Maria a Medjugorje

Maria a Medjugorje Maria a Medjugorje. Blog dell'omonimo sito dedicato alle apparizioni della Vergine Maria a Medjugorje.

Preghiere, testimonianze, articoli, informazioni, video, commento al Vangelo, la Sacra Bibbia e molto altro.

Novena alla Regina della Pace - Nono giornoPreghiamo per le intenzioni della Regina della Pace1: Preghiera alla Regina d...
23/06/2026

Novena alla Regina della Pace - Nono giorno

Preghiamo per le intenzioni della Regina della Pace

1: Preghiera alla Regina della Pace:

Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore.

2: Veni Creator Spiritus:

Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.

3: Misteri gloriosi
Testi per la meditazione:
Gesù, quindi, rivolti gli occhi verso il cielo, disse: “Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l`amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro”. (Gv 17, 24-26)

"Cari figli! Oggi vi ringrazio e desidero invitarvi tutti alla pace del Signore. Desidero che ognuno di voi sperimenti nel proprio cuore quella pace che Dio dà. Oggi voglio benedirvi tutti; vi benedico con la benedizione del Signore. E vi supplico, cari figli, di seguire e di vivere la mia strada. Io vi amo, cari figli; e perciò chissà quante volte vi invito. e vi ringrazio per tutto quello che state facendo secondo le mie intenzioni. Vi supplico, aiutatemi, perché vi possa offrire al Signore e perché vi salvi e vi guidi sulla strada della salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" (Messaggio del 25 giugno 1987)

La preghiera di Maria ci è rivelata all’aurora della Pienezza dei tempi. Prima dell’Incarnazione del Figlio di Dio e prima dell’effusione dello Spirito Santo, la sua preghiera coopera in una maniera unica al Disegno benevolo del Padre: al momento dell’Annunciazione per il concepimento di Cristo, e in attesa della Pentecoste per la formazione della Chiesa, Corpo di Cristo. Nella fede della sua umile serva il Dono di Dio trova l’accoglienza che fin dall’inizio dei tempi aspettava. Colei che l’Onnipotente ha fatto “piena di grazia”, risponde con l’offerta di tutto il proprio essere: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Fiat è la preghiera cristiana: essere interamente per lui, dal momento che egli è interamente per noi. (2617)

4: Le litanie della Madonna
Preghiera finale:Grazie, o Padre, per il dono della preghiera per mezzo della quale possiamo toccare il tuo cuore; nella quale Tu ti dai a noi e ci insegni a donarci completamente a Te. Ti preghiamo oggi per tutte le intenzioni della Regina della Pace, per tutto ciò che è necessario affinché il mondo intero, attraverso Maria, possa entrare nella tua gloria, nella gloria della Santissima Trinità. Amen.

Novena alla Regina della Pace - Ottavo giornoPreghiamo per la realizzazione di tutti i frutti e i messaggi di Medjugorje...
22/06/2026

Novena alla Regina della Pace - Ottavo giorno

Preghiamo per la realizzazione di tutti i frutti e i messaggi di Medjugorje

1: Preghiera alla Regina della Pace:

Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore.

2: Veni Creator Spiritus:

Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.

3: Misteri gloriosi
Testi per la meditazione:
Gesù rispose a Nicodemo: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell`unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio”. (Gv 3, 16-21)

"Cari figli! Oggi nel grande giorno che mi avete regalato, desidero benedire tutti, dirvi che questi giorni in cui sto con voi sono giorni di grazia.Io desidero insegnarvi ed aiutarvi a camminare sulla strada della santità. Ci sono molti che non vogliono sentire i miei messaggi né accettare con serietà quello che io dico, ma per questo invito voi e prego affinché con la vostra vita e nella vita quotidiana testimoniate la mia presenza. Pregate,Dio vi aiuterà a scoprire la vera ragione della mia venuta. Perciò, figlioli, pregate e leggete la Sacra Scrittura perché, attraverso la mia venuta, possiate scoprire nella Sacra Scrittura il messaggio che è per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" (Messaggio del 25 giugno 1991)

Maria è l’Orante perfetta, figura della Chiesa. Quando la preghiamo, con lei aderiamo al Disegno del Padre, che manda il Figlio suo per salvare tutti gli uomini. Come il discepolo amato, prendiamo con noi la Madre di Gesù, diventata la Madre di tutti i viventi. Possiamo pregare con lei e pregarla. La preghiera della Chiesa è come sostenuta dalla preghiera di Maria, alla quale è unita nella speranza. (2679)

4: Le litanie della Madonna
Preghiera finale:Grazie, o Padre, perché ci hai dato tuo Figlio e sua Madre, affinché neppure uno di quelli che credono in loro e che li ascoltano vada perduto. Grazie perché per Te ogni uomo è importante, perché nella tua misericordia non desideri giudicare nessuno. Ti preghiamo oggi per tutto quello che la Madonna a Medjugorje ti ha chiesto, per ogni grazia che qui, da questo posto si è riversata sul mondo intero, affinché tutto ciò possa generare frutti di santità e servire al tuo piano di salvezza. Amen.

