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11 SETTEMBRE 2001 🇺🇸25 anni fa, il mondo cambiava per sempre.Era l’11 settembre 2001. Una mattina apparentemente normale...
11/09/2026

11 SETTEMBRE 2001 🇺🇸

25 anni fa, il mondo cambiava per sempre.
Era l’11 settembre 2001. Una mattina apparentemente normale a New York.

Alle 8:46, il volo American Airlines 11 colpì la Torre Nord del World Trade Center.
Alle 9:03, il volo United Airlines 175 colpì la Torre Sud.

Pochi minuti dopo, sarebbe diventato chiaro che non si trattava di un incidente: gli Stati Uniti erano sotto attacco.

Alle 9:37, un terzo aereo si schiantò contro il Pentagono.
Alle 10:03, il volo United 93 precipitò in Pennsylvania dopo che alcuni passeggeri tentarono di riprendere il controllo dell’aereo.

Nel frattempo, a New York, le Torri Gemelle stavano bruciando.

Alle 9:59 crollò la Torre Sud.
Alle 10:28 crollò la Torre Nord.

In quelle poche ore morirono 2.977 persone, senza contare i 19 attentatori. Tra loro c’erano persone provenienti da 90 Paesi, lavoratori, passeggeri, vigili del fuoco, agenti di polizia e soccorritori.

Ma l’11 settembre non finì quel giorno.

La polvere, il fumo e i detriti di Ground Zero avrebbero lasciato conseguenze sulla salute di migliaia di persone. E sul piano internazionale, gli attentati avrebbero modificato profondamente la politica, la sicurezza, i viaggi e gli equilibri geopolitici degli anni successivi.

Oggi, a 25 anni di distanza, le immagini di quella mattina sono ancora impresse nella memoria collettiva.

Ma dietro quelle immagini non ci sono soltanto edifici.

Ci sono 2.977 vite.
Ci sono famiglie.
Ci sono storie.
Ci sono persone che quel giorno non tornarono a casa.

L’11 settembre non è soltanto una data della storia.

È il ricordo di un prima e di un dopo.

🕊️ 11 settembre 2001 — 25 anni dopo, per non dimenticare.

#911

Roberto Bolle conquista Hollywood: una stella sulla Walk of Fame per il re della danza italianaLa danza italiana entra n...
06/08/2026

Roberto Bolle conquista Hollywood: una stella sulla Walk of Fame per il re della danza italiana
La danza italiana entra nella leggenda di Hollywood. Roberto Bolle sarà tra le personalità che nel 2027 riceveranno una stella sulla celebre Hollywood Walk of Fame, il prestigioso viale di Los Angeles che rende omaggio agli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo dello spettacolo.
Un riconoscimento che va ben oltre il successo personale e che rappresenta un momento storico per la danza. Non è soltanto il traguardo di una carriera straordinaria, ma il simbolo di un'arte che, grazie a Bolle, ha saputo conquistare nuovi spazi e raggiungere un pubblico sempre più vasto.
Con emozione, l'étoile ha commentato la notizia definendola «il traguardo di una vita». Parole semplici, ma cariche del significato di un percorso costruito con disciplina, sacrificio e una costante ricerca dell'eccellenza.
Nato a Casale Monferrato, Roberto Bolle entra giovanissimo alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano. Da quel momento la sua carriera cresce fino a renderlo Étoile del Teatro alla Scala e Principal Dancer dell'American Ballet Theatre di New York, uno dei massimi riconoscimenti per un ballerino italiano.
Nel corso degli anni ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo, ma il suo contributo più importante è forse quello di aver portato la danza fuori dai teatri. Grazie a spettacoli televisivi, eventi, gala internazionali e al progetto OnDance, ha avvicinato migliaia di persone a quest'arte, contribuendo a renderla più accessibile e popolare.
La stella sulla Walk of Fame assume quindi un valore che supera il riconoscimento individuale. È un tributo alla cultura italiana, alla bellezza del movimento e alla forza universale della danza.
In un'epoca in cui il successo sembra spesso misurarsi con la velocità e la visibilità, Roberto Bolle continua a ricordarci che i traguardi più importanti si costruiscono con il tempo, il rigore e la credibilità. La sua stella illuminerà il suo nome, ma rappresenterà anche un riconoscimento per tutti coloro che credono nella danza come linguaggio universale, capace di unire culture, emozionare il pubblico e lasciare un segno destinato a durare.

