ExitWell

ExitWell La Musica per chi la fa, l'ascolta, la vive. Lo fa scegliendo accuratamente le migliori band del panorama indipendente ed emergente.

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Il progetto ExitWell si pone l’obiettivo di fornire supporto alle band ed agli artisti emergenti dal punto di vista dei contenuti, degli spazi, dei servizi e della condivisione delle esperienze. Lo fa attraverso eventi live e collaborando con le migliori realtà nazionali. Lo fa promuovendo e coordinando

iniziative atte a sviluppare la condivisione delle esperienze musicali. ExitWell vuole essere un punto di riferimento per le band emergenti, ed una finestra sempre aperta sulla scena indipendente ed alternativa del nostro paese.

26/07/2026

Ventiquattro brani, oltre due ore di concerto, sedicimila persone davanti al mare.

I Gorillaz arrivano a Trieste con tredici musicisti e un repertorio che continua a cambiare forma. Damon Albarn passa dalla melodica al piano, dirige l’ensemble e porta ogni ospite dentro la struttura delle canzoni.

Poi, durante Plastic Beach, salta la corrente. Gli schermi scompaiono. Albarn scende verso la transenna e resta nel buio insieme al pubblico.

Le voci più sicure arrivano dai ragazzi. Conoscono ogni parola di un catalogo cominciato prima che molti di loro nascessero. A Trieste i più giovani si sono presi i Gorillaz senza alcun bisogno di nostalgia.
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Report di

26/07/2026

Due movimenti attraversano il live di Ele A: quello veloce delle rime, degli incastri e del flow, e quello più sospeso dei suoi ritornelli.

A Testaccio Estate, il concerto mette insieme i brani di 26, il repertorio di Pixel e le tracce che hanno definito il suo percorso. Franco126 raggiunge Ele A sul palco per “Occhi ingenui”. Il pubblico accompagna l’ultima parte dello show e chiede ancora musica: “Se non metti l’ultima noi non ce ne andiamo”. Ele A accoglie la richiesta e riparte con “091”.
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Report di a

21/07/2026

Una cosa sola mi ha lasciato l’amaro in bocca. Guardandomi intorno vedevo che molti dei suoi pezzi da solista, bellissimi, al pubblico dicevano poco: la gente ascoltava composta e aspettava il momento Smiths. E Marr lo sa. Si prende la scena da professionista che ha capito da un pezzo per quale storia la gente compra il biglietto, e bastava guardare chi cantava e chi taceva: sui brani suoi quasi nessuno muoveva le labbra.

C’erano ragazzi giovanissimi nel giardino, eppure a saltare e ballare erano i più vecchi, i diversamente giovani, quelli che quella musica l’hanno vissuta in presa diretta. I ragazzi guardavano la leggenda; i loro genitori ballavano il proprio passato.
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Amalfitano ha fatto partire L’Amore Summer Tour 2026 da Celestino, un bar di San Lorenzo che per lui ha il sapore di cas...
27/06/2026

Amalfitano ha fatto partire L’Amore Summer Tour 2026 da Celestino, un bar di San Lorenzo che per lui ha il sapore di casa.
Prima del live abbiamo parlato del suo ultimo album, Sono morto x 15 giorni ma sono tornato perché l’amore è, uscito a ottobre 2025: un disco scritto quasi tutto in sette giorni, di pancia, dove testo e musica restano attaccati come devono restare attaccate le cose vive.
Dentro ci sono il mare come idea interiore, il desiderio, l’ansia del bicchiere, una canzone per suo figlio, la fatica di continuare a fare musica quando la musica sembra diventare superflua.
Poi la sala si è riempita. La gente ha cantato. Il caldo ha perso.
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Intervista di 🍓 Chiara De Luca 🍓
Foto di Rho
A M A L F I T A N O

Giulia Mei è arrivata al Parco delle Valli con quella cosa rara che separa una buona cantautrice da una voce davvero ric...
19/06/2026

Giulia Mei è arrivata al Parco delle Valli con quella cosa rara che separa una buona cantautrice da una voce davvero riconoscibile: una scrittura che sembra leggera solo fino a quando non colpisce.
Nella serata inaugurale di Arci Roma Incontra il Mondo, il suo live ha mostrato tutta la varietà di una proposta costruita attorno al pianoforte, attraversata da elettronica, sarcasmo, fragilità familiari e osservazione sociale.
Bandiera resta il brano più noto, quasi un manifesto generazionale e femminista. Però dal vivo si capisce meglio il resto: H&M, Genitori, Mio padre che non esiste, La vita è br**ta. Canzoni diverse, tenute insieme da una penna che sa ridere delle crepe senza lucidarle.
E anche se il suo album si intitola Io della musica non ci ho capito niente, a noi sembra che Giulia Mei abbia capito parecchio.
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Report di
giuliamei
Sound To Be
Arci Roma Incontra il Mondo