Un episodio accaduto a San Francesco di GirolamoÈ noto il rigore dei Processi di Canonizzazione. La Chiesa, prima di ele...
21/06/2026

Un episodio accaduto a San Francesco di Girolamo

È noto il rigore dei Processi di Canonizzazione. La Chiesa, prima di elevare qualcuno agli onori degli altari e dichiararlo Santo, esamina la sua vita e specialmente i fatti rilevanti. Il seguente episodio, scrupolosamente autentico, fu inserito nei Processi di Canonizzazione di San Francesco di Girolamo, celebre missionario della Compagnia di Gesù, vissuto nel secolo scorso.

Un giorno questo Sacerdote predicava a una gran folla in una piazza di Napoli. Una donna di cattivi costumi, di nome Caterina, abitante in quella piazza, per distrarre l’uditorio durante la predica, si diede a fare schiamazzi e cenni inverecondi dalla finestra.

Il Santo dovette interrompere la predica, perché la donna non la smetteva più. Fu inutile ogni protesta. Il giorno seguente il Santo ritornò a predicare sulla stessa piazza e, vedendo chiusa la finestra della donna disturbatrice, domandò cosa fosse capitato.

Gli fu risposto: E morta questa notte improvvisamente.

La mano di Dio l’aveva colpita. — Andiamo a vederla! — disse il Santo.

Accompagnato da altri, entrò nella camera dell’infelice e vide il ca****re disteso. il Signore suole glorificare i suoi Santi con i miracoli e ispirò al suo fedele Servo di richiamare a vita la defunta.

San Francesco di Girolamo guardò con orrore il ca****re e poi con voce solenne esclamò: Caterina, in nome di Dio, alla presenza di costoro, dite dove siete! — Per virtù di Dio, si aprirono gli occhi del ca****re, le sue labbra si mossero convulse: Nell’inferno!..., io sono per sempre nell’Inferno!

Novena alla Regina della Pace - Settimo giornoPreghiamo per tutti i centri e i gruppi di preghiera di Medjugorje sparsi ...
21/06/2026

Novena alla Regina della Pace - Settimo giorno

Preghiamo per tutti i centri e i gruppi di preghiera di Medjugorje sparsi nel mondo

1: Preghiera alla Regina della Pace:

Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore.

2: Veni Creator Spiritus:

Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.

3: Misteri gloriosi
Testi per la meditazione:
Gesù disse ai suoi discepoli: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!”. (Mt 7, 12-14)

"Cari figli! Oggi vi invito all'amore, che è gradito e caro a Dio. Figlioli, l'amore accetta tutto, tutto ciò che è duro e amaro, a motivo di Gesù che è amore. Perciò, cari figli, pregate Dio che venga in vostro aiuto: ma non secondo i vostri desideri, bensì secondo il suo amore! Abbandonatevi a Dio, perché Egli possa guarirvi, consolarvi e perdonarvi tutto ciò che in voi è di impedimento sulla strada dell'amore. Così Dio potrà plasmare la vostra vita e voi crescerete nell'amore. Glorificate Dio, figlioli, con l'inno alla Ca**tà (1 Cor 13), perché l'amore di Dio possa crescere in voi di giorno in giorno fino alla sua pienezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" (Messaggio del 25 giugno 1988)

Nella preghiera, lo Spirito Santo ci unisce alla Persona del Figlio unigenito, nella sua Umanità glorificata. Per essa ed in essa la nostra preghiera filiale entra in comunione, nella Chiesa, con la Madre di Gesù. Dopo il consenso dato nella fede al momento dell’Annunciazione e mantenuto, senza esitazione sotto la croce, la maternità di Maria si estende ora ai fratelli e alle sorelle del Figlio suo, “ancora pellegrini e posti in mezzo a pericoli e affanni”. Gesù, l’unico Mediatore, è la Via della nostra preghiera; Maria, Madre sua e Madre nostra, è pura trasparenza di lui: ella “mostra la Via” (Hodoghitria), ne è “il Segno”, secondo l’iconografia tradizionale in Oriente e in Occidente. (2673 – 2674)

4: Le litanie della Madonna
Preghiera finale:L’amore è il segno attraverso il quale si riconoscono coloro che sono tuoi discepoli, Signore. Grazie per ogni risposta d’amore compiuta nella donazione e nel servizio agli altri. Ti preghiamo per ogni membro dei centri e dei gruppi di preghiera di Medjugorje affinché possano con sempre più coraggio e decisione, insieme a tua Madre, manifestare nelle famiglie e nei posti in cui vivono, la strada stretta, la sola che porta verso Te. Aiutali a crescere di giorno in giorno verso la pienezza del tuo amore. Amen.