Isabella Rossellini, a Locarno il premio che celebra una vita dedicata al grande cinemaCi sono riconoscimenti che arriva...
06/08/2026

Isabella Rossellini, a Locarno il premio che celebra una vita dedicata al grande cinema
Ci sono riconoscimenti che arrivano per un singolo film e altri che abbracciano un'intera esistenza artistica. L'Excellence Award conferito a Isabella Rossellini dal Festival del Cinema di Locarno appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Un omaggio a un'interprete che, con grazia e personalità, ha attraversato oltre quarant'anni di cinema internazionale senza mai smettere di mettersi in gioco.
Nel ricevere il prestigioso premio, Rossellini ha condiviso un ricordo carico di emozione: lo stesso riconoscimento fu assegnato a suo padre Roberto Rossellini nel 1948 e, negli anni successivi, anche a suo fratello. «Io come mio padre e mio fratello», ha dichiarato, racchiudendo in poche parole il significato di un'eredità artistica che continua a vivere attraverso il suo lavoro.
Figlia di due autentiche leggende del cinema mondiale, Roberto Rossellini e Ingrid Bergman, Isabella avrebbe potuto vivere all'ombra di un cognome ingombrante. Ha invece scelto una strada diversa, costruendo una carriera personale fatta di coraggio, curiosità e libertà creativa. Dagli esordi nella moda fino all'affermazione come attrice, ha collaborato con registi del calibro di David Lynch, Robert Zemeckis, Guy Maddin e molti altri, dimostrando una straordinaria versatilità.
Il pubblico continua a ricordarla soprattutto per Blue Velvet, il capolavoro di David Lynch che la impose all'attenzione internazionale, ma il suo percorso non si è mai fermato. Cinema d'autore, produzioni indipendenti, televisione, documentari e teatro hanno contribuito a delineare il profilo di un'artista capace di reinventarsi senza perdere autenticità.
Negli ultimi anni Isabella Rossellini ha conquistato una nuova generazione di spettatori grazie a interpretazioni sempre più intense, culminate con prestigiosi riconoscimenti internazionali e con una candidatura all'Oscar che ha confermato, ancora una volta, la sua straordinaria vitalità artistica.
Il premio assegnato a Locarno rappresenta molto più di una celebrazione della carriera. È il riconoscimento a una donna che ha saputo trasformare un'eredità straordinaria in una voce personale, mantenendo intatto il desiderio di sperimentare e di raccontare il mondo attraverso il cinema.
Nel mondo dello spettacolo esistono cognomi che aprono delle porte, ma sono il talento e la credibilità a decidere quanto a lungo quelle porte resteranno aperte. Isabella Rossellini ha dimostrato che il peso della storia può diventare una spinta, mai una scorciatoia. Il premio ricevuto a Locarno non celebra soltanto ciò che ha fatto, ma soprattutto il modo in cui lo ha fatto: con eleganza, intelligenza e la rara capacità di lasciare sempre parlare il proprio lavoro prima del proprio nome. (Giacomo Molinari)

Addio a Francesco Guccini, la voce che ha insegnato all'Italia a pensareCi sono notizie che non segnano soltanto la cron...
06/08/2026

