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LA MANUTENZIONE DELL’UNIVERSOUn uomo disse all'Universo:'Signore, Io esisto!''Nondimeno - rispose l'Universo -questo fat...
10/05/2026

LA MANUTENZIONE DELL’UNIVERSO

Un uomo disse all'Universo:
'Signore, Io esisto!'
'Nondimeno - rispose l'Universo -
questo fatto non ha creato in me
alcun senso di obbligo.'
--- Stephen Crane, 'A man said to the Universe'

Arrivare alle Montagne Rocciose dopo giorni di duro viaggio attraverso le praterie, ci consentirà di vederle in modo differente, come un punto di arrivo, come una Terra Promessa.
--- Robert Pirsig, 'Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta'.

Quando arrivo in fondo torno in cima allo scivolo
Dove mi fermo e mi volto e parto per un giro
Finchè non arrivo in fondo e ti vedo di nuovo
Sì, sì, sì
--- The Beatles, 'Helter skelter'

Il titolo del famoso brano dei Beatles, 'Helter Skelter', si riferisce allo scivolo elicoidale dei luna parks inglesi e vuole rappresentare quel caos umano che venne poi interpretato follemente da Charles Manson; e dal quale provò a uscire Robert Pirsig con un po' di manutenzione zen della motocicletta. Ma dobbiamo constatare - alla luce degli insegnamenti di Hermes Trismegisto, secondo cui ciò che sta in alto è uguale a ciò che sta in basso - che anche l’Universo, in mancanza di un’appropriata manutenzione, è governato dal caos.

"Che fare?", si chiedeva Nikolaj Černyševskij nel titolo del suo romanzo antiborghese, pubblicato a puntate nel 1863 ma interamente solo nel 1905. I libro dava vita all'utopia dell'Uomo Nuovo in un nuovo mondo fondato sull'eguaglianza dei sessi e l'esaltazione dell'impegno etico. L'opera influenzò l'omonimo saggio di Lenin e una nuova generazione di Russi all'alba della Rivoluzione e del Movimento Cosmista.

http://www.treditori.com/i-cosmisti-russi.html

(L'immagine è un'opera di Tetsuya Ishida)

C'ERA UNA VOLTASe per eternità si intende non infinita durata ma intemporalità, allora possiamo dire che vive in eterno ...
09/05/2026

C'ERA UNA VOLTA

Se per eternità si intende non infinita durata ma intemporalità, allora possiamo dire che vive in eterno chi vive nel presente ... solo chi vive non nel tempo, ma nel presente, è felice.
--- Ludwig Wittengstein, 'Tractatus logico-philosophicus'

Tutti vorrebbero spostarsi nel tempo, per vedere e sapere ciò che viene raccontato o che si può solo immaginare. E per assicurarsi una forma di immortalità. Ma questo non ci è forse già concesso, senza che ce ne accorgiamo?

Passare da una lingua a un’altra predispone infatti da sempre, secondo le teorie del linguista Benjamin Lee Whorf, al Grande Viaggio: "La lingua hopi non contiene parole, forme grammaticali, costruzioni o espressioni che si riferiscano direttamente a quello che noi chiamiamo 'tempo', ovvero al passato, al presente o al futuro." E se diciamo "a long time ago" letteralmente "un lungo tempo fa" ovvero "molto tempo fa", indichiamo il trascorrere del tempo in termini di distanza oppure di quantità, creando una diversa percezione del fenomeno fino ad alterare la nostra visione cronologica; talora annullandola completamente e preparandoci ad accettare quello che prima ci sarebbe parso incredibile. Per esempio, mentre noi, e molti altri, cominciamo le favole con “C’era una volta…”, a indicare un periodo di tempo lontanissimo ove tutto sarebbe possibile, in persiano si dice “C’era qualcuno, non c’era qualcun altro. Tranne Dio, non c’era nessun altro”: si sovrappongono cioè quantità e qualità alla distanza, togliendo importanza al flusso cronologico a creare l'incantesimo ...

Nella descrizione dell’opera ‘Il sonno della ragione genera mostri’, Francisco de Goya confonde scientemente i due significati della parola sp****la ‘sueño’, ovvero ‘sogno’ e ‘sonno’. Il sonno/sogno è infatti un altro strumento di alterazione del tempo che consente magia e vaticinio. Aleister Crowley, nel suo 'Libro delle bugie' scrive: “Ho dormito con fede e al risveglio ho trovato un ca****re tra le mie braccia; ho bevuto e ballato tutta la notte col dubbio e al mattino l'ho trovata vergine."

