06/08/2026
«Fin dall’incipit, siamo convocati in una società che ha conosciuto un “prima” e un “dopo”, corrispondenti all’invasione dei volatili. Su richiesta della figlia, un uomo ormai anziano rievoca la catastrofe, a partire dal giorno in cui gli stormi iniziarono a radunarsi sul monumento a Nelson, in Trafalgar Square. In quel momento il pianeta è in subbuglio, i nazionalismi stavano riemergendo, non c’è tempo da perdere con stranezze del genere. Ma il fenomeno non si interrompe e, al contrario, cresce di misura e di intensità. Si verificano le prime aggressioni (come nel film, c’è una cabina telefonica presa crudelmente di mira) e l’angoscia si diffonde ovunque, ancora più pericolosa delle spedizioni punitive compiute dagli uccelli. Eserciti e armamenti sono inutili, inutile risulta ogni controffensiva. Per liberarsi della maledizione, bisogna avere il coraggio di fissare lo sguardo nello sguardo degli uccelli. Uno alla volta, uno per uno. Solo così il demone si lascia ammansire e la vita può tornare a scorrere.»
Su Avvenire di oggi la recensione de "Gli uccelli" di Frank Baker curata da Alessandro Zaccuri.
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