Addio a Francesco Guccini, la voce che ha insegnato all'Italia a pensare
Ci sono notizie che non segnano soltanto la cronaca, ma lasciano un silenzio. La scomparsa di Francesco Guccini appartiene a questa categoria. Il cantautore si è spento oggi, 6 agosto 2026, all'età di 86 anni, nella sua amata Pavana, circondato dall'affetto della famiglia. Per sua volontà, i funerali si svolgeranno in forma privata.
Con lui se ne va uno degli ultimi grandi narratori della musica italiana. Ridurre Guccini alla definizione di cantautore sarebbe ingiusto: è stato poeta, scrittore, osservatore della società e autore capace di trasformare ogni canzone in un racconto. Le sue parole non cercavano mai il successo facile, ma il significato delle cose, lasciando a chi ascoltava il tempo di riflettere.
Da 'Dio è morto' a 'La locomotiva', da 'Eskimo' a 'Cyrano', passando per 'L'avvelenata', 'Autogrill' e decine di altri brani, Guccini ha accompagnato intere generazioni. Le sue canzoni hanno attraversato la storia italiana parlando di libertà, amicizia, politica, memoria e fragilità umana con una sincerità rara.
Nato a Modena il 14 giugno 1940 e profondamente legato all'Appennino tosco emiliano, ha sempre difeso la propria indipendenza artistica, scegliendo la coerenza invece delle mode. Anche dopo il ritiro dai concerti ha continuato a scrivere e a offrire il suo sguardo sul Paese, diventando un riferimento culturale ben oltre il mondo della musica.
Oggi il cordoglio arriva da artisti, istituzioni e migliaia di persone che nelle sue canzoni hanno trovato una parte della propria storia. Perché Guccini non ha soltanto scritto musica: ha raccontato l'Italia, con tutte le sue contraddizioni, le sue speranze e le sue malinconie.

Ci sono artisti che riempiono gli stadi e artisti che riempiono il tempo. Francesco Guccini apparteneva alla seconda categoria. Non cercava il ritornello perfetto, cercava la verità, anche quando faceva male. Le sue canzoni ci hanno insegnato che la cultura può essere popolare, che la poesia può abitare una chitarra e che raccontare l'Italia significa raccontare le persone. Oggi perdiamo una voce irripetibile, ma non il suo pensiero. Quello continuerà a vivere ogni volta che una sua canzone saprà fermarci, emozionarci e ricordarci chi siamo. (Giacomo Molinari)

MILANO ABBRACCIA FRANCO BARESI: L'ULTIMO SALUTO A UNA LEGGENDAMilano si è fermata per dire addio a Franco Baresi, storic...
04/08/2026

MILANO ABBRACCIA FRANCO BARESI: L'ULTIMO SALUTO A UNA LEGGENDA

Milano si è fermata per dire addio a Franco Baresi, storico capitano del Milan e una delle figure più amate del calcio italiano. Migliaia di persone hanno raggiunto la Basilica di Sant'Ambrogio per partecipare ai funerali del campione scomparso, in una giornata carica di commozione e riconoscenza.

A rendere ancora più toccante la cerimonia è stata la presenza dei compagni di una vita, che hanno voluto portare personalmente il feretro. Tra i presenti, grandi nomi del calcio italiano e internazionale, insieme a tantissimi tifosi che hanno trasformato il silenzio dell'attesa in un lungo applauso, alternato ai cori dedicati al capitano rossonero e alle sciarpe con l'iconica maglia numero 6.

Nell'omelia è stato ricordato non solo il campione, ma soprattutto l'uomo. Un atleta capace di conquistare tutto senza mai perdere quella sobrietà che lo ha contraddistinto dentro e fuori dal campo. Franco Baresi ha rappresentato un raro esempio di fedeltà, trascorrendo l'intera carriera con la stessa maglia e diventando il simbolo di un calcio fatto di sacrificio, rispetto e appartenenza.

L'ultimo saluto di Milano è stato quindi molto più di un funerale: è stato il tributo collettivo a una figura che ha saputo unire generazioni diverse, lasciando un'eredità che va ben oltre i trofei conquistati.

