Sharing TV Europa

Sharing TV Europa SHARING EUROPA: 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙏𝙫 𝙞𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖𝙣𝙖 𝙣𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 - 𝙎𝙩𝙖𝙧𝙩 𝙪𝙥 𝙞𝙣𝙣𝙤𝙫𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖: multidevice.

www.sharingcube.eu , Canale 251 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙩𝙚𝙧𝙧𝙚𝙨𝙩𝙧𝙚 HBBTV.
1° TV AL MONDO CHE TRASMETTE NEL METAVERSO Sharing TV è la prima televisione nel XXI secolo che, nata con dimensione regionale, sbarca su un canale nazionale. Solo TeleMilano 58 ha raggiunto questo risultato prima di Sharing TV con continuità aziendale, trasformandosi in Canale 5. La differenza, rispetto al precedente illustre, è che oggi h

anno trionfato le idee e le competenze. Sharing TV, da metà luglio 2020 e fino a Marzo 2021 ha trasmesso sul canale nazionale 154 del digitale terrestre e diventa Sharing TV +. Nel 2022 si appresta a sbarcare su TVSAT e piattaforma SKY
Una emittente già ricca di valori innovativi dalla sua origine, avvenuta il 19 luglio 2018, essendo la PRIMA TV NATIVA DIGITALE riconosciuta START UP INNOVATIVA, nata come comunità delle Idee, con la condivisione delle conoscenze e competenze innovative e digitali, Sharing TV trasmette i propri programmi in ambito regionale della Puglia sul canale 272. Il passaggio da TV Regionale a TV nazionale è un risultato straordinario, raggiunto a tempo di record, dopo appena 2 anni (era il 19 Luglio 2018) dalla nascita della Sharing Communication Agency. Il 2019 è stato un anno particolarmente significativo per qualità riconosciuta delle produzioni e dei progetti, gratificata del Premio Nazionale di Giornalismo Maria Grazia Cutuli a novembre 2019 (nel 2021 è stato assegnato a Papa Francesco) e dal riconoscimento di MEDIA INFLUENCER a Dicembre 2019 per aver superato, nei mesi di novembre e dicembre scorsi, il record di 5 milioni di visualizzazioni. Il 14 febbraio del 2020 a Lodi, immediatamente prima dello scoppio della Pandemia COVID ‐19, viene premiata tra le migliori 3 start up innovative del settore Comunicazione in Italia. Altro riconoscimento in tempo di COVID, per Sharing TV è l’ottenimento dell’autorizzazione alla trasmissione in diretta dei principali eventi di Papa Francesco, ivi comprese le cerimonie Pasquali e l’avvincente preghiera Urbi Et Orbi del 27 marzo e l’autorizzazione a trasmettere i principali eventi in diretta del Parlamento Europeo. Negli ultimi 24 mesi il lavoro di Sharing TV è stato gratificato da un milione di visualizzazioni social (risultato che ha pochi eguali nel settore). Un esempio da seguire, basato sul credere nelle proprie idee e perseguirle con ostinazione e competenza. Credere in noi significa investire in talenti ed eccellenza.
È un’occasione unica per dimostrare intuito, fiuto per i progetti che valgono, per aiutare i giovani a rimanere nel proprio territorio e spendere le migliori competenze per dimostrare al meglio i propri talenti

GARLASCO, ADNKRONOS DIFFONDE IN ESCLUSIVA IL VIDEO DELL’INTERROGATORIO DI MARCO POGGI: “MAI VISTI I VIDEO DI CHIARA. SE ...
11/06/2026

GARLASCO, ADNKRONOS DIFFONDE IN ESCLUSIVA IL VIDEO DELL’INTERROGATORIO DI MARCO POGGI: “MAI VISTI I VIDEO DI CHIARA. SE SEMPIO HA UNA CHIAVETTA L’AVREBBE RUBATA A CASA MIA.” GLI INQUIRENTI LO DEFINISCONO “OSTILE”. E INTANTO SI MOLTIPLICANO LE FUGHE DI ATTI RISERVATI

Tre giorni fa Quarta Repubblica mandava in onda il video dell’interrogatorio di Stasi. Oggi Adnkronos pubblica quello di Marco Poggi. Due soggetti diversi, due atti distinti, tre giorni di distanza. La domanda su chi fornisca questi materiali riservati rimane senza risposta

La deposizione

Il 6 maggio 2026, alle 9.50, Marco Poggi — fratello di Chiara, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 — compare al terzo piano del Palazzo di giustizia di Pavia in veste di testimone. Per circa un’ora e mezza risponde alle domande dei pubblici ministeri Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, affiancate da un carabiniere.

Il video di quella deposizione è stato diffuso in esclusiva da Adnkronos l’11 giugno 2026 ed è già riportato da Il Giorno, Il Messaggero e Il Giornale.

