Sharing TV Europa

Sharing TV Europa SHARING EUROPA: 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙏𝙫 𝙞𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖𝙣𝙖 𝙣𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 - 𝙎𝙩𝙖𝙧𝙩 𝙪𝙥 𝙞𝙣𝙣𝙤𝙫𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖: multidevice.

www.sharingcube.eu , Canale 251 𝙙𝙞𝙜𝙞𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙩𝙚𝙧𝙧𝙚𝙨𝙩𝙧𝙚 HBBTV.
1° TV AL MONDO CHE TRASMETTE NEL METAVERSO Sharing TV è la prima televisione nel XXI secolo che, nata con dimensione regionale, sbarca su un canale nazionale. Solo TeleMilano 58 ha raggiunto questo risultato prima di Sharing TV con continuità aziendale, trasformandosi in Canale 5. La differenza, rispetto al precedente illustre, è che oggi hanno trionfato le idee e le competenze. Sharing TV, da metà luglio 2020 e fino a Marzo 2021 ha trasmesso sul canale nazionale 154 del digitale terrestre e diventa Sharing TV +. Nel 2022 si appresta a sbarcare su TVSAT e piattaforma SKY
Una emittente già ricca di valori innovativi dalla sua origine, avvenuta il 19 luglio 2018, essendo la PRIMA TV NATIVA DIGITALE riconosciuta START UP INNOVATIVA, nata come comunità delle Idee, con la condivisione delle conoscenze e competenze innovative e digitali, Sharing TV trasmette i propri programmi in ambito regionale della Puglia sul canale 272. Il passaggio da TV Regionale a TV nazionale è un risultato straordinario, raggiunto a tempo di record, dopo appena 2 anni (era il 19 Luglio 2018) dalla nascita della Sharing Communication Agency. Il 2019 è stato un anno particolarmente significativo per qualità riconosciuta delle produzioni e dei progetti, gratificata del Premio Nazionale di Giornalismo Maria Grazia Cutuli a novembre 2019 (nel 2021 è stato assegnato a Papa Francesco) e dal riconoscimento di MEDIA INFLUENCER a Dicembre 2019 per aver superato, nei mesi di novembre e dicembre scorsi, il record di 5 milioni di visualizzazioni. Il 14 febbraio del 2020 a Lodi, immediatamente prima dello scoppio della Pandemia COVID ‐19, viene premiata tra le migliori 3 start up innovative del settore Comunicazione in Italia. Altro riconoscimento in tempo di COVID, per Sharing TV è l’ottenimento dell’autorizzazione alla trasmissione in diretta dei principali eventi di Papa Francesco, ivi comprese le cerimonie Pasquali e l’avvincente preghiera Urbi Et Orbi del 27 marzo e l’autorizzazione a trasmettere i principali eventi in diretta del Parlamento Europeo. Negli ultimi 24 mesi il lavoro di Sharing TV è stato gratificato da un milione di visualizzazioni social (risultato che ha pochi eguali nel settore). Un esempio da seguire, basato sul credere nelle proprie idee e perseguirle con ostinazione e competenza. Credere in noi significa investire in talenti ed eccellenza.
È un’occasione unica per dimostrare intuito, fiuto per i progetti che valgono, per aiutare i giovani a rimanere nel proprio territorio e spendere le migliori competenze per dimostrare al meglio i propri talenti

Padova, "gonfia" il numero di incidenti per avere un autovelox: sindaco nei guaiMassimo Cavazzana, primo cittadino di Tr...
04/09/2026

Padova, "gonfia" il numero di incidenti per avere un autovelox: sindaco nei guai
Massimo Cavazzana, primo cittadino di Tribano, nel mirino della procura per falso ideologico, ma lui si difende: "Operato nell'interesse dei cittadini". L'autovelox, una volta installato, è stato abbattuto da Fleximan

Falso ideologico. È questa l'accusa mossa dalla procura di Padova a Massimo Cavazzana, sindaco di Tribano, su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio poiché sospettato di aver gonfiato il numero degli incidenti avvenuti lungo una strada del suo paese allo scopo di poter installare un autovelox. Lui si difende: "Ho operato nell'interesse dei cittadini".