"Ci sono persone che vincono perché sono grandi, e persone che diventano grandi perché non smettono mai di essere semplici. Franco Baresi appartiene a questa seconda categoria. In un tempo in cui tutto cambia velocemente, la sua storia ci ricorda che esistono ancora valori che non passano di moda: la lealtà, il senso di appartenenza e il rispetto. Alla fine, ciò che resta non sono soltanto le vittorie, ma il modo in cui si è scelto di viverle." ( Gacomo Molinari)

ARIANA GRANDE SI FERMA: "È UNA SCELTA CHE AVEVO PRESO DA TEMPO"Ariana Grande ha deciso di prendersi una pausa dagli even...
04/08/2026

ARIANA GRANDE SI FERMA: "È UNA SCELTA CHE AVEVO PRESO DA TEMPO"

Ariana Grande ha deciso di prendersi una pausa dagli eventi pubblici. Una scelta che ha sorpreso molti fan, ma che l'artista ha spiegato personalmente durante una tappa del suo Eternal Sunshine Tour a Chicago.

Con grande sincerità, la cantante ha raccontato che la decisione non è nata d'impulso, ma è il risultato di una riflessione iniziata molto tempo fa. "Non è qualcosa che ho deciso ieri", ha spiegato al pubblico, sottolineando di aver sentito il bisogno di rallentare dopo anni vissuti sotto i riflettori.

Negli ultimi mesi Ariana è tornata al centro dell'attenzione non solo per il successo musicale e cinematografico, ma anche per i continui commenti sul suo aspetto fisico e sulla sua vita privata. Un'esposizione costante che, come lei stessa ha lasciato intendere, ha avuto un peso importante.

Nonostante questo, ha definito l'Eternal Sunshine Tour una delle esperienze più significative della sua carriera. Ha raccontato di essersi sentita accolta, compresa e, in un certo senso, "guarita" dall'affetto del pubblico. Proprio per rispetto verso i suoi fan e verso se stessa ha deciso di fermarsi ora, prima che il ritmo incessante del lavoro possa compromettere il suo equilibrio personale.

La pausa comporterà anche la rinuncia ad alcuni impegni già previsti, tra cui il ritorno sulle scene teatrali a Londra. Ariana, però, ha rassicurato tutti: non si tratta di un addio, ma della necessità di concedersi il tempo per ritrovare energie, serenità e ispirazione.

Forse abbiamo dimenticato che gli artisti non sono macchine progettate per produrre emozioni senza sosta. Sono persone, con fragilità, limiti e bisogni esattamente come chi li applaude. Fermarsi, a volte, non significa arrendersi, ma avere il coraggio di preservare quella parte di sé da cui nasce ogni forma d'arte. E probabilmente è proprio questa la lezione più bella che Ariana Grande ci lascia oggi.

Così dice il nostro direttore, Giacomo Molinari

Addio a Bonnie Tyler, la voce che trasformò la fragilità in potenzaSi è spenta all'età di 75 anni Bonnie Tyler, una dell...
09/07/2026

Addio a Bonnie Tyler, la voce che trasformò la fragilità in potenza
Si è spenta all'età di 75 anni Bonnie Tyler, una delle voci più riconoscibili della musica internazionale. L'artista gallese, il cui vero nome era Gaynor Hopkins, è morta in Portogallo dopo le complicazioni legate a un delicato intervento chirurgico. Con lei se ne va un timbro vocale che ha attraversato generazioni, capace di rendere immortali brani come «Total Eclipse of the Heart», «Holding Out for a Hero» e «It's a Heartache».
La sua voce roca, diventata il suo marchio di fabbrica quasi per caso dopo un intervento alle corde vocali alla fine degli anni Settanta, trasformò quello che poteva sembrare un limite in un'identità artistica inconfondibile. Una lezione di resilienza che ha accompagnato tutta la sua carriera.
Negli anni Ottanta Bonnie Tyler divenne un simbolo del pop-rock internazionale grazie alla collaborazione con Jim Steinman, autore di alcuni dei suoi più grandi successi. «Total Eclipse of the Heart» conquistò le classifiche di tutto il mondo, mentre «Holding Out for a Hero» entrò definitivamente nell'immaginario collettivo grazie al cinema e alla televisione, continuando ancora oggi a essere utilizzata in film, serie e spettacoli.
Nonostante il passare degli anni, Bonnie Tyler non ha mai smesso di esibirsi, mantenendo un rapporto autentico con il pubblico europeo e rappresentando il Regno Unito anche all'Eurovision Song Contest nel 2013. Il suo ultimo album, «The Best Is Yet to Come», pubblicato nel 2021, sembrava quasi un manifesto di ottimismo, un titolo che oggi assume un significato ancora più intenso.
In queste ore il mondo della musica le rende omaggio. Tra i tanti messaggi di cordoglio figurano quelli di Catherine Zeta-Jones, Bryan Adams, Rod Stewart e Cliff Richard, che hanno ricordato non solo l'artista straordinaria, ma anche la donna ironica, generosa e profondamente amata da colleghi e amici.

