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Un metodo di analisi delle cupole adrianee.Il vestibolo di Piazza d’Oro e l’aula ottagonale delle Piccole Terme𝘢 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘪...
02/09/2026

Un metodo di analisi delle cupole adrianee.
Il vestibolo di Piazza d’Oro e l’aula ottagonale delle Piccole Terme
𝘢 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘓𝘶𝘤𝘢 𝘊𝘪𝘱𝘳𝘪𝘢𝘯𝘪, 𝘍𝘪𝘭𝘪𝘱𝘱𝘰 𝘍𝘢𝘯𝘵𝘪𝘯𝘪

Il tema delle cupole nel mondo romano costituisce un ambito di indagine complesso, che coinvolge aspetti tecnologici, formali e teorici. Questo studio analizza il rapporto tra i dettami vitruviani e la manualistica alessandrina relativa ai computi necessari per la progettazione e l’esecuzione degli edifici, mettendoli in relazione con le soluzioni voltate di età adrianea. L’obiettivo è comprendere come le conoscenze scientifico-tecnologiche abbiano influenzato la definizione di forme architettoniche complesse. L’approccio adottato, di tipo deterministico, interpreta gli ambienti cupolati di Villa Adriana a Tivoli, evidenziando come il contesto e la rapidità di esecuzione di due cupole – il vestibolo della Piazza d’Oro e l’aula ottagonale delle Piccole Terme – siano il risultato di avanzate competenze geometriche e matematiche applicate, unite a una forte pragmaticità che condusse a significative revisioni progettuali. Schemi come l’ad quadratum, integrati con maglie modulari tipiche della progettazione classica, offrono strumenti utili per chiarire le connessioni tra teoria e prassi costruttiva. Il confronto con edifici documentati mediante rilievi fotogrammetrici e laser scanner consente di verificare analogie e differenze tra procedure teoriche e soluzioni di cantiere. Tale approccio, che combina analisi filologica indagine geometrica, contribuisce a una più profonda comprensione delle tecniche costruttive romane e fornisce nuove chiavi interpretative per lo studio delle cupole nel quadro dell’archeologia e della storia del progetto architettonico.

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Ville e giardini della Tuscia nel Cinquecento. Storia, arte, architettura𝘢 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘝𝘢𝘭𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘢 𝘉𝘶𝘳𝘨𝘢𝘴𝘴𝘪, 𝘊𝘭𝘢𝘶𝘥𝘪𝘰 𝘊𝘢𝘴𝘵𝘦𝘭𝘭𝘦𝘵...
30/07/2026

Ville e giardini della Tuscia nel Cinquecento. Storia, arte, architettura
𝘢 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘝𝘢𝘭𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘢 𝘉𝘶𝘳𝘨𝘢𝘴𝘴𝘪, 𝘊𝘭𝘢𝘶𝘥𝘪𝘰 𝘊𝘢𝘴𝘵𝘦𝘭𝘭𝘦𝘵𝘵𝘪, 𝘈𝘭𝘦𝘴𝘴𝘢𝘯𝘥𝘳𝘰 𝘚𝘱𝘪𝘭𝘢

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Sofiana in Sicilia centro-meridionale (tardo III–metà IX secolo d.C.): dall’agro-town tardo-imperiale al villaggio medio...
30/07/2026

Sofiana in Sicilia centro-meridionale (tardo III–metà IX secolo d.C.): dall’agro-town tardo-imperiale al villaggio medio-bizantino
𝘢 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘌𝘮𝘢𝘯𝘶𝘦𝘭𝘦 𝘝𝘢𝘤𝘤𝘢𝘳𝘰

Nel cuore della Sicilia centro-meridionale, Sofiana offre una prospettiva privilegiata sulle trasformazioni che interessarono l’isola tra la tarda età romana e l’Altomedioevo. Questo volume presenta i risultati delle ricerche condotte tra il 2009 e il 2025 e ricostruisce l’evoluzione dell’insediamento tra la fine del III e il IX secolo d.C., seguendone il passaggio da agro-town tardo-imperiale a villaggio bizantino. Attraverso l’integrazione di dati di scavo, ricognizioni di superficie, prospezioni geofisiche e analisi bioarcheologiche, si ricostruiscono le trasformazioni che interessarono una comunità rurale della Sicilia interna e il suo territorio nel contesto del Mediterraneo centrale, nella lunga durata.

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ᴘᴀᴘᴇʀꜱ ᴏꜰ ᴛʜᴇ ʀᴏʏᴀʟ ɴᴇᴛʜᴇʀʟᴀɴᴅꜱ ɪɴꜱᴛɪᴛᴜᴛᴇ ɪɴ ʀᴏᴍᴇInner Sabina before Rome: Landscape, Settlement, and Society in the Cen...
28/07/2026

ᴘᴀᴘᴇʀꜱ ᴏꜰ ᴛʜᴇ ʀᴏʏᴀʟ ɴᴇᴛʜᴇʀʟᴀɴᴅꜱ ɪɴꜱᴛɪᴛᴜᴛᴇ ɪɴ ʀᴏᴍᴇ
Inner Sabina before Rome: Landscape, Settlement, and Society in the Central Apennines
𝘋𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘔𝘰𝘯𝘵𝘪

For centuries, the mountain regions of central Italy have occupied a marginal place in historical narratives of pre-Roman Italy, often portrayed as peripheral, isolated, or resistant to change. This volume challenges that view through a comprehensive archaeological reconstruction of the inner Sabina, the upland territory mostly straddling the modern regions of Lazio and Umbria, geographically framed by the river Nera, the Sibillini mountains, the Velino valley, and the Reatini range, and centred in the Roman period on the town of Nursia (modern Norcia).