Strada pericolosa La vicenda è ricostruita dal Gazzettino. Il rilevatore di velocità era stato installato ad agosto del 2023, su autorizzazione della prefettura, sulla strada regionale 104, meglio conosciuta come Monselice-Mare, che secondo lo stesso sindaco, nonché vicepresidente nazionale Anci (l’associazione dei Comuni), presentava degli elevati indici di pericolosità per via dell'alta percorrenza e delle forti velocità sostenute dalle auto in transito.

A conferma della propria tesi, anche il numero degli incidenti avvenuti tra il 2016 e il 2020, presentati poi alla prefettura in un documento ufficiale: ben 22, non mortali, ma con 35 feriti.
I dubbi della minoranza Dati che però non hanno convinto uno dei consiglieri di minoranza, Roberto Bazzarello, certo che invece che quei numeri fossero esagerati e redatti "ad arte" solamente per poter giustificare l'installazione di un autovelox e quindi fare cassa sulle tasche dei cittadini. E, almeno in parte, aveva ragione. Perché andando a spulciare i dati dell’Ufficio statistica della regione Veneto, aveva riscontrato altri dati: gli incidenti in quello stesso periodo erano stati 10, con zero morti e 19 feriti.

A dar supporto al consigliere, nel frattempo, ci aveva pensato il fantomatico e misterioso "Fleximan", che due mesi dopo la posa del rilevatore lo aveva abbattuto. E da allora non era più stato rimesso in funzione.
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"Operato con trasparenza"
Dal canto suo il sindaco respinge ogni accusa. "In merito ai fatti contestati, preciso che gli atti indicati non sono stati compilati né inviati dal sottoscritto. Potrò esporre ogni elemento direttamente al giudice, con la massima trasparenza.

La fiducia nelle istituzioni e nella magistratura mi accompagna da sempre: chi opera con correttezza non ha nulla da temere. Ho agito nel pieno rispetto delle norme e mi sono adoperato per la sicurezza della Strada Regionale 104, nell’interesse dei miei cittadini, una tratta che resta estremamente pericolosa e richiede interventi urgenti", le parole del sindaco sui propri canali social.

Rinvio a giudizio
Di tutt'altro avviso il consigliere Bazzarello, che ha sollevato la questione inviando un esposto in procura, che ora vuole vederci chiaro. "La notizia della richiesta di rinvio a giudizio del sindaco rappresenta un passaggio importante che conferma la serietà e il fondamento del lavoro di controllo che abbiamo svolto in questi anni.

I numeri sugli incidenti trasmessi alla prefettura differivano in modo rilevante da quelli certificati dalla regione Veneto. Attendiamo con fiducia il lavoro della magistratura, alla quale siamo fin da ora pienamente a disposizione" è il commento del consigliere Bazzarello

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04/09/2026

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PIAO FOGGIA: UN’ATTESA INFINITAIl tempo passa per il Piano che provocò la richiesta di dimissioni dell’assessora Patano ...
04/09/2026

PIAO FOGGIA: UN’ATTESA INFINITA

Il tempo passa per il Piano che provocò la richiesta di dimissioni dell’assessora Patano e un parere negativo degli uffici finanziari

Il tempo passa, ma il PIAO 2026-2028 del Comune di Foggia continua a rappresentare uno dei dossier più controversi dell’Amministrazione Episcopo.

Non si tratta di un semplice adempimento burocratico. Il Piano integrato di attività e organizzazione definisce obiettivi, performance, trasparenza, prevenzione della corruzione e, soprattutto, il fabbisogno del personale. Senza la sua regolare adozione restano bloccate assunzioni, progressioni verticali, stabilizzazioni e altre procedure indispensabili per il funzionamento dell’Ente.