Vi è un Inferno e io vi sono dentroIl dotto e pio Mons. Gastone di Segur, nel suo noto opuscolo sull’inferno, narra un e...
20/06/2026

Vi è un Inferno e io vi sono dentro

Il dotto e pio Mons. Gastone di Segur, nel suo noto opuscolo sull’inferno, narra un episodio straordinario accaduto a Mosca poco prima dell’orribile campagna bellica del 1812.
— «Mio nonno materno, il conte Roctopchine, governatore militare di quella città, era in stretta relazione col generale conte Orloff, celebre per il suo valore, non meno che per la sua empietà. Una sera dopo cena, il conte Orloff e un suo amico, il generale V..., volternano al pari di lui, si burlavano volgarmente della religione e soprattutto dell’Inferno.
— Ma pure — disse Orloff — e se vi fosse poi qualcosa al di là della tomba?
— Ebbene — riprese il generale..., — qualora così fosse, quello di noi due che morirà per primo verrà ad avvisare l’altro. Restiamo d’accordo?
— Benissimo — rispose Orloff...
Alcune settimane dopo scoppiò una terribile guerra, una di quelle tanto temute, quali Napoleone sapeva allora suscitare. L'esercito russo fu chiamato alle armi, e il gen. V..., ricevette l’ordine di partire immediatamente per prendervi una posizione importante. Erano trascorse due o tre settimane da che egli aveva lasciato Mosca, quando un mattino assai per tempo, mentre mio nonno stava alla toeletta, si vide all’improvviso aprire bruscamente la porta della stanza ed entrarvi il conte Orloff, in veste da camera, con i capelli irti, gli occhi stralunati, pallido come un cencio.
— Ecchè, Orlofi? Voi qui a quest’ora? In questa maniera? Che avete? Che cosa vi è accaduto?
— Mio caro — risponde Orloff— io credo d’impazzire: ho veduto il gen. V...
— Il gen. V...? E dunque arrivato?
— Oh no! — rispose Orloff gettandosi sopra un divano e prendendosi violentemente la testa fra le mani.
— No, no, non è ritornato, ed è appunto questo che mi spaventa.
Mio nonno non capiva nulla e procurava di calmarlo.
— Raccontatemi dunque — disse — ciò che vi è capitato e che cosa significhi questo.
Allora sforzandosi di dominare la sua emozione, il conte Orloff racconta quanto segue: «Mio caro Roctopchine, non è trascorso ancora molto tempo da quando il gen. V... e io ci siamo giurati a vicenda che il primo che fosse morto di noi due, sarebbe venuto a dire all’altro se vi sia qualche cosa al di là della tomba. Ora questa mattina, mentre me ne stavo tranquillamente a letto, desto da lungo tempo, senza pensare affatto a lui, sento aprirsi le cortine del letto e mi vedo dinanzi, a due passi, il gen. V., diritto, pallido, con la destra al petto che mi dice: Vi è un Inferno e io ci sono dentro... Dopo di che scomparve. Sull’istante sono corso da voi: io perdo la testa.
Mio nonno prese a calmarlo come meglio poté, ma non fu facile; cercò di convincerlo di allucinazione, di fantasmi; tentò di fargli credere che forse dormiva..., che si danno talora casi straordinari che non si sanno spiegare...
Dieci o dodici giorni dopo, un messo dell’esercito annunziava a mio nonno, insieme alle altre notizie, la morte del gen. V... La mattina stessa di quel giorno memorando in cui il conte Orloff lo aveva veduto e sentito, all’ora stessa che egli era apparso in Mosca, l’infelice generale, uscito a esplorare la posizione del nemico, era stato trapassato da una palla di fucile ed era caduto fulminato»

Fonte: (De Segur G. - L‘Enfer - Parigi 1876)

«Sono N. N... Se non mi avessero ucciso»«In un paesello dell'Italia centrale viveva la famiglia “Berardi”, benestante, d...
20/06/2026

«Sono N. N... Se non mi avessero ucciso»