Focusing on the first millennium BC up to the Roman conquest traditionally associated with the campaign of Manius Curius Dentatus in 290 BC, the book explores how local communities structured their territories, organised mobility, exploited resources, and negotiated social relationships across a demanding mountain environment. Combining landscape archaeology, settlement analysis, and GIS-based spatial modelling, it reconstructs patterns of settlement, connectivity, and land use in order to offer a fundamentally new picture of this region.��Rather than a marginal or static world, the inner Sabina emerges as a dynamic landscape shaped by communities capable of developing complex territorial strategies and forms of social organisation. By situating this case study within wider debates on ancient landscapes and human–environment relationships, the volume offers a broader contribution to the archaeology of mountain societies and pre-Roman Italy.

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I monumenti funerari del Lazio antico𝘊𝘭𝘢𝘶𝘥𝘪𝘢 𝘓𝘪𝘷𝘳𝘪𝘯𝘪I monumenti funerari sono stati un elemento caratterizzante delle ca...
28/07/2026

I monumenti funerari del Lazio antico
𝘊𝘭𝘢𝘶𝘥𝘪𝘢 𝘓𝘪𝘷𝘳𝘪𝘯𝘪

I monumenti funerari sono stati un elemento caratterizzante delle campagne laziali dall’antichità fino ai giorni nostri, percepiti come tali fin dal medioevo e oggetto dell’interesse dei primi antiquari e disegnatori. Al tempo della loro ideazione e costruzione, essi hanno costituito anche uno dei campi nei quali si è espressa la volontà di autorappresentazione dei loro committenti, che ad essi affidavano la memoria della propria persona o della propria famiglia.
La definizione di una nuova tipologia di questi monumenti e la seriazione che ne deriva hanno consentito di raccontare la storia dell’architettura funeraria nel Lazio dall’VIII secolo a.C. al VI secolo d.C., nei suoi momenti di innovazione e in quelli di continuità. L’osservazione della distribuzione di Classi e Tipi sul territorio nel progredire di questa storia ha permesso l’emergere di caratteristiche locali, specchio delle sensibilità delle diverse comunità, e di scelte individuali.

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L’ultima battaglia di Muro Leccese, la città che sfidò RomaArcheologia di un campo di battaglia della seconda guerra pun...
23/07/2026

L’ultima battaglia di Muro Leccese, la città che sfidò Roma
Archeologia di un campo di battaglia della seconda guerra punica
𝘍𝘳𝘢𝘯𝘤𝘦𝘴𝘤𝘰 𝘔𝘦𝘰, 𝘚𝘦𝘳𝘦𝘯𝘢 𝘝𝘪𝘷𝘢

L’ultima battaglia di Muro Leccese, la città che sfidò Roma rappresenta uno dei contributi più innovativi e significativi degli ultimi anni nell’ambito dell’archeologia del conflitto e degli studi sulla Messapia preromana. Attraverso oltre venticinque anni di ricerche archeologiche condotte nel sito messapico di Muro Leccese, il volume ricostruisce con rigore scientifico e straordinaria ricchezza di dati le vicende che portarono alla distruzione della città nel corso della seconda guerra punica.
L’opera integra in modo originale dati archeologici, storia militare, antropologia fisica, analisi tafonomiche, archeologia sperimentale e tecnologie digitali, offrendo una lettura multidisciplinare degli eventi bellici che interessarono il Salento nel III sec. a.C. Le evidenze emerse dagli scavi – ghiande missili in piombo, proiettili litici di catapulta, dardi di scorpio, strutture difensive e tracce materiali dell’assedio – consentono di ricostruire con rara precisione le dinamiche di uno scontro armato tra Roma e una delle principali città messapiche dell’Italia meridionale.
Particolare rilievo assumono le analisi antropologiche delle sepolture anomale rinvenute nel sito, che restituiscono la dimensione umana della guerra attraverso l’osservazione delle pratiche funerarie d’emergenza, lo studio dei traumi e delle condizioni di vita degli individui coinvolti nel conflitto.
Il volume si distingue anche per l’attenzione alla public archaeology, con contributi di Ruben Cataldo e Francesco Cellamare dedicati alla ricostruzione di macchine d’assedio romane. Di notevole rilevanza, a fini divulgativi, è inoltre la ricostruzione facciale di uno degli individui coinvolti negli scontri, realizzata da Chantal Milani mediante avanzate tecnologie di modellazione tridimensionale.
Ne emerge un’opera capace di coniugare profilo scientifico, innovazione metodologica e impatto comunicativo.
Grazie alla qualità delle evidenze raccolte e all’approccio interdisciplinare adottato, il libro costituisce pertanto un contributo rilevante agli studi di battlefield archaeology. In un panorama in cui la guerra annibalica è stata a lungo studiata prevalentemente attraverso le fonti letterarie, questo volume dimostra quanto l’archeologia possa restituire ciò che i testi tacciono: i corpi, le armi, le scelte disperate di una città che tentò di opporsi alla conquista romana.

➤ Maggiori informazioni https://edizioniquasar.it/collections/frontpage/products/ultima-battaglia

Indirizzo

Via Ajaccio, 41-43
Rome
00198

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