Una scadenza superata da mesi

Dopo l’approvazione del bilancio di previsione, avvenuta il 16 marzo 2026, il Comune avrebbe dovuto adottare il PIAO entro il successivo 15 aprile.

Il documento, però, non arrivò all’approvazione. Il 22 aprile la sezione relativa al fabbisogno del personale ricevette un parere di regolarità contabile non favorevole da parte del Servizio Economico-Finanziario. La criticità riguardava la necessità di dimostrare la sostenibilità pluriennale della spesa prevista per le nuove assunzioni.

Da quel momento iniziò uno stallo amministrativo accompagnato da un durissimo confronto politico all’interno della maggioranza.

Il caso Patano
Il Piano assunzionale era seguito dall’allora assessora al Personale Daniela Patano, finita al centro delle contestazioni di alcuni gruppi del campo largo. Le venivano contestati soprattutto il metodo utilizzato e la presunta mancata condivisione preventiva del documento con partiti, capigruppo, commissioni e organizzazioni sindacali.

Patano respinse pubblicamente le accuse, sostenendo di avere trasmesso la proposta attraverso tre PEC e precisando che la mancata condivisione non poteva essere attribuita al suo assessorato.

Le spiegazioni non furono sufficienti a fermare lo scontro.
Nel corso della verifica politica vennero avanzate richieste per la sua sostituzione e il 7 giugno 2026 la sindaca Maria Aida Episcopo revocò la nomina di Patano, insieme a quella dell’assessore Lorenzo Frattarolo.

Il PIAO non fu indicato formalmente come unica causa della revoca. È però difficile separare la sua uscita dalla Giunta dalle polemiche esplose proprio intorno al Piano assunzionale e al parere negativo espresso dagli uffici finanziari.
E' difficile ignorare che dopo la sua autonomina ad Assessore alla Polizia Locale l'unico provvedimento importante abbia riguardato solo Parco San Felice

L’assessora è stata rimossa, il problema è rimasto
La vicenda presenta oggi una contraddizione politica evidente: Daniela Patano non è più assessora, ma il PIAO continua a non essere approvato.

Se le responsabilità dello stallo erano state ricondotte alla gestione dell’ex assessora, perché la sua sostituzione non ha consentito di superare rapidamente le criticità?

La domanda diventa ancora più rilevante dopo l’intervento del Collegio dei revisori dei conti. Nella relazione trasmessa il 14 luglio, i revisori hanno chiarito che il contrasto procedimentale tra il Servizio del Personale e quello Economico-Finanziario non può giustificare il protrarsi del ritardo.

Sono stati sollecitati il segretario generale, il dirigente del Personale, il responsabile finanziario e la stessa Giunta affinché arrivassero alla rimodulazione e all’approvazione del documento. Il Collegio si è inoltre riservato di informare la competente Sezione regionale di controllo della Corte dei conti qualora lo stallo fosse proseguito.

Assunzioni e procedure bloccate
Le conseguenze non restano confinate dentro Palazzo di Città. Secondo quanto rilevato dai revisori, senza un PIAO validamente adottato l’Ente non può avviare o completare diverse procedure di reclutamento.

Restano coinvolte:
* 69 assunzioni a tempo indeterminato;
* 14 progressioni verticali;
* 8 trattenimenti in servizio;
* ulteriori assunzioni finanziate con risorse esterne;
* il ciclo della performance e il sistema premiante;
* gli adempimenti relativi alla trasparenza e alla prevenzione della corruzione.

A pagare il prezzo del ritardo sono quindi gli uffici comunali, già in difficoltà per la carenza di personale, i lavoratori interessati e, soprattutto, i cittadini che attendono servizi più efficienti.

Tante parole, pochi atti ufficiali

Il caso PIAO ha prodotto dichiarazioni, polemiche, comunicati e numerosi interventi sui social. Ciò che continua a mancare è una forte iniziativa istituzionale.

Qualche consigliere comunale ha presentato un atto ufficiale per chiedere tempi certi, accertare le responsabilità e sollecitare l’intervento degli organi competenti? È stata inviata una richiesta formale al Prefetto, alla Corte dei conti o agli altri organismi di vigilanza?

