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Zeichen Mappa poetica di Roma

"Questa città era candida / Tutta pulita e lucida / Era degna di te"Franco Califano, La nevicata del '56 (1990)
26/02/2018

"Questa città era candida / Tutta pulita e lucida / Era degna di te"

Franco Califano, La nevicata del '56 (1990)

"Una città come Roma, negli anni durante i quali scrivevo Sentimento, era città dove si aveva ancora il sentimento dell'...
25/02/2018

"Una città come Roma, negli anni durante i quali scrivevo Sentimento, era città dove si aveva ancora il sentimento dell'eterno e nell'animo nemmeno oggi scompare davanti a certi ruderi.
Quando si è in presenza del Colosseo, enorme tamburo con orbite senz'occhi, si ha il sentimento del vuoto.
A Roma si ha il sentimento del vuoto (...) si può sentirlo a Roma infinitamente di più che nemmeno nel deserto, e in qualsiasi parte della terra."

Giuseppe Ungaretti, Note a "Sentimento del Tempo" (1933) - https://www.zeichenguides.com/it/story2/770

"Quando dico ‘radici’ (della sinistra) quelle politico-teoriche stanno negli operai torinesi, quelle storico-umane stann...
24/02/2018

"Quando dico ‘radici’ (della sinistra) quelle politico-teoriche stanno negli operai torinesi, quelle storico-umane stanno nei lavoratori romani.
l senso era questo: le lotte operaie del presente vengono dal lontano della tradizione popolare. Poi da questa c’è stata un passaggio di emancipazione ma il segno rimane, nel mondo dell’anima, perché quella tradizione è modernità di popolo.
Non è l’arcaico pasoliniano delle periferie metropolitane. È la belliana ironia sapienziale di un popolare centro urbano. La mia vera Università: di pensiero e di vita.
(...) Quando i miei figli andavano alle elementari, li accompagnavo qualche volta a piedi alla Nicolò Tommaseo, poco prima della Basilica di San Paolo. Percorrevamo, al mattino, la via Ostiense, passavamo davanti ai Mercati generali, brulicanti di lavoro, grida, commerci e fatica.
Qualcuno da sopra una carriola, apostrofava i bambini: ahò, salutateme a’ maestra. E io ero felice, perché mi dicevo: se entrano in questa scuola con questo viatico… non si perderanno… Non si sono persi…
Dicevo loro: ecco, questi sono i ‘nostri’. Adesso che i ‘nostri’ quasi non ci sono più, la semplice memoria familiare mi conforta, e ci conferma, di essere nel giusto per il solo fatto di ve**re da lì."

Mario Tronti, Politica e destino (2006) - https://www.zeichenguides.com/it/story/682

“Conobbi allora Scipione, e i rossi di porpora, e i rossi in penombra, il rosso delle ferite e il rosso della passione, ...
21/02/2018

“Conobbi allora Scipione, e i rossi di porpora, e i rossi in penombra, il rosso delle ferite e il rosso della passione, il rosso gloria, tutti i rossi nel rosso che il vecchio travertino e la torbida acqua del Tevere ingoiavano negli estivi tramonti di Roma.”

Giuseppe Ungaretti, Interpretazione di Roma (1954-1955) - https://www.zeichenguides.com/it/story2/769

"In Piazza delle Tartarughe i quattro giovinetti che reggono le conchiglie, lucidi, follemente lucidi, sono l'unica cosa...
20/02/2018

"In Piazza delle Tartarughe i quattro giovinetti che reggono le conchiglie, lucidi, follemente lucidi, sono l'unica cosa che sfugge alla presa del vento: penetrano la notte con la loro nudità.

I ragazzi deposti dalla domenica come una schiuma per le strade nuove non si avvicinano di un millimetro alla compattezza sacra, pura e seducente di quel n**o.

Non si possono più amare che le statue."

Pier Paolo Pasolini, Alì dagli occhi azzurri (1965) - https://www.zeichenguides.com/it/story2/59

"Finalmente una trasmissione impossibile. Anacrostica. Mi veleggia, volteggia, l’essere frequentato dall’errore del vero...
20/02/2018

"Finalmente una trasmissione impossibile. Anacrostica. Mi veleggia, volteggia, l’essere frequentato dall’errore del vero siccome soffio asincrono della vita impensata.