«In un paesello dell'Italia centrale viveva la famiglia “Berardi”, benestante, dedita ai lavori dei campi e di sentimenti profondamente cristiani. Una figlia, che chiamerò Marcella, era cresciuta sana ed esuberante di vita. A tredici anni per la prima volta avvertì un malessere misterioso, che tale le rimarrà per ben dieci anni...».
Così Mons. Corrado Balducci inizia il racconto di un caso di possessione diabolica, nelle sue varie vicende e tentativi di esorcismo, nel libro «La possessione diabolica - Ediz. Mediterranea, Roma». Questo racconto fu pubblicato nella rivista «Famiglia mese, n. 4, 1975», dal la quale se ne riporta un tratto.
Nella povera donna si erano insediati dieci spiriti. In seguito ai diversi esorcismi, nove di essi furono cacciati. L’ultimo spirito aveva dichiarato: «io sono forte e potente; io non uscirò!».
Più volte il Sacerdote aveva scongiurato lo spirito a manifestare il suo nome, ma si rifiutava sempre. Un pomeriggio, nella chiesa gremita di gente, durante le preghiere di rito l’esorcista chiese: Dimmi, chi sei? — Tra lo spavento e il terrore dei presenti, si udì un grido: Sono N.N. — e pronunziò il nome di un uomo conosciutissimo in paese, vittima qualche anno prima di un attentato (lo chiamerò Pallante).
La stessa sera a tarda ora il Parroco, mentre esorcizzava privatamente in casa Berardi, interrogò così: «Dì, mi conosci? — E lo spirito: Mi hai portato al cimitero; tu quella notte pregasti per me e per la mia famiglia: ormai però le tue preghiere erano inutili.., io ero dannato.
In altra circostanza Pallante parlò così al Sacerdote: Se non mi avessero ucciso così presto, tu forse mi avresti convertito! Ti prego, porta via quella croce posta sul luogo del delitto, e passando di lì non dire più quelle preghiere, mi dai pena. Ho fatto questa fine perché ho ricevuto fin da bambino una cattiva educazione. Prega per mia sorella (la fattucchiera) che non venga in questi luoghi di tormento. Certo dovrei uscire da questa ragazza, perché i miei hanno ricevuto del bene dalla sua famiglia: l’anno scorso mia moglie è venuta qui a raccogliere le ulive (tutto rispondeva a verità).
E ancora, Povera figlia mia; quando saprà che sono io, quanto dovrà soffrire. Questa notte si è svegliata, ha preso la mia fotografia, piangendo mi ha baciato e mi ha detto: Papà, papà, se sei tu, esci da quella ragazza perché qui tutti mi dileggiano.
Se dunque — interruppe l’esorcista — tu ci hai conosciuto, se tante volte siamo stati insieme, perché non ci fai del bene? Lascia in pace questa ragazza.
Da parte mia — riprese lo spirito — sarei pronto a farti del bene... ma non posso — e qui lo spirito, perdendo per un istante la sua abituale asprezza, con voce pacata continuò — Pensa: anima dannata vuoi dire diavolo, e diavolo portare al male!
Un altro giorno l’esorcista, nella chiesa sempre gremita di gente, interrogò lo spirito: Si soffre all’Inferno? C’è il fuoco?
L'ossessa che balzando indietro dette in un gran sospiro e disse: Pensa, una goccia di quei fuoco sarebbe sufficiente per incenerire cinquemila persone!
— Ma Dio che ti ha condannato è ingiusto?
— No, è giusto.

Novena alla Regina della Pace -  Sesto giorno:Preghiamo per tutti i pellegrini che verranno a Medjugorje 1: Preghiera al...
20/06/2026

Novena alla Regina della Pace - Sesto giorno:Preghiamo per tutti i pellegrini che verranno a Medjugorje

1: Preghiera alla Regina della Pace:

Madre di Dio e madre nostra Maria, Regina della Pace! Sei venuta in mezzo a noi per guidarci a Dio. Impetra per noi, da Lui la grazia affinché, sul tuo esempio, anche noi possiamo non solo dire:"Avvenga di me secondo la Tua Parola", ma anche metterla in pratica. Nelle Tue mani mettiamo le nostre mani perché attraverso le nostre miserie e difficoltà ci possa accompagnare fino a Lui. Per Cristo nostro Signore.

2: Veni Creator Spiritus:

Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. Difendici dal nemico, reca in dono la pace, la tua guida invincibile ci preservi dal male. Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti e allo Spirito Santo per tutti i secoli.