La politica non può limitarsi a commentare sui social una situazione tanto delicata. Chi esercita una funzione di controllo deve utilizzare gli strumenti previsti: interrogazioni, accessi agli atti, mozioni, esposti e richieste istituzionali protocollate.

Il tempo passa. L’assessora Patano ha perso la poltrona, gli uffici finanziari hanno espresso parere negativo, i revisori hanno richiamato l’Amministrazione e le assunzioni restano ferme.

Foggia, però, attende ancora il suo PIAO e risposte ufficiali sulle responsabilità di un ritardo diventato ormai politicamente e amministrativamente insostenibile.

“Papà, sei tu?”: 15enne si sveglia e trova uno sconosciuto nel letto. Arrestato per violenza sessualeUna vacanza in Vers...
04/09/2026

“Papà, sei tu?”: 15enne si sveglia e trova uno sconosciuto nel letto. Arrestato per violenza sessuale

Una vacanza in Versilia si è trasformata in un incubo per una famiglia danese. Una ragazza di 15 anni si è svegliata nel cuore della notte trovando un uomo sconosciuto disteso accanto a lei nel letto della camera d'albergo. L'uomo, un 27enne italiano residente a Lido di Camaiore, è stato arrestato per violenza sessuale aggravata. L'episodio è avvenuto poco prima delle 4 del mattino di giovedì 16 luglio all'interno di un hotel sul viale Colombo a Lido di Camaiore. La ragazza, ancora assopita, avvertendo una presenza accanto a sé, avrebbe chiesto: «Papà, sei tu?». Rendendosi conto che si trattava di un estraneo, ha urlato, svegliando i genitori che dormivano nella stessa stanza. Il padre ha visto l'uomo sopra la figlia, intento a palpeggiarla e a tentare di toglierle l'intimo. È intervenuto d'istinto, afferrando lo sconosciuto e cacciandolo dalla camera. I genitori, coadiuvati dal personale dell'hotel, sono riusciti a bloccare l'aggressore, ma l'uomo è fuggito prima dell'arrivo della polizia.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 27enne si sarebbe introdotto nella struttura mischiandosi a una comitiva in rientro alle proprie camere. Ha poi iniziato ad aprire le porte senza una logica apparente fino a riuscire ad aprire quella della camera occupata dalla famiglia danese. L'uomo è originario di Firenze e lavora come commesso a Lido di Camaiore. Si sarebbe dichiarato visibilmente ubriaco.

Le immagini del sistema di videosorveglianza dell'albergo hanno permesso agli agenti del Commissariato di Viareggio di identificare il fuggitivo, rintracciato e arrestato poche ore dopo in un'abitazione di Lido di Camaiore. La minore è stata accompagnata al Pronto Soccorso Pediatrico dell'ospedale Versilia, dove i sanitari hanno riscontrato un forte stato di shock traumatico. L'arrestato è stato posto a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Sos istruzione, 13 studenti su 100 terminano la scuola senza competenze. La povertà educativa resta un'emergenzaTra poch...
04/09/2026

Sos istruzione, 13 studenti su 100 terminano la scuola senza competenze. La povertà educativa resta un'emergenza

Tra pochi giorni suonerà la prima campanella per circa 7 milioni di studenti italiani. Un nuovo anno scolastico si apre con un quadro a due facce: da un lato il calo storico della dispersione scolastica, dall'altro il permanere di una piaga silenziosa, la povertà educativa, che continua a segnare il futuro di troppi ragazzi. Secondo il Rapporto Invalsi 2026, presentato a luglio alla Camera, la dispersione implicita, ovvero la quota di studenti che termina il percorso di 13 anni senza aver acquisito le competenze minime in italiano, matematica e inglese, è scesa al 6,3%, un netto miglioramento rispetto all'8,7% del 2025. Questo significa che circa 13 studenti su 100 arrivano al diploma senza gli strumenti di base per affrontare il mondo del lavoro o l'università.