C’era una volta il Tempo, nel Vaso di Pandora?

www.treditori.com/un-libro-dei-sogni.html

(L'immagine è un'opera di Edgar Ende)

L’ORO DEL CUORE  L'argento è mio e mio è l'oro, dice il Dio degli Eserciti--- il profeta Aggeo, nella BibbiaTutti i meta...
08/05/2026

L’ORO DEL CUORE

L'argento è mio e mio è l'oro, dice il Dio degli Eserciti
--- il profeta Aggeo, nella Bibbia

Tutti i metalli, al termine della loro lentissima evoluzione, diventano oro. L'alchimista non fa altro che accelerare tale processo in laboratorio.
--- R. A. Schwaller de Lubicz

La parola Alchimia origina verosimilmente da Al Kemi, come gli arabi chiamavano anticamente l'Egitto, 'la Terra Nera'. In fuga dal Faraone, Mosè, erede della sapienza delle piramidi, trovò alla sua discesa dal Monte Sinai un idolo d'oro venerato dai suoi. Allora, narra la Bibbia nell'Esodo, "afferrò il vitello che quelli avevano fatto, lo bruciò nel fuoco, lo frantumò fino a ridurlo in polvere, ne sparse la polvere nell'acqua e la fece trangugiare agli Israeliti": una reazione furiosa, ma che per gli alchimisti rappresenta l'origine dell'Oro Potabile, ovvero l'Oro Filosofale, l'Elisir di Vita Eterna. E' l'Aurum Potabile di Paracelso, quello che Fulcanelli chiama l'Anima del Mondo, lo Spirito dell'Armonia Universale.

Il mitico Vello d'Oro, appartenuto al divino ariete Crisomallo, deriva dalla tradizione, ancora viva oggi, dei pastori della Colchide, parte dell’attuale Georgia, i quali immergevano le pelli di montone nei fiumi auriferi per raccogliere le particelle d’oro. Crisomallo, inviato da Ermes per salvare Crisso figlio di Nefele, dea delle nubi, venne dall'ingrato consegnato al re della Colchide, Eete, in cambio della mano della principessa Calciope, per essere sacrificato a Giove. Il Vello di Crisomallo fu nascosto da Eete in un bosco, ma venne infine rubato dagli Argonauti, tra i quali erano i Dioscuri, i gemelli Castore e Polluce, precursori di Romolo e Remo e protettori dei naviganti nella tempesta...

Sigmund Freud regalò in segreto alla cerchia dei suoi collaboratori e poi ad alcune persone a lui più vicine un anello d'oro dal significato magico, identico a quello da lui portato, nel quale era incastonata una pietra-sigillo incisa con l'immagine di una divinità olimpica. Egli, naturalmente, era Zeus.

Il grande egittologo e alchimista André Adolphe Schwaller de Lubicz aveva assunto il nome mistico di Aor, che deriva dal cabalistico Ohr Hochma, ovvero la 'luce della saggezza suprema' che deve illuminare il principio del mondo inferiore per rendere possibile la Creazione. Prima che ciò si realizzi, la situazione è Oro, ovvero ciò in cui l'alchimista, alla luce dell'Intelligenza del Cuore, deve trasmutare la materia.

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(L'immagine: 'Le lacrime di Freya', di Anne Marie Zilberman)

CAVALIERI FATALIMolte volte l'uomo vive e muore...Getta un freddo sguardosulla vita, sulla morte.E passa, Cavaliere!--- ...
07/05/2026

CAVALIERI FATALI

Molte volte l'uomo vive e muore...
Getta un freddo sguardo
sulla vita, sulla morte.
E passa, Cavaliere!
--- W.B. Yeats, 'Ai piedi della Ben Bulben'

Le ultime righe di questa poesia scritta da Yeats poco prima della morte nel 1939, e incise sulla lapide della tomba, prendono il titolo dal nome di una montagna d'Irlanda alle falde della quale volle essere sepolto. I Cavalieri di Ben Bulben sono i Sidhe, gli esseri del mondo fatato, immortali come chi crede nella reincarnazione.

Il corpo di Yeats, spirato in Francia ottantasette anni fa, venne successivamente tumulato nel cimitero di Drumcliff ai piedi della Ben Bulben, dove cavalcano i Sidhe.