3: Misteri gloriosi

Testi per la meditazione:
In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”. (Mt 11, 25-30)

“Cari figli! Anche oggi gioisco per la vostra presenza qui. Io vi benedico con la mia benedizione materna ed intercedo per ognuno di voi presso Dio. Vi invito nuovamente a vivere i miei messaggi e metterli in pratica nella vostra vita. Sono con voi e vi benedico tutti di giorno in giorno. Cari figli, questi tempi sono particolari, per questo sono con voi, per amarvi e proteggervi, per proteggere i vostri cuori da satana e per avvicinarvi tutti sempre più al cuore del mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!". (Messaggio del 25 giugno 1993)

Nella Nuova Alleanza la preghiera è la relazione vivente dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono, con il Figlio suo Gesù Cristo e con la Spirito Santo. La grazia del Regno è “l’unione della Santa Trinità tutta intera con lo spirito tutto intero”. La vita di preghiera consiste quindi nell’essere abitualmente alla presenza di Dio tre volte Santo e in comunione con lui. Tale comunione di vita è sempre possibile, perché, mediante il Battesimo, siamo diventati un medesimo essere con Cristo. La preghiera è cristiana in quanto è comunione con Cristo e si dilata nella Chiesa, che è il suo Corpo. Le sue dimensioni sono quelle dell’Amore di Cristo. (2565)

4: Le litanie della Madonna
Preghiera finale:Non siamo stati noi a scegliere Te, Signore, ma Tu hai scelto noi. Solo Tu conosci tutti quei “piccoli” ai quali sarà data la grazia della manifestazione del tuo amore per mezzo di tua Madre qui a Medjugorje. Ti preghiamo per tutti i pellegrini che verranno qui, proteggi il loro cuore da ogni attacco di satana e rendili aperti ad ogni impulso che proviene dal tuo Cuore e da quello di Maria. Amen.

19/06/2026

MESSAGGIO DELLA MADONNA DI MEDJUGORIE - TERZO GIORNO NOVENA
Nel momento dell’Apparizione quando è arrivata la Madonna ho affidato tutte le nostre intenzioni anche quelle del nostro cuore a Lei. Tutte le persone della nostra mente e del nostro cuore anche quelle che non possono essere qui questa sera con noi.
La nostra cara Mamma Celeste ha steso le Sue Mani sopra di noi ed ha pregato sopra di noi nella Sua lingua l’Aramaico.
La Madonna ci ha dato un altro compito: di pregare per tutti i deceduti, per tutta la nostra stirpe, per tutta la nostra discendenza in modo che il nostro Signore la possa proteggere da tutti i mali, da tutti i peccati che hanno commesso e che possano dal Purgatorio salire in Paradiso ed unirsi a Lui.
In questo modo ci ha chiesto di pregare per tutte le anime, di fare penitenza per tutte le anime, specialmente per quelle in Purgatorio.
Dopo di che ci ha Benedetti con il Segno della Croce ed E’ tornata in Paradiso.

La piccola MarinaUna sera afosa di luglio, uno dei più noti professionisti di Milano, l’istologo A.P. (si tace il nome p...
19/06/2026

La piccola Marina

Una sera afosa di luglio, uno dei più noti professionisti di Milano, l’istologo A.P. (si tace il nome per volontà del protagonista della vicenda) lasciò la clinica per recarsi nel suo studio. Qui visitò un ‘ammalata, e mentre stava stendendo una breve relazione, entrò l’infermiera dicendo con voce strana: Professore, c’è di là una bambina. - Andò in anticamera a vedere. «In piedi, contro la porta d’ingresso narra il professore — c’era una bambina di dieci anni circa, magrolina, pallida d’un pallore quasi mortale e nel cui volto brillavano due occhi immensi, febbrili che si guardavano fissi. Un abitino a fiori di percalle, e due treccine brune ornate da due nodini rossi, ma d’un rosso tanto vivo da dare fastidio. Le chiesi: “Che vuoi piccola? sei sola?...”

Mi guardò fissamente, poi con una voce del tutto imprevista, opaca, disse: la mamma è tanto malata !— E... dov’è la tua mamma? — In via Pioppette. — Non so perché rispondo: Vengo subito Vado in studio, depongo il camice e torno in anticamera. La bambina non c’era più. Chiedo: Dov’è andata? — E uscita, dice l’infermiera.

Spinto da una oscura urgenza mi precipito sul pianerottolo. Nulla. Scomparsa. Rimango un attimo perplesso, poi un‘ansia sempre più mi pervade, afferro la borsa, scendo, salto in macchina e vado in via Pioppette, nel quartiere più antico di Milano: Porta Ticinese. Ma lì giunto mi accorgo che non conosco il nome della donna né il numero di casa... Come seguendo un richiamo mi infilo in un portone. C’è uno stambugio con una vecchia che accarezza un gatto. Chiedo se per caso nella casa c’è una donna ammalata che ha una bambina così e così. Vedo la vecchia sbarrare gli occhi e dire che sì, è la Caterina Terrani e abita al secondo piano. Salgo le scale e mi trovo davanti a una porta socchiusa. Non so perché, entro... Su un letto c’è una donna di una magrezza spaventosa, che ad un primo sguardo pare morta. Mi accosto, respira, ma il polso è quasi nullo e il cuore batte tanto debolmente da denunciare uno stato preagonico. Non mi perdo in congetture; faccio subito un’iniezione di adrenalina, poi mi siedo, in attesa... Della bambina nessuna traccia. Guardo la donna e scopro su quel volto terreo, già bagnato dal freddo sudore dell’agonia, una parvenza di colore; vedo le palpebre vibrare, la bocca dischiudersi, la testa girare come in cerca di respiro. Mi accosto. Il polso ha ripreso un poco, il cuore batte più regolarmente. Provoco con breve massaggio una ripresa cardiaca.