“Mai visti i video. Se li ha, ha rubato una chiavetta”

Marco Poggi è categorico: “Non ho mai visto video intimi di mia sorella Chiara. Non ho mai avuto sul mio cellulare video di Chiara e non li ho mai mostrati a nessuno.”

Quando i pm gli prospettano l’ipotesi che Sempio possa essere in possesso di un video intimo della sorella, la risposta non cambia: “Mi sembra impossibile. Confermo di nuovo che io non ho visto i video. Non riesco a trovare una spiegazione.”

Marco Poggi esclude che gli amici, tra cui Sempio, usassero il suo computer in sua assenza: “A me sembra impossibile perché quando andavamo lì c’ero anche io. Non posso escludere che talvolta io mi sia allontanato per andare in bagno o andare a prendere da bere, anche se non ho ricordi in tal senso.”

Sull’ipotesi della chiavetta USB — quella di cui Sempio parla nelle intercettazioni, affermando di averla presa dalla camera di Chiara — Marco Poggi non si sottrae ma ne contesta la plausibilità: “Se la devo dare una spiegazione, seppur assurda, visto che nelle intercettazioni si parla di una chiavetta con video intimi e che Sempio ha perso una penna USB che c’era in camera di Chiara e se l’è portata a casa — mi sembra f***e che qualcuno venga a casa e mi rubi qualcosa, qualcuno se ne sarebbe accorto.”

Lo scontro su DNA e impronta 33

I toni si surriscaldano quando si affrontano gli indizi contro Sempio — il DNA sulle unghie di Chiara e l’impronta 33. Le parole di Marco Poggi suonano, a chi indaga, come una difesa d’ufficio dell’amico di scuola e come una critica alla nuova inchiesta che mette in discussione la colpevolezza del condannato Alberto Stasi.

Marco Poggi sintetizza la vita della sorella come “casa — lavoro — Alberto” e non crede all’ossessione di Sempio verso Chiara: “Perché non dirlo a me che c’era un amico che le rompeva le scatole?”

Come gli inquirenti definiscono la testimonianza

Nelle carte dell’inchiesta il confronto con Marco Poggi viene definito “ostile” dagli inquirenti, come se il fratello della vittima fosse incline a una “costante difesa d’ufficio” di Sempio. Una valutazione già documentata nel rapporto del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Milano, che aveva annotato come le risposte di Marco Poggi evidenziassero “un atteggiamento oppositivo con il quale il teste più che a rispondere in maniera circostanziata alle domande che gli venivano poste le contesta.”

La questione irrisolta: due soggetti diversi, due atti diversi, tre giorni di distanza

C’è un elemento che questa redazione ritiene necessario segnalare nel suo complesso. L’8 giugno 2026 Quarta Repubblica aveva mandato in onda in esclusiva spezzoni del video dell’interrogatorio di Alberto Stasi del 20 maggio 2025 davanti al procuratore Napoleone. Oggi, 11 giugno, è Adnkronos a pubblicare in esclusiva il video dell’interrogatorio di Marco Poggi del 6 maggio 2026.

Due soggetti distinti — una trasmissione televisiva Mediaset e un’agenzia di stampa — diffondono a tre giorni di distanza due atti di indagine riservati, riferiti a due soggetti diversi, entrambi coperti dall’art. 114 del codice di procedura penale. Chi fornisca questi materiali, e in quale veste, non risulta dichiarato pubblicamente né da Quarta Repubblica né da Adnkronos. La Procura di Pavia ha già precisato in passato di non essere responsabile delle fughe di notizie. La domanda su chi stia autorizzando o consentendo la sistematica diffusione di questi atti rimane, allo stato, senza risposta pubblica verificata.

Marco Poggi non è indagato e la Procura di Pavia ha escluso ogni suo coinvolgimento nell’omicidio. Andrea Sempio è indagato e non è stato rinviato a giudizio: è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Lo stesso vale per tutte le altre persone citate nel presente articolo in relazione a procedimenti penali.

Fonti: Adnkronos, 11 giugno 2026 (video esclusivi interrogatorio Marco Poggi, 6 maggio 2026); Il Giorno, 11 giugno 2026; Il Messaggero, 11 giugno 2026; Il Giornale, 11 giugno 2026; Today.it, 11 giugno 2026; Libero.it, 11 giugno 2026; Quarta Repubblica, Rete 4, 8 giugno 2026 (video interrogatorio Stasi); Il Giornale d’Italia, 9 giugno 2026; Il Giornale, 9 maggio 2026 (atti Nucleo Investigativo Carabinieri Milano). Tutte le persone citate sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

IL COMUNE DI FOGGIA TRA SUPEROI POTENZIALI E QUAQUARAQA' PUNTA AL RITORNO DELLA SINDACA PER FINIRE LA LEGISLATURA.Questo...
11/06/2026