Il dato più allarmante arriva dalla scuola primaria. Solo poco più del 60% degli alunni di seconda e quinta elementare raggiunge il livello base in matematica, il che significa che ben il 40% dei bambini non possiede le competenze minime. Rispetto al periodo pre-pandemico, si registra un calo strutturale nei risultati medi di circa l'8-10%, quando la quota di sufficienze superava il 70%. In seconda elementare, per l'italiano e la comprensione del testo, solo il 67% dei bambini raggiunge la sufficienza nella lettura, contro il 73% del 2019. Le difficoltà nate alle elementari si ripercuotono sugli anni successivi. In terza media, la quota di chi raggiunge l'obiettivo in italiano cala al 57%, mentre in matematica si attesta al 55%. Secondo i ricercatori Invalsi, si tratta della generazione che ha vissuto gli anni chiave della prima alfabetizzazione durante l'emergenza Covid-19.

Il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ha parlato di un risultato storico, sottolineando che dal 2022 ad oggi oltre 520mila ragazzi sono stati sottratti all'abbandono scolastico. Il tasso di abbandono precoce potrebbe scendere dal 8,2% del 2025 al 7,3% nel 2026, superando con quattro anni di anticipo l'obiettivo del 9% fissato dall'Unione Europea per il 2030. Valditara ha attribuito il risultato a strumenti come Agenda Sud, il decreto Caivano e l'introduzione del docente tutor.

Tuttavia, il miglioramento non è omogeneo sul territorio nazionale. La dispersione implicita scende a livello nazionale al 6,3%, ma i valori vanno dal 2,5% della Valle d'Aosta al 12,6% della Campania. Il fenomeno continua a colpire soprattutto i minori in condizione di fragilità socio-economica: riguarda il 7,3% di loro, contro il 3,7% di chi non vive questa condizione. La provenienza da contesti socio-familiari più favorevoli determina un vantaggio medio di 5 punti percentuali nelle competenze matematiche.

La povertà educativa si manifesta anche nella mancanza di infrastrutture culturali. Uno studente su tre in Italia vive in comuni senza scuole superiori. In Veneto, il dato sale al 56,7%, con punte del 93% nelle aree rurali; in Valle d'Aosta al 63%, con il 91,5% nelle zone scarsamente popolate. Il 34,1% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni abita in zone prive di cinema, teatri e luoghi per spettacoli dal vivo. Un under 17 su due vive in comuni senza musei con spazi o attività organizzati per bambini e ragazzi.

Roberto Ricci, presidente Invalsi, ha commentato i risultati con un monito: I risultati post-pandemia si sono stabilizzati su livelli inferiori rispetto a quelli del 2019. È la nuova normalità, un fenomeno identico che si riscontra anche in Francia e Scandinavia. Non sappiamo esattamente perché stia accadendo dopo lo shock iniziale, ma di certo non dobbiamo abbassare la guardia e occorre investire sui nuovi programmi.

In questo scenario, il Terzo settore gioca un ruolo sempre più importante. La Fondazione Cassa Depositi e Prestiti ha lanciato la quarta edizione del bando A scuola per il futuro, mettendo a disposizione 1,2 milioni di euro per finanziare progetti locali contro l'abbandono. Con questa edizione, il programma avviato nel 2023 mette complessivamente in campo 5,6 milioni di euro. Almeno il 50% delle risorse è destinato alle regioni del Sud Italia. Le prime tre edizioni hanno finanziato 13 progetti, raggiungendo 7.700 studenti in tutta Italia. Francesca Sofia, direttore generale di Fondazione Cdp, ha spiegato che l'obiettivo è sostenere progetti capaci di generare un impatto tangibile nei territori, promuovendo alleanze strutturate tra Istituzioni, Terzo settore e comunità locali.