Dopo un po’ quella donna quasi morta apre gli occhi e mi guarda stupita. Dice con la voce appannata: Ma lei chi è? — Sono il dottore... — Sbarra gli occhi e riprende: Il dottore? Ma... chi le ha detto di ve**re qui? Sa, dottore, io sono in questo letto da ieri pomeriggio... — Aggiungo: E venuta da me una bella bambina con due treccine e un vestito a fiori, e... — La donna spalanca la bocca, si alza sui gomiti, mi guarda con gli occhi sbarrati, atterriti... M’afferra un braccio, lo stringe, parla spasmodicamente: Lo sapevo, lo sapevo! Ho tanto pregato la Madonna che non mi facesse morire senza prima aver portato la mia Marina àl cimitero... Dottore venga, venga di là. — Non so come trova la forza di alzarsi e mi trascina a una tenda... Al di là della tenda c’è una stanzetta piccola, immersa in un’ombra cupa, appena rischiarata da una candela. Su un misero giaciglio è stesa, nella immobilità della morte, una bambina dall’apparente età di dieci anni, dalle treccine brune ornate da due nastri rossi... Mi chino per guardarla bene. E lei, la bimba che è venuta nel mio studio. La guardo senza essere nemmeno spaventato; mi sento schiacciato dal senso oscuro del mistero. Avverto il mormorio della madre: Ma donna santa, grazie per aver ascoltato le mie parole. La mia bimba mi ha salvato. Io non so come ciò sia avvenuto. — Poi si volge a me e dice: Dottore, quando ieri è morta la mia Marina, io ho avuto un colpo al cuore e, dopo averla composta, sono caduta su quel letto. Capivo che stavo morendo e mi disperavo, sola com’ero, per non poter fare ciò che era necessario per la mia bambina. E pensavo: O se la mia Marina fosse viva in questo momento. Adesso lei, dottore, è qui e... S’inginocchia, si raggomitola e comincia a piangere tutte le lacrime del suo disperato dolore e della sua gioia inconcepibile.

Sono passati parecchi anni. Caterina Terrani, ancora vivente, è terziaria presso un convento alla periferia di Milano. Per quanto riguarda una spiegazione al fatto, io dico che si tratta di un autentico miracolo... —

Fonte: Da «Raggio di sole», Luglio 1967, dell’Unione Cattolica Ammalati

Tornare a Medjugorie per affidare alla Vergine Maria la nostra storia e la nostra vitaChiara, moglie e madre nel nome di...
19/06/2026

Tornare a Medjugorie per affidare alla Vergine Maria la nostra storia e la nostra vita

Chiara, moglie e madre nel nome di Cristo.

Sposarsi sette anni dopo un fidanzamento travagliato, perdere un figlio appena nato, poi anche il secondo e morire felici un anno dopo aver dato alla luce il terzogenito. Com'è possibile? A spiegarlo sabato scorso a Bologna di fronte a una platea di oltre mille e duecento giovani è stato Enrico Petrillo, marito di Chiara Corbella Petrillo, salita al cielo il 13 giugno del 2012 e la cui vicenda fece immediatamente il giro del mondo, mentre al funerale il cardinal Vallini, la definì una nuova Gianna Beretta Molla.

Ma chi è Chiara? E come ha fatto a vivere e morire felice? «Chiara era una poveretta come voi e come me, ma fatta a immagine e somiglianza di Dio» e quindi «viveva per dire sì, per diventare figlia di Dio». Non che sia facile, ammette Enrico ma «vedervi così numerosi mi fa pensare che era veramente necessario che Chiara andasse dal Signore. Non è facile delle volte per me dire di sì a Gesù. Non è facile ricominciare sempre a raccontare la storia di Chiara e rivedere il video del funerale di tua moglie», ma si può dire «non sentimentalmente “è bello essere qui” se sei in relazione con il Signore». Questa è la tensione con cui ha vissuto Chiara e questo è il segreto: «Vivere una vita da figli di Dio».

