026

San Nicola da Tolentino il santo patrono delle anime del Purgatorio

Leone XIII diede a Nicola da Tolentino questo patronato nel 1884. I Gurutti erano poveri agricoltori che vivevano a Sant’Angelo in Pontano, vicino Macerata. Senza figli, si recarono in pellegrinaggio al santuario di San Nicola di Mira, il santo che ha ispirato la figura di Babbo Natale. Pregarono il santo di chiedere a Dio di benedirli con un figlio che crescesse pronto a servire Dio. Le loro preghiere vennero esaudite, e in una data ignota del 1245 ebbero un figlio, che chiamarono Nicola.

Già da piccolo, Nicola mostrò una spiccata spiritualità. Imitava gli eremiti e si nascondeva nelle grotte vicino casa per pregare. Crescendo si rese conto che Dio lo stava però chiamando al servizio. Un giorno stava ascoltando un sacerdote agostiniano che predicava e seppe che voleva unirsi a quell’ordine di sacerdoti. Divenne monaco a 18 anni.

Mentre studiava ancora per il sacerdozio, trascorreva più tempo che poteva distribuendo cibo ai poveri. I suoi superiori avevano fiducia in lui, che andava alla porta del monastero e donava le provviste che avevano. Avrebbe voluto dare tutto ai poveri, e il responsabile doveva chiedergli di frenarsi per far sì che anche ai frati restasse qualcosa da mangiare.

Un giorno stava dando del cibo a un ragazzino molto malato. Istintivamente gli mise le mani sul capo e disse: “Il buon Dio ti guarirà”. Il ragazzo guarì immediatamente, e la notizia si diffuse rapidamente nella zona.

Qualche anno dopo, in seguito alla sua ordinazione sacerdotale, un altro fatto aiutò a diffondere la sua fama. Un’anziana cieca venne portata da lui, perché potesse pregare per lei. Il santo pronunciò le stesse parole che aveva detto al ragazzino malato, e la donna riacquistò subito la vista. Anche quella volta la notizia del miracolo si diffuse rapidamente, e le persone iniziarono ad accorrere da ogni parte per chiedergli di pregare e di imporre le mani su di loro.

Nicola divenne noto come predicatore, confessore e guaritore. Si stabilì in un monastero a Tolentino, dove avrebbe trascorso il resto della sua vita. Lì era un pastore per la gente e faceva tutto ciò che poteva per aiutare i poveri. Molti venivano guariti dalle loro malattie. Nicola passava più tempo che poteva digiunando e compiendo atti di penitenza personale, essendo una fonte di ispirazione per chiunque.

Si dice che un giorno, dopo un lungo digiuno, Nicola divenne debole al punto che riusciva a malapena a stare in piedi. Ebbe allora una visione della Beata Vergine Maria e di Sant’Agostino, che gli dissero di mangiare il pane segnato con una croce e bagnato nell’acqua. Nicola fece come gli era stato detto e tornò subito in forze. È così che è nato il costume di benedire e distribuire il Pane di San Nicola, in vigore ancora oggi.

Una parte significativa della storia di Nicola ha a che vedere con il Purgatorio. Sembra che una notte, mentre stava dormendo, Nicola abbia udito la voce di un frate defunto che aveva conosciuto. Il frate gli disse che si trovava in Purgatorio, e lo pregò di offrire la Santa Eucaristia per lui e per le altre anime che erano con lui. Questo, disse a Nicola, le avrebbe aiutate ad essere liberate da quel luogo.

Nicola fece come gli era stato chiesto e pregò per il frate per sette giorni. Dopo di ciò, il frate tornò da lui e gli disse che molte anime erano state liberate e ora erano con Dio. Per questo, Nicola è stato proclamato santo patrono delle anime del Purgatorio da Papa Leone XIII nel 1884.