IL COMUNE DI FOGGIA TRA SUPEROI POTENZIALI E QUAQUARAQA' PUNTA AL RITORNO DELLA SINDACA PER FINIRE LA LEGISLATURA.
Questo titolo è ispirato dalle dichiarazioni del Socialista Mino Di Chiara che ha voluto precisare che l'Avv. IORIO, vera vittima di questo squallido teatrino, non è BATMAN.
Quindi il primo della lista diventa Mario Dal Maso, capogruppo del Movimento 5 Stelle, assente a San Giovanni Rotondo da Conte e assente in aula lunedì, "imbrigliato dai consiglieri del PD, tornati in aula per recitare una prova d'amore.
Il calesse è partito con una rapidità degna di Mennea a Città Del Messico, dove ha conquistato il record del Mondo. La Sindaca non ha avuto nemmeno il tempo di leggere le sue dimissioni in aula. Poi sappiamo come sono andate le cose.
Ora convincere la Sindaca a ritornare diventa difficile, soprattutto dopo l'intervento del Prefetto, dopo l'ennesimo taglio del nastro naufragato nella perdita di un finanziamento PNRR (Via San Severo, con lavori che erano fermi da mesi), 5 Asili non più finanziati.
Oggi Rosa Barone e Mario Furore hanno voluto far conoscere la loro posizione.
Il PD si vanta di essere il partito principali, Tempi Moderni oramai sarebbe in maggioranza anche con la Giunta di Teletubbies o con un Assessore nuovo creato con l'Intelligenza Artificiale.
Quindi sarà SUPERMARIO a guardare le spalle a Dal Maso mentre viene inseguito da WONDERWOMAN?
Sfatiamo anche un altro FALSO MITO . Il commissariamento entrebbe in vigore dal 1 Luglio e terminerebbe il suo compito al massimo a metà marzo.
Quindi meglio 7 mesi e mezzo (NON UN ANNO COME FALSAMENTE DICHIARA LA MAGGIORANZA) di un commissario che 2 anni ancora di una banda di incompetenti che hanno perso oltre 30 MILIONI DI FINANZIAMENTI PNRR, lasciato la città in un degrado urbano senza precedenti, basti vedere le foto di oggi dei cassonetti intelligenti e di Via Fratelli Biondi. Senza andare indietro nel tempo.
Maria Aida Episcopo è onesta e ama la sua città e si è arresa prima di essere sfiduciata quando si è resa conto che nessuno poteva garantirle stabilità e serenità (usiamo le parole di Lia Azzarone, colpevole di aver chiuso la seduta prima dell'intervento della Sindaca. "Un appello troppo veloce per non destare sospetti" ha dichiarato un abile e qualificato commentatore politico vicino alla maggioranza.
L'esasperazione dei cittadini la vediamo sotto ogni articolo, la vivono i consiglieri sulla loro pelle, lo dimostra anche il fallimento di NOVA dove hanno partecipato poco più di 100 persone (20 delle quali solo persone curiose) mentre altrettanti sono stati lasciati fuori perchè non graditi.

Dopo POLTRONE E SOFA' è l'ora dei COLLETTI BIANCHI.
Le persone perbene, sono già in vacanza mentale prima di quella effettiva.
Gli spettacoli costosi non sono bastati a coprire lo spettacolo politico indecente. Non per colpa della Sindaca. Sia chiaro.

Due genitori disperati. Un bambino di appena 2 anni privo di sensi. Il traffico che sembra non finire mai. E una corsa c...
11/06/2026

Due genitori disperati. Un bambino di appena 2 anni privo di sensi. Il traffico che sembra non finire mai. E una corsa contro il tempo in cui ogni secondo può fare la differenza tra la vita e la morte.
È una di quelle storie che fanno trattenere il respiro.
A bordo di un'auto bloccata nel traffico di via Sciuti, a Palermo, una mamma stringeva tra le braccia il suo piccolo ormai cianotico, mentre il padre, sopraffatto dalla paura, cercava disperatamente di aprirsi un varco tra le auto. La corsa verso l'ospedale sembrava impossibile. Il tempo passava, l'angoscia cresceva.
Poi il destino ha messo sul loro cammino due carabinieri del 12° Reggimento Sicilia che avevano appena terminato il servizio e stavano rientrando in caserma.
Attirati dalle urla e dalla disperazione di quei genitori, hanno capito immediatamente che non c'era un istante da perdere.
Sirene accese, lampeggianti attivati, il traffico che lentamente si apre davanti a quella corsa disperata. Metro dopo metro, strada dopo strada, hanno scortato la famiglia fino all'ospedale Di Cristina, permettendo ai medici di interve**re nel più breve tempo possibile.
E alla fine è arrivata la notizia che tutti speravano.
Il bambino è salvo.
Dietro questa storia non ci sono supereroi, ma uomini che hanno scelto di non voltarsi dall'altra parte. Uomini che, pur avendo terminato il proprio turno, hanno continuato a fare ciò che avevano giurato di fare: proteggere la vita.
Oggi il sollievo di una famiglia, il pianto liberatorio di due genitori e il sorriso di un bambino che potrà continuare a crescere valgono più di qualsiasi medaglia.
Perché ci sono gesti che non fanno rumore, ma che cambiano il destino delle persone.
❤️ Grazie ai carabinieri Pietro Dazzio e Giuseppe Palmiero. Palermo non dimentica