La scuola è un pilastro educativo fondamentale, ma da sola non basta. Il calo della dispersione scolastica è un traguardo importante, ma la povertà educativa resta un'emergenza che richiede interventi mirati e continuità nelle politiche. I divari territoriali e le disuguaglianze socio-economiche continuano a pesare come macigni sulle opportunità di crescita delle nuove generazioni. La sfida per i prossimi mesi non sarà solo mantenere i livelli di apprendimento raggiunti, ma agire in modo sempre più incisivo dove la forbice tra le diverse regioni e tra le singole scuole continua a essere troppo ampia.

Scambio di embrioni al San Raffaele, l'ispezione e l'assenza del personale: "Catena di errori"Il giorno dell'ispezione o...
04/09/2026

Scambio di embrioni al San Raffaele, l'ispezione e l'assenza del personale: "Catena di errori"

Il giorno dell'ispezione ordinata dall’Ats di Milano e dal ministero della Salute nel centro di Procreazione Medicalmente Assistita del San Raffaele, non c’era nessuno. La visita, effettuata il 4 agosto, era stata preannunciata e gli ispettori avevano chiesto espressamente di poter incontrare gli operatori che lavoravano quando avvenne lo scambio di embrioni, il 23 luglio. Una volta sul posto, però, non hanno potuto parlare con il personale direttamente coinvolto. Erano assenti i 16 ginecologi, il tecnico e i 10 biologi che lavorano nel centro.

Gli ispettori hanno potuto confrontarsi soltanto con i due responsabili, che però non erano presenti in struttura quando si verificò l’errore. Una situazione che, secondo quanto riportato dalla stampa, avrebbe fortemente limitato la possibilità di ricostruire la dinamica e analizzare le cause dell’evento. Il fatto che durante un’ispezione non ci fosse nessuno ad accogliere i verificatori viene letto da chi contesta la vicenda come un segnale grave, quasi una conferma di opacità o di organizzazione insufficiente.

La vicenda affonda le radici nello scambio di provette avvenuto il 23 luglio. Un'errata interpretazione della sequenza delle pazienti sul programma operativo portò a impiantare in una donna l'embrione crioconservato destinato a un'altra coppia. Due successive barriere di controllo non individuarono l’errore. L’episodio ha coinvolto uno dei più conosciuti centri italiani di PMA di terzo livello, al quale si rivolgono ogni anno centinaia di coppie.

Le verifiche successive hanno evidenziato non solo il problema organizzativo legato all'assenza del personale, ma anche criticità strutturali. Gli ambienti del laboratorio sono stati descritti come datati e caratterizzati da spazi limitati. Durante l’ispezione è stata riscontrata una temperatura ambientale elevata, ma non è stato possibile verificarne con precisione il valore perché il monitor per i parametri ambientali non risultava funzionante. Il sistema di ricambio dell’aria non appariva adeguato.

Gli ispettori hanno inoltre segnalato che nel centro non è previsto un sistema di registrazione che consenta di identificare gli operatori incaricati dei controlli sulla corrispondenza tra paziente ed embrione. La lista contenente le firme del personale autorizzato non sarebbe stata aggiornata da due anni.

La Regione Lombardia e il ministero della Salute hanno disposto la sospensione per 15 giorni delle attività del laboratorio di Embriologia, in vigore dal 6 agosto. Il provvedimento, che potrà essere prorogato fino al completamento degli interventi correttivi prescritti, si applica sia alle prestazioni in accreditamento con il Servizio sanitario regionale sia alle attività private non accreditate. Resta l'obbligo per la struttura di garantire la continuità dei percorsi clinici già avviati.

Il caso ha suscitato reazioni politiche, con il Partito Democratico che ha annunciato la presentazione di un'interrogazione urgente in Consiglio Regionale per chiedere trasparenza sui controlli. L'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha difeso il provvedimento, sottolineando che la sospensione va letta in un'ottica di tutela della qualità dei servizi sanitari, intervenendo con tempestività quando emergono criticità che richiedono interventi correttivi.