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(Nell'immagine, 'Cavalieri', di Alfred de Dreux)

LA CABALA DI MERCURIOAveva fatto scolpire sopra ogni piede del suo letto un’immagine di Mercurio oniropompo, cioè condut...
06/05/2026

LA CABALA DI MERCURIO

Aveva fatto scolpire sopra ogni piede del suo letto un’immagine di Mercurio oniropompo, cioè conduttore di sogni poiché, come ciascuno sa, Mercurio era incaricato da Giove non solo di esercitare la professione di psicopompo, cioè di guidare le anime dei trapassati nel mondo dell’aldilà, ma anche di condurre i sogni nel sonno dei viventi addormentati.
--- Giorgio De Chirico, 'Ebdòmero'

Il Mercurio degli alchimisti è hermaphroditus e duplex, una complexio oppositorum, il messaggero degli dèi, l’Uno e il Tutto.
--- C.G. Jung, ‘Dischi Volanti, un mito moderno’

Mercurio, come "materia meravigliosa" e come sacro nume della sapienza magica, appare e traspare nelle opere narrative (Ebdòmero, Il Signor Dudron) e in quelle pittoriche di Giorgio De Chirico. Fra queste spicca, nel 1923, 'Autoritratto con busto di Mercurio', il Dio di cui il Maestro, al pari del fratello Alberto Savinio, si immaginava come la manifestazione artistica. E la famosa 'Emulsione' che De Chirico mescolava insistentemente nel suo studio, era volta alla ricerca di una Pietra Filosofale di cui il Mercurio è, in Alchimia, elemento primordiale.

In un romanzo dalle risonanze metafisiche del 1926, 'La Cabala', Thornton Wilder nel titolo sovrappone il significato di un gruppo di persone dedite a un intento occulto a quello del pensiero esoterico ebraico. E racconta di un giovane americano che entra in contatto, in una Roma magica e decadente, con una misteriosa compagnia i cui membri godono di singolari poteri; e immagina infine di trasformarsi egli medesimo nel dio Mercurio e di evocare Virgilio Mago ...

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(Nell'immagine, 'Autoritratto con Mercurio' di G. De Chirico)

SOLVE ET COAGULACalma questo metallo!--- Ezra Pound, ‘Canto per la trasmutazione dei metalli’Evaporazione e coagulazione...
04/05/2026

SOLVE ET COAGULA

Calma questo metallo!
--- Ezra Pound, ‘Canto per la trasmutazione dei metalli’

Evaporazione e coagulazione dell'Io. E' tutto qua.
--- Charles Baudelaire, ‘Il mio cuore messo a nudo’

L'Alchimia serve a separare il vero dal falso.
--- Paracelso, ‘Catechismo alchemico’

Nel mio principio è la mia fine...
--- T.S. Eliot, ‘Quattro quartetti’

Puro
argenteo martello del cuore,
a grigio battuto.
Ho intessuto
la chioma di Berenice, anche qui,
-io disfeci,
tramo e disciolgo.
--- Paul Celan, ‘Incoronato fuori’

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(L'immagine è dal manoscritto alchemico del 17th secolo ‘Clavis artis’)

ELFI FRATTALIGli esseri fatati sono così piccoli che hanno spazio per un solo sentimento alla volta.--- J.M. Barrie, 'Pe...
02/05/2026

ELFI FRATTALI

Gli esseri fatati sono così piccoli che hanno spazio per un solo sentimento alla volta.
--- J.M. Barrie, 'Peter Pan'

Guarda l'albero laggiù, c'è forse da vedere di più? Con la mente osserva e trova, è la stessa prova.
--- Ben Heinz, 'Universo frattale'

'Frattale' è un termine coniato dal matematico Benoît Mandelbrot per descrivere una forma geometrica, in natura o in arte, che può essere separata in parti anche infinitesimali, ciascuna delle quali è una versione a scala ridotta dell’intero. Insomma, guardando bene da vicino, magari con l'aiuto di una grande lente, possiamo spalancare la porta di uno straordinario mondo sinora invisibile, la cui conoscenza totale è razionalmente irragiungibile. Ma la semplice vista dalla soglia è già un miracolo che trasforma l'esistente, e conferma il detto di Ermete Trismegisto: "Quello che sta sopra è uguale a quello che sta sotto."

In ‘Reami degli Elfi’ di Sylvia T. Warner l’immagine frattale dell’Altro Mondo appare in tutta la sua smagliante realtà attraverso regni fatati che sono tanto numerosi come quelli umani nel XIX secolo, e altrettanto diversi. Ognuno con infinite storie da raccontare...