Gustavo torna con Il coraggio di non piacere, un disco che sceglie l’imperfezione come forma di verità.Dieci brani costr...
02/06/2026

Gustavo torna con Il coraggio di non piacere, un disco che sceglie l’imperfezione come forma di verità.
Dieci brani costruiti attorno alla fine di un ciclo emotivo e artistico: relazioni finite, rabbia, disillusione, bisogno di appartenenza, ricerca di equilibrio. La scrittura resta diretta, quasi scoperta, con una voce che preferisce esporsi invece di levigarsi.
Tra arrangiamenti acustici, rock e pop, Gustavo firma un album ruvido e personale, dove Vi odio tutti usa provocazione e ironia per colpire l’ipocrisia sociale, mentre Una bella giornata apre il lato più malinconico del progetto.
Il coraggio di non piacere suona come una presa di posizione: smettere di addomesticarsi, accettare le crepe e trasformare la fragilità in materia viva.

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Recensione di


Gli Shiny Dust vengono dalla Lucania e hanno scelto di far parlare la polvere.Con Hanbleceya trasformano i calanchi in m...
31/05/2026

Gli Shiny Dust vengono dalla Lucania e hanno scelto di far parlare la polvere.
Con Hanbleceya trasformano i calanchi in materia rock: argilla, deserti interiori, psichedelia, stoner, Alternative Rock, tensione fisica. Lo chiamano Calank Rock, con una provocazione quasi giocosa e una radice precisa: quella terra aspra, fragile, bellissima, piena di vuoti che chiedono ascolto.
Il disco, uscito per Soundinside Records, prende il nome da un rito dei nativi americani: “piangere per una visione”. Da lì nasce un lavoro che attraversa isolamento, alienazione, dignità diventata merce, cultura dell’apparenza, disperazione religiosa.

Alla fine resta una frase, brutale e chiarissima:
“Ca###, il rock non è morto”.

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Intervista di


I Dimensione Brama chiamano il loro disco Teatral Politik e il titolo dice già parecchio.Dentro c’è la politica quando d...
30/05/2026

I Dimensione Brama chiamano il loro disco Teatral Politik e il titolo dice già parecchio.

Dentro c’è la politica quando diventa spettacolo, il teatro quando torna corpo, la musica quando smette di decorare il presente e prova a disturbargli il sonno.

Claudio Molinari e Nicola Pecora raccontano un esordio nato dopo anni di palco, tra invettiva civile, grottesco, eredità familiari, lavoro alienato e una fame di presenza collettiva che arriva dritta dagli anni più isolati.

Su ExitWell l’intervista completa.

Intervista di .tamburello

Birthh ha scritto “Senza Fiato” dopo due anni di ricerca sulle parole giuste.Per Alice Bisi, passare dall’inglese all’it...
28/05/2026

Birthh ha scritto “Senza Fiato” dopo due anni di ricerca sulle parole giuste.
Per Alice Bisi, passare dall’inglese all’italiano è stato un rischio concreto: vivere a New York, scegliere la lingua madre, esporsi senza filtro, tenere insieme produzione, scrittura e visual.
Il disco nasce da lì: fuga, ritorno, desiderio di restare. Sul palco diventa materia fisica, con una band vera e un set pensato per portare quelle canzoni fuori dalla stanza.
Nell’intervista, Birthh racconta “Senza Fiato”, Spring Attitude, la libertà artistica e quella frase che suona come una dichiarazione di metodo: «che senso ha non rischiare più».

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Francesco De Gregori odia tre parole: biopic, sold out e VIP.Alla conferenza stampa di Nevergreen, al teatro Out Off di ...
27/05/2026

Francesco De Gregori odia tre parole: biopic, sold out e VIP.
Alla conferenza stampa di Nevergreen, al teatro Out Off di Milano, parla di libertà artistica, pubblico, amicizia, industria musicale e algoritmi. Racconta il film diretto da Stefano Pistolini, nato dalle serate milanesi dedicate ai brani meno battuti del suo repertorio, e annuncia il disco in uscita il 16 ottobre.
La frase che resta è una dichiarazione di postura: «Non voglio farmi governare dall’algoritmo».
Forse oggi questa è già una forma di resistenza.

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