Chiara ed Enrico si conoscono in pellegrinaggio a Medjugorie nel 2001. «Dopo pochi mesi ci siamo fidanzati, ma ci siamo lasciati e ripresi tante volte. Penso che un fidanzamento sano sia travagliato!». I due si fanno seguire singolarmente da Fra' Vito, francescano di Assisi, perché «nella vita è importante avere qualcuno che ci vede meglio di te, che ha più fede di te: abbiamo fatto i corsi fidanzati, il corso vocazionale e la marcia francescana. E alla fine mi ero accorto che stando insieme a Chiara io mi avvicinavo al Signore. Questo mi ha fatto capire che era bene giocarmi tutta la mia vita con lei e le chiesi di sposarmi».

Il matrimonio viene celebrato il 21 settembre 2008 e, di ritorno dal viaggio di nozze, Chiara è incinta della prima figlia: Maria Grazia Letizia. Durante l'ecografia morfologica Enrico è in ospedale e Chiara scopre da sola che la piccola è affetta da anencefalia. Passa una notte durissima chiedendo al Signore perché debba averlo scoperto senza il marito: «Quella notte l'unica cosa che la consolò fu un quadro della Vergine Maria di fronte a cui capì: "Anche tu Madre avevi un figlio che non era per te e anche tu Madre non sapevi come dirlo a tuo marito". Quando tornai a casa mi diede la notizia, abbiamo pianto e portato questa croce insieme», sapendo però che «il Signore ci chiedeva di accompagnare nostra figlia fino alle porte del Paradiso».

La bimba nasce il 10 giugno del 2009, viene battezzata da Fra' Vito e dopo mezz'ora «si addormentò tra le nostre braccia andando al Padre». Fu doloroso «ma un giorno che ricordavamo come colmo di bellezza», anzi «facevamo fatica a vedere dove era la disgrazia in tutta questa vicenda. Perché nascere, andare nelle braccia dei tuoi genitori e poi in quelle del Padre è la cosa più bella». Tramite Maria Grazia Letizia il Signore comincia a mostrare ai coniugi una visione differente della morte: «Abbiamo vissuto il primo funerale come un anticipo dell'eternità...Chiara poi mi mostrò che si può morire felici. Allora se si può morire felici vale la pena fare la fatica di cercare il Signore, di cercare di incontrarLo». Avendo fatto un'esperienza drammatica ma «bella, non avevamo obiezioni a concepire un nuovo bimbo».

Chiara rimane subito incinta di Davide Giovanni. All'inizio i medici comunicano agli sposi che il bambino nascerà disabile: «Sicuramente sarebbe stata una vita molto faticosa, per lui e per noi, ma eravamo pronti ad accoglierlo felicemente». Le ecografie successive, però, rivelano che anche lui probabilmente morirà a causa di una sindrome ancora più rara di quella della sorella. «Tutti dopo Maria Grazia Letizia ci dicevano: "Siete belli, giovani, più avanti avrete dei figli meravigliosi, però adesso aspettate, prendetevi del tempo per voi!" Per loro l'esperienza di Maria Grazia Letizia era un'esperienza da dimenticare e noi ci rimanevamo male a sentirli. Per tutti Davide doveva essere il figlio della consolazione, ma per fortuna non lo è stato! Non ci ha fatto dimenticare che l'unico consolatore della vita è il Signore».

Enrico confessa alla platea che sebbene «tante volte Dio ci fa doni che non capiamo, vanno accolti perché Dio è buono, ma lo capisci solo se hai una relazione con Lui...noi sapevamo che Dio le cose le fa bene e soprattutto per il nostro bene e quindi ci siamo fidati e abbiamo accompagnato anche Davide alle porte del Paradiso». Il bambino nasce il 24 giugno del 2010 e, come la sorella, viene battezzato da Fra Vito' e vive solo mezz'ora. Chiara scrive così: "Chi è Davide? Un piccolo che ha ricevuto da Dio il dono grande dei tanti Golia che ci sono dentro di noi. Ha abbattuto il nostro diritto a desiderare un figlio che fosse solo per noi, perché lui era solo di Dio. Ha abbattuto la fiducia nella statistica di chi diceva che avevamo la stessa probabilità di qualsiasi altra coppia di avere un figlio sano. Ha dimostrato che Dio i miracoli li fa ma non secondo le logiche che noi abbiamo in testa. Davide così piccolo si è scagliato con forza contro i nostri idoli. Io ringrazio Dio di essere stata sconfitta dal piccolo Davide. Il Golia dentro di me ora è finalmente morto grazie a Davide. Nessuno è riuscito a convincermi che quello che ci è capitato fosse una sventura».

Eppure ci sono cattolici che colpevolizzano Chiara, convinti che si tratti di una punizione divina. Invece anche il secondo funerale «fu un altro momento di eternità. Tanto che io e Chiara ci siamo guardati e ci siamo detti: "C'è un motivo valido per non avere un altro figlio?" E con paura abbiamo risposto di no». Quando Chiara resta incinta di Francesco ha una piccola lesione sulla lingua: «Sembra un'afta ma al quinto mese scoprimmo che era un tumore». Non ci sono dubbi sul portare avanti la gravidanza o meno: «Non ci siamo mai chiesti: "E adesso che facciamo?" Era sempre un dire sì all'unica strada che avevamo davanti».