Juve Stabia, segnale FORTE: l'iscrizione con un paio di giorni d'anticipo! Naufragate le uniche speranze del Bari di gio...
11/06/2026

Juve Stabia, segnale FORTE: l'iscrizione con un paio di giorni d'anticipo!
Naufragate le uniche speranze del Bari di giocare in B.
I biancorossi chiedono al Comune di Monopoli di giocare le partite interne della Serie C, dopo il diniego del Comune di Bari all'uso del San Nicola.

🕛 Dopo che il Tribunale di Napoli ha approvato la ricapitalizzazione da parte di Guerri, l'iscrizione diventa la priorità e in tal senso riemergono le figure degli amministratori giudiziari, i dottori Salvatore Scarpa e Mario Ferrara che, riferisce la Rosea, vorrebbero lanciare un segnale molto forte: presentare l'iscrizione in anticipo di qualche giorno. La scadenza è il 16 ma, siccome in questi giorni d'attesa i lavori non si sono mai fermati, i campani potrebbero bruciare le tappe.

Mattia Testi trovato morto in un campo dal papà, il 19enne era scomparso da cinque giorni. Cosa è successoSperanze finit...
11/06/2026

Mattia Testi trovato morto in un campo dal papà, il 19enne era scomparso da cinque giorni. Cosa è successo

Speranze finite. Dopo cinque giorni di ricerche, Mattia Testi è stato trovato morto dal papà in un campo in località Fornase, vicino a Chirignago nel Veneziano.

La scomparsa
Mattia Testi era scomparso nella notte tra il 4 e il 5 giugno scorso. A lanciare l'allarme per la scomparsa del 19enne era stato il Comune di Spinea (Venezia) d'intesa con le forze dell'ordine e la famiglia, chiedendo la massima collaborazione da parte della cittadinanza.

L'ultimo avvistamento e gli appelli
Secondo quanto reso noto dalle autorità, il giovane – nato a Mirano – era svanito nel nulla nella giornata di giovedì 4 giugno. L'ultimo contatto o avvistamento certo era localizzato in via Bennati, proprio nel territorio comunale di Spinea. Da quel momento il suo telefono risulta irraggiungibile e i tentativi di rintracciarlo non avevano ancora dato esito.

I genitori, i familiari e gli amici di Mattia Testi avevano condiviso numerosi post sui social con la sua descrizione e chiedendo a gran voce che chi avesse sue notizie lo comunicasse.

Cosa è successo
Nessuna ipotesi per ora è esclusa dalle forze dell’ordine, né il gesto volontario tanto meno un incidente, tanto che il magistrato di turno, in accordo con i carabinieri di Venezia intervenuti sul posto, ha deciso di chiedere l'intervento a Spinea del medico legale per una prima ispezione esterna del ca****re del giovane. Da una prima impressione pare che non ci fossero segni di colluttazione sul corpo ma è ancora presto per sciogliere la riservatezza su quanto accaduto.

Il cordoglio di Venturini
Simone Venturini, neo eletto sindaco di Venezia, ha espresso il proprio cordoglio per la morte di Mattia. Nella nota diramata si legge: «La notizia del ritrovamento del corpo senza vita di Mattia Testi, il giovane di 19 anni di Spinea scomparso da qualche giorno, mi rattrista profondamente. A nome mio e di tutta la Città metropolitana di Venezia esprimo profondo cordoglio per questa terribile tragedia. La mia vicinanza va in primis alla famiglia, agli amici ma anche a tutta la comunità spinetense. Oggi è un giorno molto triste per tutta la Città metropolitana». Mattia Testi scomparso a 19 anni: proseguono senza sosta le ricerche. L'ultimo avvistamento al parco con alcuni amici

Confesercenti Foggia Eletto all’unanimità dall’Assemblea, indicate le priorità: Ascoltare le esigenze e i problemi dei p...
11/06/2026