Molte sono le leggende su San Nicola, tra cui quelle sulla resurrezione di bambini, sull’aver salvato delle persone che stavano per affogare in una nave che stava affondando e perfino sull’aver salvato il palazzo in fiamme ducale di Venezia sputando un pezzo di pane benedetto tra le fiamme. Si dice anche che abbia visto in una visione il trasporto della Santa Casa di Loreto da parte degli angeli. Ciò che è certo è che Nicola da Tolentino è stato un sacerdote amorevole e attento, che ha fatto tutto ciò che era in suo potere per aiutare il prossimo.

È morto a Tolentino il 10 settembre 1305 ed è stato canonizzato da Papa Eugenio IV nel 1446. Si tratta del primo frate agostiniano ad essere canonizzato dopo la creazione e l’approvazione dell’Ordine di Sant’Agostino nel 1256.

San Nicola da Tolentino, prega per noi e per tutti i nostri defunti!

Fonte: Aleteia

Sacerdote e pellegrino a Medjugorje Molti sono i sacerdoti che recandosi a Medjugorje ricevono una nuova Grazia che li a...
09/09/2026

Sacerdote e pellegrino a Medjugorje

Molti sono i sacerdoti che recandosi a Medjugorje ricevono una nuova Grazia che li aiuta ad approfondire il proprio ministero sacerdotale e, forse, anche a riscoprire degli aspetti che avevano un po' trascurato a causa del troppo lavoro nelle parrocchie, nei santuari, ecc. Cogliamo la testimonianza di un sacerdote al quale desideriamo, tra l'altro, rendere omaggio a pochi giorni della sua morte, inattesa agli uomini ma sicuramente prevista da Dio in questo tempo, come coronamento di una vita sacerdotale donata con vivacità ed entusiasmo.

Don Mario Cortellezzi, Rettore del Santuario del Sacro Monte di Varese (I), scomparso il 24 novembre scorso, in coincidenza con l'anniversario della morte di p. Slavko, racconta: "Sono andato a Medjugorje perché in realtà Medjugorje è venuta prima da me. Più volte, infatti, i veggenti Marjia, Mirjiana, Jakov erano venuti al Sacro Monte di Varese. Mi sono sentito quindi in qualche modo "invitato" ad andare personalmente in quella "terra benedetta", o meglio, chiamato, convocato.

Una volta arrivato a Medjugorje ho trovato quello che pensavo di trovare, cioè un clima di preghiera intensa. Una preghiera espressa con il silenzio più che con i canti: un silenzio che parla, un profondo silenzio che vuol dire che la persona è raccolta, addirittura catturata dall'avvenimento che non vede però sente presente.

Motivo di forte richiamo è stata la percezione di una grande naturalezza nel modo di esprimersi dei veggenti, in particolare di Marjia. Discorrendo con lei dopo un'apparizione si aveva la certezza che qualcuno le avesse parlato poco prima: un volto sorridente, un volto parlante che ti diceva che era avvenuto qualcosa, parlava di quello che aveva visto, che aveva esperimentato. La naturalezza nel modo di esprimersi è una garanzia. La mia paura era di trovare persone artificiose, delle persone affette da "misticismo" che si danno degli atteggiamenti da veggente; questo mi avrebbe allontanato.

Il frutti che ho trovato a Medjugorje sono moltissimi, ma le piante da frutto hanno bisogno innanzitutto di un clima per crescere, e il clima più straordinario che ho notato è quello delle adorazioni serali. Il silenzio, il canto avvolgente, l'attenzione di ognuno a non creare motivi di disturbo per gli altri: tutto questo significa che la gente è veramente presa, che non vede ma che ha la netta sensazione di essere a contatto con Qualcuno. Fossero così sempre i nostri momenti di preghiera!

Un secondo frutto molto prezioso è stata l'esperienza nel confessionale. Lì avviene la verifica di quanto accade, una garanzia di verità perché quando un'esperienza religiosa passa attraverso il confessionale vuol dire che è vera. Tutte le altre esperienze religiose che si auto-confessano e finiscono nell'auto-assoluzione, da voler sentirsi tutti buoni in un colpo, hanno già dentro il segno della falsità.