Francesco è il bimbo sano che tanto aspettano ma il carcinoma alla lingua cresce, sebbene Chiara non avesse mai bevuto né fumato. Per questo «se penso alla mia storia, penso che sia fatta per confondere i sapienti». Ma quando i medici propongono a Chiara di indurre il parto per anticipare le cure «io ero d'accordo perché volevo salvare capre e cavoli. Non volevo rimanere vedovo: volevo mia moglie e che mio figlio avesse sua mamma». Ma Chiara spiazza il marito e gli domanda: «"Ma tu da che parte stai?" Era come una leonessa che difende il suo cucciolo. Io non capivo ma aveva ragione lei: non voleva per nessuna ragione che Francesco corresse altri rischi. Allora lì ho capito che Chiara stava vivendo una cosa molto più grande di quella che stavo vivendo io».

La storia forse sarebbe andata diversamente se Chiara si fosse operata due settimane prima, «ma il Signore è il Re della storia e doveva succedere così». Francesco nasce il 30 maggio 2011. Chiara viene subito operata, poi comincia la chemioterapia e la lotta contro il cancro: «Non esaltava il dolore e voleva vivere». Soprattutto desidera rimanere a fianco del marito e chiede il miracolo della guarigione fino alla fine. Gli ultimi mesi della sua vita Chiara li passa con Enrico in una casa in campagna. «Pensare al futuro ci spaventava molto. Chiara non voleva sapere quanto gli rimanesse da vivere per non rovinarsi il presente che Dio continuava a donargli. Per prepararci all'incontro definitivo abbiamo chiesto che Fra' Vito venisse a vivere con noi e che portasse il Signore in casa con il tabernacolo. Le grazie vanno chieste e le abbiamo ottenute. Furono giorni bellissimi. Scherzando con Chiara comunque ci sembrava di essere in vacanza: dopo tutte le vicende successive al matrimonio, finalmente avevamo tempo per stare in famiglia».

Chiara peggiora, il suo corpo si indebolisce, eppure «era sempre più bella». Quando si scopre che la malattia è terminale la prima cosa che «abbiamo pensato era quello di tornare a Medjugorie per affidare alla Vergine Maria la nostra storia e la nostra vita. Siamo riusciti ad affittare un aereo di linea solo per noi: siamo partiti con 150 amici e 40 bambini. Qui Chiara, già molto malata e stanca, riesce inspiegabilmente a parlare a lungo, ammettendo di aver ricevuto già “la grazia di vivere la grazia”».

Tornati da Medjugorie Chiara peggiora: «Gli chiesi se aveva paura di morire, lei mi disse di no, ma che temeva altre tre cose: il dolore, perché una notte in ospedale aveva avuto un male atroce alla lingua, ma gli infermieri non gli avevano dato gli antidolorifici e lei aveva dubitato così: "Se esisti è impossibile che mi fai provare un dolore così grande"». Il giorno dopo mentre Enrico le legge della “perfetta letizia” Francescana lei scoppia a piangere «perché, mi scrisse, aveva rinnegato Cristo mentre Lui non l'aveva mai abbandonata e le stava parlando attraverso di me. Aveva poi paura di vomitare e, terzo, temeva di andare in purgatorio. Le dissi: "Ma va, dai...! Se ci vai te noi qua siamo rovinati!"».

L'ultimo giorno a mezzanotte Fra' Vito celebra la Messa che pare una premonizione della vocazione di Chiara. "Voi siete la luce del mondo, il sale della terra...risplenda la vostra luce davanti agli uomini"». La notte Chiara viene assistita dalla sorella perché vuole che Enrico sia in forze per il figlio. «La mattina verso le 7 mi svegliai e la trovai sulla sedia a rotelle davanti al tabernacolo. Stava pregando. Le chiesi: "Chiara, amore mio, ma questa croce di cui parla Gesù è veramente dolce? Lei mi sorrise e mi disse:"Sì Enrico, è molto dolce!"». La santità, conclude Enrico, è un cammino per tutti, «una grazia che accade quando ti serve, non si nasce santi». Chiara alle 12 del 13 giugno 2012 nasce al cielo. La sua storia fa il giro delle televisioni e dei giornali che parlano della donna che ha dato la vita per i figli, «ma Chiara è molto di più». Chiara ha donato la vita a Cristo e ai suoi figli «e così con lei abbiamo sperimentato l'eternità»

Fonte: La nuova bq

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