Confesercenti Foggia Eletto all’unanimità dall’Assemblea, indicate le priorità: Ascoltare le esigenze e i problemi dei piccoli e medi imprenditori”
È Gennaro Casillo il nuovo presidente provinciale di Confesercenti Foggia. L’imprenditore agricolo e presidente del Foggia Calcio è stato eletto all’unanimità dall’Assemblea Provinciale dell’Associazione riunitasi ieri nel capoluogo dauno.Casillo raccoglie il testimone da Maria Antonietta Armillotta, che ha lasciato l’incarico per motivi personali dopo aver guidato l’organizzazione negli ultimi anni con un percorso ricco di impegno e risultati.
Nel suo primo intervento da presidente, Casillo ha indicato nell’ascolto della base associativa il punto di partenza del nuovo corso di Confesercenti. Al centro del programma, il sostegno alle imprese del Territorio, l’attenzione alle difficoltà del commercio di vicinato e la costruzione di una rete di collaborazione con le istituzioni e le altre rappresentanze economiche. «La priorità sarà ascoltare gli imprenditori e gli operatori che ogni giorno affrontano le sfide del mercato e del territorio», ha affermato il neo presidente Casillo, evidenziando la necessità di lavorare in sinergia con la Camera di Commercio e con le altre associazioni di categoria per promuovere iniziative e progettualità condivise.
Prima del voto, la presidente uscente Armillotta ha tracciato il bilancio degli ultimi due anni di attività della Confesercenti, mentre la vice presidente Alessandra Menga ha illustrato la proposta di legge per salvare i negozi di vicinato. Sono poi interventi Franco Granata, da sempre anima dell’Associazione, a cui è spettato il compito di presentare il percorso elettorale, eLuigi Rodelli, presidente onorario dellAssemblea coordinata dal direttore provinciale Peppino Celentano.
L’Assemblea ha inoltre rinnovato gli organismi statutari dell’Associazione, procedendo all’elezione della Presidenza Provinciale, dei Collegi Provinciali, dei Revisori dei Conti e di Garanzia. Nominati anche i delegati alle Assemblee elettorale regionale e nazionale e ha inoltre espresso indicazioni sui nomi dei presidenti nazionale e regionale. A seguire diversi interventi di dirigenti e soci.
Ai lavori hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico e sindacale, tra cui il presidente della Camera di Commercio di Foggia, Pino Di Carlo, il presidente di Confindustria Foggia, Potito Salatto, l’assessore comunale alle attività produttive del Comune di Foggia, Luigi Iorio, e la segretaria generale della Cisl Foggia, Carla Costantino, nonché dirigenti e responsabili nazionali della Confesercenti.
Nel corso degli interventi è emersa la necessità di rafforzare il confronto tra le parti sociali e consolidare un sistema di relazioni capace di affrontare le principali criticità del territorio. Al neo presidente sono stati rivolti gli auguri di buon lavoro, con l’auspicio che Confesercenti possa svolgere un ruolo sempre più centrale nel sostegno alle imprese della provincia.
GENNARO CASILLO – Nato a Napoli, 42 anni, lauree in Economia Aziendale ed Economia e Management delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari, chief executive officer e founder pressola Casillo & De Vitto Cereali. Figlio dell’indimenticato patron del Foggia Calcio, Pasquale Casillo, insieme al socio Giuseppe De Vitto, è azionista di riferimento del club rossonero oltre a essere proprietari dell’Heraclea Candela, club che milita nei Dilettanti. Ora la nuova esperienza.

TANTO PER CHIARIRE SU FOGGIA ECCO COME ROSA BARONE AFFOSSA LE SPERANZE DI RIVEDERE MARIA AIDA EPISCOPO AL COMUNE DI FOGG...
11/06/2026

TANTO PER CHIARIRE SU FOGGIA ECCO COME ROSA BARONE AFFOSSA LE SPERANZE DI RIVEDERE MARIA AIDA EPISCOPO AL COMUNE DI FOGGIA!

Quello che pensiamo di Rosa Barone, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, lo abbiamo sempre espresso pubblicamente!
Il suo punto di vista sulle dimissioni di Maria Aida Episcopo va nella direzione opposta rispetto alle dichiarazioni edulcorate di chi oggi spera in un ripensamento della Sindaca. Per il bene di Foggia? Assolutamente NO!
Per se stessi.
Lo ha ben capito Rosa Barone che guarda lontano. Ripartire per convenienza avrebbe effetti devastanti alle prossime elezioni!
Se non c'è chiarezza in merito, meglio prepararsi da oggi alle prossime elezioni!

"Comprendo che la stampa debba fare il proprio lavoro. Ma è doveroso sottolineare che nella seduta di lunedì nessuno tra noi ha imposto ai consiglieri del M5S come votare. La linea del partito era molto chiara ed era espressa nelle linee richieste alla sindaca la cui risposta presentata la sera prima del consiglio non ha convinto evidentemente quei consiglieri comunali che hanno deciso di non presentarsi in Aula. Sobillati da nessuno per altro e forse semplicemente congrui rispetto chi si è presentato come se nulla fosse in aula contestando quanto loro però l’andamento della maggioranza.