Anche nella confessione era presente un clima di disponibilità, di disarmo: gente disarmata di fronte alla misericordia del Signore. È bello trovarsi davanti a persone che ammettono i loro sbagli. Questo rende bello anche il ministero di confessore perché si ha proprio la sensazione di essere il padre che gioisce per i figli. Si sperimenta tutta la bontà e la gioia del Signore nel donare il perdono. Questa sensazione non si vive neanche nella Messa.

Ma i frutti non rimangono certo a Medjugorje Al Sacro Monte vengono persone che hanno trovato in quella terra la strada verso Dio. Si riuniscono qui il sabato mattina senza cartelli, senza etichette, e ti accorgi dal modo in cui pregano e da come si confessano che la loro è stata un'autentica esperienza di conversione. Un frutto personale è costituito da una conferma: il rapporto tra il Rosario e l'Eucaristia. La Madonna e l'Eucaristia. Io notavo già da dieci anni un fatto, che le messe migliori in Santuario sono quelle del sabato mattina, e mi chiedevo il perché. Trovai la risposta: perché sono precedute da tre corone del Rosario.

Allora ho capito che dove c'è Maria c'è l'Eucaristia. Non si può celebrare la Messa senza la Madonna. In quella Messa del sabato non c'è niente di speciale, ma è una Messa totale, una partecipazione che non ho mai trovato altrove. Celebrare la Messa con Maria, con il Cuore di Maria. La Madonna non è sacerdote ma ha il cuore sacerdotale. Questa è l'idea forte che mi tengo dentro".

La storia di Martina Kluzer. Aveva solo 7 anni quando morì a causa di un tumore, ma la sua intensa vita spirituale conti...
09/09/2026

La storia di Martina Kluzer. Aveva solo 7 anni quando morì a causa di un tumore, ma la sua intensa vita spirituale continua a ispirare tanti credenti.

Le ragioni della Fede - Padre Ludovico GadaletaLe ragioni della Fede - Padre Ludovico GadaletaLe ragioni della Fede - Padre Ludovico GadaletaLe ragioni della Fede - Padre Ludovico GadaletaLe ragioni della Fede - Padre Ludovico GadaletaLe ragioni della Fede - Padre Ludovico GadaletaLe ragioni della F...

Una fotomodella: A Medjugorje sbalzata da cavallo... ha visto il suo SIGNORE22 anni: un volto dolcissimo, ormai tutto so...
08/09/2026

Una fotomodella: A Medjugorje sbalzata da cavallo... ha visto il suo SIGNORE

22 anni: un volto dolcissimo, ormai tutto sorriso, nasconde una tristissima storia. Dalla cruda descrizione che ella mi fa della sua “vita demoniaca” vuol far risaltare la grandezza della misericordia che Dio le ha usato, come esempio per tutti della sua paziente attesa verso i peccatori (1 Tim 1).

“Le racconterà brevemente come Dio mi ha rovesciato da cavallo sulla via di Damasco e mi ha portato a cambiare vita. Non fui mai una ragazza pura, sempre esperienze di peccato. Educata duramente da mio padre, poco più che sedicenne, per dispetto, mi sono data al suo socio. Poi a 17 anni un ab**to. A 18 lasciai la casa per lavorare a Milano nella moda. E lì, essendo una bella ragazza, entrai nel giro delle persone ricche, conobbi certi ambienti e, sempre più ambiziosa di diventare qualcuno nella TV e giornali, cominciai a vivere tra i più ricchi d'Italia. Ma la scarsità di lavoro, causa la concorrenza, e il bisogno di soldi mi spinse a chiedere denaro a mio padre. Unica risposta: “Se vuoi star bene devi tornare con me!”.

Dissi: No! In me cresceva sempre più una mentalità contorta, piena solo di cattiveria. Il bisogno di soldi mi faceva sognare di incontrare un miliardario -molte ragazze lo avevano- essere la sua amante e soddisfare tutti i miei desideri per essere indipendente dal padre: questa sarebbe stata -la mia felicità.