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(L'immagine è un’opera di Arthur Rackham)

SERPENTI DI MAGGIO"Divino Serpente impartisci a noi la tua benedizioneConcedici la serenità e una vita senza angosce!"--...
01/05/2026

SERPENTI DI MAGGIO

"Divino Serpente impartisci a noi la tua benedizione
Concedici la serenità e una vita senza angosce!"
--- Mantra intonato durante il Naga Panchami, festa indiana dei serpenti.

A Cocullo, un piccolo paese dell'Abbruzzo, all'inizio di maggio si celebra la festa in onore del patrono San Domenico, un prete benedettino morto nel 1031 a Sora e che, si tramanda, aveva il dono di curare dal morso dei serpenti.

La festa prende origine dal culto delle antiche popolazioni della Marsica per Angizia, figlia di Eeta e sorella, secondo Solino, di Circe e Medea, alla quale talora si sovrappone. Angizia era considerata, come le sorelle, dea e maga e le veniva attribuita la conoscenza dell'uso delle erbe terapeutiche, in particolare quelle contro i morsi di serpente.

Si racconta che Domenico nel suo peregrinare capitasse, intorno all'anno 1000, dalle parti di Cocullo dove gli abitanti lo accolsero con tutti gli onori. E quando se ne andò, lasciò loro un antidoto al veleno dei serpenti, che in quella zona erano molto diffusi.

In occasione della festa di Cucullo, i serpari catturano i serpenti, quelli non velenosi, per portarli in processione insieme alla statua del santo. Al termine, i rettili vengono liberati.

La tradizione di San Domenico serve a perpetuare i legami dei Marsi con i rettili e con la stirpe di Angizia, come tramandato da Plinio il Vecchio che cita un legame di queste popolazioni con il figlio di Circe e Ulisse, Marso, dal quale avrebbero appreso l’arte di incantare i serpenti. Secondo il commento di Servio all’Eneide virgiliana, quando “Medea Angizia” lasciò la Colchide e seguì Giasone, giunse in Italia, e insegnò ai Marsi, che abitavano vicino allo scomparso lago del Fucino, così grande da sembrare un mare, rimedi contro i serpenti.

E quasi un omaggio alle divinità dei Marsi ‘popolo del mare’, sembra offrire Gustav Klimt con i suoi magici ed erotici ‘Serpenti d’acqua’ …

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(L'immagine: 'Serpenti d'acqua 2', di Gustav Klimt)

NETANYAHU NON ANDRA’ ALL’INFERNONella Bibbia ebraica l’Inferno e il Paradiso non esistono. Esiste solo Sheol, ovvero l’O...
30/04/2026

NETANYAHU NON ANDRA’ ALL’INFERNO

Nella Bibbia ebraica l’Inferno e il Paradiso non esistono. Esiste solo Sheol, ovvero l’Oltretomba dove si ritrovano buoni e cattivi dopo la morte, senza alcuna differenza. Della Resurrezione vi sono pochissime menzioni, e senza alcun verdetto morale, come per esempio in Isaia 26-19: "Di nuovo risorgeranno i tuoi morti... la terra darà luce alle ombre".

E’ soltanto in epoca tarda, con Daniele, il cui nome non a caso significa ‘Dio è il mio giudice’, che la Resurrezione dei corpi si manifesta in vista di un Giudizio Finale: "Moltitudini che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: alcuni a vita eterna, altri alla vergogna e per eterna infamia” (Daniele, 12-2)

Ma se Daniele è considerato l’ultimo dei quattro grandi profeti testamentari dalla Bibbia cristiana, il suo Libro non è però inserito dal Canone ebraico tra quelli profetici, considerato che la sua redazione risalirebbe solo al II secolo a.C., ovvero all’epoca maccabea.

www.treditori.com/la-famiglia-singer.html

(L'immagine è un'opera di Marc Chagall)

I FUNGHI DELLE FATE"Possiamo girare intorno al globopiù veloci dell'errante luna."--- W. Shakespeare, Oberon a Titania n...
29/04/2026

I FUNGHI DELLE FATE

"Possiamo girare intorno al globo
più veloci dell'errante luna."
--- W. Shakespeare, Oberon a Titania nel 'Sogno di una notte di mezza estate'

“L’amanita muscaria è all’origine dell’ispirazione profetica nei Misteri di Eleusi.”
--- Robert Graves, ‘Food for centaurs’

Le fate, ci fa sapere Shakespeare nel 'Sogno di una notte di mezza estate', volano a una velocità incredibile, che il Bardo introduce come un elemento importante, seppure oscuro, per esprimere la capacità di trascendere le leggi naturali, solo adatte ai più lenti esseri umani. Ma è possibile inseguire il volo di questi Spiriti della Natura con il pensiero, se pronti ad abbandonare un eccesso di gravità mentale. Non a caso, Amleto parla di "ali rapide come la meditazione."