A me questi proclami alla responsabilità iniziano a fare ve**re l’allegria e puzzano di ipocrisia. Alla luce di quello che è successo, io credo che se il Campo Largo, chi lo guida ed il M5S locale non hanno il coraggio di resettare tutto a Foggia, senza un mea culpa serio, potrà sì resistere fino alle politiche o alle prossime elezioni comunali, ma con che resa? davanti ai cittadini che chiedono risultati concreti o alziamo il tiro o è meglio chiedere scusa, questa è la vera responsabilità che dobbiamo alla città. Foggia ci ha premiato per il cambiamento, non per questa “commedia degli equivoci”, Io nella mia vita non ho mai fatto questioni di poltrone ma di temi, vorrrei semplicemente vedere i miei temi ed obiettivi realizzati e non ostacolati.

Vorrei che il M5S sia messo nelle condizioni di poter fare il Movimento. Parigi val bene una messa diceva qualcuno, ma non con la mia faccia, quella di chi sul territorio ha preso voti e consensi e non sa più come giustificarsi davanti ai cittadini per colpe che non sono proprie.
Mario Furore @

GARLASCO, I FAZZOLETTI SUL TAVOLO DELLA CUCINA MAI ANALIZZATI: A SPIEGARLI È GAROFANO, L’EX CONSULENTE CHE AVEVA LASCIAT...
11/06/2026

GARLASCO, I FAZZOLETTI SUL TAVOLO DELLA CUCINA MAI ANALIZZATI: A SPIEGARLI È GAROFANO, L’EX CONSULENTE CHE AVEVA LASCIATO LA DIFESA DI SEMPIO PER “DIVERGENZE SCIENTIFICHE”. E NELLE INTERCETTAZIONI SEMPIO DICEVA DI ESSERE “PIÙ TRANQUILLO” PROPRIO PER QUEI REPERTI

Il generale interviene a “Ignoto X” su La7 e fornisce la spiegazione tecnica della mancata analisi. Ma chi parla è lo stesso uomo che a settembre 2025 aveva abbandonato la difesa dell’indagato perché i suoi avvocati non ne condividevano le tesi scientifiche. E in un soliloquio intercettato a marzo 2025, Sempio aveva espresso sollievo per i reperti della cucina non analizzati

I fazzoletti e la spiegazione di Garofano

Il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi, sul tavolo della cucina della villetta di via Pascoli a Garlasco erano presenti alcuni fazzoletti usati. Reperti che non furono mai sottoposti ad analisi nel corso delle indagini originali.

A spiegarne il motivo è il generale Luciano Garofano, ex comandante del Ris dei carabinieri di Parma, intervenendo nella trasmissione Ignoto X condotta da Pino Rinaldi su La7. Garofano ha dichiarato: “Quei reperti non furono analizzati a suo tempo per una ragione precisa: le indagini cercavano sangue della vittima o dell’aggressore, e le tecniche dell’epoca non avrebbero comunque consentito di ricavarne risultati utili. Per questo furono scartati. Non è escluso che su quei fazzoletti potessero esserci tracce del killer, ma non vennero mai analizzati.”

La spiegazione è tecnica e circostanziata. Ma chi la fornisce, e in quale contesto, è un elemento che il pubblico ha il diritto di conoscere per intero.

Chi è Garofano — e perché aveva lasciato la difesa di Sempio

Il generale Garofano non è un osservatore neutro del caso Garlasco. L’ex comandante del Ris di Parma era stato nominato consulente tecnico della difesa di Andrea Sempio fin dal gennaio 2017, incarico confermato nel procedimento in corso. Il 30 settembre 2025 aveva però annunciato la rinuncia a quell’incarico, giustificandola con “divergenze e mancata condivisione scientifica con i legali di Sempio”.

Garofano ha spiegato la rottura in questi termini: “L’ho fatto perché secondo me l’impronta 33 era una prova fondamentale da discutere nell’incidente probatorio, mentre per gli avvocati di Andrea non lo era. Ho chiesto a lui cosa preferisse fare, ha deciso di seguire i suoi legali e io ho fatto un passo indietro.”

Nella stessa nota, Garofano aveva precisato che quella indicata era “l’unica ragione alla base della rinuncia all’incarico di consulente in favore di una persona che, sulla scorta di tutte le evidenze scientifiche acquisite, meriterebbe di essere scagionata dall’ipotesi di reato per la quale risulta indagata.”

In sintesi: Garofano ha lasciato la difesa di Sempio per divergenze con i suoi avvocati, ma continua a ritenere l’indagato estraneo all’omicidio e continua a interve**re pubblicamente sul caso. È in questa posizione — né consulente attivo né osservatore neutro — che fornisce oggi la spiegazione tecnica sulla mancata analisi dei fazzoletti.