Un amico mi aiutò ad entrare in un giro di miliardari a livello europeo. Iniziai a prostituirmi con una persona, prima dolce e poi decisa a sfruttarmi, anche se non per strada. Ho cominciato dicendo: quando - avrò fatto un po’ di soldi, smetterà. Ma più ne guadagnavo, più ne spendevo e più ne avevo bisogno per stare con persone ad alto livello. Ero ammirata, mi -portavano qua e là, ma sempre più infelice perché sensibile, avrei voluto affetto: invece solo un ambiente nero, nero, e mi buttai alla cocaina e all’alcool fino a 19 anni..

Passavo le notti con uomini ricchissimi, sempre più portata alla prostituzione, mi svegliavo all’1 o alle 2 del pomeriggio, distrutta. Imbottita di sonniferi, continuavo a bere, trovando nessun amore, me solo crudeltà intorno a me. Così distruggevo tutto ciò che era umano in me e anche ogni ragazza che veniva con me.

Così fino a 19 anni e mezzo la mila vita fu solo tristezza. Fu allora che conobbi un uomo miliardario, col quale sono stata fino a 2 mesi fa. Di conseguenza ho smesso di prostituirmi, ma ugualmente passavo nottate con uomini ricchissimi in giro per il mondo. Nonostante quello uomo, ne frequentai ancora due o tre, che mi ricambiavano con regali, gioielli, vestiti. E ogni volta che mi capitava, avveniva in me una distruzione completa, sia psicologica che fisica, al punto che dovevo mettermi una maschera e, immedesimata in quella parte, riuscivo a superare me stessa, bevendo tanto.

In quest’ultimo anno ho avuto ancora 4 veri.., amori, ma uno dopo l’altro sono finiti, ed io mi accasciavo triste, delusa sofferente fino a tentare più volte il suicidio. Pensavo: Dio mi ha amaro togliendomi dalla prostituzione. Ora cercavo una fattura benevola per cambiare il mio uomo, che era un po’ pazzo; ma non cessavo di ricorrere a chiromanti, giochi delle carte, ecc., per sapere che cosa mi riservava la vita, perché in fondo sognavo ancora di incontrare un uomo puro per sposarmi e avere 5 o 6 figli e vivere in campagna. Avevo vicino una ragazza che, pur essendo nei miei stessi panni, usava verso di me una bontà infinita, ma io la trattavo male, ero una bestia.

Tutto sommato per tre anni la mia vita è stata demoniaca.

Il mio io non esisteva più. Ho amato il sesso, il denaro e sono vissuta in mezzo a orgie e droga. Avevo tutto, e più di tutto quello che una ragazza può sognare. Ogni mio desiderio era soddisfatto, eppure la mia vita era vuota e morta. Sembravo la più fortunata, invece ero la più disperata. Agli occhi degli altri ero brillante e riuscita: in realtà tutto era finzione. Ero spenta e infelice. Così il mondo distrugge i suoi adoratori.

21 anni. Da un anno a questa parte ho cominciato a sentire il richiamo di Medjugorje: là c’era una Mamma che mi chiamava. Decisivo fu un documentario TV visto 6 mesi fa, che mi ha colpito profondamente. Mi son detta: quand’è che arriverà il giorno anche per me? Su un libro comprato all’edicola della stazione ho trovato 3 o 4 preghiere di Medjugorje, e sentivo un bisogno più forte di me di recitarle, anche se tornavo alle 2 o 3 di notte. Poi 4 mesi fa litigai col mio uomo, poi con un altro, poi con la mia migliore amica: li mandai tutti a quel paese. Era Qualcuno che mi staccava gradatamente dal passato: sentivo che qualcosa dentro di me stava cambiando.

A maggio mi capitò di parlare al telefono con una sorellastra quasi pazza, per la quale avevo pregato Santa Rita e che, andata a Medjugorje era poi guarita completamente. Lei insisteva: va’ a Medjugorje, ma dentro di me una voce ripeteva: non è ancora la tua ora. Avevo convinto una persona cara nei miei stessi panni di andare a Medjugorje: prima mi aveva riso in faccia, ma poi,andata, era tornata che sembrava un angelo: pregava, piangeva, amava Dio e si staccò da ogni divertimento. Sentivo che anche il mio momento stava per arrivare. Digiunavo anche una volta alla settimana. Ma quanti ostacoli fino all’ultimo non trovo posto in aereo,sono presa dai dubbi sui dopo: come staccarmi dalle mie abitudini? La sera prima di partire uscii con amici e feci, credo, gli ultimi peccati gravi. Finalmente parto e a Spalato incontro un gruppo di giovani meravigliosi. Arrivo a Medjugorje di notte. Rimango lì 3 giorni senza mangiare, senza dormire, perché nulla più mi interessa di queste cose.