Ecco, non dico niente. Sto precisando in voce che non dico niente. Un non dico niente che, così, risuona. Non dico niente: soffio divento, divento soffio. Importa solamente come suono, questo non dico niente. Anche se orale, è niente fuori da timbro e tono. Aria d'ascolto emessa da un pensato, logico senso? No.
E perché nulla, nulla m’è consentito dire che non sia equivoca volontà intenzionata di questa mia identità, vanità.

Io sono il vortice insensato delle trottola il movimento e la sua negazione, sono l'antiumanesimo, Lorenzaccio che decapita le statue, Aguirre che si firma il traditore. Carmelo Bene, perché, soggetto alla necessità del nome, come rassegnazione al destino."

Carmelo Bene, Quattro momenti su tutto il nulla (2001) - https://www.zeichenguides.com/it/story/741

"Fiori falsi e sogni veri / tra gli eroi della friggitoria ChantantGrazie, ho già mangiato ieri / un sorriso stasera bas...
18/02/2018

"Fiori falsi e sogni veri / tra gli eroi della friggitoria Chantant
Grazie, ho già mangiato ieri / un sorriso stasera basterà."

Francesco De Gregori, Arlecchino (1974) - https://www.zeichenguides.com/it/story2/160

"All'angolo della sezione comunista detta la villetta B. mi disse /i perché non hanno perché ed io rimasi attonito come ...
18/02/2018

"All'angolo della sezione comunista detta la villetta B. mi disse /
i perché non hanno perché ed io rimasi attonito come una maglia /
gialla ferita in salita e in discesa ebbi uno smarrimento /
un gattino lasciato a piazza Vittorio un mostro che nel silenzio /
fabbricava fantasmi con due B."

Victor Cavallo, Ecchime (2003) - https://www.zeichenguides.com/it/story/533

"Un ristorante dove andai per anni era Celestina in viale Parioli. Marcello, il proprietario, mi cucinava personalmente ...
17/02/2018

"Un ristorante dove andai per anni era Celestina in viale Parioli. Marcello, il proprietario, mi cucinava personalmente un ottimo risotto alla milanese. Molti attori e registi frequentavano Celestina: Salvo Randone, Luciano Salce, Gassman, Bramieri, Rossella Falk, Gina Lollobrigida.
Una sera comparve Steno, il piccolo grande regista, nel suo perfetto sprezzato inglese, la testa luicida di capelli. Gli dissi: "Come mai sei qui?". Mi rispose: "Mio figlio Enrico si è innamorato di una ragazza di colore. Questa mattina mi ha detto: "Papà, indovina chi viene a cena?". E io gli ho risposto: "Indovina chi va al ristorante?".
Un giorno Luca di Montezemolo, il presidente della Ferrari, mi disse: "Ti invidio. Invidio quelli che mangiano da soli al ristorante, col giornale appoggiato alla bottiglia."

Dino Risi - https://www.zeichenguides.com/it/story/997

"Con uno stipendio di mezza giornata ho visto e conosciuto Roma con l’ottica di una persona molto povera e dal punto di ...
17/02/2018

"Con uno stipendio di mezza giornata ho visto e conosciuto Roma con l’ottica di una persona molto povera e dal punto di vista di un «giovinotto». Perché a Roma era impensabile affittare una stanza ad una donna sola. Non l’ho visto fare nel mio ambiente.
All’inizio ho abitato in via Nomentana. Era un viale triste di impiegati non era ricco come lo è oggi. Ciò che mi colpì subito vivendo in quella zona della città fu la tetraggine del luogo. Ho poi il ricordo ben intatto degli autobus tetri pieni di impiegati statali. Via Nomentana era isolante e triste.
Vissi in gran solitudine per un periodo lavoravo e continuavo a studiare musica e mi buscai un forte esaurimento nervoso. Ho conosciuto quindi Roma come trapiantata tra camere in affitto con entrate separate."

Amelia Rosselli - https://www.zeichenguides.com/it/story/913

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Rome
00185

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