Il dettaglio che nessuno ha collegato: Sempio e i reperti della cucina

C’è un elemento ulteriore che rende il quadro ancora più rilevante. Nelle intercettazioni del 21 marzo 2025 — già depositate agli atti e riportate da Libero e Storie Italiane — Andrea Sempio viene captato mentre parla spontaneamente dei reperti trovati in cucina la mattina del delitto. Sempio afferma: “Le scatole del Fruttolo che ha mangiato lei quella mattina, i cereali della colazione, un’altra roba qui, tipo la tazzina da cui beveva il tè. Non lo so, forse davvero non li hanno analizzati, non lo so, però su quelli già sono più tranquillo perché la mia paura fosse che tirassero fuori qualcosa dal…” — la frase si interrompe.

Sempio dunque, in un soliloquio intercettato, esprime sollievo specificamente per il fatto che i reperti della cucina non siano stati analizzati — e lo fa mesi prima che il tema diventasse oggetto di dibattito pubblico. I fazzoletti e i reperti della colazione non coincidono necessariamente: i fazzoletti erano sul tavolo, i contenitori della colazione erano altrove. Ma entrambi appartengono alla stessa stanza — la cucina — e alla stessa categoria di reperti mai sottoposti ad analisi genetica.

La domanda che emerge dagli atti, e che questa redazione pone senza attribuire risposte, è la seguente: perché un indagato, in un soliloquio captato dalle microspie, esprime sollievo specificamente per la mancata analisi dei reperti di quella cucina, di cui il suo ex consulente — quello che aveva lasciato la difesa per divergenze scientifiche — fornisce oggi pubblicamente la spiegazione tecnica?

Spetterà ai giudici valutare il peso di ciascun elemento. Andrea Sempio è indagato e non è stato rinviato a giudizio: è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Lo stesso vale per tutte le altre persone citate nel presente articolo in relazione a procedimenti penali.

Fonti: Il Messaggero, 11 giugno 2026; Leggo.it, 11 giugno 2026; Affaritaliani.it, 11 giugno 2026; Ignoto X, La7 (conduzione Pino Rinaldi); Il Giornale d’Italia, 1 ottobre 2025 (rinuncia Garofano); TgCom24, 30 settembre 2025; Sky TG24, 1 ottobre 2025; AdnKronos, 30 settembre 2025; La Capitale News, aprile 2026 (dichiarazioni Garofano sulla rottura); Libero.it, 5 giugno 2026 (intercettazione Sempio 21 marzo 2025); Storie Italiane, Rai 1, 5 giugno 2026. Tutte le persone citate sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

ARCHEO BY BIKE: ALLA SCOPERTA DEL LAZIO SOSTENIBILE PER LE GIORNATE EUROPEE DELL'ARCHEOLOGIAUn viaggio nel tempo, a colp...
11/06/2026

ARCHEO BY BIKE: ALLA SCOPERTA DEL LAZIO SOSTENIBILE PER LE GIORNATE EUROPEE DELL'ARCHEOLOGIA

Un viaggio nel tempo, a colpi di pedale, per scoprire i tesori nascosti del territorio laziale sotto il segno della sostenibilità. Sabato 13 giugno 2026, dalle ore 16:00 alle 19:00, il Complesso Monumentale di San Michele a Roma (Via di San Michele 25) ospiterà l'evento “Archeo by Bike”. Un appuntamento centrale nel cartellone delle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA 2026), che dal 12 al 14 giugno animeranno l'Italia e l'Europa.

🏛️ IL PATRIMONIO IN BICICLETTA Dai Porti imperiali a Ostia Antica fino alla Villa romana di Marina di San Nicola; dalle Terme di Matidia al Museo delle Navi Romane di Fiumicino, passando per il Drugstore Museum di Roma fino alla Necropoli Portuense (le cui scoperte più recenti saranno illustrate proprio durante le visite guidate straordinarie al San Michele). Sono queste alcune delle mete protagoniste del libro “Fellini Guarda il mare – Ciclovia Dolcespiaggia” (deiMerangoli editore). Gli autori, Anna Longo e Romano Puglisi, saranno presenti al San Michele per illustrare i percorsi e la filosofia della loro innovativa “cicloguida culturale”, capace di intrecciare le atmosfere dei film di Fellini con incursioni nei siti archeologici meno noti, da esplorare rigorosamente sulle due ruote.

🌍 UN’EDIZIONE DA RECORD SOTTO L'EGIDA DEL MiC Le GEA, coordinate dall’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (INRAP) sotto l’egida del Ministero della Cultura transalpino e con il patrocinio del Consiglio d’Europa, vedono quest'anno una partecipazione straordinaria dell'Italia. Il programma nazionale è stato presentato a Roma, nella Sala Spadolini del Collegio Romano, da Luigi La Rocca (Capo Dipartimento Tutela), Fabrizio Magani (DG Archeologia, belle arti e paesaggio) e Mirella Serlorenzi (Direttore ICA).