Il mattino del 25 luglio.
non ricordo quando di preciso, comincio ad entrare in un’estasi di mente e di cuore: ero vicina a Dio. In questi 20 minuti Dio mi ha dato la grazia di sentire il suo amore (si commuove ricordandolo) e mi ha fatto vedere e sentire la sua strada. Quello che ho provato allora non l’ho più sentito, ma mi bastò perché chiudessi con la mia vita di prima e diventassi veramente povera. Ho dato via tutto: ori e soldi e sono rimasta proprio con niente. Vestir bene, truccarmi, essere bella, divertimenti, amici, il mondo in una parola che io credevo bello: tutto uscì improvvisamente dalla mia vita. Non esisteva più.

In questi 20 minuti sentii che la mia vita doveva essere solo in Cristo per Dio con la Madonna. Lei mi ha portato nelle mani di P. Jozo, che mi ha confessato e mi ha fatto sentire nella sua dolcezza che era Gesù a perdonarmi. Dopo una settimana tornai di nuovo a Medjugorje per passarvi un po’ di tempo. Non dico le grazie che ho ricevuto in quei giorni,soprattutto il grande amore alla preghiera, diventata l’incontro reale con Gesù e la sua Mamma, e nasceva pian piano in me il desiderio di una totale consacrazione.

Ritornata a Milano, è Gesù che ormai mi guida dove vuole, in comunità e in gruppi di preghiera. Sento spesso Gesù e il suo amore fino a star male. Senza la preghiera non potrei più vivere neanche un’ora. L’amore mio verso Gesù cresce giorno dopo giorno. Non penso al futuro, ma chiedo continuamente di abbandonarmi a Lui. Il demonio non smette di tentarmi in un modo fortissimo: non per farmi tornare alla vita di prima, ma volendo, con piccole cose, che però sono grandi, allontanarmi dalla mia vocazione. Passo a volte due o tre ore di dubbi e di angosce: sposarmi e fare bambini? Ma dopo aver fatto qualche preghiera sento un amore così grande e mi dico che”nulla, ne figli ne marito potrebbero darmi lo stesso amore”.

X., 24 settembre 1987

Restyling dello storico sito dedicato alle anime del Purgatorio. E' ancora in prova e verrà corretto nei prossimi giorni...
04/09/2026

Restyling dello storico sito dedicato alle anime del Purgatorio. E' ancora in prova e verrà corretto nei prossimi giorni. La vostra visita è gradita e di aiuto per provarlo. Grazie!

Sito dedicato alla devozione delle anime del Purgatorio.

02/09/2026

******* - IMPORTANTE: LEGGERE IN DESCRIZIONE - *******Maria Agata...

Non solo le semplici faccende quotidiane vissute con straordinario amore, ma dopo la tragica morte a 33 anni nel terremo...
02/09/2026

Non solo le semplici faccende quotidiane vissute con straordinario amore, ma dopo la tragica morte a 33 anni nel terremoto in Ecuador, suor Clare sta intervenendo dal Cielo con conversioni, guarigioni e aumento di vocazioni. Parla suor Kristen Gardner, postulatrice della sua causa di beatificazione, presente al Meeting di Rimini.

Non solo le semplici faccende quotidiane vissute con straordinario amore, ma dopo la tragica morte a 33 anni nel terremoto in Ecuador, suor Clare sta intervenendo dal Cielo con conversioni, guarigioni e aumento di vocazioni. Parla suor Kristen Gardner, postulatrice della sua causa di beatificazione...