«Ci sono artisti che interpretano una canzone e artisti che riescono a trasformarla in memoria collettiva. Bonnie Tyler apparteneva a questa seconda categoria. La sua voce non era perfetta: era vera. E proprio per questo continuerà a emozionare chiunque, perché l’arte autentica non invecchia e non scompare. Rimane.», questo il pensiero del nostro editore Giacomo Molinari

CONTAMINAZIONI: IL MOLINARI ART CENTER CHIUDE L’ANNO ACCADEMICO AL TEATRO BRANCACCIOROMA - Sarà il prestigioso palcoscen...
24/06/2026

CONTAMINAZIONI: IL MOLINARI ART CENTER CHIUDE L’ANNO ACCADEMICO AL TEATRO BRANCACCIO

ROMA - Sarà il prestigioso palcoscenico del ad accogliere, domani, lo spettacolo di fine anno del intitolato “Contaminazioni”, evento conclusivo dell’anno accademico che vedrà protagonisti allievi, docenti e giovani professionisti della struttura diretta da

Il titolo scelto per questa edizione racchiude perfettamente la filosofia che anima il Molinari Art Center: l’incontro tra linguaggi artistici differenti, il dialogo tra discipline e la reciproca influenza tra percorsi formativi che si intrecciano per dare vita a nuove forme espressive. Una vera e propria contaminazione creativa che coinvolge danza, teatro, musica e arti performative.

Sul palco si alterneranno tutti i corsi della scuola delle due sedi di Roma Marconi e Ciampino, dai più giovani agli allievi dei percorsi avanzati, fino agli studenti dei corsi di perfezionamento e avviamento professionale , riconosciuti dal e diretti da Giacomo Molinari.

Tra i momenti più attesi della serata spicca il tributo che ha voluto dedicare a Raffaella Carrà, a cinque anni dalla sua scomparsa. Un omaggio a una delle figure più amate e rivoluzionarie dello spettacolo italiano, artista capace di abbattere confini generazionali, culturali e artistici.

A rendere ancora più speciale questo momento sarà la partecipazione di , che interpreterà alcune delle canzoni più iconiche del repertorio della Carrà, accompagnando il pubblico in un viaggio tra musica, ricordi ed emozioni.

“Contaminazioni” si preannuncia dunque come una grande festa delle arti performative, un’occasione per celebrare il lavoro svolto durante l’anno e per raccontare, attraverso il talento degli allievi e la visione dei docenti, l’importanza dell’incontro tra esperienze, linguaggi e sensibilità differenti.

Una serata che promette spettacolo, emozione e quella passione per l’arte che da sempre rappresenta il cuore pulsante del

Così dice il nostro editore e direttore artistico

CONTAMINAZIONI: IL MOLINARI ART CENTER CHIUDE L’ANNO ACCADEMICO AL TEATRO BRANCACCIOROMA - Sarà il prestigioso palcoscen...
24/06/2026

CONTAMINAZIONI: IL MOLINARI ART CENTER CHIUDE L’ANNO ACCADEMICO AL TEATRO BRANCACCIO

ROMA - Sarà il prestigioso palcoscenico del ad accogliere, domani, lo spettacolo di fine anno del Molinari Art Center intitolato “Contaminazioni”, evento conclusivo dell’anno accademico che vedrà protagonisti allievi, docenti e giovani professionisti della struttura diretta da Giacomo Molinari.

Il titolo scelto per questa edizione racchiude perfettamente la filosofia che anima il Molinari Art Center: l’incontro tra linguaggi artistici differenti, il dialogo tra discipline e la reciproca influenza tra percorsi formativi che si intrecciano per dare vita a nuove forme espressive. Una vera e propria contaminazione creativa che coinvolge danza, teatro, musica e arti performative.

