25/01/2026
Andrea Scanzi Se va oscurato
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Referendum, Meta oscura il video di Barbero. La replica dello storico: “I fatti parlano da sé”
di Serena Riformato su la repubblica
Il professore ha spiegato in un video, diventato subito virale, le ragioni per cui voterà no il 22-23 marzo. Pd, Avs e M5s: “Fatto grave, una censura distopica”
Meta riduce la visibilità del video in cui lo storico Alessandro Barbero spiega perché voterà no al referendum del 22-23 marzo. Il professore, contattato da Repubblica, si limita a un breve commento per non alimentare la polemica: “I fatti parlano da sé”.
Nelle ultime ore, su Facebook – secondo quanto ha anticipato il Fatto quotidiano – il filmato di Barbero sarebbe apparso, nelle pagine in cui contava più visualizzazioni, con lo sfondo sfocato e la scritta “Informazione falsa: esaminata da fact-checker di parti terze”.
La piattaforma motiva l’intervento con l’analisi del sito Open, che ha bollato la riflessione del professore come “falsa” a causa di un’imprecisione: Barbero dice che “il governo” continuerà a scegliere i giudici di nomina politica, mentre formalmente anche la nuova riforma prevede che a farlo sia il parlamento. La riflessione dello storico si inseriva tuttavia in un ragionamento più ampio sul potere maggiore lasciato alla politica, se tutti i membri togati venissero tirati a sorte: “Un CSM, anzi due, anzi tre organismi dove i membri magistrati sono tirati a sorte mentre il governo continua a scegliere quelli che nomina lui, mi sembra che questi organismi saranno per forza di cose organismi dove il peso della componente politica sarà molto superiore”.
Referendum giustizia, Barbero per il no: "Il rischio? Magistrati agli ordini della politica"
Il video sarebbe stato attenzionato da Facebook – e da Open, che collabora con il social – proprio perché molto virale: milioni di visualizzazioni accumulate pubblicazione dopo pubblicazione.
Le opposizioni chiedono chiarimenti al governo. Il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia e il vice Antonio Nicita depositeranno un’interrogazione rivolta alla presidente del Consiglio. “Non è in discussione l'esistenza del fact-checking in quanto tale”, spiegano in una nota: “Il punto politico e democratico è un altro: chi decide, con quali criteri e con quali effetti, quando un contenuto di natura politico-istituzionale debba essere declassato e reso di fatto meno visibile nello spazio pubblico digitale”
Avs risponde con un’iniziativa social. Hanno ritrasmesso il video censurato sulle pagine Facebook dei loro parlamentari, a partire dai leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni: “Un atto gravissimo”, commentano. “Una big tech statunitense decide di silenziare un’opinione politica legittima di uno dei più autorevoli intellettuali italiani su un tema centrale per la nostra democrazia”.
Sulla stessa linea Dolores Bevilacqua del Movimento 5 Stelle: “Viviamo in una distopia tale per cui una società privata americana può decidere impunemente quali opinioni possono circolare e....
Mi segnalano questo post, che ovviamente non avevo visto (ho molte perversioni, ma tra queste non quella di seguire la pagina di Fratelli di Ricino).
Prendo quindi atto che, secondo Brodi d’Italia, il video di Barbero sarebbe stato oscurato perché “riportava informazioni false”.
Ah ok. Ricevuto. Tutto chiaro. Ci credo.
Solo che, a questo punto, mi domando: ma se viene oscurato tutto ciò che è “falso”, com’è che la pagina di Brodi d’Italia è ancora in piedi?
Se Barbero va oscurato e nascosto, ai geni di Fratelli di Ricino cosa gli facciamo? Gli diamo l’ergastolo per continuo overdose di bischerate a mero sfondo propagandistico per i torsoli che si bevono ogni sciocchezza?