Una strana visitaEssendo esorcista di una grande città francese, dove esercito il mio ministero all'ombra della Vergine ...
01/09/2026

Una strana visita

Essendo esorcista di una grande città francese, dove esercito il mio ministero all'ombra della Vergine benedetta, mi capita di accogliere molti sventurati, tormentati o perseguitati da Satana, oppure di ascoltare molte confessioni liberatrici, o di essere il felice testimone di liberazioni o guarigioni, che posso attribuire solo all'intervento misericordioso della Madre di Dio, mediante la preghiera esorcizzante della Chiesa, di cui sono servo e strumento. Mi sembra utile, tra i tanti fatti, raccontarvene uno che mi capitò un giorno e che mi lasciò in una certa perplessità.

Entra nel mio ufficio un uomo strano e bizzarro. Tutto in lui è con evidenza insolito: l'aspetto, il comportamento, il vestito stravagante e soprattutto un odore strano, repellente, fetido! Non era odore di vizio, ma di un qualche cosa di indefinibile, tra l'uovo marcio e lo zolfo. Mi venne subito in mente un tipo di incenso, usato in certe sette blasfeme, che col tempo impregna i vestiti dei partecipanti. Il comportamento enigmatico e curioso di quell'uomo pareva scrutarmi, per indovinare i miei pensieri e i miei sentimenti.

Eppure capivo che non diffidava di me, ma di qualcun altro. Infatti a tratti si girava di scatto verso la porta o abbassava la voce per essere udito solo da me. Ma eravamo soli!

Dapprima pensai che temesse di essere visto o sentito da qualche altro dei miei penitenti; ma poi compresi che aveva paura di essere spiato o pedinato da un membro della sua setta, o addirittura dallo sciagurato di cui era divenuto schiavo. Il suo vestito, violacenere, aveva un taglio strano.

Solo poco per volta mi venne in mente di averlo visto riprodotto in una rivista in cui si parlava di una messa satanica: era proprio uno di quei paramenti liturgici. Poi fu lui stesso a dirmelo: «Il mio Maestro lavora soprattutto di notte».

Mi venne in mente che si trattava, in quella rivista, di una liturgia luciferiana. Quest'uomo mi disse che praticava occultismo e magia nera. Era una confessione che tanti altri mi avevano fatto, ma per cercare da me la liberazione. Questo visitatore, invece, non capivo che intenzioni avesse; mi confermò di essere legato a una setta satanica con un certo rituale, ma non sembrava desideroso di esserne sciolto. Pensavo: perché è venuto a trovarmi? Certamente per cercare una liberazione da Satana. O forse voleva delle ostie consacrate, per poterle profanare la sera stessa? O sperava di attirarmi dalla sua? Oppure voleva solo annunciarmi la vittoria del suo Maestro? Infatti parlava continuamente di vittoria, parlava sempre di lui, pareva che avesse un grande messaggio da trasmettere a questo piccolo prete di Cristo.

Ho subito preso accurati appunti, su quanto mi ha detto. Eccone una parte. «Il mio Maestro vi ha vinti! Stiamo distruggendo la vostra Chiesa. Il mio Maestro regge l'equilibrio nel mondo tra le Nazioni e ha il sopravvento sulla vostra Chiesa. Dovrete adorarlo e riconoscerlo! Sì, è evidente la forza di Satana nel mondo, contro cui la Vergine stessa ci mette in guardia con le varie apparizioni. Come è evidente che in molti casi vacillano le tre colonne Eucaristia, Madonna, Pontefice, per cui vacilla la loro fede. Ne hanno parlato Paolo VI e Giovanni Paolo II; soprattutto ne parla l'Apocalisse, della lotta di Satana. E la sua ora; ma è anche l'ora della Donna vestita di sole». Quando interruppe il suo monologo e mi permise di parlare, gli feci notare che la vittoria del demonio è solo provvisoria e apparente, di breve tempo. Con la sua Croce, Gesù ha vinto Satana proprio nel momento in cui Satana si riteneva vincitore. E così sarà per la Chiesa: la sua passione attuale attua quel rinnovamento interno che prepara alla nuova Pentecoste, tante volte annunciata e tanto desiderata. Satana è una delle tante creature di Dio, creata buona e pervertitasi per colpa sua. «No! Satana è pari a Dio», si affrettò a dire il mio interlocutore.