Sul palco si alterneranno tutti i corsi della scuola delle due sedi di Roma Marconi e Ciampino, dai più giovani agli allievi dei percorsi avanzati, fino agli studenti dei corsi di perfezionamento e avviamento professionale , riconosciuti dal e diretti da Giacomo Molinari.

Tra i momenti più attesi della serata spicca il tributo che Giacomo Molinari ha voluto dedicare a Raffaella Carrà, a cinque anni dalla sua scomparsa. Un omaggio a una delle figure più amate e rivoluzionarie dello spettacolo italiano, artista capace di abbattere confini generazionali, culturali e artistici.

A rendere ancora più speciale questo momento sarà la partecipazione di , che interpreterà alcune delle canzoni più iconiche del repertorio della Carrà, accompagnando il pubblico in un viaggio tra musica, ricordi ed emozioni.

“Contaminazioni” si preannuncia dunque come una grande festa delle arti performative, un’occasione per celebrare il lavoro svolto durante l’anno e per raccontare, attraverso il talento degli allievi e la visione dei docenti, l’importanza dell’incontro tra esperienze, linguaggi e sensibilità differenti.

Una serata che promette spettacolo, emozione e quella passione per l’arte che da sempre rappresenta il cuore pulsante del

Così dice il nostro editore e direttore artistico

CONTAMINAZIONI: IL MOLINARI ART CENTER CHIUDE L’ANNO ACCADEMICO AL TEATRO BRANCACCIOROMA - Sarà il prestigioso palcoscen...
24/06/2026

CONTAMINAZIONI: IL MOLINARI ART CENTER CHIUDE L’ANNO ACCADEMICO AL TEATRO BRANCACCIO

ROMA - Sarà il prestigioso palcoscenico del Teatro Brancaccio ad accogliere, domani, lo spettacolo di fine anno del Molinari Art Center intitolato “Contaminazioni”, evento conclusivo dell’anno accademico che vedrà protagonisti allievi, docenti e giovani professionisti della struttura diretta da Giacomo Molinari.

Il titolo scelto per questa edizione racchiude perfettamente la filosofia che anima il Molinari Art Center: l’incontro tra linguaggi artistici differenti, il dialogo tra discipline e la reciproca influenza tra percorsi formativi che si intrecciano per dare vita a nuove forme espressive. Una vera e propria contaminazione creativa che coinvolge danza, teatro, musica e arti performative.

Sul palco si alterneranno tutti i corsi della scuola delle due sedi di Roma Marconi e Ciampino, dai più giovani agli allievi dei percorsi avanzati, fino agli studenti dei corsi di perfezionamento e avviamento professionale “Innovation in Performing Arts”, riconosciuti dal Ministero della Cultura e diretti da Giacomo Molinari.

Tra i momenti più attesi della serata spicca il tributo che Giacomo Molinari ha voluto dedicare a Raffaella Carrà, a cinque anni dalla sua scomparsa. Un omaggio a una delle figure più amate e rivoluzionarie dello spettacolo italiano, artista capace di abbattere confini generazionali, culturali e artistici.

A rendere ancora più speciale questo momento sarà la partecipazione di Sofia Caselli, che interpreterà alcune delle canzoni più iconiche del repertorio della Carrà, accompagnando il pubblico in un viaggio tra musica, ricordi ed emozioni.

“Contaminazioni” si preannuncia dunque come una grande festa delle arti performative, un’occasione per celebrare il lavoro svolto durante l’anno e per raccontare, attraverso il talento degli allievi e la visione dei docenti, l’importanza dell’incontro tra esperienze, linguaggi e sensibilità differenti.

Una serata che promette spettacolo, emozione e quella passione per l’arte che da sempre rappresenta il cuore pulsante del Molinari Art Center.

Così dice il nostro editore e direttore artistico Giacomo Molinari.

Indirizzo

Via Antonino Lo Surdo 51
Rome
00146

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