08/01/2026
«Il romanzo esce in Francia nel ’51: nella sua prefazione, citando de Musset, il traduttore Marcel Arland lo definisce la "confessione di una figlia del secolo"; la rivista “Esprit” lo accosta invece al cinema neorealista – con il quale però, bisogna riconoscerlo, non c’entra nulla. Se c’è un regista italiano cui Milani può essere accostata è Michelangelo Antonioni, per il disagio storico ed esistenziale che entrambi esprimono, benché lui esordisca tre anni dopo di lei. Apprezzato da Sartre e de Beauvoir, "Storia di Anna Drei" è considerato un esempio di Esistenzialismo italiano: "Ma il mio Esistenzialismo non è come quello francese. Forse vi è più religione, meno disperazione", asserì Milani. Sulla religione sono d’accordo, sulla disperazione no.»
Dalla postfazione di Rosella Postorino a "Storia di Anna Drei" di Milena Milani (in 📷 particolare del retro di copertina con l'illustrazione di Silvia Franchini).
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