11/06/2026
GARLASCO, ADNKRONOS DIFFONDE IN ESCLUSIVA IL VIDEO DELL’INTERROGATORIO DI MARCO POGGI: “MAI VISTI I VIDEO DI CHIARA. SE SEMPIO HA UNA CHIAVETTA L’AVREBBE RUBATA A CASA MIA.” GLI INQUIRENTI LO DEFINISCONO “OSTILE”. E INTANTO SI MOLTIPLICANO LE FUGHE DI ATTI RISERVATI
Tre giorni fa Quarta Repubblica mandava in onda il video dell’interrogatorio di Stasi. Oggi Adnkronos pubblica quello di Marco Poggi. Due soggetti diversi, due atti distinti, tre giorni di distanza. La domanda su chi fornisca questi materiali riservati rimane senza risposta
La deposizione
Il 6 maggio 2026, alle 9.50, Marco Poggi — fratello di Chiara, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 — compare al terzo piano del Palazzo di giustizia di Pavia in veste di testimone. Per circa un’ora e mezza risponde alle domande dei pubblici ministeri Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, affiancate da un carabiniere.
Il video di quella deposizione è stato diffuso in esclusiva da Adnkronos l’11 giugno 2026 ed è già riportato da Il Giorno, Il Messaggero e Il Giornale.
“Mai visti i video. Se li ha, ha rubato una chiavetta”
Marco Poggi è categorico: “Non ho mai visto video intimi di mia sorella Chiara. Non ho mai avuto sul mio cellulare video di Chiara e non li ho mai mostrati a nessuno.”
Quando i pm gli prospettano l’ipotesi che Sempio possa essere in possesso di un video intimo della sorella, la risposta non cambia: “Mi sembra impossibile. Confermo di nuovo che io non ho visto i video. Non riesco a trovare una spiegazione.”
Marco Poggi esclude che gli amici, tra cui Sempio, usassero il suo computer in sua assenza: “A me sembra impossibile perché quando andavamo lì c’ero anche io. Non posso escludere che talvolta io mi sia allontanato per andare in bagno o andare a prendere da bere, anche se non ho ricordi in tal senso.”
Sull’ipotesi della chiavetta USB — quella di cui Sempio parla nelle intercettazioni, affermando di averla presa dalla camera di Chiara — Marco Poggi non si sottrae ma ne contesta la plausibilità: “Se la devo dare una spiegazione, seppur assurda, visto che nelle intercettazioni si parla di una chiavetta con video intimi e che Sempio ha perso una penna USB che c’era in camera di Chiara e se l’è portata a casa — mi sembra f***e che qualcuno venga a casa e mi rubi qualcosa, qualcuno se ne sarebbe accorto.”
Lo scontro su DNA e impronta 33
I toni si surriscaldano quando si affrontano gli indizi contro Sempio — il DNA sulle unghie di Chiara e l’impronta 33. Le parole di Marco Poggi suonano, a chi indaga, come una difesa d’ufficio dell’amico di scuola e come una critica alla nuova inchiesta che mette in discussione la colpevolezza del condannato Alberto Stasi.
Marco Poggi sintetizza la vita della sorella come “casa — lavoro — Alberto” e non crede all’ossessione di Sempio verso Chiara: “Perché non dirlo a me che c’era un amico che le rompeva le scatole?”
Come gli inquirenti definiscono la testimonianza
Nelle carte dell’inchiesta il confronto con Marco Poggi viene definito “ostile” dagli inquirenti, come se il fratello della vittima fosse incline a una “costante difesa d’ufficio” di Sempio. Una valutazione già documentata nel rapporto del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Milano, che aveva annotato come le risposte di Marco Poggi evidenziassero “un atteggiamento oppositivo con il quale il teste più che a rispondere in maniera circostanziata alle domande che gli venivano poste le contesta.”
La questione irrisolta: due soggetti diversi, due atti diversi, tre giorni di distanza
C’è un elemento che questa redazione ritiene necessario segnalare nel suo complesso. L’8 giugno 2026 Quarta Repubblica aveva mandato in onda in esclusiva spezzoni del video dell’interrogatorio di Alberto Stasi del 20 maggio 2025 davanti al procuratore Napoleone. Oggi, 11 giugno, è Adnkronos a pubblicare in esclusiva il video dell’interrogatorio di Marco Poggi del 6 maggio 2026.
Due soggetti distinti — una trasmissione televisiva Mediaset e un’agenzia di stampa — diffondono a tre giorni di distanza due atti di indagine riservati, riferiti a due soggetti diversi, entrambi coperti dall’art. 114 del codice di procedura penale. Chi fornisca questi materiali, e in quale veste, non risulta dichiarato pubblicamente né da Quarta Repubblica né da Adnkronos. La Procura di Pavia ha già precisato in passato di non essere responsabile delle fughe di notizie. La domanda su chi stia autorizzando o consentendo la sistematica diffusione di questi atti rimane, allo stato, senza risposta pubblica verificata.
Marco Poggi non è indagato e la Procura di Pavia ha escluso ogni suo coinvolgimento nell’omicidio. Andrea Sempio è indagato e non è stato rinviato a giudizio: è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Lo stesso vale per tutte le altre persone citate nel presente articolo in relazione a procedimenti penali.
Fonti: Adnkronos, 11 giugno 2026 (video esclusivi interrogatorio Marco Poggi, 6 maggio 2026); Il Giorno, 11 giugno 2026; Il Messaggero, 11 giugno 2026; Il Giornale, 11 giugno 2026; Today.it, 11 giugno 2026; Libero.it, 11 giugno 2026; Quarta Repubblica, Rete 4, 8 giugno 2026 (video interrogatorio Stasi); Il Giornale d’Italia, 9 giugno 2026; Il Giornale, 9 maggio 2026 (atti Nucleo Investigativo Carabinieri Milano). Tutte le persone citate sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.