03/05/2026
Ore 4 di stamattina, via Portuense / piazza della Radio, tre macchine lanciano decine di uova addosso a questo ragazzo, S., pasticciere, che stava andando a lavoro.
“Oh, siamo in Italia”, gridano, quando lui chiede spiegazioni dopo il primo lancio di uova. Per chi pensa, “eh, è successo anche a me”, sì ok, ma non decine di uova lanciate da sconosciuti mentre tu stai andando a lavoro all’alba in monopattino.
Chi vive in Italia da non bianco rischia situazioni del genere ogni giorno, ogni singolo giorno della sua vita c’è la possibilità di essere attaccati random, succede a chiunque non frequenti solo posti chic.
S. ci ha impiegato un anno a trovare una stanza, ça va sans dire che se sei straniero il mercato degli affitti è ancora più spietato. Visto che adesso vive lontano dai mezzi pubblici, si è comprato un monopattino.
Ora ogni macchina di ragazzini in botta da serata diventerà per lui un potenziale problema. Pensate cosa significa vivere così, e restarsene buoni. O sei veramente di una pazienza mitologica, come S., che tra l’altro è uno dei primissimi volontari di , oppure è ovvio che qualcuno sbarella.
Bisogna denunciare questi gesti, farla pagare a chi pensa di poter insultare la gente che sembra non italiana. “Da come vi comportate, neanche voi siete italiani”, ha risposto S., che ha mantenuto la calma, e si è presentato a lavoro così, coperto di uova.
Che bella risata per quei ragazzi eh? Colpire un coetaneo che va a lavorare per fare un decimo di quello che loro spendono in una notte in discoteca. Ormai siete maggiorenni, avete la macchina, comportatevi da adulti, invece che da 🐔
Perché prima o poi il karma ve becca ✨