Mi accorsi che non voleva parlare di Gesù, ma solo di Dio. «La ribellione a lui è stata un successo!» E ogni tanto aggiungeva: «Ma non hai paura del mio Maestro?». Questa frase, spesso ripetuta, dapprincipio suonava come una minaccia; poi invece rivelava una sua paura intima, perché Satana vede tutto e sente tutto. Gli ribattei che io gli parlavo nel nome di Gesù, di cui ero sacerdote, e nulla poteva accadermi senza il suo permesso. In più avevo la protezione della Vergine, specie durante gli esorcismi. Non gli piaceva che io parlassi della Vergine e cercava di sviare il discorso sul suo Maestro, Satana. Io allora gli ricordai il Proto vangelo: «Porrò inimicizia tra te e la Donna». Lui accettò il discorso, ma con un'interpretazione sua: «Satana la insidierà al calcagno, vuol dire che la vincerà». E io: «Come può vincerla, se la Donna gli schiaccia la testa?».

Poi passai a spiegargli la visione dell'Apocalisse, sulla Donna vestita di sole, in lotta col dragone rosso, che viene sconfitto da Michele. Pensavo che anche nelle tentazioni di Cristo, narrate nei Vangeli, c'è una contesa sui testi biblici. Ma l'argomento Maria diede la svolta alla nostra conversazione. Di fronte a quell'argomento lui si sentiva a disagio, angosciato e infine disperato. Prima gli avevo detto che il suo Maestro non poteva dargli la pace nel cuore e tanto meno la felicità. Gesù invece dava pace e gioia; dava libertà proprio dalla schiavitù di Satana, che tutt'al più prometteva danaro, potere e gloria umana. Dentro di me pregavo incessantemente la Vergine Maria e così vedevo che lui perdeva terreno, indietreggiava; era chiaro che del suo Maestro aveva solo paura. Io allora gli parlai dell'amore del mio Maestro, che era morto per salvarmi e perdonava tutto. Lui parlò della sua bestemmia la sua apostasia con una nota di vera disperazione. Solo riflettendoci dopo mi venne in mente il riferimento al peccato contro lo Spirito Santo e mi sembrò che quel disgraziato ne fosse pienamente colpevole. Lo invitai a pentirsi, a lasciare il suo Maestro; gli dissi che ogni notte chiedevo perdono a Dio per tutti i peccati, anche per le bestemmie.

Quell'uomo pareva turbato, combattuto tra due sentimenti: la speranza e la disperazione. Gli domandai se accettava che io pregassi per lui. Mi parve favorevole e feci interiormente un breve esorcismo per cacciare Satana; poi lo ripetei ad alta voce. Era troppo! Si alzò come per fuggire, ma prima mi disse il suo nome: Pietro. Poi uscì di corsa. Ancora oggi mi interrogo sul significato di quella visita. Quell'uomo, me lo ha inviato Satana per sviarmi? Me lo ha mandato la Madonna per convertirlo o, almeno, perché pregassi per lui? Certo ho toccato con mano quanto è difficile, per un membro di una setta satanica, per chi si è consacrato al demonio, ritornare a Dio.

Testimonianzadi Fr. Christian Curty, O.F.M., esorcista di Avignone.

25/08/2026

Messaggio della Regina della Pace a Medjugorje del 25 agosto 2026

Cari figli,

oggi vi invito: ritornate a Dio, ritornate alla preghiera per diventare i portatori della pace.

Figlioli, pregate per la pace che è in pericolo.

La preghiera scorra di nuovo dai vostri cuori e dalle vostre famiglie affinché possiate sentire con gioia la voce di Gesù nei vostri cuori: Pace a voi!

Figlioli, siate portatori di pace e di preghiera per tutti coloro che non pregano.

Io sono con voi e prego per voi presso mio Figlio Gesù.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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