Codice della strada 2026, multe fino a 1000 euro senza Rca e nuove sanzioni per monopattini: la tabella aggiornataIl Min...
04/09/2026

Codice della strada 2026, multe fino a 1000 euro senza Rca e nuove sanzioni per monopattini: la tabella aggiornata

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato a tutti i soggetti coinvolti nella consultazione la versione aggiornata della tabella delle sanzioni previste dal Codice della Strada. La nuova tabella, oggetto del confronto tra ministero, operatori e associazioni di settore giovedì 3 settembre, prevede 795 fattispecie sanzionatorie. Di queste, solo 66 subiranno un aumento, pari all'8 per cento del totale, mentre tutte le altre sanzioni sono state ridotte, in alcuni casi anche in maniera significativa. Nel complesso, l'impatto sanzionatorio complessivo diminuisce di circa il 7 per cento rispetto al quadro attuale. Le nuove regole diventeranno definitive dopo la consultazione pubblica, che resterà aperta fino al 13 settembre.

La novità più rilevante riguarda la circolazione senza copertura assicurativa. La multa per la violazione dell'obbligo di assicurazione per veicoli a motore, ossia la copertura di responsabilità civile che tutela i danni causati a terzi, sale dagli attuali 866 a 1.000 euro. Una misura concepita per contrastare il fenomeno dei cosiddetti veicoli fantasma. Secondo l'Adusbef, in Italia su 47 milioni di veicoli circolanti, 9 milioni non hanno la copertura obbligatoria. Questi veicoli provocano circa 25mila incidenti all'anno, con costi che ricadono sulla collettività attraverso il Fondo di garanzia per le vittime della strada. L'associazione dei consumatori ha giudicato la soglia di 1.000 euro ancora insufficiente.

Cambiano anche le sanzioni per le manovre pericolose. Per le infrazioni commesse durante l’immissione in strada, la retromarcia o l’inversione di marcia, l’importo quasi raddoppia, passando da 42 a 80 euro. Sale anche la multa per il divieto di accendere fuochi in prossimità delle carreggiate, che balza da 250 a 1.000 euro.

Le novità più incisive toccano la micromobilità urbana. Per chi circola con monopattini quando sono di intralcio ai pedoni, la multa quadruplica: dai precedenti 40 euro sale a 160 euro. La stessa sanzione, da 40 a 160 euro, è prevista per la circolazione sul marciapiede dei veicoli a due o tre ruote, inclusi i monopattini elettrici, le biciclette e le moto. La stretta è stata inserita su segnalazione della Polizia locale per contrastare comportamenti considerati gravi.

Oltre agli aumenti, sono state introdotte 85 nuove fattispecie di violazione, pari all'11 per cento del totale, che nel codice vigente non avevano ancora una sanzione ad hoc. La tabella aggiornata, consultabile sul sito del Mit, rappresenta la base del confronto in vista della definizione del nuovo quadro sanzionatorio.

Pifferi, la Cassazione: “Lucida nell’uccidere Diana ma fragile e sola”. Confermati i 24 anniAlessia Pifferi era lucida q...
04/09/2026

Pifferi, la Cassazione: “Lucida nell’uccidere Diana ma fragile e sola”. Confermati i 24 anni

Alessia Pifferi era lucida quando ha ucciso la figlia Diana, tanto da modificare la scena del crimine e occultare tracce dopo aver scoperto il ca****re della bambina. Ma era anche “estremamente fragile” e sola, cresciuta in un ambiente inidoneo e segnata da una drammatica dipendenza affettiva dagli uomini. È questo il nucleo delle motivazioni con cui la Corte di Cassazione, lo scorso 25 giugno, ha reso definitiva la condanna a 24 anni di reclusione per la 41enne, respingendo i ricorsi della difesa e della Procura generale milanese.

La prima sezione penale della Suprema Corte, presieduta da Monica Boni con relatore Carmine Russo, ha confermato la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano del novembre 2025, che aveva cancellato l’ergastolo inflitto in primo grado. Diana, di meno di un anno e mezzo, morì di stenti nel luglio 2022 dopo essere stata abbandonata dalla madre sola in casa per quasi sei giorni, mentre Pifferi si trovava con l’allora compagno.