E questa "meditazione", sulla quale sembrano aleggiare gli inebrianti Misteri Eleusini, ci conduce a Beatrix Potter, la creatrice di Peter Rabbit, che tenne per tutta la vita un diario segreto in codice. Grazie alla sua decifrazione postuma da parte di Leslie Linder, ora sappiamo che oltre a essere una grande scrittrice e illustratrice per l'infanzia, Potter era una donna illuminata e un'eccellente naturalista, con una mirabile conoscenza di animali e vegetali, soprattutto funghi di cui, quando era bambina, le narrava la sua tata scozzese insieme a infinite storie di fate, elfi, streghe... e magici rospi. E il rospo, 'toad' in inglese, è sempre stato associato alle fattuchiere e a quei funghi a ombrello, velenosi e/o psicogeni, i 'Toadstools', che proprio dal rospo prendono il nome; funghi che sono stati da sempre i compagni, oltre che di Beatrix, anche delle fate, le quali proprio grazie all’ingestione di questo inquietante cibo incantato, mortale per i mortali, sarebbero capaci di volare a prodigiosa velocità. Proprio come le renne di Babbo Natale il quale, secondo antiche tradizioni siberiane, incarna lo spirito dell'Amanita Muscaria, il primo dei Toadstools...

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(L'immagine: Persefone e la madre Demetra, all'origine dei Misteri Eleusini, si scambiano funghi psicogeni - Bassorilievo di Farsalo, al Louvre)

LE PRIMAVERE DI STRAVINSKIJ‘A te, Venezia,l’ultimo canto,l’ultimo bacio,l’ultimo pianto!’--- ‘L’ultima ora di Venezia’, ...
27/04/2026

LE PRIMAVERE DI STRAVINSKIJ

‘A te, Venezia,
l’ultimo canto,
l’ultimo bacio,
l’ultimo pianto!’
--- ‘L’ultima ora di Venezia’, di Arnaldo Fusinato

"Un giorno, in modo assolutamente inatteso (...) intravidi nell'immaginazione lo spettacolo di un grande rito sacro pagano: i vecchi saggi, seduti in cerchio, osservano la danza di morte di una vergine che essi stanno sacrificando per propiziarsi il Dio della Primavera."
--- I. Stravinskij spiega come gli venne l'idea del balletto 'La sagra di Primavera'

"Questa sinfonia è composta per la gloria di Dio".
--- dedica di Stravinskij nella 'Sinfonia dei Salmi'

Si tramanda che l'ottantanovenne Igor Stravinskij - morto cinquantacinque anni fa a New York, e sepolto nell'amata Venezia cui dedicò un appassionato 'Canticum' - poco prima della fine raccontasse un sogno che aveva fatto e del quale ricordava solo che a un certo punto aveva esclamato: "Ho fede nella Resurrezione dei corpi!". Frase che l'artista che accese lo spirito del Novecento non sapeva del tutto spiegarsi, malgrado fosse rinato al cristianesimo molti anni prima, e dalla Russia pagana della 'Sagra di Primavera' (1913) fosse approdato alla 'Messa' (1944), una delle pochissime opere che non gli vennero commissionate ma frutto di una vera esigenza spirituale - Un'altra primavera.

E' stato recentemente ritrovato al conservatorio di San Pietroburgo lo spartito del 'Canto funebre' del grande compositore russo, scritto nel 1908 in memoria del suo maestro Rimsky-Korsakov il quale gli ispirerà, due anni dopo, il rivoluzionario 'Uc***lo di fuoco', il magico volatile che torna per salvare il mondo dal Male: La Fenice pagana, che nel pensiero cristiano è divenuta il simbolo della Resurrezione.

www.treditori.com/casanova-ultimo.htm

(L'immagine: Sandro Botticelli, particolare della 'Primavera', e un'opera di Deborah Turbeville)

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