L'edizione 2026 segna un punto di svolta internazionale per l'Italia, che ha recentemente ospitato a Roma l'European Archaeology Days Forum con i delegati di oltre 30 Paesi.

🚧 DIETRO LE QUINTE DELLA TUTELA: APERTURE STRAORDINARIE In tutta Italia sono previste oltre 100 aperture straordinarie gratuite o a ingresso facilitato, tra laboratori, archivi e più di 30 cantieri di scavo in corso d'opera. Come sottolineato da Luigi La Rocca: «L’archeologia unisce ricerca, tutela e valorizzazione in una filiera inscindibile. Abbiamo scelto di collegare i dibattiti al San Michele all’apertura di cantieri, depositi e laboratori normalmente interdetti al pubblico. Vogliamo accendere i riflettori sul lavoro dei professionisti che difendono le nostre radici, creando una connessione tra chi opera con passione in contesti complessi e i cittadini».

📌 COME PARTECIPARE ALL'EVENTO DI SABATO 13 GIUGNO
L'accesso all'evento "Archeo by Bike" e alle visite guidate al Complesso del San Michele è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria.

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BASTA VIOLENZA ISTITUZIONALE E BASTA USO DEI MEDIA COME PISTOLE FUMANTI!IL CASO DI MARIA GRAZIA STARACE E DEI SUOI FIGLI...
11/06/2026

BASTA VIOLENZA ISTITUZIONALE E BASTA USO DEI MEDIA COME PISTOLE FUMANTI!
IL CASO DI MARIA GRAZIA STARACE E DEI SUOI FIGLI, VITTIME DI VIOLENZA ASSISTITA PRIMA E ISTITUZIONALE!

Avevamo preso posizione netta e inequivocabile a favore di Mariagrazia STARACE, attuale assessore al Turismo della Regione Puglia.
Abbiamo plaudito alla scelta di Antonio Decaro che ha scelto una strada prudente e attenta alle implicazioni umane più che istituzionali e professionali.
Decaro ha sempre dimostrato che la sua vita genitoriale viene prima di qualsiasi ruolo istituzionale.
Lo ha dimostrato con la prudenza usata nei confronti della sua Assessora al turismo.

Le crisi familiari seguono un regime particolare quando viene accertata la fondatezza di una denuncia di violenza fisica, economica e/o psicologica.
Il PM può decidere, nei casi più gravi di attivare le procedure del Codice Rosso, fino a decidere provvedimenti restrittivi, dal divieto di avvicinamento al braccialetto elettronico, fino all'arresto nei casi più gravi.

In questi casi bisogna documentarsi prima di commentare politicamente o pubblicamente un caso.
Parole gravi, chicchiericcio, insinuazioni e maldicenze, non restano limitate alla propria sfera privata, diventano virali e arrivano anche i figli delle vittime, alle quali non servirà chiedere scusa dopo aver provocato danni emotivi e psicologici gravi, oltre che reputazionali

Nella vicenda di Graziamaria STARACE prima di partire con atti di sciacallaggio politico e mediatico bisogna tener conto che:
a) L’ex marito dell’assessora Graziamaria Starace, l’imprenditore Alessandro Corso, 53 anni, di Vieste, è a processo a Foggia con l’accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti della ex moglie.
b) le parole dell'Assessora dopo la diffusione della notizia di reato che la riguardava hanno il loro peso: "la «delicata e dolorosa vicenda strettamente personale e familiare, che mi perseguita da anni e mi vede vittima» mi porta a chiedere il rispetto della mia sfera privata che coinvolge anche i miei figli"
c) l’assessora regionale ha parlato martedì, quando è emersa la notizia dell’indagine a suo carico per concussione: insieme al sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, e a un dirigente comunale, avrebbe fatto revocare la concessione demaniale al lido dell’ex marito come ripicca - dice la denuncia - per gli alimenti non pagati.

Chi ha esaminato le carte parla di una storia delicatissima di prevaricazioni e maltrattamenti di cui la Starace ha trovato il coraggio di parlare solo nel 2024, facendo scattare le indagini.
La Procura di Foggia ha applicato le procedure del codice rosso ma non ha chiesto misure cautelari. Corso (difeso dall’avvocato Francesco Americo) nega tutto e riconduce gli episodi contestati a rapporti turbolenti all’interno della coppia.

L’accusa è di aver sottoposto la moglie «ad un’intollerabile convivenza familiare», attraverso una pluralità di episodi che risalirebbero anche a più di dieci anni fa. E che si snoderebbero tra violenze fisiche e verbali (in alcuni casi anche contro i figli), minacce e prevaricazioni. Episodi in alcuni casi confermati dai messaggi dell’uomo, che chiede scusa e promette di non farlo più.

BASTA VIOLENZA ISTITUZIONALE E PIÙ RISPETTO PER LE VICENDE PRIVATE E FAMILIARI DI CHIUNQUE

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Rome
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