I giudici di legittimità hanno sottolineato che la donna non aveva alcun vizio di mente. Due perizie avevano già escluso un “impulso patologico invincibile che possa averla costretta ad abbandonare la bambina”. Al contrario, Pifferi era capace di “risolvere problemi e prendere decisioni”. La Cassazione ha documentato “soltanto una fragilità affettiva dell'imputata che la spingeva a cercare continuamente la compagnia di un uomo che la desiderasse”. Nemmeno il “basso quoziente di intelligenza” riscontrato in carcere, secondo la Corte, può contare.

La decisione della Cassazione ha tenuto ferme le attenuanti generiche concesse in appello alla donna, difesa dal legale Cristian Scaramozzino. A pesare, hanno scritto gli ermellini, sono l’“estrema fragilità emotiva”, la crescita “in un ambiente non idoneo di cui vi erano tracce già nel percorso scolastico”, la “storia drammatica” a livello affettivo, il “senso di solitudine” e la “dipendenza affettiva dagli uomini” che l’ha “portata a sacrificare la figlia”. Non è stata invece riconosciuta come attenuante la “sofferenza” determinata dal “clamore mediatico” indicata dalla Corte d’Appello, perché ritenuta una “intuizione personale” senza base legale.

Nel processo erano parti civili la madre e la sorella di Alessia Pifferi, rispettivamente nonna e zia di Diana, rappresentate dall’avvocato Emanuele De Mitri. La Procura generale aveva chiesto l’annullamento della sentenza di appello e un nuovo processo, sostenendo che le motivazioni per lo sconto di pena fossero carenti. La difesa, invece, aveva puntato a una ulteriore riduzione della pena, basata sulle compromissioni cognitive della donna. Entrambi i ricorsi sono stati respinti.

La sorella di Alessia, Viviana Pifferi, aveva commentato la sentenza definitiva dichiarando che la sorella “meritava l'ergastolo per quello che ha fatto”. L’avvocato Scaramozzino, dopo la decisione della Cassazione, aveva spiegato che l’obiettivo primario della difesa era stato proprio evitare l’ergastolo.

Il caso di Alessia Pifferi, che lasciò morire la figlia Diana di stenti in un appartamento di Milano, resta uno dei più drammatici della cronaca giudiziaria italiana. La Cassazione, con le motivazioni depositate il 3 settembre, ha tracciato il profilo di una donna lucida nell’azione criminale ma segnata da una fragilità che, agli occhi dei giudici, giustifica lo sconto di pena rispetto all’ergastolo. La condanna a 24 anni è ormai definitiva.

A un anno dalla morte di Giorgio Armani, restano il suo stile e la sua idea di eleganza, ma anche alcune riflessioni sco...
04/09/2026

A un anno dalla morte di Giorgio Armani, restano il suo stile e la sua idea di eleganza, ma anche alcune riflessioni scomode. Lo stilista aveva messo a fuoco una delle contraddizioni più profonde della moda contemporanea: un sistema che, anche nel lusso, ha finito per inseguire collezioni sempre più frequenti e una produzione continua, sacrificando qualità, durata, sostenibilità e troppo spesso anche la tutela dei lavoratori.

Alle parole Armani aveva affiancato anche alcune scelte precise. Tra le più significative, la decisione di eliminare le pellicce animali dalle sue collezioni, annunciata nel 2016. Noi vogliamo ricordarlo attraverso una frase che è un invito a sottrarsi alla logica dell’usa e getta e a ripensare la moda mettendo al centro etica e responsabilità.

04/09/2026

I meccanici Mercedes hanno festeggiato il compleanno del pilota Kimi Antonelli in maniera del tutto singolare: in un amichevole agguato lo hanno colpito in pieno volto con una torta.

Il pilota ha compiuto 20 anni. «Ho dovuto fare una doccia di un quarto d'ora per pulirmi - ha detto nella conferenza stampa del Gran Premio d'Italia a Monza - Puzzavo troppo».

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