01/10/2026
Spesso alcuni di voi mi segnalano situazioni in cui il sospetto narcisista è un soggetto che appartiene al mondo dell’autorità giudiziaria o delle forze di polizia.
Ed è un tema delicatissimo. Perché quando un soggetto malato di potere riesce a entrare – e a restare – in questi ambiti professionali, i danni potenziali diventano incalcolabili.
Parliamo di ruoli che conferiscono autorità, legittimazione sociale e potere decisionale sulla vita altrui. Se questi strumenti finiscono nelle mani di una personalità con tratti di narcisismo maligno, il rischio non è solo individuale, ma sistemico.
Cosa succede, psicologicamente, quando il narcisista indossa una toga o una divisa?
Il narcisista maligno non cerca giustizia, verità o tutela. Cerca conferma del proprio Sé grandioso.
Il ruolo istituzionale diventa il palcoscenico perfetto.
Ecco i principali rischi clinici e operativi.
1. Decisioni guidate dall’Io, non dai fatti
Il dato oggettivo viene piegato ai bisogni interni del soggetto.
Chi viene percepito come “simile” può essere idealizzato.
Chi viene vissuto come “minaccia narcisistica” può essere demolito, punito, perseguito.
Non per ciò che fa, ma per ciò che rappresenta.
2. Identificazione patologica o intolleranza assoluta
Il narcisista maligno oscilla tra due poli:
• identificazione fusionale (“questa persona sono io”),
• intolleranza totale (“questa persona va distrutta”).
In entrambi i casi, salta l’imparzialità.
3. Uso del potere come regolatore emotivo
Il potere non è uno strumento: è una droga.
Serve a calmare rabbia, frustrazione, vergogna, senso di vuoto.
Ogni decisione diventa un atto di auto-regolazione emotiva, non di giustizia.
4. Vendicatività mascherata da rigore
La sanzione non è proporzionata, è punitiva.
Il linguaggio è formalmente corretto, ma il contenuto è intriso di ostilità.
È la crudeltà che indossa abiti istituzionali.
5. Distruzione silenziosa delle vittime
Le prime a pagare sono quasi sempre:
• i familiari,
• i partner,
• i colleghi subordinati.
Poi, chiunque “capiti sotto tiro”.
Persone che spesso non capiscono nemmeno cosa stia accadendo, perché l’abuso è legittimato dal ruolo.
6. Assenza totale di insight
Il narcisista maligno non dubita.
Non si interroga.
Non corregge.
Ogni critica viene letta come attacco, complotto, persecuzione.
E quindi rilanciata con ulteriore aggressivi
Non è il ruolo a creare il problema.
È la personalità che, entrando in un ruolo di potere, trova finalmente lo strumento perfetto per esprimere il proprio funzionamento patologico.
Ed è per questo che, in questi contesti, i controlli, la supervisione, la collegialità e i contrappesi non sono fastidi burocratici, ma dispositivi di sicurezza psicologica.
Perché quando il potere incontra una mente disturbata dal bisogno di dominio,
il rischio più grande è uno solo:
che l’abuso smetta di sembrare abuso e inizi a sembrare “atto dovuto”.
E questo, in uno Stato di diritto, è il punto di non ritorno.